Ieri, 17:242017-04-29 17:24:28
@laRegione

Simon Yates si è aggiudicato l...

Simon Yates si è aggiudicato la quarta tappa del Tour de Romandie. Il britannico conduce ora la classifica generale.

Simon Yates si è aggiudicato la quarta tappa del Tour de Romandie. Il britannico conduce ora la classifica generale.

Ieri, 15:002017-04-29 15:00:16
@laRegione

A Sochi la pole position è del...

A Sochi la pole position è del ferrarista Vettel che precede il compagno di squadra Raikkonen. Dietro alle rosse di Maranello le Mercedes di Bottas e Hamilton. Male le Sauber: Wehrlein è 18esimo, subito dietro Ericsson.

A Sochi la pole position è del ferrarista Vettel che precede il compagno di squadra Raikkonen. Dietro alle rosse di Maranello le Mercedes di Bottas e Hamilton. Male le Sauber: Wehrlein è 18esimo, subito dietro Ericsson.

Ieri, 10:012017-04-29 10:01:29
@laRegione

Che fare questo fine settimana...

Che fare questo fine settimana? Perché non mettere in discussione sé stessi con Tu!, esposizione interattiva dedicata a diversità e disabilità realizzata dall'Ideatorio e Pro infirmis. A Villa Saroli a Lugano dalle 14 alle 18

Che fare questo fine settimana? Perché non mettere in discussione sé stessi con Tu!, esposizione interattiva dedicata a diversità e disabilità realizzata dall'Ideatorio e Pro infirmis. A Villa Saroli a Lugano dalle 14 alle 18

Ieri, 09:202017-04-29 09:20:00
Erminio Ferrari @laRegione

Ottocento anni dopo la visita di Francesco d’Assisi al sultano

Otto secoli dopo Francesco d’Assisi, un papa che porta il suo nome, scende al Cairo. Allora, si era nel pieno della quinta crociata, quel frate...

Otto secoli dopo Francesco d’Assisi, un papa che porta il suo nome, scende al Cairo. Allora, si era nel pieno della quinta crociata, quel frate incontrò il sultano Malik al-Kamil per tentare un dialogo che fermasse quella guerra. Oggi la parola “crociati” è ancora scagliata contro gli “occidentali” dagli ideologi del jihadismo globale e da autocrati come Recep Tayyip Erdogan (che due settimane fa esaltò la sconfitta inferta ai “crociati” dagli elettori turchi).

Ma il sentimento di essere in guerra con il mondo islamico (pur spacciata per “difensiva”) è talmente diffuso anche nelle nostre società e nelle parole dei politici che la visita di Bergoglio sembra avvenire in circostanze non così diverse.
La novità, e che novità, è che questa volta si tratta di un papa. E inevitabilmente la portata della visita trascende l’ambito religioso, per assumere – soprattutto nelle terre islamiche in seguito al fallimento storico dei tentativi di laicizzazione dello Stato – complessi e contraddittori significati politici.

Bergoglio si è presentato al Cairo come capo della cristianità cattolica, ma viene accolto (o respinto, più o meno nella stessa misura) come illustre rappresentante del cosiddetto “Occidente” nel suo insieme; nella stessa misura in cui vasta parte dell’opinione occidentale non fa distinzione tra fedeli islamici, islamisti, imam e governi di quelle terre.
Non molto tempo fa, As’ad AbuKhalil – accademico della California State University, non un invasato imam o un arruolatore di foreign fighters – scriveva per al Jazeera che “forse gli islamisti esagerano il ruolo della religione quale impulso per le Crociate […] ma è indiscutibile che il linguaggio della conquista occidentale non si è evoluto. I bombardamenti occidentali e l’occupazione di terre arabe e musulmane rimangono aderenti alla retorica bigotta dei crociati; e la sovranità degli arabi nelle loro terre significa ancora ben poco per i governi occidentali”. Se siamo ancora qui, è perché la realtà pone più questioni di quante risposte diano gli imprenditori dell’intolleranza autistica (il momento è il loro) o i dialoganti a buon mercato.

A titolo di paragone con la visita di Bergoglio, per la statura del personaggio e per il sovraccarico di significati attribuiti all’iniziativa, viene alla mente il discorso tenuto da Barack Obama all’Università del Cairo nel 2009: allora, il successore del presidente che aveva evocato proprio una crociata in reazione all’attacco di al Qaida dell’11 settembre, si rivolse al mondo islamico proponendo un “nuovo inizio”; oggi Bergoglio arriva nella terra in cui dei cristiani copti si fa strage riproponendo un dialogo tra religioni, che è un dialogo di civiltà.

Le aspettative riposte nella sua iniziativa sono forse esagerate come avvenne per quella di Obama. Del resto, anche nel 1219, Francesco e il Sultano si lasciarono da amici, e le guerre religiose poterono continuare…

Ieri, 08:502017-04-29 08:50:31
Susanna Petrone

Come diminuire l’impronta ecologica

Alimentazione La scelta della nostra alimentazione ha un influsso diretto sulla nostra impronta ecologica e di conseguenza sulle risorse del nostro Pianeta. Prodotti animali come...

Alimentazione La scelta della nostra alimentazione ha un influsso diretto sulla nostra impronta ecologica e di conseguenza sulle risorse del nostro Pianeta. Prodotti animali come carne, uova e formaggio utilizzano la maggiore quantità di risorse. Cosa possiamo fare? Mangiare meno carne, prediligere la verdura e la frutta di stagione e comprare prodotti locali. L’allevamento di bestiame consuma molte risorse della Terra attraverso i pascoli e la produzione di mangime. In totale l’allevamento impiega il 70% del terreno coltivabile. In Svizzera si mangiano in media annualmente 53 chilogrammi di carne a testa. La carne finisce quindi sul piatto di una persona in media nove volta alla settimana. Se si mangia carne solo tre volte alla settimana invece di nove, si risparmia il 21% della propria impronta ecologica alimentare. Un hamburger vegetariano incide sull’ambiente addirittura fino all’80% in meno di un hamburger di carne macinata. Ricorda: l’allevamento contribuisce inoltre al riscaldamento climatico. È responsabile del 18% dei gas a effetto serra in tutto il mondo.

Abitazione Sia la modalità di costruzione di una casa e i materiali impiegati, sia il consumo di energia per abitarvi influiscono sull’impronta ecologica. Impianti stereo in modalità stand by, abitazioni isolate in maniera inadeguata e automobili inefficienti: ben il 40% dei consumi giornalieri di corrente elettrica va sprecato senza generare alcuna utilità. Cosa puoi fare? Con apparecchi più efficienti e tecnologie all’avanguardia è possibile risolvere questo problema, a beneficio di tutti. Pensa a quanto cibo sprecheresti se, a pranzo, una forchettata di pietanza su tre cadesse sul pavimento. Con l’energia accade esattamente questo: circa un terzo di quanto consumiamo va letteralmente perso perché ci sono apparecchi che continuano a funzionare anche quando nessuno li sta utilizzando. Vai sulla pagina WWF Svizzera e fai il check-up energetico. Ricorda: vivere in modo consapevole è una scelta vantaggiosa per te e per il nostro pianeta.

Mobilità Attraverso un comportamento diverso per quel che riguarda i mezzi di trasporto possiamo ridurre la nostra impronta ecologica: ridurre i tragitti e viaggiare meno. A tale scopo risulta di fondamentale importanza il luogo in cui si abita. Se il posto di lavoro, le attività del tempo libero e i supermercati si trovano in un raggio ravvicinato si percorrono meno chilometri. Ma non tutti vogliono o possono vivere vicino a centri abitati e ben serviti. Quindi? Che fare? Evitate di prendere la macchina nel tempo libero: perché non organizzare una gita in bicicletta? Se possibile fate la spesa vicino a casa, acquistando prodotti biologici, locali e di stagione. Fate attenzione a cosa mangiate: ci sono prodotti che vengono importati dall’estero e che viaggiano in “prima classe” in aereo. Il 66% dei chilometri percorsi in Svizzera è imputabile alla mobilità motorizzata individuale (auto o moto). Quando andate al lavoro, siete sicuri di non poter usare i mezzi pubblici?

Ieri, 08:472017-04-29 08:47:52
Susanna Petrone

La Svizzera è in bancarotta

Sold out: gli scaffali dei supermercati sono vuoti, al distributore è finita la benzina e occhio ai vestiti, non se ne potranno più comprare fino al 2018. No, non è fantascienza. Questa è...

Sold out: gli scaffali dei supermercati sono vuoti, al distributore è finita la benzina e occhio ai vestiti, non se ne potranno più comprare fino al 2018. No, non è fantascienza. Questa è la realtà. Da due giorni (dal 27 aprile), la Svizzera è in bancarotta: ha consumato le risorse che aveva a disposizione per l’intero 2017. In parole povere: ha consumato con otto mesi di anticipo la quota di risorse naturali che sarebbe dovuta bastare per tutto il 2017.
Se tutti vivessero come gli svizzeri, sarebbero necessari più di 3 Pianeti per coprire il nostro fabbisogno di risorse. Ma oramai è da anni che non diamo al nostro Pianeta il tempo necessario per rigenerarsi. L’inquinamento ambientale che produciamo è causato dal consumo generale, dall’alimentazione, dalle abitazioni e dalla mobilità privata. Ma potremmo diminuire facilmente la nostra impronta ecologica, ad esempio riducendo il consumo di carne, usando meno l’aereo, isolando meglio le case, puntando sull’energia rinnovabile e investendo in modo sostenibile il nostro denaro.
Tutti noi lasciamo delle tracce sulla Terra: per mangiare, vestirci, muoverci e abitare abbiamo bisogno di superficie. Senza foreste, nessun tavolo; senza campi da coltivazione e pascoli, nessun prodotto alimentare; senza terreno, nessuna strada e senza acqua, nessuna maglietta. Queste superfici sono risorse che togliamo al nostro Pianeta. In particolare il nostro consumo di petrolio ha un impatto ambientale molto pesante. Il riscaldamento, la fabbricazione di prodotti e l’utilizzo di apparecchi elettronici producono molta CO2 (anidride carbonica). Se viene emessa troppo CO2 nella nostra atmosfera, il nostro clima perde il suo equilibrio.
L’impronta ecologica della Svizzera dimostra quanto sia squilibrato il nostro rapporto con la Terra: l’impronta è troppo grande. Sfruttiamo il nostro Pianeta in maniera eccessiva: l’effettivo delle risorse ittiche sta crollando, perché l’acqua diventa sempre più calda, le foreste tropicali disboscate si riprendono solo dopo molte migliaia di anni e le specie estinte sono perse per sempre. C’è bisogno di cambiare rotta. C’è bisogno di una svolta e questa svolta deve avvenire nelle nostre teste.
Le basi per il calcolo dello Swiss Overshoot Day sono fornite dal «Global Footprint Network», un’organizzazione partner del WWF. L’impronta ecologica dell’umanità nel suo insieme ammonta a 1,5 pianeti all’anno. Se vuoi calcolare la tua impronta ecologica vai su wwf.ch/improntaecologica.

Ieri, 08:222017-04-29 08:22:00
Benjiamin Albertalli

KIA Optima GT

È la KIA che non ti aspetti: una famigliare capace di superare i 230 km/h senza inficiare minimamente gli aspetti razionali per cui è stata sempre conosciuta. Eccellente infatti sia la praticità sia l’...

È la KIA che non ti aspetti: una famigliare capace di superare i 230 km/h senza inficiare minimamente gli aspetti razionali per cui è stata sempre conosciuta. Eccellente infatti sia la praticità sia l’imbattibile rapporto prezzo/contenuti. Questo è un modello semisconosciuto che necessita un’approfondita prova su strada.

Anche KIA ha la sua giardinetta sportiva. In commercio dal 2016, la nuova Optima senza fare troppa pubblicità si è arricchita della versione GT, equipaggiata con un 2 litri turbo-benzina da 245 cavalli e disponibile sia con la più classica carrozzeria a quattro porte che con la più interessante famigliare, che per l’appunto andrà per la maggiore sui nostri mercati. Un prodotto nuovo e sicuramente interessante per il marchio coreano, da anni in continua ascesa, che le permette di avere così a listino un prodotto nuovo e sicuramente interessante – specialmente in attesa della Stinger.

Il colpo d’occhio è sicuramente riuscito, specie nella parte posteriore in cui la forma dei fanali, il vistoso diffusore e il doppio terminale di scarico strizzano l’occhio alla tanto desiderata RS6. Di personalità a livello estetico ce n’è. Ma la vera sorpresa è l’abitacolo: la parte centrale rivolta verso il conducente, l’ottima posizione di guida e i sedili contenitivi richiamano l’eccellente impostazione che oggigiorno si trova quasi solo a bordo di una BMW, mentre gli accenti sportivi tra cui il volante dalla corona appiattita, i sedili sportivi e la pedaliera in alluminio sono ben inseriti nel contesto di una vettura famigliare dal piglio dinamico e ben rifinita. I passeggeri posteriori godono di uno spazio veramente sovrabbondante, tanto da stare comodi pure in tre grazie al pavimento posteriore piatto data l’assenza del tunnel di trasmissione. Oltretutto anche i dettagli del vano posteriore sono ampiamente curati: vi sono le bocchette d’aerazione, le protezioni sulle guide dei sedili, il riscaldamento per i sedili posteriori, un ampio poggiabraccia e pure la tendina sul finestrino. Quanto al bagagliaio, la cui capienza varia da 552 a 1’686 litri, va detto che è ampio, pratico e ben organizzato grazie ai binari per il fissaggio del carico, lo sgancio dei sedili e via discorrendo.

Come famigliare la Optima è sicuramente promossa, anche perché nonostante gli accenti sportivi conserva un buon comfort nei lunghi tragitti. E quanto all’animo da GT? Il motore è sicuramente energico e spinge forte fino alla zona rossa del contagiri, con un cambio sufficientemente veloce nel salire di rapporto ma non altrettanto reattivo in scalata.

Nei percorsi guidati risulta un ottimo compromesso tra stabilità nei tratti veloci e agilità in quelli più lenti. La guidi con la punta delle dita, anche grazie ad uno sterzo diretto ma non troppo veloce, sempre in sicurezza e con un rapporto in più, così da prevenire eventuali perdite di motricità dovute al fatto che non è provvista di un differenziale autobloccante o di un vettorizzatore di coppia. Degno di lode l’impianto frenante che oltre a spazi d’arresto brevi piace per il bel mordente.
KIA ha insomma dato vita ad una famigliare attraente, veloce (tocca i 232 km/h di velocità massima), comunque comoda e parca nei consumi (restano sempre sotto i 9 l/100 km effettivi), pratica come giusto che sia e dinamica quanto basta per la sigla GT – oltretutto sempre ad un prezzo assolutamente imbattibile che per l’appunto parte da 45'950 CHF. Gli unici accessori disponibili? Il tetto apribile panoramico e la vernice metallizzata.

Anche perché, con la dotazione ricchissima che si ritrova, non le serve davvero altro. C’è infatti un sistema di navigazione costantemente connesso per monitorare il traffico e la meteo in tempo reale, il sistema di integrazione dello smartphone Android Auto e un’infinità di dispositivi di sicurezza. Tra questi anche la visione dall’alto a 360° della vettura, utilissima nelle fasi di manovra dato che il particolare taglio del finestrino e del montante posteriore non agevola particolarmente la visibilità. Senza dimenticare quello che da sempre è un punto di forza del marchio: le condizioni di garanzia. La quale copre la vettura per 7 anni di vita o 150’000 km, offre 7 anni di assistenza gratuita e 7 anni di aggiornamenti delle mappe di navigazione. Il rapporto prezzi/contenuti, insomma, è davvero imbattibile!

Scheda tecnica

ModelloKIA Optima Sportswagon
Versione2.0 T-GDi GT
Motore4 cilindri benzina (turbo), 2 litri
Potenza245 cv
Coppia353 Nm
TrazioneAnteriore
CambioAutomatico a 6 rapporti
Massa a vuoto1’795 kg
0-100 km/h7,6 secondi
Velocità massima232 km/h
Consumo medio8,2 l/100 km (dichiarato)
Prezzo45’950 CHF
Ideale perChi vuole una famigliare sportiva di cui nessuno conosce l’esistenza
Si distingue perIl rapporto prezzo/contenuti

 

Ieri, 08:052017-04-29 08:05:00
Marzio Mellini @laRegione

La passione che permea l’aria fresca

Saranno i risultati, alla resa dei conti, a decretare il successo della scelta di puntare su Luca Cereda, promosso al timone del nuovo corso dell’Ambrì Piotta. È inevitabile,...

Saranno i risultati, alla resa dei conti, a decretare il successo della scelta di puntare su Luca Cereda, promosso al timone del nuovo corso dell’Ambrì Piotta. È inevitabile, giacché di sport professionistico si parla pur sempre.

Siccome un drastico cambio di strategia e di orientamento societario, come quello intervenuto in casa biancoblù e concretizzatosi con l’insediamento del nuovo “head coach” a fianco dell’amico Paolo Duca (ds), non presuppongono l’immediato conseguimento degli stessi risultati, non si può non rilevare come detta scelta – formatore, giovane, ticinese, biancoblù – sia decisamente condivisibile.

Forse anche logica, alla luce proprio della nomina di Duca a direttore sportiva. Di certo ben ponderata (oltre che simpatica), e figlia di una riflessione che si inserisce in un ragionamento ad ampio spettro, che ha chiamato in causa il recente passato, la gestione stessa della società, con particolare riferimento alla prima squadra, il fiore all’occhiello un po’ appassito, al quale si vuole restituire un po’ di quello splendore venuto meno nelle scorse stagioni, per lo più segnate dai patemi e dall’ansia.

La svolta c’è, ed è inequivocabile, oltre che auspicabile. Paolo Duca prima, Luca Cereda poi (la via tracciata è questa, ed è ben segnalata), nel solco di una strategia votata all’identità di un club che vuole riannodare il filo del discorso con una storia lunga e meravigliosa. Una tradizione che la proprietà ha accettato di rinverdire, affidandosi a una direzione sportiva più “nostrana”, maggiormente in linea con il nuovo credo, e con la volontà di restituire un’identità biancoblù a un club che sulle tonalità biancoblù ha edificato una leggenda. In attesa di costruire la casa che ne ospiterà le gesta del futuro, ma è storia di domani.

Oggi convince che alla base del processo identitario avviato vi sia l’assunzione di responsabilità da parte di chi la strada sembrava aver smarrito, virando in direzione di una filosofia che non ha dato i frutti sperati. Al contrario, ha ampliato la distanza tra la società e il territorio in cui questa si è sempre identificata, mortificandone un po’ il passato e impoverendone anche i contenuti tecnico-sportivi. Prova ne siano gli stenti delle ultime stagioni, nonostante notevoli sforzi, anche e soprattutto finanziari. Necessari per stare al passo, tuttavia non paganti in termini di risultati.

Risorse nostrane

Filippo Lombardi, a nome di un Cda con cui divide il peso della responsabilità, non ha esitato ad ammettere di aver sbagliato strategia. Se ne è assunto il peso, e ha deciso di cambiare. Non una semplice ripartenza, quella dell’Ambrì, bensì una svolta vera e propria. Con sé porta, finalmente, la consapevolezza che era davvero il momento di intervenire e, soprattutto, che in Ticino ci sono risorse importanti, prodotto del movimento hockeistico regionale. Non sfruttarle, avrebbe significato ignorare quanto il territorio ha da offrire, in termini di competenze specifiche, di esperienza, di leadership. Avrebbe significato volgere lo sguardo altrove, una volta di più, alla ricerca di chissà quali soluzioni. Trascurando quanto già abbiamo in casa, talento e pregio da valorizzare.
Ben fatto, vecchio Ambrì. Quanto ai risultati, tempo al tempo. Arriveranno, se coerenza e pazienza accompagneranno l’entusiasmo del momento.

Nel frattempo, si goda – tutti – dei benefici di una brezza tonificante. Aria pulita. Unita alla passione che la permea, non può che fare bene.

Ieri, 07:472017-04-29 07:47:39
@laRegione

Che fare nel week end? A Palaz...

Che fare nel week end? A Palazzo Reale a Milano merita una visita la mostra dedicata a Keith Haring, un grande della pop art della New York anni 80. Chiunque può scoprire che le sue immagini sono già nel nostro immaginario.

Che fare nel week end? A Palazzo Reale a Milano merita una visita la mostra dedicata a Keith Haring, un grande della pop art della New York anni 80. Chiunque può scoprire che le sue immagini sono già nel nostro immaginario.

Ieri, 07:252017-04-29 07:25:00
Generoso Chiaradonna @laRegione

Per ‘normalizzare’ di tempo ce n’è

La Banca centrale europea e la Banca nazionale svizzera continuano a ribadire che la politica monetaria rimarrà accomodante ed espansiva ancora a lungo. Il Quantitative...

La Banca centrale europea e la Banca nazionale svizzera continuano a ribadire che la politica monetaria rimarrà accomodante ed espansiva ancora a lungo. Il Quantitative easing all’europea (acquisti sì di titolo di debito pubblico e privato, ma solo sul mercato secondario), stando a Mario Draghi, non verrà allentato nemmeno nei prossimi mesi nonostante il miglioramento della situazione economica nell’eurozona e il ritorno a un seppur timido rialzo dei prezzi. Il presidente della direzione generale della Banca nazionale svizzera, Thomas Jordan, da parte sua, ha affermato ancora ieri che si è pronti in ogni momento ad abbassare ulteriormente i tassi d’interesse sul franco, già negativi (-0,75%) da più di due anni. Dall’altra parte dell’Atlantico la Federal Reserve ha incominciato a stringere i cordoni della politica monetaria avendo già alzato in tre riprese negli ultimi quindici mesi i tassi guida sul dollaro. L’approccio delle due principali istituzioni monetarie mondiali è quindi divergente.

Ma il tempo del denaro a costo zero dovrebbe finire se non presto, almeno entro i prossimi 12-18 mesi una volta archiviate le delicate elezioni politiche in tre Paesi chiave europei (Francia, Germania e Italia). A suggerirlo sono la ripresa dell’economia europea, ancorché tuttora asfittica, e il fatto che le pressioni e aspettative inflazionistiche sono generalmente in aumento in tutto il mondo occidentale. Insistere con politiche estremamente accomodanti in una situazione congiunturale simile potrebbe far sfuggire di mano il controllo del livello dei prezzi che potrebbe andare ben al di là del 2% auspicato da più parti. Ricordiamo che un’inflazione moderata è benzina benefica per le dinamiche economiche. Un eccesso potrebbe invece scatenare una fiammata estemporanea che contribuirebbe a bruciare risparmi e redditi da lavoro (la famosa ‘tassa sulla povertà’).

Il ciclo di rialzi inaugurato dalla Federal Reserve statunitense, quindi, non rimarrà senza emuli per non rischiare – nel complesso gioco a scacchi tra banche centrali – di restare ‘dietro la curva’ e continuare a tallonare a giusta distanza le mosse di chi precede.
Le presidenziali francesi e ancor più l’esito delle elezioni politiche italiane (quelle tedesche da questo punto di vista sono molto più scontate), nel caso si risolvessero con la vittoria di candidati ‘moderati’, segneranno la svolta della politica monetaria verso un processo di normalizzazione. La funzione di supplenza esercitata dalle banche centrali da ormai quasi dieci anni, dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008, potrebbe dirsi conclusa.

Dubbi permangono sugli effetti che tale politica potrebbe avere sul debito pubblico dei Paesi ‘poco virtuosi’ dell’eurozona. Un aumento repentino dei tassi d’interesse e un cosiddetto ‘taper tantrum’ (crollo dei valori delle obbligazioni pubbliche e conseguente fuga degli investitori a seguito dell’allentamento del Quantitative easing) potrebbero risultare fatali a molti governi riaccendendo la spirale populista che si credeva domata. Ma questa è musica del futuro.

Ieri, 06:402017-04-29 06:40:00
Prisca Colombini @laRegione

A Chiasso una app per migliorare a riciclare i rifiuti

Si chiama ‘Junker’ il nuovo dispositivo mobile adottato dal Comune di Chiasso per fornire ai cittadini tutte le informazioni inerenti allo smaltimento dei...

Si chiama ‘Junker’ il nuovo dispositivo mobile adottato dal Comune di Chiasso per fornire ai cittadini tutte le informazioni inerenti allo smaltimento dei rifiuti. A presentarlo è lo stesso Municipio, in un volantino appena distribuito alla popolazione. Come funziona? “Basta scansionare il codice a barre o il simbolo su una confezione per sapere come e dove va smaltita, con tanto di indicazione dei centri di raccolta abilitati”. L’applicazione – gratuita e disponibile per Apple e Android – conterrà tutte le indicazioni presenti nel calendario ecologico e offrirà la possibilità di ricevere comunicazioni, come per esempio eventuali cambiamenti delle date di raccolta, l’ubicazione dei punti di raccolta, i percorsi, i calendari del porta a porta o le indicazioni per i rifiuti speciali. ‘...

Ieri, 06:302017-04-29 06:30:00
Alfonso Reggiani @laRegione

La postina licenziata: 'Ho subito un'ingiustizia!'.

«Ho subito un’ingiustizia e voglio denunciarla, mi sembra giusto». A parlare è Maria (nome noto alla redazione), la postina madre di una bimba di due anni...

«Ho subito un’ingiustizia e voglio denunciarla, mi sembra giusto». A parlare è Maria (nome noto alla redazione), la postina madre di una bimba di due anni licenziata dalla Posta (cfr, articolo apparso ieri su queste colonne), dopo quasi un anno di incontri infruttuosi. Mentre Syndicom ha inoltrato l’istanza per contestare la disdetta ritenendola abusiva, lei accetta di raccontare la sua storia, per certi versi paradossale.
Sì, perché, racconta Maria, «tutto è cominciato quando mi è stato proposto, e io ho accettato, il trasferimento dall’ufficio del Luganese a un altro proprio per essere più vicina all’asilo nido dove portavo mia figlia. Mi era stato promesso di poter uscire in tempo per riprenderla. Poi, però i carichi di lavoro sono aumentati e finivo sempre più tardi. Capisco l’...

Ieri, 06:202017-04-29 06:20:00
Guido Grilli @laRegione

L'Eoc torna in aula per i contagi

Tutto da capo. La vicenda giudiziaria sull’errore medico avvenuto al reparto di radiologia dell’ospedale Civico di Lugano, che ha portato il 19 dicembre 2013 al contagio di epatite C...

Tutto da capo. La vicenda giudiziaria sull’errore medico avvenuto al reparto di radiologia dell’ospedale Civico di Lugano, che ha portato il 19 dicembre 2013 al contagio di epatite C tre pazienti e che vede sul banco degli imputati l’Ente ospedaliero cantonale e, per esso, il suo direttore generale Giorgio Pellanda, tornerà in aula per il processo bis davanti alla Corte di appello e revisione penale (presidente, la giudice Giovanna Roggero-Will). L’Eoc ha ricorso contro la condanna inflitta dal giudice Siro Quadri della Pretura penale lo scorso 21 novembre: multa di 60mila franchi per lesioni colpevoli gravi per carenza organizzativa interna. Il processo è stato agendato per il prossimo 19 settembre e durerà un giorno. Le parti – il Pg John Noseda, che si era visto confermare l’impianto...

Ieri, 06:102017-04-29 06:10:00
Marino Molinaro @laRegione

Rilancio castelli, Cantone prudente

Espressa nel maggio 2016, si sta traducendo in un approccio prudenziale l’adesione di principio del Consiglio di Stato al progetto di valorizzazione dei castelli di Bellinzona...

Espressa nel maggio 2016, si sta traducendo in un approccio prudenziale l’adesione di principio del Consiglio di Stato al progetto di valorizzazione dei castelli di Bellinzona promosso da Municipio, Organizzazione turistica regionale ed Ente regionale sviluppo che hanno cofinanziato lo studio eseguito dalla società lucernese Erlebnisplan secondo cui sono da prevedere investimenti per 5-8 milioni di franchi. Tradotto in immagini: il freno a mano è tirato moderatamente e a geometria variabile. Ma c’è già chi parla di inflessibilità, da parte di taluni settori del Cantone, verso quelle ipotesi di lavoro che dovessero incidere oltremodo sui monumenti Unesco di proprietà cantonale e d’importanza nazionale. Un esempio su tutti: se all’Ufficio per lo sviluppo economico del Dipartimento...

Ieri, 06:052017-04-29 06:05:00
@laRegione

Il cartellone di sabato 29 e domenica 30 aprile

Le mostre e gli eventi della Svizzera italiana tutti in una sola pagina. Comodamente scaricabile tramite Pdf.

Le mostre e gli eventi della Svizzera italiana tutti in una sola pagina. Comodamente scaricabile tramite Pdf.