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Oggi, 05:002017-06-29 05:00:00
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Audi SQ7

La SQ7 potrebbe, molto modestamente, ridefinire il concetto di SUV sportivo. Che una vettura grande e pesante possa essere dinamicamente autorevole è già stato più volte dimostrato, ma che prestazioni monumentali...

La SQ7 potrebbe, molto modestamente, ridefinire il concetto di SUV sportivo. Che una vettura grande e pesante possa essere dinamicamente autorevole è già stato più
volte dimostrato, ma che prestazioni monumentali richiedano poco carburante, in quest’ambito, rappresenta quasi una novità.

 

Il nuovo design Audi dona alla grossa Q7 una linea più asciutta rispetto al vecchio modello, come un buon sarto riesce a nasconderti la pancetta pazientemente accumulata in anni di poltrona da ufficio. La SQ7 ama vestire sportiva: indossa grossi cerchi da 20” con enormi pneumatici 285/45 e sfoggia con orgoglio quattro scarichi che sono tutto un programma, per non parlare dello splendido blu Sepang metallizzato, un colore piuttosto vistoso ma adeguato allo stile.
Della SQ7 vogliamo assaggiare quei 435 Cv e soprattutto 900 Nm che il grosso V8 TDI di 4 litri è in grado di erogare. È un biturbo sequenziale, con la particolarità di un terzo compressore ad azionamento elettrico (!) pensato per ridurre il più possibile, se non eliminare totalmente, il ritardo nella risposta tipica dei motori turbo. In pratica i 900 Nm sono disponibili subito, dal minimo, quasi come accade con un motore elettrico, il che aiuta a mascherare notevolmente le reazioni della grossa SQ7, scattante appena solleticato il pedale dell’acceleratore.
Abbiamo volutamente scelto una strada troppo stretta e troppo tortuosa perché avesse senso percorrerla con questo enorme ‘carro armato’ blu da 2’300 kg, ma lo scopo era proprio saggiare l’agilità, in particolar modo per quanto riguarda l’asse posteriore sterzante, che rende l’ingresso in curva decisamente rapido e la grandiosa trazione garantita dal differenziale sportivo assolutamente ineccepibile, tanto che l’unico impiccio è dato dalle dimensioni stesse della vettura. Quando le curve si fanno ampie e veloci, a stupire è la sincerità dell’assetto, che gode di una barra antirollio elettromeccanica, dotata di un rotismo planetario a tre stadi che ne separa le due metà: in caso di fondo irregolare, le due barre sono separate, privilegiando il comfort, ma, quando la guida si fa sportiva, vengono di nuovo collegate e ruotate l’una nel verso opposto all’altra, contrastando la normale torsione durante la sterzata. 
Impressiona il carattere del V8, specie ai medi e alti regimi: la potenza massima è disponibile fra 3’750 e 5’000 giri ed è proprio da metà contagiri fino in cima che il sornione e docile propulsore della grossa SUV sportiva si trasforma.
C’è un’anima ribelle celata sotto la preziosa pelle a rombi dei bei sedili sportivi e i piacevolissimi effetti speciali dei LED blu: se guidare la SQ7 in autostrada invoglia ad allungare fino all’uscita successiva per godersela ancora un po’, cullati dal suo abitacolo comodo e rassicurante, imboccare una strada tutta curve porta inevitabilmente ad impostare l’elettronica su Dynamic; la SQ7 accetta il comando grugnendo dagli scarichi, il suo sterzo si indurisce, l’assetto si abbassa, l’acceleratore raddoppia la sua reattività e al premerne dell’acceleratore l’auto fa un grande respiro, solleva il muso al cielo e si scaraventa verso l’orizzonte, come l’onda incontra il fondale e monta, raccoglie tutta la sua forza, raggiunge spumeggiando il culmine e si abbatte sul litorale. Ed è qui che il solerte Tiptronic prende brevemente (molto brevemente) fiato e infila un ulteriore rapporto, pronto a ripetere tutto il processo da zero.
Processo che crea una certa dipendenza, tanto che lo abbiamo ripetuto più e più volte con un gran sorriso, scomparso immediatamente al pensiero dei consumi: terrorizzati, portiamo lo sguardo sulla media aspettandoci numeri da capogiro, ma leggiamo con stupore poco più di 11 l/100 km, considerando urbano, extraurbano, autostrada e le nostre scorribande dove le condizioni lo permettevano. Valutando, poi, che un viaggio autostradale a velocità codice regala perfino 7,5 l/100 km, dobbiamo dirci davvero positivamente colpiti dalle qualità di questa SQ7. Sempre che un grosso SUV di 2 m di larghezza e 5 di lunghezza da 435 Cv e 900 Nm possa definirsi un’automobile sensata, appare decisamente più sensata di un equivalente benzina che consuma come un autoarticolato. Considerato, inoltre, che dai quattro scarichi là dietro fuoriesce una colonna sonora pressoché identica a quella, meravigliosa, di un V8 “yankee”, non ci sono davvero più scuse che giustifichino la rinuncia al grosso V8 diesel della SQ7. Ciò nonostante, il cartellino del prezzo è pur sempre elevato, seppur commisurato ai contenuti: si parte da 100’910 CHF. E si sale (vertiginosamente) con gli irrinunciabili optional.

Scheda Tecnica

ModelloAudi SQ7
MotoreV8, (tri)turbodiesel, 4 litri
Potenza436 cv
Coppia900 Nm
TrazioneIntegrale
CambioAutomatico a 8 rapporti
Massa a vuoto2’345 kg
 0-100 km/h:    4,8 secondi
Velocità massima250 km/h
Consumi7,6 L/100 km (dichiarato)
Prezzo100’910 CHF
La compri se...Ti piacciono le grandi prestazioni, ma odi gli sprechi


Ieri, 15:102017-06-28 15:10:00
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Opel Crossland X

Il costruttore tedesco punta tutto sui SUV. Questo è infatti il primo di due inediti modelli che affiancheranno la Mokka X, recentemente rinnovata. L’abbiamo già guidata con le due motorizzazioni...

Il costruttore tedesco punta tutto sui SUV. Questo è infatti il primo di due inediti modelli che affiancheranno la Mokka X, recentemente rinnovata. L’abbiamo già guidata con le due motorizzazioni principali.

 

Stop alla monovolume compatta Meriva e spazio all’inedita Crossland X, che ne prende il posto: l’onda crossover non si arresta e continua a sottrarre posto ad altre categorie di automobile, divenendo sempre più l’unico genere a quattro ruote capace di incarnare la polivalenza. In casa Opel, a dire il vero, con queste dimensioni compatte pressoché similari c’è già in gamma la conosciuta Mokka X: tuttavia lievemente più grande, equipaggiata di motori più performanti e disponibile anche con trazione 4x4. C’era dunque un piccolo “vuoto” per un secondo modello Suv/crossover, meno specializzato ed un velo più compatto, affidato dunque a questa inedita Crossland X. L’auto è la prima a nascere dalla collaborazione con il Gruppo PSA, seppur sulla base di un accordo specifico antecedente alle trattative relative all’acquisizione della Casa tedesca; si basa ad ogni modo su meccanica francese, inclusi pianale e motorizzazioni, con trazione esclusivamente anteriore. Lo stile è invece prettamente Opel, piuttosto lineare e razionale, con l’originalità della tinta bicolore (a richiesta) con tetto isolato graficamente dall’inserto cromato in coda; la fiancata è movimentata da nervature piuttosto pronunciate come sugli ultimi modelli della marca. 
Lunga solo 4,21 metri, la Crossland X è in grado di offrire uno spazio interno soddisfacente, grazie al buon sfruttamento del volume utile. Il divano posteriore perde però la funzionalità FlexSpace delle monovolume (presente anche sulla uscente Meriva): resta soltanto la possibilità del piano di seduta scorrevole longitudinalmente per 15 cm (anche in porzioni frazionate 40:60), seppur a richiesta. La sistemazione di bordo si presenta ariosa per quattro adulti, con posizione di guida ben personalizzabile; seduta e schienale delle poltrone anteriori, certificate dall’ente tedesco AGR, risultano tuttavia caratterizzate da una certa cedevolezza. Il vano di carico è altrettanto adeguato, garantendo una cubatura variabile tra 410 e 1’255 litri.
L’arredo prevede anche qui il classico stile Opel, piuttosto moderno e pacato e non molto personale, con finiture giusto discrete per scelta di materiali (tendenzialmente economica) ed attenzione al dettaglio. Classica la strumentazione, completabile però di proiettore di informazioni sul parabrezza, mentre l’immancabile schermo infotainment/navigazione a centro plancia si fa apprezzare per completezza di connessioni smart-phone (Android ed Apple) ed è completo del sistema di soccorso e assistenza OnStar, recentemente potenziato nei servizi via centralino.
Iniziamo la conoscenza dinamica con la vettura al volante della 1.2 benzina da 110 cv equipaggiata di cambio automatico a sei rapporti, connubio ideale in special modo in città. Il motore è vivace il giusto (da 0 a 100 km/h in 11,8 secondi), però regolare e la trasmissione mostra risposte adeguate in ogni circostanza; in media con questa combinazione servono 5,4 litri per 100 km. Le diesel 1.6 sono solo con cambio manuale; in particolare, la versione più potente da 120 cv (c’è anche da 99 cv) mostra buona elasticità insieme a prestazioni briose su ogni percorso (0-100 km/h in 9,9 secondi, punta massima 187 km orari, 4 l/100 km in media). La trasmissione manuale a sei rapporti limita tuttavia un po’ la “vivacità” di ritmo, per via della corsa un po’ lunga della leva e degli innesti non rapidissimi. Piuttosto alta, tra le curve la Crossland X mostra un coricamento laterale subito evidente, ma che poi si assesta su inclinazioni modeste per una marcia nel complesso gradevole anche nel misto. Stabilità valida, ma nelle manovre improvvise una certa inerzia del retrotreno può innescare l’intervento un po’ affannato del controllo di stabilità, di suo non raffinatissimo per progressione. Fruscii di rotolamento delle ruote piuttosto pronunciati, già dai 100 km orari, limitano infine un po’ il comfort acustico, altrimenti piacevole. Adeguata la dotazione di ausili alla guida, con riconoscimento segnaletica stradale, assistenza al mantenimento corsia, allerta stanchezza, frenata automatica d’emergenza e regolatore di velocità con limitatore di velocità intelligente. La nuova Crossland X è ordinabile in Svizzera con listino da 18’900 a 28’600 CHF.

Scheda Tecnica

Motori3 cilindri benzina
(aspirato o turbo)
4 cilindri turbodiesel
Potenzada 81 a 130 cavalli
Trazioneanteriore
Cambiomanuale o automatico
Consumida 3,6 l/100 km
Prezzoda 18’900 CHF
La compri se…cerchi un ‘SUV’ per la sua 
praticità più che per le sue capacità di affrontare strade sterrate


Ieri, 11:002017-06-28 11:00:20
@laRegione

Sta arrivando la rivoluzione: ad Ascona la casa si vende in bitcoin

'Semplice come un'e-mail'

Vendesi ad Ascona villa degli anni ‘50. Nulla di strano, se non il prezzo, espresso in bitcoin. Stefan Christiani –...

'Semplice come un'e-mail'

Vendesi ad Ascona villa degli anni ‘50. Nulla di strano, se non il prezzo, espresso in bitcoin. Stefan Christiani – bachelor in informatica aziendale, master in informatica-intelligenza artificiale – è un sostenitore della ‘nuova moneta’’, da applicarsi al settore degli immobili. Proprio con lui – da non economisti, da semplici ‘uomini della strada’ – abbiamo parlato di bitcoin (minuscolo, inteso come moneta) e di Bitcoin (maiuscolo, inteso come sistema di pagamento).

«No, non vendo case – esordisce – mi occupo solo della questione tecnica, per conto di un amico che vuole restare anonimo». La vendita ha creato curiosità: «ci sono i contenti e gli scettici – racconta Christiani – e gli scettici pensano subito al lavaggio di denaro, senza sapere che per un’operazione di questo tipo è necessaria l’iscrizione nel registro fondiario, e tante altre cose. Diciamo che tutto si può fare, tranne far scomparire dei soldi». E se qualcuno volesse pagare nei cari, vecchi franchi? «Lo potrà fare, certamente – aggiunge – anche se sarebbe preferibile vendere in bitcoin…».

In che senso “preferibile”? Se è vero che l’utilità delle monete telematiche risiede in sicurezza, economicità e rapidità della transazione, l’uomo della strada si chiede perché il bitcoin e non gli altri sistemi già esistenti. L’uomo della strada si chiede anche perché mai dovrebbe sborsare dei soldi per ‘acquistare’ altri soldi. Pensato così, il bitcoin sembra più un servizio, che una moneta. «In questo momento potrebbe anche sembrare questo – dice Christiani – ma la visione è quella di una vera e propria valuta, che sempre più gente accetterà, fino a che la necessità del cambio si annullerà. Mi spiego: il giorno in cui il datore di lavoro pagherà in bitcoin, il giorno in cui io venderò i miei servizi in bitcoin, quella sarà la valuta, senza altri cambi».

L’uomo della strada, a questo punto, s’immagina banche riconvertite in negozi di cover per smartphone, carte di credito vendute ai mercatini dell'usato, insieme alle schede telefoniche e ai libri in edizione rilegata di Stephen King. Le banconote, altrettanto, giusto di fianco allo scrittore. Al disastro mancherebbero soltanto – citando John Belushi – “un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette”. Ma davvero non avremo più bisogno delle banche? Così Christiani: «Le banche si renderanno conto del cambiamento e offriranno un servizio per il quale io potrò pagare in tempi rapidi, a costo zero. Certo, non è il loro modello attuale, ma la possibilità c’è, e presto i consumatori la pretenderanno». E aggiunge: «è come l’avvento dell’e-mail. Prima, per spedire una lettera in Australia servivano 3 settimane. Ora alleghiamo pure le fatture. Oggi, spedire 100 franchi a Sydney non è istantaneo, ed è il caso di evitare il fine settimana, tempo morto nel quale le banche guadagnano. In bitcoin, pago anche di domenica». E conclude: «siamo soltanto agli inizi. Forse non si chiamerà bitcoin, forse avrà un altro nome, ma vedo enormi vantaggi».

Per dovere di cronaca, nel tempo intercorso tra quest’intervista e la sua pubblicazione, la villa è sempre in vendita. Si è in tempo, dunque, per entrare nel Guinness dei primati come primo acquirente di casa svizzera in bitcoin. Questo per gli esperti in materia. Chi, invece – per congenita avversione ai numeri – continuasse a brancolare nel buio, potrà trovare conforto nell’approfondimento che segue. Come soluzione estrema, ci si può affidare alle mele, sempre efficaci per spiegare il funzionamento dei massimi sistemi (almeno quanto le api e i fiori), digitando in internet “Il bitcoin spiegato a un bambino di 5 anni”. Nessuna vergogna: noi siamo partiti da lì.

(Beppe Donadio)

 

Un mondo sì virtuale, ma con impatti reali da non sottovalutare

Il Bitcoin è il capostipite di un mondo monetario alternativo al sistema classico. Le ‘sorelle’ del Bitcoin sono numerose e sono note con il nome di ‘criptovalute’ ovvero di monete con la caratteristica principale di essere emesse in modo decentralizzato rispetto a quelle tradizionali (emesse da ununica autorità monetaria) in modo digitale e chi si basano sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consentono di effettuare pagamenti online in maniera sicura.

Ad oggi sono state definite oltre 30 diverse specifiche e protocolli per lo più simili o derivate dal Bitcoin: si va dal Litecoin al Primecoin fino all’ultimo nato – almeno in Ticino – Ticinocoin. Quest’ultimo, pur basandosi sugli stessi principi del Bitcoin, non ha l’ambizione di sostituire le valute tradizionali ma solo di favorire gli scambi commerciali all’interno del cantone Ticino. Per i negozi che aderiranno le transazioni elettroniche avverrano a costi nulli. Si tratta di una sorta di moneta promozionale e non di più. Le altre, invece, hanno tutte l’obiettivo dichiarata di diventare alternative, se non sostitutive, delle valute con valore legale.

Negli scorsi giorni ha fatto molto discutere il crollo, con repentino rialzo, della criptovaluta Ethereum, una delle sorelle del Bitcoin nata nel luglio di due anni fa. Nella notte tra il 21 e il 22 giugno questa ‘valuta’ è passata, sulla piattaforma statunitense Gdax, nel giro di pochi minuti da una quotazione di 317 dollari per un Ethereum a 10 centesimi di dollaro. Il ‘flash crash’ sarebbe stato causato da un ordine di vendita multimilionario piazzato tra i 317,81 dollari e 224,48 dollari. Mentre i prezzi continuavano a scendere in modo folle, altri 800 ordini stop loss (che scattano automaticamente al raggiungimento di un determinato prezzo, ndr) hanno causato lo schianto a 10 centesimi. Nella mattinata del 22 giugno si è poi saliti a 324 dollari. Un recupero da record pari a +3’600%. Quelli della notte sono stati però considerati ordini definitivi a tutti gli effetti. Le perdite per chi era orientato al rialzo, sono state quindi ‘reali’ e non virtuali.

(Generoso Chiaradonna)

27.6.2017, 19:302017-06-27 19:30:27
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Facebook ha raggiunto i 2 miliardi di persone

La comunità di Facebook ha raggiunto ufficialmente i 2 miliardi di persone. Lo annuncia Mark Zuckerberg sulla sua pagina Facebook. “Stiamo facendo progressi nel...

La comunità di Facebook ha raggiunto ufficialmente i 2 miliardi di persone. Lo annuncia Mark Zuckerberg sulla sua pagina Facebook. “Stiamo facendo progressi nel connettere il mondo. È un onore essere in questo viaggio con voi’’ afferma Zuckerberg. Facebook è il primo social network a connettere così tante persone. YouTube ha di recente annunciato di aver raggiunto quota 1,5 miliardi di utenti al mese, mentre Instagram ne ha 700 milioni e Twitter 328 milioni. Facebook connette invece più della metà del popolo di internet e un terzo della popolazione mondiale.

27.6.2017, 19:142017-06-27 19:14:08
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Neuroni 'taggati' per immortalare i pensieri

Immortalare un pensiero diventa finalmente possibile: questo grazie a una nuova tecnica di laboratorio che consente di 'taggare' i neuroni in attività, fornendo delle...

Immortalare un pensiero diventa finalmente possibile: questo grazie a una nuova tecnica di laboratorio che consente di 'taggare' i neuroni in attività, fornendo delle istantanee ultra-precise scattate in pochi minuti, invece che nell’arco di ore o giorni come con le tecniche tradizionali.

Questo risultato, che imprimerà una forte accelerazione alla ricerca nel campo delle neuroscienze, è pubblicato su Nature Biotechnology dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), in collaborazione con la Stanford University.

Il nuovo sistema di 'etichettatura' dei neuroni, chiamato 'Flare', si basa su un interruttore genetico che si 'accende' quando la cellula nervosa si attiva generando un flusso di ioni calcio al suo interno: il tutto funziona se il neurone viene contemporaneamente illuminato da un raggio di luce blu. In questo caso l’interruttore genetico si accende e va ad attivare un altro gene che produce una proteina fluorescente, oppure altre molecole in grado di evidenziare il neurone. “Un pensiero o una funzione cognitiva in genere durano 30 secondi o un minuto: questo è il range che vorremmo catturare”, spiega la ricercatrice Kay Tye del Mit.

In questo studio, i ricercatori hanno dimostrato che la tecnica riesce ad accendere una proteina rossa fluorescente per evidenziare i neuroni della corteccia motoria che si attivano nei topi che corrono sul tapis roulant. Lo stesso approccio potrebbe essere usato per etichettare le cellule nervose con nuove proteine chiamate Dreadds, che permettono il controllo dei neuroni tramite farmaci, oppure usando proteine sensibili alla luce, in modo da rendere i neuroni 'telecomandabili' con un raggio luminoso attraverso la tecnica dell’optogenetica.

La tecnica 'Flare' potrebbe diventare utile anche per studiare e curare malattie: nel caso dell’Alzheimer, ad esempio, potrebbe permettere di individuare i neuroni malati in modo da non intaccare quelli sani.

27.6.2017, 16:232017-06-27 16:23:49
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In Dna non è perfetto, anzi...

Il Dna non è perfetto, anzi: in un individuo sano su cinque sono presenti mutazioni legate a malattie rare o associate a tumori: lo indicano due ricerche destinate a riaccendere il...

Il Dna non è perfetto, anzi: in un individuo sano su cinque sono presenti mutazioni legate a malattie rare o associate a tumori: lo indicano due ricerche destinate a riaccendere il dibattito sui test genetici e presentate dalla rivista Science sul suo sito. La prima ricerca, pubblicata sulla rivista The Annals of Internal Medicine, è stata condotta su 50 individui dal gruppo di Jason Vassy, del Veteran Affairs Boston Healthcare System. Dei 50, 11 avevano alterazioni associate a malattie rare ma solo due di essi mostravano i sintomi. La seconda ricerca è anticipata sul sito bioRxiv, che pubblica ricerche che non hanno ancora superato la fase della revisione da parte della comunità scientifica. Condotta da Michael Snyder, nel Centro di Genomica e Medicina personalizzata dell’università di Stanford, indica che su 70 individui adulti e sani, 12 hanno mutazioni di malattie genetiche delle quali non hanno alcun sintomo. I risultati di entrambe le ricerche indicano che le mutazioni del Dna sono davvero molto frequenti nelle persone in buona salute: “il Dna è carico di mutazioni, anche gravi, che vengono anche trasmesse ai figli, e questi fa parte della dinamicità del genoma”, ha rilevato il genetista Giuseppe Novelli, dell’università di Roma Tor Vergata. Trovarsi di fronte a questo quadro non ha sorpreso i genetisti, che da tempo sanno che le mutazioni del Dna negli individui sani sono molto più numerose del previsto. I risultati delle due ricerche forniscono però i primi dati concreti sui quali discutere e sulla base dei quali orientare il dibattito sui test genetici.

27.6.2017, 13:532017-06-27 13:53:00
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Un colpo al cerchio...

Tanti appassionati sportivi si chiedono se valga la pena sostituire i cerchi della propria moto e quali vantaggi potrebbero scaturire, noi ve lo diremo subito

Da parecchio tempo desideravamo...

Tanti appassionati sportivi si chiedono se valga la pena sostituire i cerchi della propria moto e quali vantaggi potrebbero scaturire, noi ve lo diremo subito

Da parecchio tempo desideravamo approfondire una tematica legata al tuning della moto e grazie alla collaborazione con l’azienda OZ Racing siamo riusciti a realizzarlo. Non si tratta di classiche modifiche al motore o alla ciclistica e nemmeno all’elettronica, bensì la dotazione di un intrigante paio di cerchi leggeri in magnesio forgiato: modello OZ Cattiva.
Tanti appassionati sportivi si chiedono se valga la pena sostituire i cerchi della propria moto e quali vantaggi potrebbero scaturire, noi ve lo diremo subito.


Chiare tendenze


I produttori di motociclette, per migliorare ulteriormente le già elevate prestazioni delle loro supersportive, investono sempre più risorse nella ricerca di materiali alternativi che permettono di contenere ulteriormente i pesi, ultimi esempi in ordine di tempo sono il modello Superleggera di Ducati e HP4 di BMW che fruiscono di telaio e cerchi in carbonio.
    
E = I ω2 
 

Nel caso della motocicletta possiamo suddividere la massa totale in due nature: quella cosiddetta sospesa, come il motore o il telaio, e quella non sospesa, come le ruote o il forcellone. Si dice che maggiore è il rapporto tra le due masse e migliori saranno le prestazioni del veicolo.
Per quanto riguarda il nostro test dobbiamo tenere in considerazione soprattutto il fatto che le ruote sono corpi rotanti e quindi generatrici di due forze che rendono la guida maggiormente impegnativa per il pilota.
La prima, che percepiamo in accelerazione e in frenata, è l’energia cinetica rotazionale che si accumula nelle ruote, questa dipende soprattutto dalla velocità di rotazione (il suo rapporto è al quadrato) e dal momento d’inerzia generato, che nel nostro caso pratico sarà la massa del cerchio situata nella zona del canale che risulta la più influente perché moltiplicata per il raggio giratorio.
Il secondo effetto su cui ci concentreremo sarà il momento giroscopico generato dalla rotazione delle ruote che tenderà a stabilizzare il moto della nostra motocicletta.
Anch’esso legato al momento d’inerzia ci ostacola durante la fase di discesa in piega e nei cambi di direzione.


Riding School Pedersoli


Torniamo alla pratica che raffigura la parte più stimolante. Grazie all’ospitalità offerta dalla Riding School Pedersoli e dalle sue competenze di guida in quel che si può definire il suo giardino di casa, l’autodromo di Franciacorta, il test si è potuto svolgere in condizioni tecniche logistiche ideali.
La scelta del luogo è stata fatta in funzione della varietà di curve, varianti e frenate offerte dal tracciato, che lo rendono tecnico e fisico. Unico neo le velocità relativamente contenute, che come visto nella parte teorica non hanno aiutato a esaltare le disuguaglianze di guida. In sella a una Yamaha R1 munita di acquisizione dati ci siamo alternati alla guida in condizioni di pista pressoché libera, mentre nei box il nostro team di tecnici era pronto ad alternare i cerchi originali Yamaha in magnesio con il raffinato modello Cattiva della casa OZ, che rappresenta il meglio della loro esperienza acquisita in tanti anni di racing in MotoGP e Superbike, tradotta in una produzione omologata strada destinata agli appassionati più esigenti. In entrambi i cerchi le stesse gomme Dunlop D212 GP racer.


Imprevisto


Purtroppo durante il test si è presentato un inconveniente tecnico sulla moto che non siamo riusciti a eliminare. L’impianto frenante malgrado nuove pastiglie e uno spurgo non riusciva a reggere lo stress sottoposto dai tester e dopo pochi giri perdeva improvvisamente efficacia. Niente paura, ciononostante e malgrado il caldo pomeridiano estivo siamo riusciti
a poter inanellare alcuni giri regolari di riferimento.

Incredibile!


Sebbene preferiamo non parlare della fase di frenata, l’anomalia alla pompa dei freni non è comunque riuscita a rovinarci la festa. Sulla guida della supersportiva di Iwata accessoriata con cerchi Cattiva OZ l’opinione dei tre tester è stata immediatamente univoca. Le prime parole pronunciate da Luca Pedersoli dietro la visiera del casco appena rientrato nella corsia box sono state liberatorie: incredibile, è incredibile. Difatti, ci siamo immediatamente accorti che la guida della R1 è diventata ancora più piacevole e redditizia. Se da un lato eravamo contenti per aver percepito quello che tanto speravamo, una maggior reattività della moto nei cambi di direzione e nel scendere in piega (azzerata la tendenza a “murare” attorno a i 40 gradi), quello che ci ha meravigliato è l’accresciuta precisione di guida e la tendenza della moto a rimanere incollata alla corda. La moto ha assimilato ulteriore precisione di guida e, abbinata a un minor sforzo fisico, regala un sapore di guida fantastico e più tecnico. A contribuire a questi miglioramenti non sono probabilmente solamente le masse e le inerzie inferiori, ma anche le maggiori rigidità di costruzione. Confrontando i due giri più veloci nelle diverse configurazioni (vedi riquadro dedicato alla telemetria) viene mostrato un tratto dove Luca è riuscito a guadagnare due decimi di secondo e il suo commento ancora ignaro dei risultati è stato: fai la curva in piega a destra poi freni e inserisci la moto nel tornantino e sembra di guidare una mountain bike!
In conclusione possiamo confermare che il piacere di guida in compagnia dei cerchi Cattiva OZ è insindacabile, logica conseguenza dovrebbe essere il miglioramento del tempo sul giro, insomma un colpo al cerchio e uno al cronometro.
Buona scelta.

Elevate qualità di costruzione, i cerchi Cattiva di OZ sono un gioiello della meccanica

Differenza di peso:

Cerchi:Yamahaanteriore: 3982posteriore: 5978parastrappi: 1265
 OZanteriore: 3085posteriore: 3689parastrappi:   857
 differenze8973186408

 

26.6.2017, 21:572017-06-26 21:57:49
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Svelati i due volti dell'acqua

Viene data per scontata, eppure l’acqua non è una sola: in realtà si tratta di due liquidi diversi, con parecchie differenze nella struttura e nella densità, che possono trasformarsi l’...

Viene data per scontata, eppure l’acqua non è una sola: in realtà si tratta di due liquidi diversi, con parecchie differenze nella struttura e nella densità, che possono trasformarsi l’uno nell’altro. È la sorprendente scoperta di ricercatori dell’Università di Stoccolma, i cui risultati permetteranno di realizzare nuovi metodi per purificare e desalinizzare l’acqua, una delle sfide più grandi dell’umanità in vista del cambiamento climatico.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, è stato realizzato grazie ai raggi X. È risaputo che l’acqua è essenziale per la sopravvivenza sul pianeta Terra, mentre sono meno noti i suoi strani comportamenti e le sue proprietà anomale, molto diversi da quelli di tutti gli altri liquidi: ci sono almeno 70 caratteristiche che la rendono unica e indispensabile per la vita come la conosciamo. Normalmente si pensa all’acqua liquida come a qualcosa di disordinato e senza forma, mentre al ghiaccio come a qualcosa di ordinato e con una struttura ben precisa. In realtà, anche il ghiaccio è amorfo e ne esistono due tipi, uno più denso e uno meno denso: finora si era ipotizzato che i due derivassero dal fatto che anche l’acqua allo stato liquido esiste in due forme diverse, ma provare questa teoria era un’ardua sfida, che il gruppo guidato da Anders Nilsson è finalmente riuscito a superare. Usando i raggi X dell’Argonne National Laboratory vicino Chicago e del laboratorio Desy di Amburgo, i ricercatori hanno scoperto che, a basse temperature, l’acqua esiste come due liquidi diversi, più e meno densi. "Questo risultato ci dice che l’acqua a temperatura ambiente non riesce a decidere quale delle due forme assumere, passando continuamente dall’una all’altra. Insomma: l’acqua non è un liquido complicato, ma sono due liquidi semplici con una relazione complicata", ha detto uno dei ricercatori, Lars G.M. Pettersson.

26.6.2017, 20:012017-06-26 20:01:09
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Ricorso contro l'esumazione di Dalì

La Fondazione Gala-Dalì ha reso noto questa sera che presenterà un ricorso contro la decisione della giudice di Madrid che ha ordinato l’esumazione dei resti del pittore su...

La Fondazione Gala-Dalì ha reso noto questa sera che presenterà un ricorso contro la decisione della giudice di Madrid che ha ordinato l’esumazione dei resti del pittore su richiesta di una donna che rivendica di essere la figlia biologica di Salvador Dalì. Il ricorso, ha precisato in una nota la Fondazione co-erede legale con il ministero delle Finanze spagnolo del maestro surrealista morto nel 1989, sarà presentato nei prossimi giorni. Maria Pilar Abdel Martinez, 61 anni, sostiene di essere nata da una relazione fra la madre Antonia, allora domestica in una famiglia in vacanze a Caaques, e il pittore.

26.6.2017, 19:392017-06-26 19:39:55
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Alleanza contro i contenuti terroristici online

Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube insieme contro il terrorismo. I colossi dell’hi tech annunciano la creazione del ’Global Internet Forum to Counter Terrorism’...

Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube insieme contro il terrorismo. I colossi dell’hi tech annunciano la creazione del ’Global Internet Forum to Counter Terrorism’ contro i contenuti terroristici online. L’alleanza, si legge in una nota, “formalizzerà e strutturerà le aree esistenti e future della collaborazione tra le nostre aziende e promuoverà la cooperazione con le aziende tecnologiche più piccole, la società civile, gli accademici, i governi e gli organismi sovranazionali come l’Ue e l’Onu’’. “La diffusione del terrorismo e dell’estremismo violento è un problema globale urgente e una sfida critica per tutti noi – mettono in evidenza –. Crediamo di poter avere un impatto maggiore sulla minaccia del contenuto terroristico online lavorando insieme e condividendo il meglio delle nostre rispettive tecnologie e modalità operative’’.

24.6.2017, 05:002017-06-24 05:00:00
Susanna Petrone

Il Madagascar, un paradiso in terra

Esiste un luogo nel mondo, che è così speciale, così ricco di biodiversità, che non lo si potrebbe paragonare al paradiso: il Madagascar. Questa splendida isola fa parte delle...

Esiste un luogo nel mondo, che è così speciale, così ricco di biodiversità, che non lo si potrebbe paragonare al paradiso: il Madagascar. Questa splendida isola fa parte delle cosiddette “isole antiche” e - secondo recenti studi - si sarebbe separata dall’Africa circa 165 milioni di anni fa, facendone un luogo particolare ed isolato, con un patrimonio vegetale ed animale unico al mondo.

Basti pensare che ben l’80% di tutte le piante che conosciamo (tra cui 4 mila specie arboree), così come la metà di tutti gli uccelli, il 90% dei rettili (ogni zona dell’isola ha il “suo” camaleonte) e anfibi e tutti i mammiferi - come ad esempio i lemuri - che sono presenti con oltre 200 specie diverse - sono endemici. In parole povere: esistono solo sull’isola Madagascar. E tra gli alberi? Il mitico baobab è conosciuto ovunque nel mondo. Quindi è devastante sapere che oggi solo il 10% del territorio è ricoperto dalla vegetazione originaria. Quello che una volta era il paradiso in terra, oggi rischia di scomparire per sempre. L’estrema povertà della popolazione ha portato allo sfruttamento eccessivo del territorio. Lì dove una volta c’erano boschi fittissimi, oggi si trova solo desolazione. 

Per questo motivo il WWF Madagascar si impegna giorno dopo giorno per salvaguardare questo incredibile patrimonio. Gli obiettivi? Protezione della foresta, rimboschimento e lotta contro la povertà. L’ultimo punto è essenziale per capire questa terra. Molte comunità sono così povere, che praticamente non hanno altra via d’uscita che tagliare illegalmente alberi per poter riscaldare le proprie case. Ogni anno vengono piantati migliaia di alberi e si sostengono progetti alternativi per dare alle famiglie locali una possibilità. Il WWF Madagascar, infatti, sostiene il progetto dell’associazione non governativa Barefoot College (letteralmente: l’università dei piedi scalzi). Si tratta di un’idea nata 45 anni fa in India e che ad oggi opera in 80 Paesi nel mondo. Cosa si fa in questa università? Si trasformano donne in “ingegneri” del solare. Le chiamano “Solar Grandmothers” (nonne solari)e spesso sono analfabete, arrivano da villaggi sperduti e poveri e quasi sempre non hanno mai viaggiato. Ora, grazie al sostegno del WWF, anche il Madagascar ha le sue “Solar Grandmothers”: donne che dopo sei mesi di studi - fatti di gesti e disegni - sanno costruire, installare e far funzionare delle lampade collegate a un pannello solare. Un lusso per tante comunità del mondo. Ora tanti piccoli studenti potranno fare i compiti o studiare anche quando fuori fa buio.

23.6.2017, 22:232017-06-23 22:23:57
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Depp si scusa con Trump 

Johnny Depp ha chiesto scusa al presidente americano Donald Trump, dopo aver fatto un’allusione al suo assassinio. "Era solo una battuta, una battuta sbagliata", ha dichiarato l’attore al...

Johnny Depp ha chiesto scusa al presidente americano Donald Trump, dopo aver fatto un’allusione al suo assassinio. "Era solo una battuta, una battuta sbagliata", ha dichiarato l’attore al magazine People. "Non è riuscita come volevo – ha aggiunto – non voleva esserci alcuna malizia o malafede. Stavo solo cercando di far divertire qualcuno, non di colpire qualcuno".

23.6.2017, 20:122017-06-23 20:12:40
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Se l'estate si vede dall'inizio (tutti i numeri del caldo)

Dopo una notte tropicale, la più calda dall’inizio delle misurazioni 135 anni fa, è stato un venerdì bollente. In Vallese, e più precisamente nel...

Dopo una notte tropicale, la più calda dall’inizio delle misurazioni 135 anni fa, è stato un venerdì bollente. In Vallese, e più precisamente nel capoluogo Sion, la colonnina di mercurio ha raggiunto i 36 gradi, ovvero la temperatura più elevata registrata quest’anno, secondo SRF Meteo. Anche l’anno scorso il record delle temperature si era misurato il 23 giugno in Vallese, con 35,3 gradi a Visp. Ma il record assoluto rimane quello dell’11 agosto del 2003, con 41,5 gradi a Grono (GR).

Pure la notte tra giovedì e venerdì è stata torrida in pianura, con temperature rimaste sopra i 20 gradi quasi ovunque. In diverse località si sono registrati record come a Güttingen (TG) dove la colonnina di mercurio ha segnato 25,2 gradi o a Neuchâtel con 24 gradi. Le notti tropicali generalizzate in pianura sono un fenomeno raro, soprattutto in giugno, ha precisato meteonews. Il record assoluto di 26 gradi registrato a Meiringen (BE) il 23 luglio 2009 non è però stato battuto.

Quest’inizio d’estate canicolare ha fatto inoltre aumentare il rischio di incendi di bosco. Il pericolo è forte in Vallese, nel Ticino e nei Grigioni, ha indicato l’Ufficio federale dell’ambiente.

23.6.2017, 17:392017-06-23 17:39:09
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'Come evitare le accuse di stupro', i convegni estivi di Bill Cosby

A pochi giorni dalla conclusione del processo contro di lui proprio per violenza sessuale (la giuria non è riuscita a trovare un verdetto...

A pochi giorni dalla conclusione del processo contro di lui proprio per violenza sessuale (la giuria non è riuscita a trovare un verdetto unanime), il protagonista dei Robinson ha annunciato che quest’estate condurrà una serie di incontri per educare le persone su come evitare le accuse di stupro. A dare il paradossale annuncio sono stati due suoi portavoce: "Questa questione è più grande di Bill Cosby", ha dichiarato Andrew Wyatt su WBRC Fox 6. "Questo problema può influire su qualsiasi giovane – ha aggiunto -. Devono sapere quando stanno facendo cose che non dovrebbero fare, e ciò che stanno affrontando". Secondo Gloria Allred, avvocato di alcune delle donne che hanno accusato l’attore di violenza, si tratta di un tentativo di "influenzare i giurati che verranno selezionati per il secondo processo penale".

23.6.2017, 08:042017-06-23 08:04:45
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Cecchino da record – Terrorista colpito da oltre 3,5 chilometri

Un cecchino delle forze speciali canadesi ha ucciso un terrorista dell'Isis in Iraq da una distanza di oltre 3,5 chilometri stabilendo così un...

Un cecchino delle forze speciali canadesi ha ucciso un terrorista dell'Isis in Iraq da una distanza di oltre 3,5 chilometri stabilendo così un nuovo record per il colpo mortale confermato dalla distanza più lunga, che in precedenza era detenuto da un soldato britannico. Secondo quanto riporta il Times, il proiettile e' stato sparato da un fucile di precisione McMillan TAC-50 ed ha impiegato meno di 10 secondi per raggiungere l'obiettivo, che si trovava a 3.540 metri di distanza. Lo stesso esercito canadese ha confermato l'episodio.

22.6.2017, 13:352017-06-22 13:35:48
Generoso Chiaradonna @laRegione

Insetti per tutti, ma non per gli allergici ai crostacei

Dallo scorso primo maggio anche in Svizzera gli insetti sono considerati una derrata alimentare, ma gli esperti mettono in guardia: le persone che soffrono...

Dallo scorso primo maggio anche in Svizzera gli insetti sono considerati una derrata alimentare, ma gli esperti mettono in guardia: le persone che soffrono di allergie alimentari dovrebbero consultare un medico prima di gustare larve e grilli vari. Il loro nomi, al pari della loro presenza nei nostri piatti, sono esotici: Tenebrio molitor, Acheta domesticus e Locusta migratoria. Non sono nient'altro che larve della farina, grilli domestici e locuste. Prelibatezze in molte parti del mondo che ora sono in vendita in molti supermercati svizzeri.

Larve e grilli, almeno in Svizzera, venivano usati come cibo per serpenti e uccelli. La Locusta vive in Asia ed è stata avvistata anche in Ticino, e fino a oggi era apprezzata come pasto solo da rettili e anfibi. Parte della tradizione culinarie di molti paesi esotici entro breve potrebbero diventarlo (interi o macinati) pure in Svizzera a patto – scrive il Centro allergie svizzera aha! – che ne sia dimostrata la sicurezza alimentare. L'Ordinanza sui nuovi tipi di derrate alimentari prevede che questi insetti debbono provenire da un allevamento autorizzato, essere sottoposti per un periodo adeguato a congelamento e a un trattamento termico che garantisca l'uccisione di germi vegetativi. Oltre a ciò dovrebbero essere messe in evidenza anche i rischi per gli allergici.

«È possibile che le persone allergiche ai molluschi e ai crostacei reagiscano anche agli insetti», spiega Karin Stalder, esperta del Centro allergie Svizzera. La ragione risiede nelle proteine 'imparentate', che possono scatenare reazioni 'crociate'. «Tropomiosina e altre proteine presenti nei crostacei, come i gamberetti, sono state individuate anche nelle larve della farina», afferma invece la dottoressa Barbara Ballmer-Weber, allergologa e primario presso l'Ospedale cantonale di Lucerna.

Negli Stati Uniti, per esempio, sono già stati riscontrati singoli casi di eventi allergici dovuti alle larve della farina. Nel dubbio, quindi, almeno gli allergici dovrebbero astenersi dalla tentazione di gustare insetti. Gli altri possono favorire.

21.6.2017, 13:272017-06-21 13:27:10
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E Mélanchon scopre con orrore la bandiera Ue nel parlamento francese

Siparietto anti-Ue di Jean-Luc-Mélenchon nel giorno del suo esordio all’Assemblea Nazionale di Parigi. Dopo il voto di domenica, il leader...

Siparietto anti-Ue di Jean-Luc-Mélenchon nel giorno del suo esordio all’Assemblea Nazionale di Parigi. Dopo il voto di domenica, il leader della gauche alternativa (La France Insoumise) è entrato per la prima volta insieme ai compagni di partito nell’edificio neoclassico del Palais Bourbon. Una volta nell’emiciclo, colui che è stato europarlamentare dal 2009 scopre che accanto al tricolore francese c’è la bandiera europea. Rivolgendosi ai compagni, davanti alla telecamera di Lcp, non sembra capacitarsi di quella visione. "Francamente, dobbiamo sopportare questa cosa qui? – dice volgendo lo sguardo alla bandiera dell’Europa – Aspettate, questa è la Repubblica francese, non è la Vergine Maria". Un riferimento, secondo le ricostruzioni dei media, alla teoria secondo cui le dodici stelle nasconderebbero un riferimento mariano. E ancora: "Questa roba non è costituzionale. L’avevano messo nel progetto di costituzione, sai, la bandiera dell’Europa". Euroscetticismo che paradossalmente lo accomuna alla sua più acerrima rivale di estrema destra Marine Le Pen (Front National). Del resto, durante la campagna dell’Eliseo, lei stessa si mostrò allergica alla bandiera dell’Unione. Intervistata su TF1, pretese che la produzione la ritirasse dallo studio televisivo in cui era invitata. Come dire: "O io o la bandiera". Sui social network impazzano commenti più o meno ironici sullo show anti-Ue di Mélenchon, lo stesso che per otto anni ha condotto le sue battaglie dal Parlamento europeo. Prima di scagliarsi contro il simbolo dell’Europa, l’uomo che durante la campagna presidenziale propose di far uscire la Francia dall’Ue per farla entrare nell’unione bolivariana, posava per i fotografi con il pugno chiuso al grido di "Resistenza!".

21.6.2017, 11:082017-06-21 11:08:08
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Non aveva pagato le multe, al confine svizzero lo accompagnano in prigione 

Le guardie di confine hanno fermato nei giorni scorsi al valico autostradale di Basilea-Weil un 27enne britannico, colpito in...

Le guardie di confine hanno fermato nei giorni scorsi al valico autostradale di Basilea-Weil un 27enne britannico, colpito in Svizzera da nove mandati d’arresto a causa di multe non pagate e costi procedurali per un totale di circa 52mila franchi. Il giovane, che stava per entrare a piedi in Svizzera dalla Germania, è stato consegnato alla polizia cantonale di Basilea Città, informa in un comunicato odierno il Comando delle guardie di confine renano. I mandati d’arresto sono stati spiccati in diversi cantoni. Le multe non pagate sono state inflitte per infrazioni contro le norme stradali elvetiche e la legge sugli stranieri, precisa la nota.

21.6.2017, 07:502017-06-21 07:50:36
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Il premio Oscar Daniel Day-Lewis dice addio al set

Daniel Day-Lewis, l’attore che ha vinto tre volte l’Oscar, si ritira. Considerato uno degli attori più eminenti della sua generazione, Day-Lewis non offre...

Daniel Day-Lewis, l’attore che ha vinto tre volte l’Oscar, si ritira. Considerato uno degli attori più eminenti della sua generazione, Day-Lewis non offre spiegazioni per il suo addio alla recitazione. ’’Daniel Day-Lewis non lavorerà più come attore. È immensamente grato a tutti i suoi collaboratori e sostenitori. La sua è una decisione privata su cui lui o i suoi portavoce non rilasceranno ulteriori commenti’’, afferma la portavoce Leslee Dart, confermando l’indiscrezione riportata da Variety. Day-Lewis si è aggiudicato il suo primo Oscar per il film ’Il mio piede sinistro’ nel 1989. La seconda statuetta gli è stata consegnata per la sua performance ne ’Il petroliere’ nel 2007 e la terza per ’Abraham Lincoln’ nel 2012.

21.6.2017, 07:472017-06-21 07:47:18
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Gli autisti di Uber potranno incassare la mancia

Uber ci ripensa: i suoi autisti potranno incassare mance. Per l’app si tratta di una decisa inversione di tendenza che rientra nell’iniziativa '100 giorni di...

Uber ci ripensa: i suoi autisti potranno incassare mance. Per l’app si tratta di una decisa inversione di tendenza che rientra nell’iniziativa '100 giorni di cambiamenti', che punta a migliorare le condizioni dei suoi autisti. L’obiettivo di Uber è quello di frenare la fuga dei conducenti che, secondo un recente studio, non durano nella società per più di un anno e questo soprattutto a causa del compenso ricevuto. Uber definisce la decisione “la cosa giusta da fare’’. Lyft, la rivale di Uber, consente ai suoi autisti di incassare mance dal 2012. Plaude alla decisione l’associazione dei tassisti di New York: “È un’importante vittoria’’, afferma il suo fondatore Jim Conigliaro jr.