Ieri, 23:522017-10-20 23:52:56
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Nuova Zelanda: clima, donne e spinello libero entro il 2020

Jacinda Ardern, 37 anni, la nuova premier eletta laburista neozelandese, promossa meno di tre mesi fa leader del partito per salvarlo da un sicuro...

Jacinda Ardern, 37 anni, la nuova premier eletta laburista neozelandese, promossa meno di tre mesi fa leader del partito per salvarlo da un sicuro tracollo elettorale ha presentato le sue priorità programmatiche. Vogliamo "un paese dove l’ambiente è protetto, dove ci occupiamo dei più vulnerabili, dove appoggiamo le nostre famiglie, dove ci garantiamo a tutti i bisogni essenziali, come un tetto sulla loro testa", ha detto la neo premier, aggiungendo: "Ho grandi ambizioni in quanto donna e premier eletto, faremo grandi conquiste come governo in settori come la parità salariale, nell’appoggiare le donne nei ruoli da loro scelti, se vogliono lavorare o tirare su famiglia... E’ una questione che mi sta particolarmente a cuore". Se andrà in porto come sembra, Ardern guiderà un governo di minoranza sostenuto dai verdi, e alla fin fine anche dai nazionalisti di NZ First, dopo trattative di quasi un mese dopo le elezioni del 23 settembre. Come spiega lei stessa, la nuova star della sinistra mondiale è di fede socialista, femminista e repubblicana, in un paese ancora a regime monarchico, con la regina Elisabetta capo di stato, rappresentata da un governatore generale. Il contrasto con il suo predecessore, il compassato e conservatore Bill English, uomo di destra, di mezza età, capelli grigi, non potrebbe essere più netto. Cresciuta in una famiglia mormone, Jacinda ha lasciato la chiesa perché contraria all’omosessualità. Non è sposata e non ha figli e vive con il compagno Clarke Gayford, un presentatore Tv. Entrata già a 17 anni nel partito laburista, Ardern ha portato in parlamento le politiche che aveva perorato da giovane: è per l’istruzione superiore gratuita e ha definito la lotta al cambiamento climatico "il movimento antinucleare della mia generazione". Nel suo programma elettorale ha promesso di costruire migliaia di case popolari per frenare l’impennata dei prezzi, di ripulire i fiumi inquinati e di investire nella scuola. Al suo ingresso in campagna elettorale circa due mesi fa, ha provocato, specie fra i giovani, un’ondata di entusiasmo, subito battezzata ’Jacindamania’. I risultati elettorali hanno visto un netto recupero dei conservatori di English e gli hanno assicurato 56 seggi su 150 contro i 46 dei laburisti. Impossibile quindi governare senza il sostegno dei nazionalisti di NZ First, il cui leader Winston Peters ha preferito alla fine allearsi con Jacinda.

Ieri, 23:182017-10-20 23:18:37
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De Gregori al Bataclan, due anni dopo

di Tullio Giannotti, Ansa - «Questo luogo è speciale. Stringiamoci qui tutti insieme, 'anema e core»: al Bataclan, due anni dopo la strage jihadista in cui morirono 90 persone ad...

di Tullio Giannotti, Ansa -  «Questo luogo è speciale. Stringiamoci qui tutti insieme, 'anema e core»: al Bataclan, due anni dopo la strage jihadista in cui morirono 90 persone ad un concerto, Francesco De Gregori emoziona e commuove con le sue parole, la sua poesia e la sua musica sussurrate. E nel bis, con la moglie Chicca sul palco a cantare con lui "Anema e core", nel teatro della strage in tanti piangono. Una data come le altre del tour partito da Nonantola (Modena), che sta portando il "Principe" in Europa e nel mondo, la tappa di Parigi era particolarmente attesa. De Gregori e la band – con una prima metà spettacolo fatta di pezzi meno noti e un finale tutto di ’hit’ – salgono quasi in punta di piedi sul palco dove la sera del 13 dicembre 2015 (anche allora un venerdì). Tutto il pubblico, italiani a Parigi, italiani in vacanza, italiani di passaggio, va con il pensiero a quella giornata incancellabile, a quella notte in cui tre terroristi armati di fucile automatico e pieni di esplosivo nei loro giubbotti, violarono il Bataclan. Prima di essere distrutto dall’inferno di fuoco, era un teatro da 1.500 persone, adesso è stato ricostruito – riaperto un anno fa – e la capienza è aumentata di 200 posti. Qui morirono in 90 ascoltando il gruppo rock californiano Eagles of Death Metal, qui morì la giovane veneziana Valeria Solesin. Si comincia con "Numeri da scaricare" e "Gambadilegno a Parigi", De Gregori parla, spiega le canzoni. Con "Sempre e per sempre" si prende quota, poi arrivano "Caterina", "Titanic" e "La leva calcistica del ’68" e il concerto diventa una festa. A "La donna cannone" il Bataclan – gremito – si alza in piedi per applaudire il Principe accompagnato al piano dal solo Carlo Gaudiello, mentre il resto della band, Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Paolo Giovenchi (chitarre) e Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino) si è allontanato. Buonanotte Fiorellino e Viva l’Italia, il pubblico – nelle prime file il direttore dell’Istituto di cultura italiano a Parigi, Fabio Gambaro – comincia a cantare e a De Gregori, senza cappello e senza barba, magrissimo con un look alla Steve Jobs, mostra di gradire. Poi il finale, due bis fra cui l’immortale "Alice", quindi il duetto "con la mia sposa". In coppia, voce e controcanto, intonano la più dolce delle canzoni napoletane, che invita a stringersi, anima e cuore. E la dedica, fra applausi e lacrime, "a questo luogo speciale".

Ieri, 23:092017-10-20 23:09:49
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Giappone, nel 2019 l'addio dell'imperatore Akihito

Avverrà con molta probabilità nel marzo del 2019 l’abdicazione dell’imperatore giapponese Akihito: la prima negli ultimi 200 anni per la più antica monarchia...

Avverrà con molta probabilità nel marzo del 2019 l’abdicazione dell’imperatore giapponese Akihito: la prima negli ultimi 200 anni per la più antica monarchia ereditaria al mondo. Secondo fonti ministeriali, il governo di Tokyo sta ultimando i termini della legge promulgata in giugno appositamente per l’attuale monarca, affaticato dopo oltre un trentennio di regno alla veneranda età di 83 anni. L’ascensione al trono del Crisantemo per il figlio primogenito 57enne e principe della corona Naruhito, avverrà il primo aprile 2019, in concomitanza con l’inizio di una nuova era. Un metodo adottato nel calendario giapponese a partire dall’anno 701 per suddividere la storia in intervalli corrispondenti ai mandati degli imperatori che si sono via via succeduti. La risoluzione del governo, che sarà resa nota il prossimo mese, mette tutti d’accordo: sudditi, esecutivo e la casa imperiale. Nel corso di un appello giudicato "non comune" nell’agosto del 2016, il simbolo dell’unità della nazione – che in base all’interpretazione del carattere ideografico kanji sta a significare sovrano celeste – aveva riconosciuto di "sentire il peso degli anni nello svolgimento delle sue prerogative ufficiali", pur senza fare riferimento diretto alla volontà di rinunciare al trono. "Continueremo a considerare l’evento nel modo più opportuno", ha detto il capo di gabinetto Yoshihide Suga, "e faremo tutto quello che è in nostro potere per assicurare una transizione più agevole possibile per l’imperatore". In precedenza, in base ai regolamenti ufficiali del 1947, la successione era prevista solo alla morte del monarca. Prima di Akihito, l’ultimo sovrano che decise di abdicare fu l’imperatore Kokaku nel 1817. In base alla nuova legislazione, all’atto della rinuncia verrà assegnato il titolo di joko, utilizzato storicamente per gli imperatori che decisero di abdicare. In un messaggio alla nazione, l’imperatrice Michiko, in occasione del suo 83esimo compleanno, ha espresso "un enorme senso di sollievo" sulla decisione del proprio consorte di farsi da parte, assicurandosi così "un po’ di calma e quiete in età avanzata". Un messaggio di riconoscenza pronunciato con decoro da una custode della tradizione di una mitologia senza tempo. Per un passaggio del testimone che esclude ogni prerogativa divina, e che tenta di rendere la monarchia più consona ai tempi moderni.

Ieri, 23:052017-10-20 23:05:23
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Negli Usa arriva la prima laurea in cannabis

Dopo la legalizzazione della marijuana in alcuni stati americani, arriva anche la prima laurea in cannabis. La offre la Northern Michigan University, per rispondere alla...

Dopo la legalizzazione della marijuana in alcuni stati americani, arriva anche la prima laurea in cannabis. La offre la Northern Michigan University, per rispondere alla sempre crescente domanda dell’industria di settore. Dal college, però, avvertono i giovani che si tratta di un progetto serio e complesso. "Gli studenti dovranno essere molto motivati​ – ha detto il docente di chimica Brandon Canfield – Non è un corso facile, ma è un programma intensivo di chimica e biologia". Canfield ha spiegato che gli alunni non coltiveranno la marijuana come parte del loro percorso, ma studieranno piante simili con valore terapeutico. In America stanno aumentando sempre più gli stati che hanno legalizzato la cannabis, per uso medico o ricreativo: ad oggi sono 29, oltre il District of Columbia.

Ieri, 22:442017-10-20 22:44:51
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Si arrendono solo ai rigori i ...

Si arrendono solo ai rigori i Rockets di Jan Cadieux nella sfida casalinga con il quotato Olten: i solettesi s'impongono 5-4 grazie alle trasformazioni dell'americano Tim Stapleton, già del Lugano, e di Martin Ulmer

Si arrendono solo ai rigori i Rockets di Jan Cadieux nella sfida casalinga con il quotato Olten: i solettesi s'impongono 5-4 grazie alle trasformazioni dell'americano Tim Stapleton, già del Lugano, e di Martin Ulmer

Ieri, 22:342017-10-20 22:34:42
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Catalogna commissariata. Madrid: 'Al voto in gennaio'

La Catalogna ribelle entra ora in ’terra ignota’: domani mattina il governo spagnolo deciderà l’attivazione dell’articolo 155 che permette il commissariamento...

La Catalogna ribelle entra ora in ’terra ignota’: domani mattina il governo spagnolo deciderà l’attivazione dell’articolo 155 che permette il commissariamento del Govern di Barcellona. Che risponderà probabilmente mercoledì, dichiarando la ’Repubblica’ indipendente di Catalogna. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha confermato oggi di aver concordato le misure di commissariamento che saranno varate domani dal governo con i due partiti unionisti che appoggiano la sua strategia catalana, Psoe e Ciudadanos. Carmen Calvo, capo negoziatrice per il Psoe, ha spiegato che Madrid prenderà il controllo fra l’altro dei Mossos, la polizia catalana, dei media pubblici Tv3 e Catalunya Radio, un’ipotesi che suscita molte proteste, oltre che dei conti della Generalità e delle competenze del President Carlos Puigdemont. C’è accordo inoltre per usare il 155 per sciogliere il Parlament e andare alle urne in gennaio. I socialisti, duramente criticati da sinistra da Podemos per l’appoggio a Rajoy, premono perché il 155 sia usato nella forma più leggera e breve possibile, e perché non si ripetano le scene di violenza sui civili ai seggi del primo ottobre che hanno scioccato l’opinione pubblica internazionale. Rajoy oggi a Bruxelles – dove come previsto ha incassato l’appoggio degli altri leader Ue e del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani al Consiglio europeo – ha detto che l’art.155 "non suppone l’uso della forza". Ma non è scontato che sia così. Il pacchetto 155 sarà trasmesso domani dal governo al Senato, che lo affiderà ad una commissione che inviterà Puigdemont a spiegarsi. Il via libera definitivo – il 27 o il 30 ottobre – è scontato, perché il Pp di Rajoy ha la maggioranza assoluta nella Camera alta. Le organizzazioni della società civile indipendentista catalana annunciano opposizione ’pacifica e gandhiana’. Una prima grande manifestazione è convocata domani. La Cup, la sinistra del fronte secessionista, propone uno sciopero generale. Anc e Omnium, i cui leader sono in prigione da lunedì per ordine di un giudice spagnolo, preparano anche misure di disturbo ispirate dagli indignados del 2011. Oggi la prima: migliaia di catalani hanno ritirato ai bancomat 155 euro (come il famigerato articolo) per dare alle banche un assaggio del loro ’potere di consumatori’. Le code davanti agli istituti di credito hanno confermato il successo di questa prima mossa. Ma la risposta più spettacolare a breve dovrebbe essere la proclamazione della ’Repubblica’, forse mercoledì, in una seduta di politica generale nel parlamento di Barcellona, da parte del presidente Puigdemont o con un voto dell’assemblea. Non è chiaro se prima, o dopo, Puigdemont convocherà elezioni ’costituenti’ ma con la legge elettorale spagnola, che potrebbero frenare l’attivazione del 155. Rajoy e il leader Psoe Pedro Sanchez preferirebbero fosse Puigdemont a convocare anticipatamente le elezioni. In base allo ’statuto’ della Catalogna solo lui ha la facoltà di sciogliere il parlamento. I costituzionalisti non sono convinti che il 155 consenta di farlo. E l’ipotesi di andare al voto per cercare di fermare il commissariamento ora è considerata da una parte del fronte indipendentista. La stampa catalana vede in un ritorno alle urne un’ipotesi di uscita dall’impasse istituzionale. "Elecciones o elecciones!", titola La Vanguardia, che invita Rajoy e Puigdemont finalmente a parlarsi. "Per una via o per l’altra alla fine arriveremo ad elezioni, è ovvio che una sarebbe più catastrofica dell’altra. Forse è arrivato il momento di lasciare da parte gli scambi di ultimatum e sollevare il telefono".

Ieri, 22:282017-10-20 22:28:09
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Theresa May chiede aiuto ai 27 sulla Brexit, i leader Ue la gelano

Theresa May, in difficoltà nel suo Paese e nel suo partito sulla Brexit, chiede una mano ai leader degli altri 27 Paesi dell’Ue, che però le...

Theresa May, in difficoltà nel suo Paese e nel suo partito sulla Brexit, chiede una mano ai leader degli altri 27 Paesi dell’Ue, che però le chiudono la porta in faccia. Come da previsioni, la riunione del Consiglio europeo sancisce l’assenza di progressi sufficienti per passare alla seconda fase del negoziato sull’uscita, quella che dovrà definire i rapporti post-Brexit tra Regno Unito e Unione europea. A metterla giù in maniera più netta sono Emmanuel Macron e Angela Merkel: "Sta a Theresa May fare altri passi avanti", dice il presidente francese. Mentre per la cancelliera tedesca sono stati fatti "più progressi rispetto all’ultima volta" ma "ancora non abbastanza". Di vestire il ruolo del pontiere si incarica il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che definisce "esagerate" le insistenze sulle difficoltà dei colloqui, anche se a parlare di ostacoli e "impasse preoccupante" era stato nei giorni scorsi lo stesso negoziatore capo dell’Ue, Michel Barnier. Ma per Tusk ora serve più ottimismo e "una nuova narrativa" sui colloqui. Sia lui sia il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si dicono speranzosi che dicembre, prossimo appuntamento del Consiglio europeo, possa essere la volta buona per chiudere la prima parte dell’accordo e aprire la seconda. Juncker, in particolare, esclude con forza l’ipotesi che la Gran Bretagna possa uscire dall’Ue senza un accordo, riportata dai media britannici e non smentita da Theresa May. Sarebbe infatti "irresponsabile – a parere di quest’ultima – non guardare all’eventualità di cosa succederebbe senza un accordo". Anche se la stessa May si dice comunque "ottimista" sul buon andamento del negoziato. Sui tre nodi dei colloqui, – diritti dei cittadini, frontiera irlandese e compensazione finanziaria – May ammette che restano ancora nodi da sciogliere. Sebbene da parte britannica, assicura, c’è la volontà di andare avanti e le distanze sono ormai "ridotte". Intanto, la premier ha incassato almeno un piccolo risultato. Anche se non si inizierà a discutere di accordi commerciali e degli altri aspetti delle relazioni future, come lei avrebbe voluto, i 27 inizieranno a lavorare alla loro posizione comune a riguardo, in modo da farsi trovare subito pronti qualora a dicembre dovesse chiudersi la ’fase uno’. Forse non molto da spendere in patria dopo un pressing diplomatico iniziato lunedì con una cena fuori programma con Juncker e culminato al vertice con la richiesta di poter portare a casa un risultato tale da potersi difendere dagli attacchi politici. Come quelli di Nigel Farage, arrivato nella sede del Consiglio europeo per una ’passerella’ in sala stampa. "Pessimo – commenta l’ex leader dell’Ukip e primo promotore della Brexit – vedere un primo ministro britannico che va a chiedere l’elemosina".

Ieri, 22:202017-10-20 22:20:04
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Afghanistan, massacro kamikaze in due moschee: 72 morti

Nuovo venerdì di sangue in Afghanistan dove due moschee, una sciita a Kabul ed una sunnita nella provincia occidentale di Ghor, sono state al centro della...

Nuovo venerdì di sangue in Afghanistan dove due moschee, una sciita a Kabul ed una sunnita nella provincia occidentale di Ghor, sono state al centro della spietata azione di kamikaze che sono riusciti a farsi esplodere in mezzo ai fedeli in preghiera, con un bilancio complessivo di almeno 72 morti e 55 feriti. Nella capitale ad essere colpita è stata la moschea dell’Imam Zaman dove l’attentatore, che nascondeva sotto i vestiti una letale carica esplosiva, è riuscito ad entrare mescolandosi con la gente ed ha atteso pazientemente che tutti prendessero posto prima di cominciare a sparare e poi provocare lo scoppio. Il portavoce del ministero dell’interno, Najib Danish, ha reso noto che in questa operazione i morti, fra cui anche donne e bambini, sono stati 39 ed i feriti 45. Una decina di feriti sono stati portati nell’ospedale di Emergency di Gino Strada, e uno di questi, una donna è morta subito dopo il ricovero. Si deve ricordare che questa moschea, frequentata da musulmani sciiti, era già stata attaccata meno di due mesi fa, il 25 agosto scorso, da un commando armato che aveva ingaggiato uno scontro a fuoco di quattro ore con le forze di sicurezza afghane. I morti furono in quella occasione oltre 30, e i feriti 80. Poco prima, nella piccola provincia occidentale di Ghor, un altro kamikaze, che intendeva prendere di mira Fazal Ahmad, un comandante di una milizia locale rimasto poi effettivamente ucciso, ha fatto irruzione in una moschea sunnita attivando l’esplosivo che aveva indosso durante la preghiera serale. Per raggiungere il suo obiettivo però, ha precisato Danish, "l’attentatore suicida non si è fatto scrupolo di sacrificare la vita di 33 civili innocenti, ferendone altri dieci". Il duplice attentato è stato duramente condannato dal presidente della repubblica Ashraf Ghani, che lo ha definito "un crimine contro l’umanità e contrario ai valori dell’Islam". I suoi autori, ha ancora detto, "puntano alla divisione degli afghani, che però nonostante questo resteranno uniti". Fino a sera non vi era stata una chiara rivendicazione dell’accaduto, anche se il Site, sito di monitoraggio dell’estremismo islamico, ha segnalato il plauso per l’accaduto di vari organi online di movimenti radicali musulmani. Gli attentati odierni chiudono una settimana di sangue segnata da numerosi attacchi dei talebani che hanno colpito le forze di sicurezza afghane in almeno quattro province (Paktia, Ghazni, Maidan Wardak e Farah) causando almeno 130 morti fra cui molti civili. La crisi afghana resta quindi ancora per lo più senza via d’uscita anche dopo la divulgazione della nuova strategia del presidente statunitense Donald Trump per l’Asia meridionale, mentre si moltiplicano le iniziative a livello internazionale per convincere i talebani ad accettare un dialogo con il governo di Kabul. (ansa)

Ieri, 22:022017-10-20 22:02:35
Moreno Invernizzi @laRegione

Ci pensa Plastino. Con l'Ambrì...

Ci pensa Plastino. Con l'Ambrì a 4 contro 3 (fuori Chavaillaz), il numero 44 arma il siluro che regala ai leventinesi il successo all'overtime: Friborgo battuto (meritatamente) 2-1.

Ci pensa Plastino. Con l'Ambrì a 4 contro 3 (fuori Chavaillaz), il numero 44 arma il siluro che regala ai leventinesi il successo all'overtime: Friborgo battuto (meritatamente) 2-1.

Ieri, 22:012017-10-20 22:01:53
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Rbr vuole aumentare di altri 900 milioni la partecipazione in Credit Suisse

La società svizzera RBR Capital Advisors intende aumentare la propria partecipazione in Credit Suisse investendo ancora 900 milioni di...

La società svizzera RBR Capital Advisors intende aumentare la propria partecipazione in Credit Suisse investendo ancora 900 milioni di franchi. RBR attualmente detiene una quota dello 0,2% della seconda banca elvetica. La società, con sede nel Principato di Monaco e diretta dal finanziere Rudolf Bohli, vuole spezzettare il colosso bancario in tre divisioni, ovvero una banca d’affari, un asset management e un wealth management. "Attualmente il fondo RBR ha investito 100 milioni", ha detto Bohli interrogato dall’agenzia di stampa Reuters. "Intendiamo investirne altri 900 milioni". Il fondo speculativo rinuncerà al progetto se gli azionisti non dovessero esserne convinti, ha aggiunto Bohli. RBR è convinto che la suddivisione in tre comparti farebbe aumentare l’attuale valore di Credit Suisse, che si attesta a circa 40 miliardi di dollari (grossomodo la medesima somma in franchi).

Ieri, 21:422017-10-20 21:42:24
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Catalogna, re Felipe: 'È e sarà della Spagna'

Re Felipe VI di Spagna ha denunciato questa sera a Oviedo l’"inaccettabile tentativo di secessione" catalano e affermato che la Catalogna "è, e sarà, una parte...

Re Felipe VI di Spagna ha denunciato questa sera a Oviedo l’"inaccettabile tentativo di secessione" catalano e affermato che la Catalogna "è, e sarà, una parte essenziale della Spagna". Parlando alla cerimonia del Premio 2017 Principessa di Asturie Felipe di Borbone ha detto che la Spagna "farà fronte all’inaccettabile tentativo di secessione di una parte del suo territorio nazionale e lo risolverà con le sue legittime istituzioni democratiche, nel rispetto della costituzione e dei valori e principi della democrazia parlamentare".

Ieri, 21:092017-10-20 21:09:52
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Italia, 160mila firme anti Rosatellum

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ricevuto oggi a Palazzo Madama una delegazione del Coordinamento democrazia costituzionale (Cdc) e il direttore de "il Fatto...

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ricevuto oggi a Palazzo Madama una delegazione del Coordinamento democrazia costituzionale (Cdc) e il direttore de "il Fatto Quotidiano", Marco Travaglio. Il vicepresidente del Coordinamento, Alfiero Grandi, e il direttore Travaglio hanno consegnato le 160’000 firme raccolte in calce alla petizione in favore di una legge elettorale che "restituisca ai cittadini il diritto di scegliersi i parlamentari", come si legge nel testo illustrato al presidente Grasso. In un comunicato del Coordinamento per la democrazia costituzionale (ex Comitato per il no e contro l’italicum) si ricorda che l’appello consegnato a Grasso chiede "che siano ricostruite le condizioni di legittimità democratica del Parlamento" e cioè "che il prossimo Parlamento non sia eletto un’altra volta con una legge elettorale incostituzionale, che sia consentito a tutti i cittadini elettori di scegliersi liberamente i propri rappresentanti, che sia eliminato ogni meccanismo che manipoli la volontà degli elettori (come il voto unico) o che possa alterare la volontà espressa dal voto popolare". "Il Rosatellum, è stato ribadito questa mattina, toglie ai cittadini il diritto di scegliere i loro parlamentari e contraddice il principio costituzionale del voto libero ed uguale, compiendo per di più un’inaccettabile imposizione contro l’articolo 72 della Costituzione, quello che prescrive la normale procedura di esame e approvazione per le leggi in materia costituzionale ed elettorale". Per questo il Cdc auspica "che il Senato non approvi la legge così come arrivata dalla Camera e introduca invece le modifiche necessarie ancorché minime, come per esempio il voto disgiunto" ed eviti il ricorso al voto di fiducia. E ribadisce "una volta di più la necessità di una legge che sia di tipo proporzionale e metta fine alla vergogna dei parlamentari nominati". Per protestare contro il Rosatellum, il Cdc promuove una manifestazione a Roma davanti al Senato martedì 24 ottobre. (ansa)

Ieri, 20:542017-10-20 20:54:14
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Pianura padana sotto una coperta di smog: colpa del caldo

C’è una "coperta" di smog sopra la Pianura padana che tiene "confinati sotto di essa" gli stessi "inquinanti" di cui è costituita; la causa di questo "...

 C’è una "coperta" di smog sopra la Pianura padana che tiene "confinati sotto di essa" gli stessi "inquinanti" di cui è costituita; la causa di questo "accumulo" è l’insieme delle "condizioni meteorologiche e climatiche" come il caldo, l’assenza di piogge e di vento. L’analisi dell’ultimo allarme smog nella zona tra le più inquinate d’Europa è dei ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) italiano. Gli esperti sottolineano che "le condizioni atmosferiche" e le attività dell’uomo hanno avuto un "effetto di amplificazione". Il livello delle polveri sottili resta infatti sopra la soglia d’allarme nella Pianura padana e in tutto il nord Italia, inclusa Torino dove ieri il Comune ha invitato a tenere le finestre e le porte chiuse e a limitare l’attività fisica all’aperto per prendere oggi ancora più drastici provvedimenti: da domani stop esteso anche a 250’000 Euro 5 diesel. L’assessore comunale all’Ambiente, Alberto Unia spiega: "In base ai dati sulle Pm10 di questi giorni, abbiamo deciso di proseguire e passare al secondo livello". "Monitoreremo la situazione nel fine settimane – aggiunge – e se i dati scenderanno valuteremo di riconsiderare i blocchi già da lunedì". Le previsioni in effetti dicono che l’inquinamento dovrebbe diminuire in Pianura padana tra domenica e lunedì, con il passaggio di una perturbazione che porterà piogge e venti. In controtendenza il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino che giudica però "eccessivo" l’allarme. "Come cittadino – ha commentato – tengo le finestre aperte anche di notte, perché soffro di claustrofobia. Non critico nessuno ma invito le amministrazioni a fare un lavoro coordinato". In realtà il coordinamento è difficile perché ogni Comune può emanare (o non emanare) delle ordinanze, al di là di quanto prevede il patto antismog delle regioni padane. ’’Non voglio lasciare i Sindaci e le Regioni da sole. Mi sono messo a capo del coordinamento e chiedo che vada avanti. Incontrerò nei prossimi giorni l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) e le Regioni per approfondire ancora ulteriori interventi. Io sono disponibile", ha assicurato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti da Cernobbio. Quanto alle limitazioni al traffico, Galletti osserva che "servono a limitare i danni, ma quello che serve sono le azioni strutturali che noi abbiamo in campo. Davanti a un problema così grave serve un’azione coordinata, tutti insieme nello stesso momento, con un accordo fra tutti". A Torino il Pm10, nella centralina al Lingotto, è arrivato a 107, comunque in leggera diminuzione rispetto ai 114 di mercoledì. In Lombardia il Pm 10 è cresciuto in ogni provincia con l’esclusione di quella di Sondrio. Ieri la media di Pm10 più alta è stata registrata nelle stazioni di Bergamo, dove è arrivata oltre i 100 microgrammi per metro cubo, cioè il doppio della soglia, mentre a Milano di poco resta sotto i 100. In tutte queste province (con l’esclusione di Varese e Lecco dove i valori hanno superato la soglia di allarme solo negli ultimi due giorni) sono in vigore le misure antismog di primo livello: dalla limitazione della circolazione dei diesel fino ad euro 4, al divieto di sostare con il motore acceso allo stop all’uso di caldaie a biomassa (a meno che non siano la sola fonte di riscaldamento), alla temperatura massima di 19 gradi in casa. Non sono quindi previsti per ora targhe alterne o blocchi della circolazione con domeniche senza auto. Per parlare di misure domenica e lunedì a Parigi si incontra il C-40, coordinamento di cui fanno parte 91 città (in Italia Roma, Venezia e Milano, unica che fa parte del comitato esecutivo) per il primo evento Together4Climate, insieme per il clima, in cui si riuniranno sindaci e aziende spiegando quale è il cammino "per la mobilità urbana che conduce a un futuro più verde e più sano".

Ieri, 20:082017-10-20 20:08:09
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Obama e Bush attaccano Trump: no a politica della paura

È inusuale che un ex presidente scenda in campo criticando in maniera evidente chi lo ha succeduto alla Casa Bianca. Ma è perfino inedito che due ex...

È inusuale che un ex presidente scenda in campo criticando in maniera evidente chi lo ha succeduto alla Casa Bianca. Ma è perfino inedito che due ex presidenti, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, sferrino un duro attacco a Donald Trump e al "trumpismo", pur mai menzionandolo per nome, ma scandendo un fermo monito e lanciando un accorato appello, praticamente all’unisono. Sono Barack Obama (democratico) e George W. Bush (repubblicano) che, ognuno a suo modo, hanno condannato l’intolleranza e supplicato di non fare passi indietro, in particolare sui valori hanno dato e danno forma all’America, da qualsiasi parte politica li si guardi. Obama è salito sul palco prima in New Jersey e poi in Virginia a sostegno di candidati governatori nei due Stati, in una giornata che segna il ritorno dell’ex presidente nell’arena politica. E torna con un messaggio chiaro: "rifiutiamo la politica della divisione e della paura" dice, spiegando che "chi vince" le elezioni "dividendo la gente, non potrà poi governarla. E non potrà unirla. In gioco c’è la democrazia". A Newark, la città più grande del New Jersey, Obama scende in campo per Phil Murphy come prossimo governatore dello Stato. "Respingiamo la politica delle divisioni. Respingiamo la politica della paura", dice, e insiste: "Parte della politica cui assistiamo oggi pensavamo di averla lasciata alle spalle. C’è gente che guarda a 50 anni fa. Siamo nel 21esimo secolo, non nel 19esimo". Quindi a Richmond, in Virginia, per sostenere il candidato democratico a governatore Ralph Northam, rimarca che "la politica sta infettando le nostre comunità invece di rappresentare i nostri valori". E strigliando anche i democratici in vista degli appuntamenti elettorali di novembre e delle elezioni di midterm, li esorta al voto. "I democratici qualche volta sono pigri: la posta in gioco è alta e non consente di essere addormentati e pigri". Ma se, pur irrituale, l’attacco dell’ex presidente democratico verso il successore repubblicano può avere una sua logica di parte, il duro monito lanciato da George W. Bush durante un raro intervento pubblico ha particolarmente colpito l’immaginario americano: "L’intolleranza sembra rinvigorita. La nostra politica appare più vulnerabile alle teorie del complotto e ad invenzioni totali", ha detto l’ex presidente dal podio del Time Warner Centrenel di New York durante un evento del Bush Institute. "L’intolleranza, in qualsiasi forma, è blasfemia per i valori americani", ha aggiunto, "vuol dire che l’identità stessa della nostra nazione dipende dalla trasmissione degli ideali di civiltà alle prossime generazioni. E, ancora: "Il bullismo e il pregiudizio nella nostra vita pubblica definisce i toni, consente crudeltà e intolleranza". Parole come macigni, che sorprendono pronunciate da George W. Bush, non tanto nei contenuti quanto nella forma: l’ex commander in chief nei nove anni da quando ha lasciato la Casa Bianca ha scelto infatti di rimanere lontano dalla ribalta. Non ha criticato il suo successore Barack Obama e anche durante l’ultima campagna elettorale si è tenuto ai margini, salvo prendere una posizione netta nel decidere di non dare il suo appoggio a Donald Trump. "Quando perdiamo di vista i nostri ideali – ha detto l’ex inquilino della Casa Bianca- non è la democrazia che ha fallito. Il fallimento e’ di coloro incaricati di proteggere e difendere la democrazia". (Ansa)

Ieri, 20:042017-10-20 20:04:55
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Argentina, morto l'attore Federico Luppi

Federico Luppi, uno dei più noti ed apprezzati attori argentini, è morto oggi all’età di 81 anni nell’ospedale della Fondazione Favaloro di Buenos Aires, dove era stato...

Federico Luppi, uno dei più noti ed apprezzati attori argentini, è morto oggi all’età di 81 anni nell’ospedale della Fondazione Favaloro di Buenos Aires, dove era stato ricoverato dopo aver sofferto una brutta caduta nella sua casa, nell’aprile scorso. Noto all’estero soprattutto per la sua partecipazione in film spagnoli di successo, come "La spina del diavolo" (2001) e "Il labirinto del fauno" (2006) – ambedue diretti da Guillermo del Toro – Luppi era una dei volti più conosciuti del cinema argentino, dove aveva debuttato nel 1965 e lavorato in più di 70 film. Fra le sue interpretazioni più celebrate si trovano "Martín (Hache)" di Adolfo Aristarain, per la quale ricevette il premio al miglior attore nel Festival di San Sebastian del 1997; "Plata dulce" (Soldi facili), di Fernando Ayala (1982) nonché "Tiempo de revancha" (Tempo di vendetta), ancora una volta di Aristarain (1981), film che ebbe grande successo in quanto rappresentazione allegorica delle atrocità della dittatura militare argentina. Nel 2001 si trasferì in Spagna per favorire la sua carriera internazionale, ma pochi anni fa tornò nel suo paese natale, dove intervenne in varie polemiche pubbliche a causa del suo appoggio al governo di Cristina Fernandez de Kirchner.

Ieri, 19:532017-10-20 19:53:15
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Arrestato 'il cileno più pericoloso del mondo'

La polizia cilena ha arrestato Richard Eduardo Riquelme Vega, considerato "il cileno più pericoloso del mondo", che sarebbe collegato al traffico di droga in Olanda....

La polizia cilena ha arrestato Richard Eduardo Riquelme Vega, considerato "il cileno più pericoloso del mondo", che sarebbe collegato al traffico di droga in Olanda. Lo riporta Emol. Vega, conosciuto come "Richard Rico", sarebbe uno dei criminali più ricercati in Europa ed è stato arrestato nell’ambito di un’operazione internazionale contro la mafia marocchina che realizza attività di traffico di droga e riciclaggio di denaro nei Paesi Bassi. Secondo le autorità, Riquelme Vega farebbe parte di uno dei cartelli marocchini, e avrebbe partecipato alle cosiddette "Mocro War", guerre di mafia tra i gruppi di marocchini che operano in Olanda. La polizia ha riferito che il soggetto è stato arrestato all’hotel Hyatt di Santiago del Cile, dove alloggiava da alcuni giorni sotto falso nome. La sua cattura è stata resa possibile grazie alla collaborazione con la polizia olandese.

Ieri, 19:412017-10-20 19:41:38
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La luna ha avuto un'atmosfera, miliardi di anni fa

Miliardi di anni fa la luna era protetta da un’atmosfera, che non solo avrebbe eroso rocce e prodotto tempeste, ma sarebbe stata sufficiente a dare origine a gran...

 Miliardi di anni fa la luna era protetta da un’atmosfera, che non solo avrebbe eroso rocce e prodotto tempeste, ma sarebbe stata sufficiente a dare origine a gran parte, o forse tutta l’acqua oggi presente sulla sua superficie. Era sottile e di breve durata, visto che le stime indicano una vita di circa 70 milioni di anni. Lo indicano i dati dei vulcanologi e planetologi del Centro Marshall della Nasa, in via di pubblicazione sulla rivista Earth and Planetary Science Letters. Si tratta di un "cambio di prospettiva completa del modo in cui vediamo la luna, che diventa molto più dinamica e interessante da esplorare", commenta Debra Needham, coordinatrice dello studio. I primi indizi della presenza dell’acqua risalgono al 1994, ma la prova definitiva c’è stata nel 2008, grazie alla missione Lro (Lunar Reconnaissance Orbiter) della Nasa e alle nuove analisi dei campioni di rocce lunari portati a Terra dalle missioni Apollo 15 e 17. Adesso l’analisi dei depositi di lava lasciati da eruzioni avvenute tra 3,9 e un miliardo di anni fa indica che la luna ha avuto un’atmosfera. Ricche di ferro e magnesio, le rocce vulcaniche conservano le tracce di quantità e composizione dei gas rilasciati dalle eruzioni. Grazie a questi elementi vulcanologi, geologi e planetologi hanno stimato che l’atmosfera lunare era costituita principalmente da monossido di carbonio, zolfo e acqua. Con il ridursi dell’attività vulcanica si è ridotto di pari passo il rilascio dei gas. (ansa)

Ieri, 19:262017-10-20 19:26:40
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Brasile, adolescente spara contro compagni di scuola: due morti e cinque feriti

Almeno due adolescenti sono morti e 5 sono rimasti feriti da un ragazzo di 14 anni che ha attaccato armato una scuola di Goiania,...

Almeno due adolescenti sono morti e 5 sono rimasti feriti da un ragazzo di 14 anni che ha attaccato armato una scuola di Goiania, nel centro del Brasile. Lo riferisce il sito d’informazione Excelsior. Secondo quanto riferisce la polizia, l’adolescente, figlio di militari e alunno dell’istituto, è entrato questa mattina nell’edificio scolastico con una delle armi di suo padre e ha aperto il fuoco contro i suoi compagni, uccidendo due ragazzini di 12 e 13 anni. Secondo le autorità, l’assassino, arrestato dalla polizia, sarebbe stato vittima di bullismo da parte di alcuni alunni, e l’attacco sarebbe stato realizzato per vendetta.

Ieri, 19:192017-10-20 19:19:08
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Lecce, bimbo muore schiacciato da televisore

Voleva accendere la tivù, forse per vedere i cartoni animati. Si sarebbe quindi arrampicato sul carrello traballante sul quale si trovava il pesante elettrodomestico, e...

Voleva accendere la tivù, forse per vedere i cartoni animati. Si sarebbe quindi arrampicato sul carrello traballante sul quale si trovava il pesante elettrodomestico, e nel tentativo di accenderlo se lo sarebbe tirato addosso. Così è morto, Giorgio, un bimbo di 26 mesi che questa mattina si trovava con la mamma nella sua casa nel centro di Leverano, la città dei fiori, quasi 14mila abitanti a circa 25 chilometri da Lecce. La donna, di 27 anni, era nella stanza accanto al soggiorno, dove si è verificata la tragedia. Pare che stesse sbrigando delle faccende domestiche. Dopo aver sentito un forte rumore e le urla del figlio, è accorsa nella stanza. In preda al panico ha liberato il figlio dal peso dell’apparecchio e ha tentato di rianimarlo. Poi ha allertato i soccorritori. A nulla è servito il massaggio cardiaco che i sanitari hanno compiuto sul piccolo nel tentativo disperato di rianimarlo. E non è servita neppure la corsa in ambulanza verso l’ospedale più vicino perché Giorgio è morto subito dopo l’incidente.

Ieri, 18:312017-10-20 18:31:21
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Premio Aerosuisse per i sei piloti della Patrouille

Alla presenza del consigliere federale Johann Schneider-Ammann la Patrouille Suisse è stata insignita oggi a Lucerna del premio Aerosuisse Award. I sei piloti...

Alla presenza del consigliere federale Johann Schneider-Ammann la Patrouille Suisse è stata insignita oggi a Lucerna del premio Aerosuisse Award. I sei piloti militari professionisti servono da modello per i giovani alla ricerca di vocazioni utili e rafforzano l’immagine positiva delle forze aeree, ha argomentato la giuria. Il riconoscimento è stato consegnato al museo dei trasporti di Lucerna in occasione di un forum incentrato sull’aviazione e il settore aerospaziale. Secondo la giuria, la squadriglia di volo acrobatico svizzera è un ambasciatrice dei valori svizzeri e della Svizzera sul territorio nazionale e all’estero, ha indicato Aerosuisse in una nota odierna. Schneider-Ammann si è espresso in merito al mercato in crescita dell’aviazione e del settore aerospaziale. Queste ultime rappresentano importanti motori per l’innovazione, contribuendo alla creazione di impieghi altamente qualificati. Inoltre, l’aumento del numero di droni offre opportunità per lo sviluppo di nuovi modelli economici. Eventuali misure regolamentari non devono tuttavia indebolire la capacità innovatrice e la competitività degli attori svizzeri, ha aggiunto il consigliere federale.