Economia

18.8.2017, 06:202017-08-18 06:20:00
Fabio Barenco @laRegione

Le poche alternative di Hupac

Da sabato «il traffico ferroviario sulla tratta Rotterdam-Genova è praticamente fermo». E ci sono enormi difficoltà «a trovare delle rotte alternative». Lo stop ai treni causato dall’...

Da sabato «il traffico ferroviario sulla tratta Rotterdam-Genova è praticamente fermo». E ci sono enormi difficoltà «a trovare delle rotte alternative». Lo stop ai treni causato dall’incidente lungo l’importante linea della Rheintalbahn, nel Baden-Württemberg, sta creando non pochi grattacapi a Hupac, così come a Ffs, Bls e altre società attive nel trasporto di merci su rotaia. Irmtraut Tonndorf, portavoce dell’operatore del traffico combinato con sede a Chiasso, teme che la strada rosicchi alla ferrovia preziose fette di mercato, qualora i disagi dovessero protrarsi.
Sabato scorso un cedimento dei binari, dovuto ai lavori in corso in una galleria a Rastatt, tra Basilea a Karlsruhe, ha interrotto il transito dei treni lungo il principale asse ferroviario europeo nord-sud. Disagi...

17.8.2017, 20:522017-08-17 20:52:54
@laRegione

Air Berlin, si fa avanti Lufthansa

Non si perderà tempo nel decidere le sorti di Air Berlin: le trattative con Lufthansa inizieranno già domani e il colosso tedesco sarebbe intenzionato ad acquisire 90 dei 140 aerei...

Non si perderà tempo nel decidere le sorti di Air Berlin: le trattative con Lufthansa inizieranno già domani e il colosso tedesco sarebbe intenzionato ad acquisire 90 dei 140 aerei della compagnia, inclusa l’intera flotta della controllata Niki.

A rivelare gli annunci del ceo Carsten Spohr al consiglio di sorveglianza della compagnia di bandiera tedesca è stata oggi la Sueddeutsche Zeitung, secondo la quale un’intesa potrebbe esser raggiunta già la prossima settimana.

Il numero uno di Air Berlin, che martedì ha comunicato l’ insolvenza dell’azienda, ha affermato inoltre che gli interlocutori al momento sono tre: "Oltre a Lufthansa, siamo in contatto con altri due interessati – ha spiegato Thomas Winkelmann -. Aziende tutte serie dal punto di visto finanziario, abbastanza grandi da poter assicurare un futuro sicuro ad Air Berlin, e che avrebbero interesse ad operare ancora dalla Germania".

Secondo la Dpa si tratterebbe di Easyjet e Tuifly, nomi non confermati per ora dal ceo. Air Berlin ha comunque i giorni contati: "dalla prospettiva di oggi è molto probabile che il marchio sparisca", ha affermato lo stesso Winkelmann, in una intervista ai tabloid Bild e Bz.

Il negoziato centrale, a quanto scrive la Sz, sarà comunque quello che si avvierà domani con Lufthansa e proseguirà nel weekend. Bisognerà chiarire come organizzare il passaggio di una gran parte delle tratte, degli aerei e dei dipendenti.

La compagnia tedesca si prepara già da un anno al fallimento di Air Berlin e adesso lavora a un piano dettagliato, scrive il giornale di Monaco. Si dubita che il prestito ponte da 150 milioni di euro, garantito dal governo tedesco, possa bastare davvero come annunciato fino a novembre, "ma se tutto andasse liscio Air Berlin potrebbe essere frazionata già per settembre, secondo gli insiders".

Il sindacato di categoria Ufo ha però già lanciato un allarme sui dipendenti di Air Berlin, che rischierebbero di essere declassati a livello di neoassunti. Scenario smentito da Spohr, in un’anticipazione del Rheinische Post in uscita domani: "Nell’equipaggio di Air Berlin il livello è al top, e di questo potremmo essere lieti prendendo possibilmente molti di loro. Per questo ci confronteremo anche con il sindacato per una soluzione". (Ats)


17.8.2017, 19:172017-08-17 19:17:40
@laRegione

Jackson Hole, molti interrogativi per Draghi e Yellen

Chi si attende che tra le montagne del Wyoming, la prossima settimana, si faccia chiarezza sulle future mosse delle banche centrali europea e statunitense...

Chi si attende che tra le montagne del Wyoming, la prossima settimana, si faccia chiarezza sulle future mosse delle banche centrali europea e statunitense potrebbe rimanere profondamente deluso.

All’annuale meeting di Jackson Hole, che riunisce il gotha della finanza internazionale, né Mario Draghi né Janet Yellen saranno probabilmente in grado di dare delle indicazioni sulle decisioni che Bce e Fed saranno chiamate a prendere nel breve periodo: sia sul fronte dei tassi di interesse sia su quello delle misure ancora in campo per sostenere la ripresa e l’occupazione.

Se in Europa a preoccupare è il possibile impennarsi dell’inflazione e una moneta unica che rischia di diventare troppo forte, negli Stati Uniti oltre a un possibile aumento dei prezzi pesa la grande incertezza su cosa realmente riuscirà a fare l’amministrazione Trump sul fronte dell’agenda economica. Le tante polemiche che attanagliano il presidente americano fanno infatti temere una prolungata situazione di stallo: tanto che i mercati già ne risentono, con l’’effetto Trump’ che sembra aver esaurito la sua spinta propulsiva su Wall Street. Una corsa che solo fino a poco tempo fa sembrava irrefrenabile.

Ecco dunque che Draghi e Yellen si presenteranno a Jackson Hole più prudenti che mai. Del resto, quale sia il clima emerge dai verbali delle ultime riunioni sia all’Eurotower di Francoforte sia nella sede della Federal Reserve a Washington. Il 20 luglio nel direttivo della Bce "sono state espresse preoccupazioni circa il rischio di un eccessivo rialzo dell’euro nel futuro". C’è chi già parla di ’supereuro’, con la moneta unica che si mantiene intorno a quota 1,17 sul dollaro.

C’è poi il nodo della exit strategy sul fronte del Quantitative Easing, il piano di acquisto titoli da parte della banca centrale europea. Difficile – dicono i bene informati – che Draghi sveli qualcosa fino al prossimo autunno, anche perché il timore è quello di annunci prematuri che scatenino reazioni incontrollate sui mercati. Il tutto si inquadra inoltre in una lotta per la successione alla poltrona più alta dell’Eurotower che già vede in pole position il ’falco’ Jens Weidmann, capo della Bundesbank vicino ad Angela Merkel.

Anche la Fed, come appare dalle minute della riunione del 25 e 26 luglio, appare spaccata sulla tempistica del prossimo rialzo dei tassi, che è stato annunciato a suo tempo entro la fine del 2017. Si attende di vedere, intanto, come andranno i prossimi dati su PIL e lavoro. Ma si attende soprattutto di capire se Trump riuscirà a fare passi in avanti su temi cruciali per le imprese come quello dell’annunciata ’rivoluzione fiscale’.

17.8.2017, 16:302017-08-17 16:30:59
@laRegione

Nokia, in arrivo lo smartphone con doppio selfie

Archiviato il passato a misura di 3310, con tanto di operazione nostalgia, Nokia è pronta a sfidare i veri giganti del mercato globale, Apple e Samsung, con uno...

Archiviato il passato a misura di 3310, con tanto di operazione nostalgia, Nokia è pronta a sfidare i veri giganti del mercato globale, Apple e Samsung, con uno smartphone del segmento premium. Si tratta del Nokia 8, il nuovo top di gamma dotato di sistema Android Nougat 7.1.1, che sarà il prodotto principe della grande operazione di rilancio del marchio finlandese, acquistabile a partire da settembre per 599 euro.

A darne l’annuncio è stata Hmd Global, la società degli ex dipendenti Nokia creata nel 2016, che sviluppa i cellulari con l’iconico marchio. La novità più accattivante, soprattutto per il pubblico di consumatori più giovane, è la tecnologia "dual sight" che permette di usare tutte e due le fotocamere simultaneamente, catturando i momenti da condividere sui social network da due prospettive differenti, quelle di chi scatta e quelle del soggetto della foto o del video.

Nokia l’ha chiamato "bothie", la prossima evoluzione del selfie, presto al vaglio degli instagrammers di tutto il mondo.

17.8.2017, 07:522017-08-17 07:52:26
@laRegione

Swisscom continua a crescere: utile di 840 milioni nei primi sei mesi del 2017

L’utile netto di Swisscom è aumentato del 6,5% in un anno nel primo semestre 2017, raggiungendo gli 839 milioni di franchi. Il...

L’utile netto di Swisscom è aumentato del 6,5% in un anno nel primo semestre 2017, raggiungendo gli 839 milioni di franchi. Il fatturato è invece sceso dell’1,4 per cento a 5,69 miliardi, ha annunciato l’operatore telefonico.

Per l'anno in corso Swisscom prevede un fatturato netto invariato, pari a circa 11,6 miliardi di franchi e investimenti per circa 2,4 miliardi. Se gli obiettivi saranno raggiunti, Swisscom intende proporre all’Assemblea generale 2018 un dividendo invariato di 22 franchi per azione per l’esercizio 2017.

Così il Ceo Urs Schaeppi in merito al risultato del primo semestre: «Si è confermata la flessione della telefonia di rete fissa e ciò, unitamente all’accesa concorrenza, fortemente trainata dalle campagne promozionali, ha comportato una lieve riduzione del fatturato conseguito con i servizi di telecomunicazione. Tuttavia, grazie alle nostre iniziative volte all’abbassamento dei costi siamo riusciti a compensare gran parte del calo, e nonostante la pressione sui costi e l’agguerrita concorrenza predatoria siamo sulla rotta giusta per l’esercizio 2017. Possiamo pertanto continuare a investire con il massimo impegno nell’ampliamento delle nostre reti e quindi nel futuro della Svizzera».

17.8.2017, 06:202017-08-17 06:20:00
Fabio Barenco @laRegione

Aumenti sotto controllo

Chi possiede un’auto se ne sarà accorto: il prezzo della benzina è aumentato nelle ultime settimane. Discorso analogo per l’olio da riscaldamento. Secondo Carlo Righetti, presidente di Swissoil...

Chi possiede un’auto se ne sarà accorto: il prezzo della benzina è aumentato nelle ultime settimane. Discorso analogo per l’olio da riscaldamento. Secondo Carlo Righetti, presidente di Swissoil Ticino, non ci sarebbe però da preoccuparsi: queste variazioni rientrano nella normale fluttuazione del prezzo del barile di petrolio. Un incremento ci sarà sicuramente però a partire da gennaio, quando scatterà un aumento dell’aliquota della tassa sul CO2 che farà lievitare le tariffe dell’olio da riscaldamento di tre centesimi.
Dal 10 luglio a oggi il prezzo della benzina è salito da 135 centesimi al litro a 140, fa notare Alessandro Künzi. «L’aumento del prezzo – spiega il direttore del Garage Künzi a Giubiasco – c’è stato anche per noi all’acquisto, ma in questi casi è difficilissimo...

16.8.2017, 18:582017-08-16 18:58:22
@laRegione

Apple sfida Netflix, 1 miliardo per produrre serie tv 

Apple fa sul serio con le produzioni audiovisive. Dopo aver sfornato un paio di programmi non molto apprezzati dal pubblico, la compagnia di Cupertino ha...

Apple fa sul serio con le produzioni audiovisive. Dopo aver sfornato un paio di programmi non molto apprezzati dal pubblico, la compagnia di Cupertino ha deciso di piazzare un investimento massiccio nel settore dei contenuti originali: un miliardo di dollari, secondo il Wall Street Journal, con cui produrre fino a 10 serie tv in grado di competere con i successi di Netflix, Hulu e Amazon.

Il budget è nelle mani di Jamie Erlicht e Zack Van Amburg, due ex dirigenti di Sony Pictures a cui si devono titoli fortunati come "Breaking Bad" e "The Crown". Due mesi fa sono stati arruolati dalla Mela, per conto della quale hanno già iniziato a incontrare agenti di Hollywood.

I costi dei programmi a cui mira Apple potrebbero spaziare dai 2 milioni di dollari a puntata per serie tv che rientrano nel genere della commedia, a 5 milioni per le serie drammatiche. A confronto, produzioni di fascia alta come "Il trono di spade" della Hbo possono costare anche più di 10 milioni a puntata. Il budget che il creatore dell'iPhone ha destinato alle produzioni originali è in linea con quello di Amazon nel 2013, agli esordi nel settore. E' invece la metà dei 2 miliardi spesi da Netflix sempre nel 2013, anno in cui lanciò le serie "House of cards" e "Orange is the new black".

Quest'anno la spesa di Netflix dovrebbe superare i 6 miliardi di dollari. E' a suon di miliardi, infatti, che si sta combattendo la guerra per accaparrarsi i migliori talenti in circolazione, con cui dominare il crescente mercato di film e serie trasmessi via internet ai clienti abbonati.

Gli ultimi colpi grossi sono stati messi a segno da Netflix: dopo aver imbarcato David Letterman e i fratelli Cohen, in questi giorni ha ingaggiato Shonda Rhimes, la 'mamma' di "Scandal" e "Grey's Anatomy". Amazon, dal canto suo, ha iscritto a libro paga un altro pezzo da novanta dell'entertainment, Robert Kirkman di "The Walking Dead".

Apple sta quindi per entrare in un'arena già presidiata e altamente competitiva. Per riuscire ha bisogno di acquistare e produrre contenuti di pregio, che trasmetterà su una nuova piattaforma ad hoc oppure attraverso Apple Music. Il servizio in abbonamento, dedicato prevalentemente alla musica, ha ospitato a giugno il lancio del talent show "Planet of the Apps", seguito nei giorni scorsi dal programma musicale "Carpool Karaoke". Questi due primi tentativi, però, non hanno ricevuto un'accoglienza calorosa da parte di critica e pubblico. (Ansa).

16.8.2017, 08:202017-08-16 08:20:29
@laRegione

Casse malati, 'Non chiamateli premi'

Più che un timore, sembra oramai una certezza: anche l’anno prossimo i premi di cassa malati aumenteranno. Aumenteranno almeno del cinque per cento e quasi un assicurato su due...

Più che un timore, sembra oramai una certezza: anche l’anno prossimo i premi di cassa malati aumenteranno. Aumenteranno almeno del cinque per cento e quasi un assicurato su due faticherà a sopportare la bolletta più pesante. La colpa? Dell’industria farmaceutica, ma anche di chi si reca dal medico a ogni colpo di tosse. Questo perlomeno quanto emerge da un sondaggio pubblicato ieri dal sito internet comparis.ch. Un’indagine, quella del portale di comparazione, che ha interessato settecento persone e che vede la luce a una quarantina di giorni dalla comunicazione dell’evoluzione dei premi per l’assicurazione malattia di base. Un’evoluzione che preoccupa. “Che la pressione dei premi non si allenterà neanche nel 2018 – spiega infatti il sito in una nota stampa – è una convinzione ormai radicata tra gli intervistati”. Per essere precisi, oltre la metà “si attende un aumento medio dei premi di circa il cinque per cento”, che corrisponderebbe su per giù a 22,50 franchi al mese (270 all’anno). E un terzo degli interpellati è addirittura più pessimista e teme “un incremento medio di circa il sei per cento.

L’aumento sfrenato dei premi, sottolinea poi comparis.ch, grava in maniera particolare sul bilancio familiare: il 40 per cento delle famiglie ha dichiarato “di non poter sostenere nessun altro” caro sanità. Un 20 per cento si è invece detto più possibilista e pronto a sopportare un dieci franchi al mese in più. Solo il 13 per cento delle famiglie, sempre secondo l’indagine, riuscirebbe invece ad andare avanti con un aumento di venti franchi al mese. E i single? Anch’essi stimano “la propria situazione in maniera simile”. E il 16 per cento circa di questa categoria pensa di non essere il grado di far fronte a una bolletta appesantita di venti franchi. Ma perché aumentano i premi? Secondo la maggior parte degli interpellati, la causa andrebbe ricercata nell’industria farmaceutica: “Il 65 per cento è convinto che i produttori di medicinali abbiano la percentuale di colpa maggiore per questa evoluzione dei costi che va a scapito dei cittadini. Il 63 per cento ritiene invece che i responsabili siano quegli assicurati che ricorrono inutilmente e a cuor leggero a ogni prestazione medica”. Addirittura il 90 per cento si dice inoltre pronto a ricorrere solo ai generici, per plafonare i costi della sanità. In ogni caso, se confrontati con un incremento dei premi di cassa malati, gli svizzeri paiono pronti a prendere contromisure. “Chi non può sostenere l’aumento dei premi dell’assicurazione di base con il proprio budget attuale – si legge sul comunicato – deve riorganizzare la pianificazione delle spese”. Una persona su due eliminerà quelle inutili, il 32 per cento cercherà di ridurre, tra le altre cose, le spese sanitarie e di rinunciare a visite dal medico non urgenti e il 38 per cento richiederà uno sconto sui premi. Ossia, sussidi. A tal proposito l’esperto di casse malati di comparis.ch Felix Schneuwly ritiene che gli aiuti vengano promessi agli assicurati con troppa facilità: “Le agevolazioni sui premi – sostiene Schneuwly – continuano ad essere concesse a pioggia, favorendo troppi assicurati che in realtà non avrebbero questo bisogno impellente e, con ovvietà, ciò va a scapito di tutti coloro che invece dipendono con urgenza dalla sovvenzione statale”.

16.8.2017, 07:122017-08-16 07:12:14
@laRegione

Raiffeisen vola oltre i 400 milioni di franchi di utili

Il Gruppo Raiffeisen ha registrato un semestre positivo sotto tutti gli aspetti. Al 30 giugno 2017, indica una nota dell'azienda, l'utile è aumentato di 68...

Il Gruppo Raiffeisen ha registrato un semestre positivo sotto tutti gli aspetti. Al 30 giugno 2017, indica una nota dell'azienda, l'utile è aumentato di 68 milioni, attestandosi a  434 milioni di franchi, e ha superato quindi per la prima volta la soglia di 400 milioni. All'eccellente semestre, si sottolinea, hanno contribuito tutti le voci di ricavo "in un contesto economico positivo", che hanno portato il Gruppo Raiffeisen a ripetere i buoni risultati degli esercizi precedenti. 

Nel dettaglio, la crescita si è mantenuta "a un livello elevato" sia nelle operazioni ipotecarie sia nelle operazioni di deposito della clientela. I ricavi sono aumentati su larga scala e più dei costi, cosicché con 532 milioni di franchi il risultato d'esercizio ha raggiunto un nuovo massimo. Nel complesso si è registrato un notevole aumento degli utili del 18.4 per cento, che si sono attestati come detto a 434 milioni di franchi. L'aumento dei ricavi è detto "a larga scala". I ricavi d'esercizio sono infatti aumentati di 106 milioni (+7.0 per cento), arrivando a 1'629 milioni di franchi. La crescita maggiore è stata registrata dall'attività di negoziazione e dagli altri risultati ordinari. Questi ultimi sono aumentati di 66 milioni, attestandosi a 145 milioni di franchi (+84.5 per cento).

I costi d'esercizio sono saliti di 45 milioni, arrivando a 1'007 milioni di franchi (+4.6 per cento). Una parte consistente dell'aumento dei costi è da attribuire ai due progetti per l'introduzione dei nuovi sistemi bancari core presso le Banche Raiffeisen e presso Notenstein La Roche Banca Privata. Ciò vale anche per l'aumento degli altri risultati ordinari. La registrazione all'attivo dei costi per i progetti IT ha influenzato quindi allo stesso modo il lato dei ricavi e dei costi. Solo con l'introduzione dei sistemi bancari core i costi di progetto accumulati sotto forma di ammortamenti avranno effetto sul conto economico.  

La costante crescita del volume d'affari è proseguita nel primo semestre 2017. Sia nelle operazioni di credito sia nelle operazioni di deposito, i tassi di crescita non hanno più raggiunto completamente i valori dell'esercizio precedente. Con un aumento del 2.0 per cento nei crediti ipotecari e dell'1.8 per cento negli impegni risultanti da depositi della clientela, le Banche Raiffeisen sono però ancora leggermente sopra la media di mercato. "Grazie ai maggiori sforzi sul mercato e al contesto di mercato più favorevole, anche le operazioni di deposito hanno registrato un incremento". Con un rating Moody's di Aa2 (con outlook stabile), confermato di recente, Raiffeisen figura ancora tra gli istituti bancari più sicuri.

Sul futuro la Banca osserva che "il contesto economico è nettamente migliorato". I primi passi verso la normalizzazione dei tassi "sono stati avviati con molta prudenza dagli attori più importanti. Il difficile contesto di tassi bassi non dovrebbe cambiare rapidamente in Svizzera e la pressione sul margine d'interesse continuerà".

 

15.8.2017, 08:392017-08-15 08:39:24
@laRegione

Semestri in crescita per Tornos e Schindler. Orascom riduce le perdite

Tornos è rientrata nelle cifre nere nel primo semestre 2017: il gruppo del Giura bernese specializzato nelle macchine utensili ha realizzato...

Tornos è rientrata nelle cifre nere nel primo semestre 2017: il gruppo del Giura bernese specializzato nelle macchine utensili ha realizzato un utile netto di 0,3 milioni di franchi, a fronte di una perdita di 3,5 milioni un anno fa. Il fatturato è salito del 17,5% a 82,1 milioni di franchi. Dopo un inizio d’anno ancora un po’ esitante, la domanda ha ben progredito a partire da marzo in tutte le regioni e per tutte le linee di prodotti, ha indicato la società in una nota diramata oggi. Nei primi sei mesi dell’anno, le nuove commesse sono aumentate di circa il 65% rispetto allo stesso periodo del 2016, a 103,2 milioni di franchi. Le prospettive macroeconomiche e le previsioni per il settore delle macchine in Svizzera sono chiaramente favorevoli per il secondo semestre, aggiunge Tornos, che si aspetta dunque risultati positivi per l’insieme dell’esercizio.

Il fabbricante lucernese di ascensori Schindler ha proseguito la crescita nel primo semestre 2017. L’utile netto è stato di 419 milioni di franchi, il 12,6% in più rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso. A livello operativo, l’utile prima di interessi e imposte (Ebit) è cresciuto del 10,7% a 558 milioni, indica il gruppo in una nota diramata oggi. Il fatturato è aumentato del 2,7% a 4,8 miliardi, mentre le nuove commesse hanno raggiunto i 5,3 miliardi (+5,2%). Per l’insieme dell’esercizio 2017, Schindler prevede una crescita delle vendite del 3-5% in valute locali. L’utile netto dovrebbe situarsi tra gli 840 e gli 880 milioni di franchi.

Ancora cifre rosse nel primo semestre per Orascom Development Holding (ODH): il gruppo alberghiero e immobiliare urano è però riuscito a ridurre notevolmente le perdite, che sono state di 18,9 milioni di franchi, contro gli oltre 41 milioni di un anno fa. Il volume d’affari è diminuito dello 0,7% a 108,6 milioni, indica in una nota diramata stamane la società con seda ad Altdorf, appartenente al miliardario egiziano Samih Sawiris, rilevando una forte crescita in valuta locale in Egitto, annullata tuttavia dalla svalutazione di quest’ultima rispetto al franco. Orascom aveva chiuso il 2016 con una perdita di quasi 200 milioni di franchi, soffrendo in particolare della decisione della banca centrale egiziana di lasciare libero corso alla valuta nazionale, con un impatto stimato a 146,1 milioni di franchi.

15.8.2017, 08:012017-08-15 08:01:47
@laRegione

Comparis.ch: gli assicurati temono enormi aumenti dei premi per il 2018

Da un sondaggio di Comparis.ch tra i propri utenti emerge che gli assicurati temono enormi aumenti dei premi per l’assicurazione di base...

Da un sondaggio di Comparis.ch tra i propri utenti emerge che gli assicurati temono enormi aumenti dei premi per l’assicurazione di base nel 2018, pari in media al 5 per cento o a 270 franchi. Ciò manderebbe in crisi il bilancio di molte famiglie. A essere considerati responsabili di tale andamento sono l’industria farmaceutica e gli assicurati che ricorrono con leggerezza alle varie prestazioni sanitarie.

L’aumento sfrenato dei premi grava in maniera particolare sul bilancio familiare. Il 40 per cento di tutte le famiglie intervistate dichiara di non poter sostenere nessun altro aumento dei premi. Il 20 per cento potrebbe sopportare un aumento massimo di 10 franchi al mese, mentre solo il 13 per cento riuscirebbe ad andare avanti con un ulteriore aumento di 20 franchi al mese.

Sorprende che anche le persone single stimino la propria situazione in maniera simile, anche se in questa fascia, almeno, è una persona su sei a calcolare di poter sostenere un ulteriore aumento di 20 franchi al mese.

Premi alti e sconti sui premi concessi a pioggia

Che la pressione dei premi non si allenterà neanche nel 2018 è una convinzione ormai radicata tra gli intervistati. Più della metà si attende un aumento medio dei premi di circa il 5 per cento. Un terzo teme addirittura un incremento medio di circa il 6 per cento. Se i premi per il 2018 dovessero aumentare del 5 per cento, significherebbe un onere aggiuntivo medio di 22.50 franchi al mese, ovvero un incremento che circa il 60 per cento delle famiglie dichiara di non potersi permettere con il bilancio attuale.

A far scattare gli aumenti sono l’industria farmaceutica e gli assicurati egoisti

Gli intervistati credono che la responsabilità principale per l’aumento sfrenato dei costi della salute sia da attribuire principalmente all’industria farmaceutica. Il 65 per cento è convinto che i produttori di medicinali abbiano la percentuale di colpa maggiore per questa evoluzione dei costi che va a scapito dei cittadini. Il 63 per cento ritiene che i responsabili siano quegli assicurati che ricorrono inutilmente e a cuor leggero a ogni prestazione medica. Un altro 55 per cento considera invece medici e ospedali i principali fattori responsabili. Infine, una persona su cinque pensa che l’aumento dei costi sia anche una conseguenza del progresso in medicina.

Gli assicurati vogliono più farmaci generici

In generale sembra che i premi della cassa malati abbiano ormai raggiunto la soglia del dolore per un’ampia porzione della popolazione. Il 90 per cento di tutti gli intervistati è disposto a farsi curare esclusivamente con i medicinali generici, notoriamente più economici, pur di pagare meno premi della cassa malati. Intervistati sull’ammontare del relativo sconto, tre quarti dei partecipanti al sondaggio menzionano un premio ridotto di una quota compresa tra il 10 e il 30 per cento.

Per l’esperto di casse malati Felix Schneuwly è ovvio che la maggioranza degli assicurati vuole risparmiare: «Chi è disposto a pagare di più di tasca propria in caso di malattia e chi punta sull’efficienza scegliendo un modello Telmed, Medico di famiglia o HMO, in futuro dovrà avere sconti sui premi maggiori». L’esperto prosegue: «Chi invece per ogni sciocchezza cerca di avere il consiglio di più specialisti o per un’influenza vuole andare al pronto soccorso, dovrà pagare premi molto più alti. Il Consigliere federale Berset fa esattamente il contrario: cerca di equiparare i premi per tutti gli assicurati a livello svizzero. Il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero invece opporsi».

Eliminare le spese e chiedere sconti sui premi

Chi non può sostenere l’aumento dei premi dell’assicurazione di base con il proprio budget attuale, deve riorganizzare la pianificazione delle spese. Una persona su due (51 per cento) eliminerebbe spese inutili. Quasi il 38 per cento richiederebbe uno sconto sui premi e il 32 per cento cercherebbe di ridurre, tra le altre cose, le spese sanitarie e di rinunciare a visite dal medico non urgenti.

In questo frangente la forza esplosiva della politica sociale favorisce le agevolazioni sui premi. Secondo l’esperto di casse malati presso comparis.ch Felix Schneuwly vengono promesse agli assicurati con troppa facilità: «Le agevolazioni sui premi continuano ad essere concesse a pioggia, favorendo troppi assicurati che in realtà non avrebbero questo bisogno impellente e, con ovvietà, ciò va a scapito di tutti coloro che invece dipendono con urgenza dalla sovvenzione statale».

 

12.8.2017, 06:502017-08-12 06:50:00
Fabio Barenco @laRegione

Crescita a favore dei frontalieri

Dopo due anni di stallo in Ticino i frontalieri sono nuovamente aumentati, indicano gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica (cfr. ‘laRegione’ di ieri). «Molti hanno...

Dopo due anni di stallo in Ticino i frontalieri sono nuovamente aumentati, indicano gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica (cfr. ‘laRegione’ di ieri). «Molti hanno avanzato l’ipotesi che dopo il 9 febbraio, con il ‘sì’ all’iniziativa ‘contro l’immigrazione di massa’, fosse aumentata la sensibilità dei datori di lavoro sulla questione del frontalierato. Si pensava così che si fosse raggiunto il tetto massimo di frontalieri, mentre oggi si può constatare che è ripresa la tendenza a cui eravamo abituati dopo la fine della preferenza indigena» nel 2004, dice a ‘laRegione’ Fabio Losa, docente e ricercatore alla Supsi con un passato decennale all’Ufficio cantonale di statistica. Quali sono le ragioni? «I dati a disposizione non ci permettono di dare spiegazioni semplici. Entrano...

11.8.2017, 07:102017-08-11 07:10:00
Fabio Barenco @laRegione

Frontalieri, nuovo aumento

L’economia elvetica ‘tira’, l’occupazione cresce, il tasso di disoccupazione – lo ha sottolineato negli scorsi giorni la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) – è ai livelli più bassi dall...

L’economia elvetica ‘tira’, l’occupazione cresce, il tasso di disoccupazione – lo ha sottolineato negli scorsi giorni la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) – è ai livelli più bassi dall’estate di due anni fa. Non deve sorprendere quindi se la Svizzera continua ad essere un Paese attrattivo per i frontalieri. Nel secondo trimestre di quest’anno, il loro numero è cresciuto del 3,5% su un anno, attestandosi a 322’028 unità. In Ticino si è registrato l’incremento maggiore: +5,3%, pari a 3’319 frontalieri in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Si raggiunge così a sud delle Alpi un totale di 65’490 unità. È quanto indicano i dati trimestrali pubblicati ieri dall’Ufficio federale di statistica (Ust).
Facciamo un salto indietro. Secondo l’Ufficio di statistica (Ustat)...

9.8.2017, 16:012017-08-09 16:01:14
@laRegione

Swiss Life vuole acquistare spazi per uffici in Spagna

Swiss Life è interessata all’acquisto di spazi per uffici in Spagna. Lo afferma il giornale economico 'Expansión' secondo cui l’assicuratore zurighese sta per...

Swiss Life è interessata all’acquisto di spazi per uffici in Spagna. Lo afferma il giornale economico 'Expansión' secondo cui l’assicuratore zurighese sta per rilevare dal gruppo immobiliare Hispania il settore degli edifici adibiti ad uffici per circa 510 milioni di euro. Swiss Life entrerebbe in possesso di 22 immobili a Madrid (16), Barcellona (5) e Málaga (1) di una superficie complessiva di circa 182’000 m2. In base al rapporto sul primo semestre 2017 gli stabili hanno un tasso di occupazione dell’84%. Secondo il giornale la transazione è quasi conclusa: mancano solo le firme. Primo azionista di Hispania, che vuole concentrarsi sullo sviluppo del portafoglio di alberghi, è la società di partecipazioni Socimi dell’investitore americano George Soros (16,7%). Swiss Life ha fatto sapere che non commenta mai voci e speculazioni.

9.8.2017, 13:142017-08-09 13:14:48
@laRegione

Il ping-pong Usa-Pyongyang irrobustisce il franco

Il franco si è sensibilmente apprezzato nella notte in seguito all’inasprimento delle tensioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. L’euro è scivolato sotto la...

Il franco si è sensibilmente apprezzato nella notte in seguito all’inasprimento delle tensioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. L’euro è scivolato sotto la soglia di 1.14 franchi, raggiungendo un minimo di 1.1332 franchi verso le 06.00. Tra la 01.00 e le 06.00 la moneta unica ha ceduto oltre un centesimo rispetto al franco. Alle 09.40 si muoveva attorno a 1.138. Anche il dollaro ha perso terreno nei confronti della valuta svizzera, a un minimo di 0.9657 sempre verso le 06.00, contro 0.9739 dopo mezzanotte. Alle 09.40 si attestava a 0.9676. Nella notte la Corea del Nord ha minacciato di colpire il territorio statunitense dell’isola di Guam, nel Pacifico. Qualche ora prima il presidente americano Donald Trump aveva affermato che "se Pyongyang continuerà con l’escalation della minaccia nucleare la risposta americana sarà fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto".

8.8.2017, 16:122017-08-08 16:12:17
@laRegione

Travail.Suisse chiede aumenti salariali del 2%

Anche i lavoratori devono beneficiare del miglioramento della situazione economica. È l’opinione del sindacato Travail.Suisse che oggi ha rivendicato aumenti salariali...

Anche i lavoratori devono beneficiare del miglioramento della situazione economica. È l’opinione del sindacato Travail.Suisse che oggi ha rivendicato aumenti salariali del 2% per la maggior parte dei dipendenti. È da tempo che le prospettive non sono così positive come oggi, ha affermato in una conferenza stampa a Berna Gabriel Fischer, responsabile della politica economica presso Travail.Suisse. Le previsioni annunciano una crescita forte e durevole, dell’1,4% quest’anno e dell’1,9% nel 2018. Le aziende possono trarre vantaggio dalla ripresa globale attualmente in corso, in particolare nella zona euro. Il forte indebolimento del franco nei confronti della valuta unica europea ha anche un ruolo importante nel settore delle esportazioni, ritiene Travail.Suisse, sostenuto dalle federazioni affiliate Syna, Transfair e Hotel & Gastro Union. L’andamento è inoltre ottimo nei settori delle costruzioni e dei macchinari. Anche nel commercio al dettaglio il calo delle vendite si è arrestato. “Le aziende oggi sono maggiormente disposte a creare posti di lavoro”, ha sostenuto Fischer. La ripresa deve però avere un impatto anche sulla situazione dei lavoratori, tanto più che negli ultimi anni essi hanno dovuto accontentarsi di aumenti salariali modesti. Un incremento del potere d’acquisto permetterà anche di far crescere i consumi privati e di stabilizzare la congiuntura, ha ricordato Fischer. Travail.Suisse chiede inoltre che gli aumenti salariali siano generalizzati e non individuali. Recentemente si sono infatti osservate “misure individuali opache e talvolta arbitrarie”. Il sindacato critica anche le discriminazioni salariali subite dalle donne definite “assolutamente inaccettabili”. Le esigenze di Travail.Suisse sono simili a quelle già formulate a metà luglio dall’Unione sindacale svizzera (Uss). Quest’ultima chiede aumenti delle paghe dell’1,5-2% e un incremento maggiore per le donne allo scopo di correggere la discriminazione salariale. Per l’Unione svizzera degli imprenditori (Usi), è prematuro dare già ora una risposta alle rivendicazioni di Travail.Suisse, in particolare perché generalmente le aziende hanno ordini in portafoglio solo per sei mesi. Il ciclo di negoziati salariali dovrebbe iniziare come ogni anno in autunno, afferma l’USI. L’associazione degli imprenditori ricorda inoltre che il potere d’acquisto dei salariati è continuamente aumentato negli scorsi anni. La priorità ora sono gli investimenti necessari per rimanere competitivi, soprattutto dopo lo shock causato dal rafforzamento del franco.

8.8.2017, 07:242017-08-08 07:24:53
laRegione Ticino

Seco, la situazione sul mercato del lavoro in luglio

Secondo i rilevamenti effettuati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), alla fine di luglio 2017 erano iscritti 133’926 disoccupati presso gli uffici...

Secondo i rilevamenti effettuati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), alla fine di luglio 2017 erano iscritti 133’926 disoccupati presso gli uffici regionali di collocamento (URC), ossia 323 in più rispetto al mese precedente. Nel mese in rassegna, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 3,0%. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il numero di disoccupati è diminuito di 5’384 unità (-3,9%).

8.8.2017, 07:172017-08-08 07:17:27
laRegione Ticino

Addax Petroleum chiude la sede ginevrina

Il gruppo petrolifero Addax Petroleum chiuderà i suoi uffici di Ginevra entro la fine dell'anno. Il provvedimento interessa 174 dipendenti, ha fatto sapere l'azienda,...

Il gruppo petrolifero Addax Petroleum chiuderà i suoi uffici di Ginevra entro la fine dell'anno. Il provvedimento interessa 174 dipendenti, ha fatto sapere l'azienda, confermando una notizia pubblicata sul sito della Tribune de Genève. Stando al quotidiano la direzione del gruppo, che è stato rilevato nel 2009 dal gigante cinese Sinopec, ha convocato il personale lunedì pomeriggio per annunciare la riorganizzazione. Le attività di Ginevra saranno integrate nella sede di Pechino. Il gruppo chiuderà pure gli uffici di Aberdeen, in Scozia, e di Houston, negli Stati Uniti.

8.8.2017, 06:302017-08-08 06:30:00
Fabio Barenco @laRegione

Turismo, il mix perfetto

Nel primo semestre dell’anno i pernottamenti in Ticino sono aumentati dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2016 (cfr. articolo sotto). Elia Frapolli attribuisce l’incremento – il più...

Nel primo semestre dell’anno i pernottamenti in Ticino sono aumentati dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2016 (cfr. articolo sotto). Elia Frapolli attribuisce l’incremento – il più consistente fra le regioni svizzere – a diversi fattori: «Il 2017 è un anno particolare con degli elementi straordinari». Guai però a dormire sugli allori. «Questi dati – dice a ‘laRegione’ il direttore di Ticino Turismo – sono molto positivi e ne siamo molto felici. Non bisogna però cadere nella tentazione dell’autocompiacimento e fermarsi perché ‘tanto le cose vanno bene’. Bisogna invece sfruttare quest’onda positiva per creare quell’entusiasmo che poi si traduce in investimenti i cui frutti si raccoglieranno sul medio-lungo termine».

Elia Frapolli, quali sono questi ‘elementi straordinari...

7.8.2017, 19:132017-08-07 19:13:27
@laRegione

Multati i 'big' del cemento. Toccata anche la svizzera Holcim

L’autorità antitrust italiana (Agcom) ha multato per oltre 184 milioni di euro complessivi le principali società di vendita del cemento, fra cui la...

L’autorità antitrust italiana (Agcom) ha multato per oltre 184 milioni di euro complessivi le principali società di vendita del cemento, fra cui la Svizzera Holcim (oggi LafargeHolcim), l’Associazione di categoria Aitec, nonché un rivenditore della Toscana. In particolare l’Agcm ha accertato che Italcementi, Buzzi Unicem, Colacem, Cementir, Sacci, Holcim , Cementirossi, Barbetti, Cementeria di Monselice, Cementizillo, Calme, Moccia e TSC, nonché Aitec, hanno dato vita tra il 2011-16 a un’intesa per coordinare i prezzi di vendita in Italia e un controllo delle relative quote di mercato. Particolarmente pesante la multa per le prime due società, di rispettivamente 84 e 60 milioni di euro. Holcim dovrà invece pagare 2,4 milioni.