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Nidal Malik Hasan, ex maggiore e psichiatra dell’esercito statunitense, è stato condannato a morte per la strage compiuta il 5 novembre 2009 a Fort Hood, una base militare in Texas. Quel giorno aprì il fuoco sui soldati presenti nella struttura, uccidendo 13 persone e ferendone altre 32. Nel 2013 fu riconosciuto colpevole da un tribunale militare. Durante il processo dichiarò di aver agito per motivi legati alle guerre statunitensi nei Paesi musulmani.
Il presidente Donald Trump ha approvato la sua esecuzione, fissata per il 3 dicembre 2026. Hasan dovrebbe essere ucciso tramite fucilazione, proprio nella base in cui avvenne la strage. A far discutere è soprattutto l’intenzione del Pentagono di trasmettere l’esecuzione in diretta streaming. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth sostiene che mostrarla al pubblico servirebbe da monito sulle conseguenze di crimini simili. Se confermata, sarebbe una modalità senza precedenti nella storia recente delle esecuzioni militari statunitensi.
La proposta ha provocato critiche da parte delle Nazioni Unite, di esponenti religiosi e di diversi politici americani, preoccupati che l’esecuzione possa trasformarsi in uno spettacolo pubblico. Anche il vicepresidente JD Vance ha espresso riserve sulla diretta. La fucilazione segnerebbe inoltre il ritorno di questo metodo nelle esecuzioni militari statunitensi, che non viene utilizzato dal 1945. La data è stata fissata, ma non è ancora chiaro se l’esecuzione verrà davvero trasmessa in diretta.