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19.10.2017, 14:472017-10-19 14:47:00
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Drone a energia solare: il Poli di Zurigo lo testa in Groenlandia

Ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (Ethz) hanno sviluppato e sperimentato un drone solare in Groenlandia. Grazie al sole di mezzanotte...

Ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (Ethz) hanno sviluppato e sperimentato un drone solare in Groenlandia. Grazie al sole di mezzanotte, la durata dei voli può essere prolungata sensibilmente e in futuro tali droni potrebbero essere utilizzati per sorvegliare i ghiacciai nelle regioni polari.

Il 20 giugno, alla vigilia del solstizio d’estate e della festa nazionale groenladese, il team guidato da Guillaume Jouvet e Thomas Stastny ha tentato un volo di 24 ore con l’"AtlantikSolar" a Qaanaaq, nel nordovest del paese, ma dopo 13 ore l’esperimento è stato interrotto: per sei ore nuvole e vento avevano già reso difficile il volo, poi è si è aggiunta una fitta nebbia.

Nonostante le condizioni avverse che hanno aumentato il consumo energetico, al momento dell’atterraggio la batteria presentava ancora un’autonomia di oltre il 60%. "Ciò fa ritenere che anche se confrontati a cattive condizioni per lungo tempo sono possibili circa 20 ore di volo e con condizioni migliori certamente più di 24!", scrivono Jouvet e Stastny in un blog dell’Ethz.

Durante un secondo test due settimane più tardi, interrotto dopo cinque ore a causa di forti venti, la fotocamera del drone ha scoperto un largo crepaccio sul ghiacciaio di Bowdoin. Alcuni giorni dopo un gruppo di glaciologi si è recato sul posto per osservare il crepaccio fino a quando questo si è esteso causando il distacco di un iceberg.

I dati raccolti permetteranno di allestire modelli più precisi di simili distacchi di ghiaccio, un processo complesso che gioca un ruolo importante nell’innalzamento dei mari che – si legge ancora nel blog – finora non è mai stato compreso completamente. (Ats)

19.10.2017, 13:592017-10-19 13:59:00
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Il video della Apple Car avvistata a San Francisco

Sulle strade della San Francisco Bay Area è stata avvistata una Apple Car, l’auto a guida autonoma su cui Apple starebbe lavorando sotto il nome di ’Project Titan...

Sulle strade della San Francisco Bay Area è stata avvistata una Apple Car, l’auto a guida autonoma su cui Apple starebbe lavorando sotto il nome di ’Project Titan’.

A immortalare il veicolo è un video pubblicato su Twitter da MacCallister Higgins, cofondatore della startup Vojage che opera nello stesso settore. Il breve filmato mostra una Lexus RX sormontata da un considerevole numero di sensori, videocamere e unità radar incastonati in una struttura di plastica bianca.

https://twitter.com/macjshiggins/status/920326969522241536 

Apple ha ricevuto nell’aprile scorso il permesso di sperimentare le auto a guida autonoma in California. A differenza dei progetti iniziali, tuttavia, la società avrebbe rinunciato all’idea di costruire una propria auto, concentrandosi sullo sviluppo software di sistemi di guida autonoma. In luglio il Ceo Tim Cook ha confermato l’impegno di Apple su "sistemi autonomi". (Ansa)

19.10.2017, 13:492017-10-19 13:49:00
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Va a caccia dal terrazzo: ottantenne denunciato

Un 80enne di San Potito Ultra (Avellino), impossibilitato ad uscire di casa, si è piazzato sul terrazzino di casa e da qui, armato di fucile, ha dato inizio alla...

Un 80enne di San Potito Ultra (Avellino), impossibilitato ad uscire di casa, si è piazzato sul terrazzino di casa e da qui, armato di fucile, ha dato inizio alla insolita attività venatoria mirando e sparando agli uccelli che transitavano nel suo orizzonte. Molti i colpi caricati a pallini esplosi e che, oltre a non colpire gli uccelli, per fortuna non hanno raggiunto persone che si trovavano nei pressi. Ai carabinieri che sono andati a casa sua, l'anziano ha ammesso di sognare da tempo una battuta di caccia. Il suo fucile, un calibro 16 e le relative munizioni sono state sequestrate. Dovrà rispondere penalmente di accensioni ed esplosioni pericolose. (Ansa)

18.10.2017, 15:442017-10-18 15:44:39
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Infiniti Q60 S

Sotto all’affascinante abito da coupé si cela un propulsore da oltre 400 cavalli e la trazione integrale, capaci di garantire prestazioni insospettabili. Racchiusi però in un pacchetto lussuoso nel pieno...

Sotto all’affascinante abito da coupé si cela un propulsore da oltre 400 cavalli e 
la trazione integrale, capaci di garantire prestazioni insospettabili. Racchiusi però in un pacchetto lussuoso nel pieno spirito di una vera Gran Turismo.

 

Nonostante si tratti di un marchio in costante ascesa, Infiniti non ha ovviamente una vita particolarmente semplice alle nostre latitudini. Questo perché si trova in Europa da meno di dieci anni e deve quindi farsi ancora conoscere, senza considerare il suo posizionamento che lo porta a competere in un mercato che oltre ad essere molto agguerrito è dominato da una concorrenza prevalentemente europea. Che sappiano offrire prodotti validi ce l’hanno dimostrato negli ultimissimi anni, ed in particolare la stretta sinergia con Mercedes-Benz ha condotto alla produzione di modelli (Q30/QX30) e motorizzazioni (turbodiesel) adatti ai nostri mercati. E in effetti le cifre di vendita migliorano di anno in anno. Anche Roma, come ben sappiamo, non è stata costruita in un giorno.
Progettare un’automobile con lo specifico intento di commercializzarla prevalentemente per il mercato europeo, prendendo quindi in considerazione le esigenze dello stesso, può portare abbastanza facilmente al gradimento da parte del pubblico globale. Diversa la questione se ad essere commercializzato in Europa è un prodotto pensato prevalentemente per il Nordamerica che però, dato il segmento di appartenenza, finisce comunque col misurarsi con le rivali del Vecchio Continente. Qui, molto spesso, i risultati non sono dei migliori. Abbiamo tuttavia deciso di prendere sotto esame la Infiniti Q60, una coupé derivata dalla berlina Q50, che oltre ad un quattro cilindri turbo è disponibile pure con un V6 da oltre 400 cavalli abbinato alla trazione integrale. In breve: la Q60 S.
Una coupé molto lunga, slanciata, che nella coda fa trapelare la parentela con la Mercedes Classe C coupé capace tuttavia di distinguersi in mezzo al grigiore quotidiano con un frontale personale ed accattivante. La parentela con il costruttore di Stoccarda è molto meno evidente nell’abitacolo rispetto a quanto non lo fosse sulle piccole Q30 e QX30, sebbene non manchi qualche componente condiviso.
Fatto non certo negativo, dato che comunque la qualità dell’insieme è molto pregevole, specie in relazione al prezzo. Oltre alla bella posizione di guida piacciono gli ottimi pellami applicati anche sui pannelli porta, i bei materiali e l’assemblaggio impeccabile. Quanto allo spazio a bordo la Q60 va più considerata una “2+2” che non una coupé a quattro posti, mentre il bagagliaio ha una capienza sufficiente per le esigenze dell’utente medio.
Essendo molto comoda, la Q60 non nasconde di essere una grande viaggiatrice e di amare le lunghe distanze. In città pecca infatti per il raggio di sterzata elevato, sebbene la visibilità generale sia più che buona. Proprio come buona parte delle vetture statunitensi di grossa cilindrata, anche con lei basta appena un filo di gas per scorrere nel traffico per inerzia, come si conviene ad una grande coupé che invita a guidare con calma. Ma la realtà è che sei costantemente incuriosito di sapere come sono i 405 cavali erogati dal V6 3 litri biturbo siglato ‘VR30’. Il quale ha un tale tiro che ti porta da 1’500 giri/min. alla velocità massima in un attimo, rivelando prestazioni eccellenti ed insospettabili. Peccato che tale prestanza non sia accentuata da una tonalità allo scarico vagamente più sportiva, mentre il cambio automatico è adatto allo spirito da vera Gran Turismo della Q60 S.
Pur essendo prestante non nasconde particolarmente né le dimensioni né la massa, invitando ad una guida sì veloce ma senza il coltello tra i denti. In curva per esempio non bisogna inserirla con violenza bensì accompagnarla, e nei percorsi guidati privilegiare la coppia alla potenza dato che trova una fluidità invidiabile tra i 3’000 ed i 6’000 giri/min., frangente in cui si raggiungono velocità di percorrenza elevate e – di nuovo – insospettabili. Il segreto sta nel fatto che si può sfruttare con facilità e senza pensieri l’intero potenziale, merito del comportamento neutrale, dell’elevata stabilità e della sua compostezza, nonché della trazione integrale efficace grazie a cui non si ha mai paura a premere con decisione l’acceleratore. Peccato solo per lo sterzo che, pur avendo un bel carico, trasmette sensazioni piuttosto artificiali vicine a quelle di un videogioco.
Nel complesso la Q60 S è una vettura che se trattata da Gran Turismo e se usata con fluidità sa dare grande soddisfazioni, sia per i ritmi che raggiunge che per il compromesso fatto di una sportività che non diventa mai estrema.

Scheda Tecnica

modelloInfiniti Q60
versioneS 3.0t Sport Tech
motoreV6, benzina (biturbo), 3 litri 
potenza, coppia405 cv, 475 Nm
trazioneintegrale
    cambioautomatico a 7 rapporti
massa a vuoto1’903 kg
    0-100 km/h5 secondi
velocità massima250 km/h (limitata)
consumo medio9,2 l/100 km (omologato)
prezzo80’400 Chf
la compri se…alle emozioni forti di una sportiva preferisci il compromesso 
delle vere ‘GT’

 

17.10.2017, 15:202017-10-17 15:20:00
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Mitsubishi i-MiEV

Essendo in commercio dal 2010, questa city-car elettrica non è la più moderna in circolazione. Ma dato che la mobilità a energie alternative è più attuale che mai, ed essendo ancora presente nel listino,...

Essendo in commercio dal 2010, questa city-car elettrica non è la più moderna in circolazione. Ma dato che la mobilità a energie 
alternative è più attuale che mai, ed essendo ancora presente nel listino, ci è sembrato giusto dedicarle lo spazio che si merita.

 

Se non una pioniera, alla Mitsubishi i-MiEV (come pure alle sue ‘gemelle’ Peugeot iOn e Citroën C-Zero) va sicuramente riconosciuto il merito di essere stata una delle prime automobili elettriche prodotte in grande serie e regolarmente commercializzate da un costruttore di massa, dato che il vero fermento in questa fascia di mercato ha iniziato a svilupparsi qualche anno più tardi ed il meglio, come dice un famoso brano, deve ancora venire.
Salirvi a bordo fa un effetto sicuramente diverso rispetto a sette anni fa, dato che oggi l’età del progetto è visibile dal fatto che non vi sia nemmeno l’ombra di un sistema di infotainemt o di un computer di bordo. Ma al di la di ciò è sempre ragguardevole lo sfruttamento dello spazio: pur essendo lunga meno di tre metri e mezzo il passo supera i due metri e cinquanta, che unito agli sbalzi cortissimi permette di sfruttare bene lo spazio interno. La capienza del bagagliaio (166 litri) è sufficiente per l’uso cittadino, dietro si sale bene e c’è tanto spazio sopra la testa, sebbene non sia esattamente l’auto più indicata per chi è molto alto di statura. 
Da vera cittadina fa della maneggevolezza il suo vero punto di forza grazie ad un raggio di sterzata ridottissimo ed uno spunto accettabile. Il motore elettrico, posizionato in prossimità delle ruote posteriori eroga 67 cavalli e 196 Nm. Quanto basta per scattare bene ai semafori, sebbene in fase di sorpasso o nelle salite occorre insistere con l’acceleratore per richiamare il pieno potenziale. Le batterie, collocate nella parte inferiore della vettura, sono ricaricabili anche tramite una normale presa elettrica domestica da 230V in circa 10 ore e garantiscono un’autonomia reale da noi rilevata di oltre 120 chilometri (160 quelli omologati). Tanto basta per spostarsi in città e in un contesto di agglomerato, risparmiando peraltro parecchio sui costi di esercizio dato che approfittando delle economiche tariffe notturne è possibile percorrere 100 chilometri con meno di 2 Chf.
Costruita in economia e senza troppi fronzoli con l’evidente desiderio di offrire una vettura da città elettrica a basso costo (poco più di 20’000 franchi), la 
i-MiEV è molto semplice da utilizzare e basta davvero poco per capire come ‘funziona’. Alla guida ricorda per certi versi la Smart, cittadina per eccellenza, e nonostante il rapporto sfavorevole tra larghezza e altezza unito alle ruote strette, nei percorsi guidati infonde più sicurezza di quanto si pensi. Merito di uno sterzo dalle buone qualità e delle reazioni discretamente pronte, che permettono di padroneggiare questa piccola elettrica con sufficiente sicurezza, aiutati peraltro in caso di emergenza da un impianto frenante capace di spazi d’arresto brevi e i consueti controllo di trazione e stabilità offerti di serie.


Scheda Tecnica

modelloMitsubishi i-MiEV
versioneStyle 
motoreelettrico
potenza, coppia67 cv, 196 Nm
trazioneposteriore
cambiorapporto singolo
massa a vuoto1’160 kg
0-100 km/h15,9 secondi
velocità massima130 km/h
consumo medio12,4 kWh/100 km (omologato)
prezzo20’999 Chf
la compri se…sei alla ricerca di una cittadina elettrica, dura e pura

 

17.10.2017, 15:122017-10-17 15:12:57
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Vecchiaia serena? I cinquantenni comincino a risparmiare

Per potersi assicurare un tenore di vita adeguato durante la pensione un ultracinquantenne in Svizzera deve mettere da parte – al di là del secondo pilastro...

Per potersi assicurare un tenore di vita adeguato durante la pensione un ultracinquantenne in Svizzera deve mettere da parte – al di là del secondo pilastro – oltre un franco su dieci. È quanto emerge da un’analisi condotta da Ubs, che per la prima volta ha messo a confronto i sistemi di previdenza di dodici nazioni. Risultato: dappertutto nel mondo per vivere bene la terza età sono necessari risparmi privati.

Il nuovo Ubs International Pension Gap Index analizza le prestazioni dei sistemi di previdenza obbligatori, spiega la banca in un comunicato odierno. I ricercatori hanno calcolato quale percentuale dello stipendio netto occorra risparmiare in ambito privato per poter affrontare serenamente la vecchiaia. Le analisi sono state condotte partendo da un’ipotetica persona, Jane, una donna single cinquantenne che durante la carriera professionale ha percepito un salario mediano e che fino a questo momento ha accantonato solo lo stretto necessario per la vecchiaia.

I risultati per le dodici metropoli analizzate divergono in misura considerevole tra loro ma – commentano gli autori dello studio – una cosa è certa: in ogni paese Jane deve accantonare ulteriori fondi per poter coprire il costo della vita durante la pensione.


La Svizzera ottiene i risultati migliori. Ipotizzando che Jane investa i propri risparmi in un portafoglio diversificato, a partire dai 50 anni fino all’età di pensionamento ufficiale deve risparmiare circa l’11% del proprio reddito netto annuale. La somma delle rendite dal primo e dal secondo pilastro ammonterà infatti solo a circa il 50% del suo ultimo stipendio percepito.

16.10.2017, 21:092017-10-16 21:09:18
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Pablo Neruda 'cold case': a San Francisco 16 specialisti al lavoro sui resti

In una solenne cerimonia è stato inaugurata la riunione di 16 esperti scientifici di 6 Paesi diversi che discuteranno da oggi fino a...

In una solenne cerimonia è stato inaugurata la riunione di 16 esperti scientifici di 6 Paesi diversi che discuteranno da oggi fino a venerdì se ci sia stato o meno l’intervento di terzi nella morte del poeta Pablo Neruda, avvenuta il 23 settembre del 1973. Riuniti nell’hotel San Francisco, in pieno centro della capitale cilena e a tre isolati dal palazzo della Moneda, medici di Stati uniti, Danimarca, Canada, Francia, Spagna, Cile analizzeranno campioni dei resti dell’autore, in obbedienza all’incarico dato dal giudice delle indagini Mario Carroza. Il giudice ha convocato i 16 specialisti a Santiago per "spiegare i risultati e le conclusioni della perizia scientifica fatta in merito al caso", aperto nel 2011 per il reato di associazione illecita e morte di Pablo Neruda. Le sessioni "dovranno essere strettamente confidenziali". L’avvocato querelante Eduardo Contreras ha detto all’agenzia di stampa italiana Ansa che "la nostra aspettativa, e quella del Partito comunista – primo a denunciare in questa causa – è quello di procedere con il maggiore rigore scientifico, con la massima serietà".

16.10.2017, 16:502017-10-16 16:50:00
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Wi-fi sotto attacco, il pericolo riguarda tutti

I dati di milioni di persone a rischio a causa di falle di sicurezza che interessano le connessioni Wi-Fi. Nel Wpa2, cioè l’algoritmo di crittografia del Wi-Fi, sono...

I dati di milioni di persone a rischio a causa di falle di sicurezza che interessano le connessioni Wi-Fi. Nel Wpa2, cioè l’algoritmo di crittografia del Wi-Fi, sono state trovate vulnerabilità che possono essere usate da cybercriminali per "rubare informazioni sensibili come carte di credito, password, chat, email", spiega l’università belga "KU Leuven", che ha scoperto le falle, al momento non sfruttate. Il problema si chiama KRACK (sta per "Key Reinstallation Attacks") e non riguarda prodotti specifici, ma lo standard stesso del Wi-Fi. Ciò significa che qualsiasi Pc, smartphone e router è a rischio. "L’attacco funziona contro tutte le reti moderne Wi-Fi protette", spiegano i ricercatori di Lovanio, poco distante da Bruxelles. Il consiglio è di installare sui dispositivi wireless gli ultimi aggiornamenti resi disponibili dalle aziende che, informate nelle scorse settimane, stanno correggendo le vulnerabilità. Nel dettaglio, le falle del protocollo di sicurezza Wpa2 riguardano il processo "Four way handshake", (letteralmente "stretta di mano a quattro vie"), tramite cui il dispositivo e "l’access point" si scambiano le "chiavi" crittografiche. In questo processo, per le falle, potrebbero inserirsi cybercriminali per monitorare il traffico dati ma anche inserire e manipolare i dati, ad esempio aggiungendo malware a siti web.

16.10.2017, 15:062017-10-16 15:06:00
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Panamera 4S Diesel

È la turbodiesel più veloce del pianeta, capace di toccare i 285 km/h e garantire consumi (reali) davvero bassi. Ci siamo messi al volante di quella che, anche grazie alla trazione integrale, potrebbe...

È la turbodiesel più veloce del pianeta, capace di toccare i 285 km/h e garantire consumi (reali) davvero bassi.
Ci siamo messi al volante di quella che, anche grazie alla trazione integrale, potrebbe diventare la preferita tra le Panamera.

 

La ricerca del compromesso ideale tra prestazioni elevate e consumi contenuti è una delle sfide più entusiasmanti nell’era delle automobili moderne. Molti dicono di riuscirci, pochi ci riescono davvero. E soprattutto quasi nessuno ci riesce come Porsche con la nuova Panamera 4S Diesel, che ci ha portato fino ai 285 km/h di velocità massima dichiarata (è la turbodiesel più veloce del pianeta) e al tempo stesso ci ha fatto registrare un consumo medio effettivo di 8,5 l/100 km, che possono scendere anche al di sotto degli 8 l/100 km durante un impiego puramente autostradale.
Il segreto non è uno solo bensì un insieme di molti fattori, ma il ruolo da protagonista spetta sicuramente al propulsore. Si tratta di un V8 da 4 litri di cilindrata e sovralimentazione biturbo, capace di erogare 850 Nm  di coppia (!) in maniera costante tra 1'000 e 3'250 giri/min., cedendo poi il testimone ai 422 cavalli erogati tra 3’500 e 5’000 giri/min. Al pari degli altri V8 della Panamera anche in questo caso le due turbine a geometria variabile sono alloggiate all’interno delle due bancate, e le stesse possono essere azionate contemporaneamente o singolarmente a dipendenza delle necessità. A regimi medi e bassi il flusso dei gas di scarico viene deviato a uno dei due turbocompressori, mentre il secondo si attiva solo ai regimi alti quando è richiesta piena potenza. 
Abbinato ad un cambio doppia frizione a otto rapporti, il tutto si traduce in un’accelerazione strabiliante (da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi) ma in particolare spicca per come è in grado di accumulare velocità anche una volta innestata la quinta. Essendo un motore a gasolio, inizialmente ti viene automatico utilizzarlo ai regimi medio-bassi, quindi tra i 2’000 ed i 3’500 giri/min., dove peraltro convince per la corposità. Ma la realtà è che la sua erogazione è talmente paragonabile a quella di un motore a benzina che per sfruttarne appieno il potenziale la porti fino al limitatore posto a 5’000 giri/min. E l’allungo è talmente energico che sembra di poter andare ancora oltre. L’unico difetto? Nella guida impegnata a regimi medio/alti la risposta dell’acceleratore non è sempre pronta come si desidererebbe.   
Se da un lato Panamera resta una super ammiraglia con cui in autostrada si viaggia benone, le numerose soluzioni tecniche che lavorano al servizio della dinamica di marcia, tra cui quattro ruote sterzanti, sospensioni pneumatiche regolabili e stabilizzazione antirollio attiva, sono capaci di dare soddisfazione anche ai più smaliziati grazie a cambi di direzione velocissimi, un rollio praticamente inesistente e una trazione integrale che privilegia il retrotreno. Tutto ciò che c’era di buono è stato mantenuto, e ciò che andava aggiornato è stato aggiornato. Si pensi per esempio alla plancia ripulita dalla miriade di tasti presenti in precedenza o al nuovissimo e avanzatissimo sistema di infotainment, tutti racchiusi in un contesto estremamente curato e rifinito di tutto punto.

Scheda Tecnica

modelloPorsche Panamera
versione4S Diesel
motore8 cilindri a V, bi-turbodiesel 4 litri
potenza, coppia422 cv, 850 Nm
trazioneintegrale
cambiodoppia frizione a 8 rapporti
massa a vuoto2’050 kg
0-100 km/h4,3 secondi
velocità massima285 km/h
consumo medio6,7 l/100 km (omologato)
prezzo142’800 Chf
la compri se…la “super ammiraglia” deve sì essere veloce, 
ma anche parsimoniosa

 

14.10.2017, 09:302017-10-14 09:30:44
Susanna Petrone

La volpe artica è in pericolo

L’Artide è un immenso habitat che vanta una fauna e una flora davvero uniche. In questa regione vive anche la volpe artica. A causa del cambiamento climatico, tuttavia, nell’estremo nord...

L’Artide è un immenso habitat che vanta una fauna e una flora davvero uniche. In questa regione vive anche la volpe artica. A causa del cambiamento climatico, tuttavia, nell’estremo nord fa sempre più caldo: una grave minaccia per l’eccezionale biodiversità dell’Artide.

Il freddo, però, è essenziale per questo poco conosciuto animale. La volpe artica, infatti, ha una pelliccia particolarmente folta ed è perciò ben attrezzata per vivere tra i ghiacci e la neve. I peli le crescono persino sotto le zampe, e quando si sdraia, essa può avvilupparsi nella propria lunga coda arruffata per proteggersi dal freddo. Due volte all’anno la volpe artica muta pelliccia, e con essa anche il colore. In inverno è bianca come la neve mentre in estate il suo pelo si adatta al paesaggio circostante assumendo tinte che vanno dal grigio al bruno.

Il ghiaccio che si assottiglia, però, sta mettendo a dura prova tutti gli animali dell’Artide. Gli effetti del cambiamento climatico sono particolarmente visibili: gli inverni sono più miti e la primavera arriva in anticipo. Negli ultimi decenni le temperature dell’Artide sono aumentate ad una velocità doppia rispetto al resto del Pianeta. Lo spessore della banchisa, in estate, è la metà rispetto a 30 anni fa. Tutto questo comporta dei profondi mutamenti nell’habitat della volpe artica, minacciata da diversi fattori: in passato le volpi polari venivano cacciate per la loro pelliccia estremamente folta, fino quasi alla loro estinzione. Fortunatamente oggi la loro caccia è stata vietata in molti Paesi ma c’è un altro problema. Dato che sulla Terra fa sempre più caldo, anche l’habitat della volpe cambia. Le volpi rosse, parenti delle volpi polari ma di taglia più grande, sconfinano sempre più a nord scacciando le volpi polari dal loro habitat e rubando le loro prede. Anche altri animali, come gli orsi o i lemming, risentono del cambiamento climatico. Dato che in inverno le volpi polari dipendono dal cibo abbandonato dagli orsi polari, se gli orsi polari scompaiono, per le volpi polari c’è meno da mangiare.

E così parte la difficile ricerca del cibo: i lemming sono le prede privilegiate della volpe artica. Li cattura nella neve. Ma a causa delle temperature che aumentano, le cavità naturali che si creano nel manto nevoso – dove vivono e trovano cibo i piccoli roditori – non si formano più. In inverno, quando il cibo scarseggia, la volpe artica segue l’orso polare nutrendosi dei resti lasciati dal grande cacciatore bianco. Ma scarseggiando questi resti – visto che l’orso polare ha sempre meno tempo a disposizione per cacciare – scarseggia anche il cibo per le volpi artiche. Gli orsi polari sono il simbolo del climate change, ma se non riusciremo ad arrestare o almeno frenare i cambiamenti climatici, allora anche la volpe artica, il gabbiano d’avorio, la foca dalla sella e il narvalo perderanno il loro habitat.

Identikit della volpe polare

La volpe polare, chiamata anche volpe artica, vive in tutto l’emisfero nord del globo terrestre dove l’inverno è glaciale, come in Canada, Alaska, Groenlandia, Islanda, nel nord della Scandinavia e nel nord della Russia. Questo animale è perfettamente adatto alle rigide temperature: in inverno possiede una spessa e calda pelliccia bianca che lo tiene al caldo e lo mimetizza nel paesaggio completamente innevato. La volpe polare può sopravvivere a temperature fino a 60 gradi sotto zero.

Alimentazione
Le volpi polari non sono difficili in fatto di cibo. Poco importa se sono topi, lepri bianche, uccelli, uova, molluschi, ricci di mare o foche morte: a questa volpe piace proprio tutto. Il suo cibo preferito sono i lemming. Non appena ne avvista uno, lo immobilizza balzandogli addosso con un salto. Grazie al suo ottimo udito, riesce addirittura a sentire i lemming che si muovono nei loro corridoi sotterranei sotto la neve. Per catturarli, si tuffa a testa nel manto nevoso. La volpe polare è un animale furbo: spesso segue gli orsi bianchi mentre vanno a caccia. Dato che di solito l’orso bianco mangia unicamente il grasso, la pelle e le interiora delle sue prede, le volpi polari si cibano dei resti. Se in estate riesce a procurarsi cibo in abbondanza, la volpe ne nasconde un po’ nella sua tana o nelle fessure delle rocce, così se in inverno non avrà cibo a sufficienza, potrà contare sulle sue scorte.

Vita sociale
In inverno, quando il freddo è glaciale, le volpi condividono le proprie tane scavate sotto la neve. Poiché in inverno è più difficile trovare cibo che in estate, preferiscono cacciare in gruppo, mentre in estate le volpi polari tornano a vivere nuovamente da sole.

Vita da cuccioli
Nella stagione degli amori, il maschio cerca la femmina e difende il suo territorio con forti latrati e demarcandolo con la propria urina e i propri escrementi. Dopo circa 50-55 giorni, la femmina dà alla luce da cinque a dieci piccoli nella tana o nella fessura di una roccia. Alla nascita sono ciechi e vengono allattati dalla madre a cui il padre porta il cibo.
Dopo due settimane, aprono gli occhi e presto andranno alla scoperta dei dintorni con i genitori. A questo punto anche la madre torna a cacciare: una famiglia di volpi, durante un’estate, divora migliaia di lemming! Quando torna il freddo e i giorni diventano più corti, le piccole volpi lasciano i genitori e si mettono loro stesse alla ricerca di cibo nella tundra che presto sarà ricoperta dalla neve.

13.10.2017, 17:312017-10-13 17:31:58
@laRegione

Facile a dirsi 'deiezione canina', ma cosa s'intende di preciso? Risponde il Consiglio di Stato

Secondo la legge ginevrina, il proprietario di un cane deve raccogliere le deiezioni del suo amico quando...

Secondo la legge ginevrina, il proprietario di un cane deve raccogliere le deiezioni del suo amico quando queste vengono liberate su suolo pubblico. Già, tutto chiaro per quelle solide, ma con quelle liquide come si fa? È questo il dilemma su cui dovrà chinarsi il Consiglio di Stato.

La questione risale al novembre 2016, quando una donna è stata multata per aver permesso al suo cane di fare la pipì per strada: 350 franchi. In seguito ad un ricorso, la multa è stata diminuita, ma la vertenza è tuttora nelle mani della giustizia. Il Gran consiglio ginevrino ha così deciso oggi di trasmettere al governo una petizione firmata da più di 3'300 persone. L’esecutivo cantonale dispone ora di sei mesi per presentare un rapporto sulla questione.

Ritenendo la punizione illegale, il Movimento di difesa dei proprietari di cani di Ginevra aveva lanciato la petizione, in cui si chiede di chiarire la situazione legale. Appunto, che cosa intende la legge per “deiezione”?

13.10.2017, 13:472017-10-13 13:47:58
@laRegione

Apple punta tutto sul riconoscimento facciale e potrebbe abbandonare le impronte digitali già dal 2018

Apple sarebbe pronta a dire addio definitivamente al Touch ID, il sistema di riconoscimento delle...

Apple sarebbe pronta a dire addio definitivamente al Touch ID, il sistema di riconoscimento delle impronte digitali che serve per sbloccare l’iPhone e ad autorizzare gli acquisti.

Secondo una nota dell’analista di Kgi Securities, Ming-Chi Kuo, di solito ben informato sui piani del colosso di Cupertino, è molto probabile che dal prossimo anno in poi tutti i nuovi iPhone passino al Face ID, il sistema di riconoscimento del volto che debutterà sull’iPhone X a inizio novembre. Lo riporta il sito 9to5Mac.

Apple, secondo l’analista, potrebbe scommettere tutto sul sistema di riconoscimento facciale tridimensionale (3D sensing). Questo consentirebbe alla compagnia di mantenere un vantaggio su questo fronte rispetto alla concorrenza. La prova del mercato è vicina: l’iPhone X, che introdurrà il riconoscimento del volto al posto del Touch ID, arriverà nelle mani dei consumatori a partire dal 3 novembre.

Il mondo della tecnologia sembra insomma cavalcare, e in qualche modo anticipare, il declino del "mito" delle impronte digitali ormai certificato anche dalla scienza. Secondo uno studio recente dell’Associazione americana per l’avanzamento delle scienze non esistono evidenze sufficienti per affermare che le impronte digitali siano uniche per ciascun individuo.

13.10.2017, 11:292017-10-13 11:29:18
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Ricardo Rodriguez parla alla Gazzetta del 'Bronx di Zurigo'

«Mi è capitato di vedere case che bruciavano o una macchina che saltava per aria». Riccardo Rodriguez, difensore del Milan e della nazionale, è cresciuto...

«Mi è capitato di vedere case che bruciavano o una macchina che saltava per aria». Riccardo Rodriguez, difensore del Milan e della nazionale,  è cresciuto ad Auzelg, a nord-est di Zurigo, e ne parla alla Gazzetta dello Sport a due giorni dal derby meneghino contro l'Inter. Un quartiere che il quotidiano italiano definisce il Bronx zurighese, la "zona più difficile" della città", salvo poi aggiungere che a metà pomeriggio presenta un'atmosfera "da quartiere residenziale" «Mai avuto paura nel mio quartiere – dichiara Rodriguez –. Nessun problema, tutto tranquillo», precisa il calciatore. "Tranquillo non è il primo aggettivo che viene in mente", abbozza però il giornalista. E ancora: "Si dice che la polizia, quando si fa sera, si faccia vedere poco volentieri".

Lasciando da parte il quartiere delle sue origini, il difensore nato in Svizzera da madre cilena e padre spagnolo, dice di essere puntuale come uno svizzero e di ritrovare Spagna e Cile nei suoi gusti musicali: «Ascolto bachata, salsa, reggae. Italiani nessuno». Il derby? «È speciale: quando ero piccolo lo Zurigo era la mia squadra preferita assieme al Valencia e i derby col Grasshoppers erano sentiti: lo stadio pieno, i fumogeni. A me piace se la partita è calda».

12.10.2017, 19:082017-10-12 19:08:46
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Ruba le caramelle, dipendente licenziato e condannato a pagare 3'500 euro di spese processuali: 'minata la fiducia'

Rubare le caramelle, un furtarello da meno di 10 euro, può costare il posto al...

Rubare le caramelle, un furtarello da meno di 10 euro, può costare il posto al dipendente di un supermercato. La Cassazione italiana ha confermato il licenziamento per giusta causa di un addetto al rifornimento degli scaffali trovato a fine turno in possesso di merce (di poco valore) che non aveva pagato. Ad avviso della Corte il comportamento "fraudolento" ha minato in maniera irreversibile il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e lavoratore.

All'uscita dal supermercato era scattato l'allarme anti-taccheggio, attivato da adesivi invisibili posti sui pacchetti di gomme e caramelle, ma il dipendente non era riuscito a spiegare la loro presenza nelle sue tasche. Aveva parlato di un piano contro di lui architettato dal capo della sicurezza, che avrebbe voluto incastrarlo. Ma il giudice non aveva riscontrato alcuna prova per tali accuse e aveva confermato il licenziamento, nonostante il dipendente non avesse precedenti disciplinari, e i beni sottratti fossero di scarso valore. La decisione era stata quindi confermata dalla Corte d'Appello di Napoli.

Anche la Cassazione ha condiviso il giudizio: "Il dimostrato carattere fraudolento nella specie palesemente doloso e premeditato, della condotta del lavoratore è stato ritenuto sintomatico della sua, anche prospettica, inaffidabilità e, come tale, idoneo ad incidere in maniera grave ed irreversibile sull'elemento fiduciario, nonostante la modesta entità del danno patrimoniale e la mancanza di precedenti disciplinari". L'ex dipendente è stato condannato anche a pagare le spese di giudizio in Cassazione, per oltre 3'500 euro.

12.10.2017, 16:512017-10-12 16:51:20
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Lo sai l'ultimo referendum? A Verbania qualcuno vuol tornare alla Lombardia

La storia recente ci ha consegnato un Lago Maggiore (lato italiano) diviso in due: da una parte Lombardia, dall'altra Piemonte. E...

La storia recente ci ha consegnato un Lago Maggiore (lato italiano) diviso in due: da una parte Lombardia, dall'altra Piemonte. E anche per noi svizzerotti è facile orientarsi. Eppure, a Verbania c'è qualcuno che vuol tornare indietro nel tempo (di un bel po'). E così lunedì 16 ottobre prende il via la raccolta firme per indire il referendum a favore del passaggio della provincia di Verbania dal Piemonte alla Lombardia. L'iter è stato presentato oggi a Domodossola dal comitato referendario, presieduto dall'ex senatore di Forza Italia, Valter Zanetta, e dal consigliere provinciale di minoranza, Luigi Spadone.

In programma per domani un incontro del Comitato con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Oltre a raccogliere le firme nei municipi dei comuni, saranno installati gazebo nei vari paesi del Cusio, del Verbano e dell'Ossola. "L'idea riemerge a intermittenza nel dibattito politico locale. Credo che il Piemonte orientale abbia altre priorità", commenta il Coordinatore regionale di Forza Italia e capogruppo in Regione Piemonte, Gilberto Pichetto.

"È evidente che anche il Verbano Cusio Ossola è un territorio trascurato dalla giunta regionale, provinciale e comunale del centrosinistra - aggiunge -. Non può passare però il metodo che ad ogni problema si risponda con l'idea di promuovere l'indipendenza o l'esodo verso altre regioni".

12.10.2017, 16:312017-10-12 16:31:00
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AMG GT C Roadster

Le varianti delle AMG GT sono diventate numerose. Dalle più tranquille alla corsaiola ‘R’, passando per le esotiche Roadster, negli ultimi anni le abbiamo guidate tutte. Tra queste ce n’è una che può...

Le varianti delle AMG GT sono diventate numerose. Dalle più tranquille alla corsaiola ‘R’, passando per le esotiche Roadster, negli ultimi anni
le abbiamo guidate tutte. Tra queste ce n’è una che può mettere d’accordo tutti.

 

La migliore. Una definizione importante, impegnativa, quasi assoluta e che non può essere usata con leggerezza. Però, tra tutte le AMG GT ce n’è una che mi ha colpito più delle altre. Non perché sia oggettivamente migliore, ma semplicemente perché riunisce il meglio di tutte le varianti di carrozzeria, di tutti i livelli prestazionali e di tutte le versioni proposte.
Sin dal suo debutto la AMG GT mi aveva colpito per diversi aspetti. Prima di tutto perché da imponente Gran Turismo quale la SLS era mutata in una vera sportiva. Lo percepivi dalla prontezza delle risposte, da com’era incollata al suolo, da come era letteralmente costruita attorno al guidatore. Più che andare a passeggio e coprire velocemente lunghe distanze voleva essere spremuta. Solo che i primi esemplari presentavano una certa discordanza tra la rapidità d’inserimento dell’avantreno e un retrotreno che non sempre riusciva ad assecondarla. Il rischio di rompere il sottile equilibrio era sempre dietro l’angolo, il che richiedeva sensibilità e una certa esperienza nella guida al limite, fatto che la rendeva una vettura piuttosto impegnativa. Il che, per l’amor di Dio, non è necessariamente un difetto per una vettura sportiva, ma dopo aver guidato per un po’ la GT C Roadster comprenderete ciò che voglio dire.
Oltre ad essere una bellissima biposto scoperta, la cui capote in tela si apre e si chiude in 11 secondi fino a 50 km/h e a bordo della quale si viaggia ben protetti dai vortici d’aria, la “C” nasconde soluzioni tecniche che la posizionano esattamente tra la “S” e la sportivissima “R” che abbiamo apprezzato in una recente ‘sparata’ tra i cordoli del Bilsterberg. Il noto V8 biturbo da 4 litri eroga 557 cavalli –  47 in più della “S” e 28 in meno della “R” – e da quest’ultima adotta diverse soluzioni tecniche, tra cui le quattro ruote sterzanti, la carreggiata posteriore più larga e altre componenti atte ad incrementarne la sportività. Non è ora mio interesse elencarvele tutte: per farlo potrete leggere le note ufficiali del costruttore o chiedere informazioni ad un concessionario. Quello che farò è dirvi come mai, all’atto pratico, la AMG GT C Roadster sia quella che mi è piaciuta di più.
Parte tutto dal volante in Alcantara. Lo afferri, fai qualche curva, e ti rendi conto che è uno dei migliori comandi in circolazione perché tutta la vettura la senti proprio tramite il volante. Ha il giusto carico, è ben comunicativo, infila l’avantreno in curva facendotelo sentire più vicino di quanto suggerisca il lungo cofano. Gli inserimenti in curva avvengono con maggiore naturalezza, va in appoggio in maniera più decisa ed è più piantata a terra. Qualsiasi reazione avviene come te l’aspetteresti ma soprattutto con estrema coerenza, con tutti i componenti ben accordati tra di loro a formare un tutt’uno armonioso. Tramite lo sterzo percepisci anche come gli pneumatici lavorino bene con sospensioni e telaio sia sui fondi levigati che su asfalto dissestato. Il risultato è che riesci ad interpretarla meglio e quindi ti senti a tuo agio, non ti sudano da subito le mani e di conseguenza  cominci ad esplorarla con meno timore. E quindi si aprono le danze.
La risposta del motore è priva di ritardi, talmente pronta da sembrare un aspirato anche nelle situazioni più spinose, e appena sfiori l’acceleratore sembra tendere i muscoli al richiamo dei 680 Nm di coppia. Diventa tonica ed il cambio doppia frizione a sette rapporti ne infila dentro uno dopo l’altro con estrema velocità, accompagnato da una colonna sonora particolarmente “maschia” arricchita da scoppiettii mai eccessivi. Questo indipendentemente dal vostro ‘passo’: che stiate andando a passeggio, ad un’andatura brillante o al limite, la AMG GT C è sempre gustosa al punto giusto. 
È ovviamente in quest’ultimo frangente che dà il meglio di sé. Pur essendo sempre improntata all’efficacia si concede con misura a qualche goliardia pur non invitando all’eccesso. Grazie alla maggiore armonia tra i due assali e agli pneumatici dall’omologazione specifica, la AMG GT C diventa più prevedibile nel raggiungere i suoi limiti ed offre al contempo un’aderenza di notevole spessore, tanto che a volte ci si chiede dove riesca a trovare tutta questa motricità in uscita di curva. 
E la magia è racchiusa tutta qui: in una vettura che va più forte di prima, che è più armoniosa e più intrigante da guidare, della quale si può godere indipendentemente dal proprio ritmo e che abbina l’affascinante aspetto esotico delle spider.

Scheda Tecnica

ModelloAMG GT
VersioneGT C Roadster 
Motore8 cilindri a V, benzina (biturbo),
4 litri 
Potenza, coppia557 cv, 680 Nm
Trazioneposteriore
Cambiodoppia frizione a 7 rapporti
Massa a vuoto1’735 kg
0-100 km/h3,7 secondi
Velocità massima316 km/h
Consumo medio11,4 l/100 km (omologato)
Prezzo203’900 Chf
La compri se…sei indeciso su quale AMG GT acquistare

 

12.10.2017, 13:042017-10-12 13:04:00
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L'inquietante cuscino-robot che imita i gatti

La giapponese Yukai Engineering ha introdotto sul mercato un cuscino robot che scodinzola quando viene accarezzato. L'idea è quella di simulare la relazione di affetto...

La giapponese Yukai Engineering ha introdotto sul mercato un cuscino robot che scodinzola quando viene accarezzato. L'idea è quella di simulare la relazione di affetto di un animale domestico verso i suoi padroni, senza le difficoltà e gli inconvenienti di avere un animale domestico. La vendita di Qoobo - questo il nome del gatto-cuscino - inizierà nel 2018 per un prezzo attorno ai 100 dollari americani.
 

12.10.2017, 12:422017-10-12 12:42:00
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Urla a un concerto, le collassano i polmoni

L’immagine delle adolescenti che urlano ai concerti dei propri beniamini è molto comune, ma può capitare che questo comportamento faccia letteralmente collassare i polmoni...

L’immagine delle adolescenti che urlano ai concerti dei propri beniamini è molto comune, ma può capitare che questo comportamento faccia letteralmente collassare i polmoni. E’ successo ad una sedicenne del Texas, ricoverata dopo un’esibizione degli One Direction, il cui caso è descritto sul Journal of Emergency Medicine.

La ragazza, scrivono i medici del Southwestern Medical Center dell’università del Texas, è arrivata in ospedale il giorno dopo il concerto lamentando difficoltà respiratorie. Premendo sul torace della paziente gli esperti hanno notato un crepitio, indice della presenza di aria nei tessuti esterni ai polmoni, confermata da una radiografia, che ha portato a una diagnosi di penumotorace. "È un termine drammatico – spiega Mack Slaughter, uno degli autori, al sito Livescience -, ma in questo caso il problema era in forma leggera. Tecnicamente aveva i polmoni collassati, anche se leggermente".

Diverse sono le ipotesi sul come l’aria sia uscita dai polmoni, continua l’esperto. L’ipotesi principale è che la ragazza avesse un piccolo buco che si apriva solo con l’applicazione di una forza sufficiente, come quella generata dalle urla, e che si è poi richiuso. "La paziente è stata dimessa il giorno dopo – conclude l’articolo – ed è guarita perfettamente in pochi giorni". (Ats)

12.10.2017, 08:152017-10-12 08:15:00
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Facebook lancia un nuovo visore per la realtà virtuale

Più economico e autonomo: queste le caratteristiche principali di Oculus Go, il nuovo visore per la realtà virtuale che Facebook - tramite la controllata...

Più economico e autonomo: queste le caratteristiche principali di Oculus Go, il nuovo visore per la realtà virtuale che Facebook - tramite la controllata Oculus - metterà in vendita dal 2018 a 199 dollari. Una cifra ben inferiore ai 499 dollari dell'attuale Oculus Rift, che a differenza di Go deve peraltro essere collegato a un computer per poter funzionare. 

Il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg ha spiegato che l'obiettivo del nuovo prodotto è quello di avvicinare più persone possibile - almeno 1 miliardo - al mondo della realtà virtuale. Per questo i suoi ingegneri hanno sviluppato questa via di mezzo fra il Rift, più avanzato e ricco di funzioni, e il Gear Vr, che funziona semplicemente inserendovi il proprio smartphone.

 

12.10.2017, 07:032017-10-12 07:03:00
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Russia, vuoi fare l'autista? Devi saper sparare

La società di trasporti pubblici comunali di Omsk ha indetto un concorso interno per premiare il miglior autista della società. Tra le prove, la parte teorica, ovvero...

La società di trasporti pubblici comunali di Omsk ha indetto un concorso interno per premiare il miglior autista della società. Tra le prove, la parte teorica, ovvero la conoscenza del codice stradale; e quella pratica: guida e manovra a velocità sostenuta. Infine tiro al bersaglio con fucile e pistola. La Omskoblavtotrans non ha saputo spiegare per quale motivo un autista debba saper sparare a lunga e breve distanza ma si è limitata a dire che “per ora” non hanno intenzione di “sparare ai passeggeri”. (Ansa)