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Rendere gratuiti i trasporti pubblici locali e regionali e incentivare il passaggio dall’auto alla mobilità collettiva. È l’obiettivo dell’iniziativa popolare federale «Per una politica giusta e sostenibile dei trasporti pubblici», per la quale si raccolgono firme fino al 23 dicembre 2027.
La gratuità verrebbe introdotta gradualmente: entro sei mesi per under 26, studenti, apprendisti e beneficiari di diverse prestazioni sociali; entro tre anni per tutti gli altri utenti, esclusa la lunga distanza. Per quest’ultima è previsto un abbonamento generale a tariffa solidale di massimo 1’095 franchi all’anno.
Come si finanzierebbe?
L’iniziativa propone un fondo alimentato, tra le altre cose, da un prelievo sulla massa salariale delle imprese – escluse quelle con meno di 11 dipendenti –, contributi sull’acquisto e l’immatricolazione di auto di grossa cilindrata e di lusso e parte delle risorse oggi destinate alle strade nazionali. Il finanziamento dovrebbe raggiungere almeno l’1% del Pil svizzero all’anno.
Le criticità
Il nodo principale riguarda proprio i costi: la gratuità eliminerebbe una parte importante delle entrate generate dai biglietti e un aumento dei passeggeri richiederebbe allo stesso tempo maggiori investimenti nella rete. C’è inoltre il rischio che parte dei nuovi utenti provenga dalla mobilità a piedi o in bicicletta anziché dall’automobile, riducendo l’effetto auspicato sul traffico.
Il testo cerca di rispondere a queste preoccupazioni stabilendo che la gratuità non possa comportare un peggioramento dell’offerta o delle condizioni di lavoro, né tagli ad altri servizi pubblici.