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Il razzismo in Svizzera continua a mostrare numeri preoccupanti, mantenendosi su livelli elevati dopo la forte impennata del 40% registrata nel 2024. Secondo l’ultimo rapporto della Rete di consulenza per le vittime del razzismo, nel 2025 sono stati documentati 1245 casi di discriminazione, un dato che la Commissione federale contro il razzismo definisce come la semplice punta dell’iceberg di una realtà pervasiva. Il settore della formazione si conferma l’ambito più critico, raccogliendo il 22% delle segnalazioni totali, seguito dal mondo del lavoro (17%), dove gli episodi risultano in crescita.
A livello generale, i casi più frequenti riguardano il razzismo nei confronti delle persone nere (33%) e la xenofobia (30%), seguiti dal razzismo antimusulmano (23%), in aumento di cinque punti percentuali rispetto all’anno precedente. Gli insulti razzisti e le accuse infondate rappresentano le forme di abuso più comuni, spesso accompagnate da una percepita mancanza di protezione da parte di figure d’autorità come insegnanti o datori di lavoro.
Nonostante l’aumento delle segnalazioni possa essere legato anche a una maggiore conoscenza dei centri di consulenza, resta difficile determinare l’effettiva evoluzione del fenomeno: in Svizzera non esiste infatti un monitoraggio sistematico delle vittime e i dati disponibili si basano principalmente sulle segnalazioni raccolte.
🫂Se sei vittima di razzismo puoi chiamare il numero verde: 0800 194 800
🔎Fonte: Confederazione Svizzera
📸Immagine: Keystone