Rubriche

Ieri, 08:502017-04-29 08:50:31
Susanna Petrone

Come diminuire l’impronta ecologica

Alimentazione La scelta della nostra alimentazione ha un influsso diretto sulla nostra impronta ecologica e di conseguenza sulle risorse del nostro Pianeta. Prodotti animali come...

Alimentazione La scelta della nostra alimentazione ha un influsso diretto sulla nostra impronta ecologica e di conseguenza sulle risorse del nostro Pianeta. Prodotti animali come carne, uova e formaggio utilizzano la maggiore quantità di risorse. Cosa possiamo fare? Mangiare meno carne, prediligere la verdura e la frutta di stagione e comprare prodotti locali. L’allevamento di bestiame consuma molte risorse della Terra attraverso i pascoli e la produzione di mangime. In totale l’allevamento impiega il 70% del terreno coltivabile. In Svizzera si mangiano in media annualmente 53 chilogrammi di carne a testa. La carne finisce quindi sul piatto di una persona in media nove volta alla settimana. Se si mangia carne solo tre volte alla settimana invece di nove, si risparmia il 21% della propria impronta ecologica alimentare. Un hamburger vegetariano incide sull’ambiente addirittura fino all’80% in meno di un hamburger di carne macinata. Ricorda: l’allevamento contribuisce inoltre al riscaldamento climatico. È responsabile del 18% dei gas a effetto serra in tutto il mondo.

Abitazione Sia la modalità di costruzione di una casa e i materiali impiegati, sia il consumo di energia per abitarvi influiscono sull’impronta ecologica. Impianti stereo in modalità stand by, abitazioni isolate in maniera inadeguata e automobili inefficienti: ben il 40% dei consumi giornalieri di corrente elettrica va sprecato senza generare alcuna utilità. Cosa puoi fare? Con apparecchi più efficienti e tecnologie all’avanguardia è possibile risolvere questo problema, a beneficio di tutti. Pensa a quanto cibo sprecheresti se, a pranzo, una forchettata di pietanza su tre cadesse sul pavimento. Con l’energia accade esattamente questo: circa un terzo di quanto consumiamo va letteralmente perso perché ci sono apparecchi che continuano a funzionare anche quando nessuno li sta utilizzando. Vai sulla pagina WWF Svizzera e fai il check-up energetico. Ricorda: vivere in modo consapevole è una scelta vantaggiosa per te e per il nostro pianeta.

Mobilità Attraverso un comportamento diverso per quel che riguarda i mezzi di trasporto possiamo ridurre la nostra impronta ecologica: ridurre i tragitti e viaggiare meno. A tale scopo risulta di fondamentale importanza il luogo in cui si abita. Se il posto di lavoro, le attività del tempo libero e i supermercati si trovano in un raggio ravvicinato si percorrono meno chilometri. Ma non tutti vogliono o possono vivere vicino a centri abitati e ben serviti. Quindi? Che fare? Evitate di prendere la macchina nel tempo libero: perché non organizzare una gita in bicicletta? Se possibile fate la spesa vicino a casa, acquistando prodotti biologici, locali e di stagione. Fate attenzione a cosa mangiate: ci sono prodotti che vengono importati dall’estero e che viaggiano in “prima classe” in aereo. Il 66% dei chilometri percorsi in Svizzera è imputabile alla mobilità motorizzata individuale (auto o moto). Quando andate al lavoro, siete sicuri di non poter usare i mezzi pubblici?

Ieri, 08:472017-04-29 08:47:52
Susanna Petrone

La Svizzera è in bancarotta

Sold out: gli scaffali dei supermercati sono vuoti, al distributore è finita la benzina e occhio ai vestiti, non se ne potranno più comprare fino al 2018. No, non è fantascienza. Questa è...

Sold out: gli scaffali dei supermercati sono vuoti, al distributore è finita la benzina e occhio ai vestiti, non se ne potranno più comprare fino al 2018. No, non è fantascienza. Questa è la realtà. Da due giorni (dal 27 aprile), la Svizzera è in bancarotta: ha consumato le risorse che aveva a disposizione per l’intero 2017. In parole povere: ha consumato con otto mesi di anticipo la quota di risorse naturali che sarebbe dovuta bastare per tutto il 2017.
Se tutti vivessero come gli svizzeri, sarebbero necessari più di 3 Pianeti per coprire il nostro fabbisogno di risorse. Ma oramai è da anni che non diamo al nostro Pianeta il tempo necessario per rigenerarsi. L’inquinamento ambientale che produciamo è causato dal consumo generale, dall’alimentazione, dalle abitazioni e dalla mobilità privata. Ma potremmo diminuire facilmente la nostra impronta ecologica, ad esempio riducendo il consumo di carne, usando meno l’aereo, isolando meglio le case, puntando sull’energia rinnovabile e investendo in modo sostenibile il nostro denaro.
Tutti noi lasciamo delle tracce sulla Terra: per mangiare, vestirci, muoverci e abitare abbiamo bisogno di superficie. Senza foreste, nessun tavolo; senza campi da coltivazione e pascoli, nessun prodotto alimentare; senza terreno, nessuna strada e senza acqua, nessuna maglietta. Queste superfici sono risorse che togliamo al nostro Pianeta. In particolare il nostro consumo di petrolio ha un impatto ambientale molto pesante. Il riscaldamento, la fabbricazione di prodotti e l’utilizzo di apparecchi elettronici producono molta CO2 (anidride carbonica). Se viene emessa troppo CO2 nella nostra atmosfera, il nostro clima perde il suo equilibrio.
L’impronta ecologica della Svizzera dimostra quanto sia squilibrato il nostro rapporto con la Terra: l’impronta è troppo grande. Sfruttiamo il nostro Pianeta in maniera eccessiva: l’effettivo delle risorse ittiche sta crollando, perché l’acqua diventa sempre più calda, le foreste tropicali disboscate si riprendono solo dopo molte migliaia di anni e le specie estinte sono perse per sempre. C’è bisogno di cambiare rotta. C’è bisogno di una svolta e questa svolta deve avvenire nelle nostre teste.
Le basi per il calcolo dello Swiss Overshoot Day sono fornite dal «Global Footprint Network», un’organizzazione partner del WWF. L’impronta ecologica dell’umanità nel suo insieme ammonta a 1,5 pianeti all’anno. Se vuoi calcolare la tua impronta ecologica vai su wwf.ch/improntaecologica.

Ieri, 08:222017-04-29 08:22:00
Benjiamin Albertalli

KIA Optima GT

È la KIA che non ti aspetti: una famigliare capace di superare i 230 km/h senza inficiare minimamente gli aspetti razionali per cui è stata sempre conosciuta. Eccellente infatti sia la praticità sia l’...

È la KIA che non ti aspetti: una famigliare capace di superare i 230 km/h senza inficiare minimamente gli aspetti razionali per cui è stata sempre conosciuta. Eccellente infatti sia la praticità sia l’imbattibile rapporto prezzo/contenuti. Questo è un modello semisconosciuto che necessita un’approfondita prova su strada.

Anche KIA ha la sua giardinetta sportiva. In commercio dal 2016, la nuova Optima senza fare troppa pubblicità si è arricchita della versione GT, equipaggiata con un 2 litri turbo-benzina da 245 cavalli e disponibile sia con la più classica carrozzeria a quattro porte che con la più interessante famigliare, che per l’appunto andrà per la maggiore sui nostri mercati. Un prodotto nuovo e sicuramente interessante per il marchio coreano, da anni in continua ascesa, che le permette di avere così a listino un prodotto nuovo e sicuramente interessante – specialmente in attesa della Stinger.

Il colpo d’occhio è sicuramente riuscito, specie nella parte posteriore in cui la forma dei fanali, il vistoso diffusore e il doppio terminale di scarico strizzano l’occhio alla tanto desiderata RS6. Di personalità a livello estetico ce n’è. Ma la vera sorpresa è l’abitacolo: la parte centrale rivolta verso il conducente, l’ottima posizione di guida e i sedili contenitivi richiamano l’eccellente impostazione che oggigiorno si trova quasi solo a bordo di una BMW, mentre gli accenti sportivi tra cui il volante dalla corona appiattita, i sedili sportivi e la pedaliera in alluminio sono ben inseriti nel contesto di una vettura famigliare dal piglio dinamico e ben rifinita. I passeggeri posteriori godono di uno spazio veramente sovrabbondante, tanto da stare comodi pure in tre grazie al pavimento posteriore piatto data l’assenza del tunnel di trasmissione. Oltretutto anche i dettagli del vano posteriore sono ampiamente curati: vi sono le bocchette d’aerazione, le protezioni sulle guide dei sedili, il riscaldamento per i sedili posteriori, un ampio poggiabraccia e pure la tendina sul finestrino. Quanto al bagagliaio, la cui capienza varia da 552 a 1’686 litri, va detto che è ampio, pratico e ben organizzato grazie ai binari per il fissaggio del carico, lo sgancio dei sedili e via discorrendo.

Come famigliare la Optima è sicuramente promossa, anche perché nonostante gli accenti sportivi conserva un buon comfort nei lunghi tragitti. E quanto all’animo da GT? Il motore è sicuramente energico e spinge forte fino alla zona rossa del contagiri, con un cambio sufficientemente veloce nel salire di rapporto ma non altrettanto reattivo in scalata.

Nei percorsi guidati risulta un ottimo compromesso tra stabilità nei tratti veloci e agilità in quelli più lenti. La guidi con la punta delle dita, anche grazie ad uno sterzo diretto ma non troppo veloce, sempre in sicurezza e con un rapporto in più, così da prevenire eventuali perdite di motricità dovute al fatto che non è provvista di un differenziale autobloccante o di un vettorizzatore di coppia. Degno di lode l’impianto frenante che oltre a spazi d’arresto brevi piace per il bel mordente.
KIA ha insomma dato vita ad una famigliare attraente, veloce (tocca i 232 km/h di velocità massima), comunque comoda e parca nei consumi (restano sempre sotto i 9 l/100 km effettivi), pratica come giusto che sia e dinamica quanto basta per la sigla GT – oltretutto sempre ad un prezzo assolutamente imbattibile che per l’appunto parte da 45'950 CHF. Gli unici accessori disponibili? Il tetto apribile panoramico e la vernice metallizzata.

Anche perché, con la dotazione ricchissima che si ritrova, non le serve davvero altro. C’è infatti un sistema di navigazione costantemente connesso per monitorare il traffico e la meteo in tempo reale, il sistema di integrazione dello smartphone Android Auto e un’infinità di dispositivi di sicurezza. Tra questi anche la visione dall’alto a 360° della vettura, utilissima nelle fasi di manovra dato che il particolare taglio del finestrino e del montante posteriore non agevola particolarmente la visibilità. Senza dimenticare quello che da sempre è un punto di forza del marchio: le condizioni di garanzia. La quale copre la vettura per 7 anni di vita o 150’000 km, offre 7 anni di assistenza gratuita e 7 anni di aggiornamenti delle mappe di navigazione. Il rapporto prezzi/contenuti, insomma, è davvero imbattibile!

Scheda tecnica

ModelloKIA Optima Sportswagon
Versione2.0 T-GDi GT
Motore4 cilindri benzina (turbo), 2 litri
Potenza245 cv
Coppia353 Nm
TrazioneAnteriore
CambioAutomatico a 6 rapporti
Massa a vuoto1’795 kg
0-100 km/h7,6 secondi
Velocità massima232 km/h
Consumo medio8,2 l/100 km (dichiarato)
Prezzo45’950 CHF
Ideale perChi vuole una famigliare sportiva di cui nessuno conosce l’esistenza
Si distingue perIl rapporto prezzo/contenuti

 

27.4.2017, 20:572017-04-27 20:57:26
@laRegione

Una guida per abbinare il condimento a ogni formato di pasta

La forma è sostanza, anche e soprattutto nella pasta. Spaghetti, penne, fusilli e rigatoni sono 'i magnifici quattro' nelle scelte d’acquisto degli...

La forma è sostanza, anche e soprattutto nella pasta. Spaghetti, penne, fusilli e rigatoni sono 'i magnifici quattro' nelle scelte d’acquisto degli italiani, ma i pastifici continuano a produrre oltre 300 formati perché un matrimonio perfetto a tavola si costruisce dai particolari, e quindi dalla specifica tenuta in cottura, resistenza alla masticazione, porosità, trafila. Per orientarci in questa frontiera del gusto, Aidepi, l’associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta italiane, fornisce da oggi una guida per abbinare ad ogni formato il condimento ideale. "La pasta è una e molteplice – sottolinea Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai –. In Italia siamo custodi della tradizione, il buono del cacio sui maccheroni e delle trofie col pesto, ma non rinunciamo a ricerca e sperimentazioni. Per noi la pasta è come la Madeleine per Proust, ogni italiano ha in mente una pasta preferita ma l’evoluzione dell’arte pastaria sta proprio nel valorizzare questa versatilità e capacità di adattarsi a ingredienti diversi, in combinazioni che fanno della pasta un alimento moderno e globale. Con la guida i suggerimenti per gustarla al meglio, in punta di forchetta".

26.4.2017, 09:332017-04-26 09:33:31
@laRegione

Ivanka parla del padre e del rispetto che ha per le donne. E la platea mugugna

"Mio padre è stato un campione nel supportare le famiglie e nel permettere loro di crescere". E dalla folla partono mormorii di...

"Mio padre è stato un campione nel supportare le famiglie e nel permettere loro di crescere". E dalla folla partono mormorii di disapprovazione verso Ivanka Trump.

Lo sfondo è quello del W20, il verdice sulle donne del G20 convocato a Berlino da Angela Merkel. Sul palco, oltre alla figlia maggiore di Donald Trump e alla cancelliera tedesca anche altre donne della politica internazionale.

Vista la reazione del pubblico, la moderatrice incalza: "Alcuni atteggiamenti che suo padre ha mostrato verso le donne in passato potrebbero sollevare dubbi sul fatto che sia così favorevole al conferimento di responsabilità alle donne ", fa notare.

"Dalla mia esperienza privata so quanto sia positivo l'atteggiamento di mio padre con le donne. Lui sa che le donne possono fare un lavoro buono quanto gli uomini", è la replica di Ivanka, che sfodera la collaudata retorica sulla stampa, arma di difesa dell'entourage trumpiano: "Ho sicuramente sentito le critiche da parte dei media", aggiunge.

E ancora: "Mio padre mi ha permesso di raggiungere tutto quello che volevo. Ce lo ha reso possibile. Non c'erano differenze fra me e mio fratello. E questo lo vedremo anche da lui come presidente", ha aggiunto.

25.4.2017, 10:002017-04-25 10:00:00
@laRegione

Mercedes Classe E Coupé

Ecco a voi una tra le grandi coupé più desiderabili del pianeta, perfetta unione di tradizione e modernità. Autorevole tra le curve, si distingue per la comodità con cui si possono affrontare...

Ecco a voi una tra le grandi coupé più desiderabili del pianeta, perfetta unione di tradizione e modernità. Autorevole tra le curve, si distingue per la comodità con cui si possono affrontare lunghi viaggi, anche in quattro.

Certamente per pochi; ma, solitamente, quelli che contano. Iniziando proprio dagli Stati Uniti, dove una coupé classica e di lusso come questa nuova E può rinnovare l’interesse di una clientela facoltosa attraverso un ricco assortimento di qualità di classe superiore, ma senza dimenticare un’Europa – specie del Nord – che questo genere di sportiva tradizionale, “da viaggio”, l’ha sempre amata. Del resto, un modello a due porte di classe medio-superiore esiste in Mercedes dal 1968. La E Coupé rinnova dunque i propri contenuti nel solco di una tradizione consolidata, sia stilistica sia di identità… “automobilistica”: deriva naturalmente dalla berlina, ereditandone l’eccellente patrimonio tecnico e tecnologico cui aggiunge una tangibile iniezione di dinamismo e freschezza.
Anche perché le forme guadagnano fortemente in slancio, sulla generazione precedente, potendo contare su una manciata di centimetri supplementari in lunghezza (12 in tutto). I 4,83 metri tratteggiano linee più tese, proporzionate e seducenti, pur restando perfettamente in sintonia con lo stile della marca. Mancano acuti particolari a questo stile pur molto desiderabile, è vero, ma il modello è confezionato su misura per i gusti di riferimento della platea cui si rivolge; probabilmente non troppo giovane, tant’è che tra i punti di forza evidenziati dalla Casa figura l’accresciuta abitabilità posteriore.
Partiamo dunque dal comfort posteriore per saggiare le doti della nuova due porte, ed in effetti – tolta l’inevitabile minor comodità di accesso rispetto ad una berlina – l’accoglienza sul divanetto riesce ad offrire una sistemazione del tutto adeguata a due adulti, anche per trasferimenti di medio raggio: non ci si sente costretti.
In alternativa, questo spazio resta naturalmente a disposizione per eventuali bagagli supplementari di una vacanza senza obblighi di rientro prestabilito, come ci si può aspettare da un’auto il cui listino in Svizzera parte da 61’100 CHF (E 200) ma che rende il meglio di sé spinta dalla motorizzazione alta di gamma. Vale a dire il pregevole “tremila” V6 benzina biturbo da 333 cv della E 400 4Matic (da 78’400 CHF), versione prevista unicamente in combinazione alla trazione integrale nonché candidata ad incontrare i maggiori favori del pubblico sul territorio elvetico.
“Vestita” di tutto punto, allestimento top di gamma e dotazione tecnologica completa, la E 400 4Matic Coupé si adatta come un guanto ad ogni esigenza. Dolce, docile e “morbida” da condurre in souplesse, specie con le sospensioni ad aria (Air Body Control) regolate su Comfort, ma anche in grado di offrire una conduzione dinamica delle più autorevoli tra le curve di medio raggio in successione – sono presenti i controlli attivi di rollio, beccheggio e corsa – una volta impostata la modalità più sportiva. Cambia naturalmente carattere anche il cambio automatico a nove rapporti 9G-Tronic (se la gioca con l’eccellentissimo ZF otto marce per qualità globale), per un’esperienza delle più eclettiche e versatili in questa categoria d’auto. Complice un motore giusto secondo ad un V8 per qualità sonora, ma in realtà eccellente per souplesse, elasticità e prontezza di risposta a tutti i regimi – aiuta la coppia di 400 Nm costante tra appena 1’600 giri, fino a 4’000 –, “carattere” ai regimi medio-alti. L’auto riesce a traguardare i 100 km orari da ferma in appena 5,3 secondi, raggiungendo una punta massima di 250 km orari; consumando in media, secondo la Casa, 8,1 litri/100 km.
Oltre alle qualità dinamiche, pur notevoli nonostante mole e peso piuttosto importanti, la E Coupé è in realtà pensata essenzialmente per viaggiare nel miglior modo possibile, al pari della berlina di riferimento: con i migliori sistemi di ausilio attivo che avvicinano sempre di più la guida autonoma, conferendo sul piano pratico una gran fetta di relax e sicurezza supplementari. L’abitacolo è come la veste estetica, personalizzabile spaziando dalla forte impronta sportiva alla più elegante classicità; l’opulenza dell’accoglienza alterna inserti in materiale pregiato ad una strumentazione integralmente digitale, con i doppi schermi affiancati da 12,3” per cruscotto e comparto navigazione/infotainment.

Scheda tecnica

Motore 4 cilindri, benzina e turbodiesel 6 cilindri, benzina
Potenza da 184 a 333 cavalli
Trazione Posteriore o integrale
Cambio Automatico 9 rapporti
Consumi da 8,1 l/100 km
Prezzo da 61’100 CHF
Ideale per Chi ancora ama le grandi coupé, le vere Gran Turismo
Si distingue per Raccogliere al meglio i valori del marchio Mercedes-Benz

 

25.4.2017, 08:182017-04-25 08:18:44
@laRegione

Promozione governativa per il country club privato di Trump

La pagina web dell'ambasciata statunitense a Londra...

La pagina web dell'ambasciata statunitense a Londra promuove la residenza privata di Donald Trump in Florida come "la Casa Bianca d'inverno", provocando sconcerto e polemiche negli Stati Uniti, perché Mar-a-Lago resta tuttora un club privato che prevede una quota fissa di ammissione annuale da 200 mila dollari. 

"Perché noi contribuenti dobbiamo pagare per promuovere il country club del presidente?", ha attaccato il senatore democratico Ron Wyden su Twitter, fornendo un link al sito della rappresentanza diplomatica "in tutta la sua gloria cleptocratica".
Caustico anche Norman Eisen, consigliere legale per l'etica alla Casa Bianca di Barack Obama, secondo cui la pagina viola le regole federali perché il Dipartimento di Stato e le ambasciate "sono stanno usando canali ufficiali per promuovere un business privato del loro superiore, il presidente".

Articolo sparito: 'Ci spiace'

Sul sito dell'ambasciata Usa un link portava a una ampia descrizione di Mar-a-Lago confezionata da Share America, la "piattaforma" del Dipartimento di Stato il cui obiettivo è "condividere storie importanti e immagini che stimolino discussioni e dibattiti su temi come la democrazia, la libertà di espressione, l'innovazione, l'imprenditorialità, l'istruzione e il ruolo della società civile".

L'articolo, nel frattempo, è sparito. Al suo posto una nota: "L'intenzione era di informare su dove il presidente ha ospitato i leader mondiali. Siamo dispiaciuti per l'equivoco, abbiamo cancellato il post".

Trump, che ha acquistato la villa da 114 camere e annessi giardini e piscine nel 1985, ha usato Mar-a-Lago per intrattenere dignitari e capi di stato stranieri, tra cui il premier giapponese Shinzo Abe e il presidente cinese Xi Jinping.

22.4.2017, 14:212017-04-22 14:21:00
@laRegione

Manto peloso e naso fino

Con l’arrivo della primavera l’orso si risveglia dal suo lungo sonno invernale. Fino al 1904 – anno in cui venne ucciso l’ultimo esemplare in Engadina – l’orso era un rappresentante a tutto...

Con l’arrivo della primavera l’orso si risveglia dal suo lungo sonno invernale. Fino al 1904 – anno in cui venne ucciso l’ultimo esemplare in Engadina – l’orso era un rappresentante a tutto tondo del locale regno animale. Dal 2005 in Svizzera migrano regolarmente giovani esemplari provenienti dall’Italia del nord (in particolare dal Trentino), regione in cui la popolazione si è consolidata grazie alla reintroduzione di orsi sloveni. Negli ultimi dieci anni, in Svizzera, è stata provata la presenza di almeno undici orsi. Alcuni hanno suscitato grande scalpore, altri sono rimasti praticamente inosservati. E’ comunque certo che altri orsi valicheranno i confini svizzeri.

Le caratteristiche

L’orso bruno è tra i più rappresentativi predatori del Paese. Appartiene alla stessa famiglia dell’orso polare e del panda. È plantigrado, come l’uomo: quando cammina, l’intero piede calpesta il suolo. Al mondo esistono tre sottospecie di orsi bruni: gli orsi Kodiak vivono in Alaska, gli orsi Grizzly in Nord-America, mentre da noi in Europa, ma anche in Asia, vive l’orso bruno eurasiatico. Quando si rizza in piedi, è grande circa due metri e pesa 180 chili. A seconda delle stagioni, un orso può essere più pesante o più leggero. Il naso dell’orso è molto sensibile e riesce persino a sentire l’odore del cibo ad una distanza di 19 chilometri. L’orso bruno possiede una buona memoria. Infatti si ricorda dei luoghi dove ha lasciato i resti delle prede, tornandovi regolarmente a mangiare. Sebbene l’orso bruno possieda un corpo possente, è molto agile e sportivo. E’ un buon nuotatore e correndo su corte distanze può raggiungere la velocità di un cavallo a galoppo. I giovani sono inoltre degli ottimi arrampicatori. Gli orsi sono animali solitari e non amano farsi vedere. Maschi e femmine si incontrano solo in occasione dell’accoppiamento in maggio e giugno.

Nutrizione

L’orso bruno mangia di tutto (non per niente è onnivoro). Ogni specie di cibo gli è gradita: more, mele, pere, noci, aglio orsino, formiche, cavallette, uova d’uccello, miele, topi, pesci e altro ancora. L’orso bruno non è un buon cacciatore. Solitamente si nutre di carogne, dunque di animali già morti, che, ad esempio, non sono riusciti a sopravvivere al freddo invernale. Sebbene l’orso appartenga alle specie carnivore, mangia poca carne. Il suo cibo è infatti costituito per i tre quarti da vegetali. In autunno deve assumere oltre 20 mila calorie al giorno per superare 

Cosa faccio se incontro un orso?

E’ altamente improbabile, ma non impossibile: se durante un’escursione in montagna ci imbattiamo in un orso, bisogna rispettare queste regole. L’orso è un animale cauto e diffidente e ha più paura lui di noi che viceversa, quindi se non provocato non attaccherebbe mai un essere umano e non si avvicinerebbe a gruppi di escursionisti.

 Quindi: se lo avvistiamo in lontananza (a cento metri ed oltre), allontaniamoci lentamente. Se dobbiamo proseguire nella stessa direzione dell’orso, facciamo attenzione a prendere un’ampia deviazione. Non bisogna disturbare l’orso e una volta lontani, bisogna fare molto rumore per evitare ulteriori incontri. Se però l’orso ha notato la nostra presenza, allora iniziamo a parlare con voce bassa e calma, allontanandoci con cautela, senza mai perderlo di vista (evitate di fissarlo negli occhi, perché potrebbe pensare che volete aggredirlo). Il messaggio che deve passare: sono un essere umano, non sono spaventato, non rappresento un pericolo e sto lasciando il tuo territorio.

 Se invece lo incontriamo a breve distanza - per quanto possa sembrare difficile - bisogna assolutamente mantenere la calma. Non bisogna spaventare questo plantigrado con grida o movimenti bruschi. E’ assolutamente vietato tirargli addosso pietre o pezzi di legno. Deve capire che non siamo aggressivi o minacciosi, ma allo stesso tempo non deve pensare che siamo prede. Per questo motivo: parliamo a voce alta, ma senza urlare spaventati. Torniamo indietro lentamente e ricordiamoci: mai correre, perché potrebbe stimolare il suo istinto predatorio. Se non riusciamo ad evitare un incontro ravvicinato, allora dobbiamo sdraiarci per terra, a pancia in giù con le gambe unite al petto e le mani intrecciate dietro il collo per proteggere le parti vitali. Non muoviamoci (sì, sembra quasi impossibile riuscirci, ma è l’unico modo per non essere percepiti come un pericolo) e aspettiamo diversi minuti, affinché si allontani. Se l’orso vede che ci muoviamo potrebbe tornare indietro. Se vediamo degli orsacchiotti ricordiamo una cosa: non girano mai da soli e la loro mamma di solito è molto agguerrita se pensa che i suoi piccoli siano in pericolo. Un ultimo consiglio: no, niente selfie con l’orso. No, niente foto ravvicinate. E no, non diamogli da mangiare. Non gettiamo resti di cibo nel bosco. L’orso, infatti, potrebbe abbinare la presenza di cibo a quella dell’uomo e perdere così la paura che normalmente lo tiene lontano.

 
19.4.2017, 09:212017-04-19 09:21:08
@laRegione

'Complimenti, siete sopravvissuti alla maratona di Boston!' Adidas finisce nella bufera

"Congratulazioni, siete sopravvissuti alla maratona di Boston!". È bufera sull’Adidas negli Stati Uniti per il soggetto...

"Congratulazioni, siete sopravvissuti alla maratona di Boston!". È bufera sull’Adidas negli Stati Uniti per il soggetto di una mail pubblicitaria inviata ai propri clienti dopo la 121/ma edizione della storica corsa svoltasi lunedì. Maratona che nel 2013 era stata funestata da un attentato in cui per l’esplosione di due bombe morirono tre persone, tra cui un bimbo di 8 anni, e ne rimasero ferite 260.

https://twitter.com/barstoolsports/status/854379232524472320 

Immediate le proteste che hanno portato alle scuse del gruppo, che si è detto "incredibilmente dispiaciuto e mortificato" per quanto accaduto.

Nel corso della maratona svoltasi lunedì – sottolinea la stampa americana – c’erano almeno due sopravvissuti della tragedia di quattro anni fa.

18.4.2017, 09:412017-04-18 09:41:00
@laRegione

Infiniti Q30

Infiniti vorrebbe da sempre conquistare l’Europa, ma ora potrebbe davvero riuscirci. Perché la vettura di cui parliamo è di fatto ‘gemella’ di una Mercedes-Benz assai popolare. L’abbiamo messa alla prova sotto...

Infiniti vorrebbe da sempre conquistare l’Europa, ma ora potrebbe davvero riuscirci. Perché la vettura di cui parliamo è di fatto ‘gemella’ 
di una Mercedes-Benz assai popolare. L’abbiamo messa alla prova sotto tutti gli aspetti, con risultati sorprendenti.

Adesso ci siamo: Infiniti è pronta per conquistare l’Europa. Perché il prodotto giusto, la Q30 e la sua derivata in chiave SUV chiamata QX30, adesso c’è. Ed è pure un prodotto che più europeo di così non si può, dato che condivide la meccanica con la Mercedes Classe A/GLA, ne acquisisce parecchi componenti e viene pure prodotta a Sunderland, nel Regno Unito.
Per la nostra prima prova su strada ci siamo concentrati sulla Q30 – della QX30 scriveremo tra qualche giorno. Una vettura di classe media che colpisce principalmente per il design, un po’ come tutte le Infiniti. Con la differenza che rispetto alla sue concorrenti le caratteristiche stilistiche la avvicinano già nella sua versione di partenza ad una sorta di Crossover. Uno stile che viene ulteriormente enfatizzato dalla versione Sport da noi provata, caratterizzata da un paraurti dedicato, calandra anteriore nera lucida, minigonne nel colore della carrozzeria, doppio scarico con finitura cromata e cerchi in lega da 19 pollici.
Appena saliti a bordo l’occhio esperto riconosce subito la stretta parentela con la “cugina” marchiata con la stella a tre punte: stessa strumentazione, stessi interruttori per gli alzacristalli, stessa leva del cambio, comandi della climatizzazione identici e un volante che differisce unicamente nel rivestimento. Che tutto sommato non è un male, dato che l’appeal qualitativo di Mercedes-Benz è assai elevato. In ogni caso si tratta di una vettura capace di dare la propria impronta anche all’abitacolo, sia con un design altrettanto individualista che con materiali di pregio e ampiamente personalizzabili. La qualità costruttiva generale è elevata in tutti gli aspetti, compresa la carrozzeria che sfoggia giochi ridotti e uniformi tra tutte le lamiere.
La seduta del conducente conferma l’impronta sportiva con gambe distese e volante verticale, che ti fa sentire ben integrato nell’automobile. Complessivamente la Q30 è un’auto adatta a quattro persone, che vi trovano agevolmente spazio a patto che chi siede dietro non sia più alto di un metro e ottanta. Anche il bagagliaio, dalla forma regolare, offre una capienza nella media del segmento. In un ambiente decisamente curato stona tuttavia il sistema di infotainment, che essendo di origine Nissan e non Mercedes-Benz, non risulta così raffinato per il target a cui s’indirizza.
Le qualità di guida dell’esemplare da noi provato sono state ovviamente influenzate dalla versione Sport comprensiva dei citati cerchi in lega da 19 pollici e di un assetto più basso di 15 millimetri. Nonostante il quale la Q30 ha dimostrato un ottimo assorbimento e smorzamento delle asperità, senza inficiare quindi il comfort. L’impronta generosa del pneumatico le conferisce buone doti di stabilità e tenuta, confermandosi una vettura sicura e tendenzialmente neutra. Oltre ad avere un pneumatico che collima molto bene con l’insieme, a infondere una piacevole sensazione di guida c’è uno sterzo omogeneo, comunicativo, con un giusto carico, che oltre ad essere molto pronto in inserimento ti connette con la strada. Ottimi anche gli interventi del controllo di stabilità, vigile quanto basta e senza eccessi, nonché l’impianto frenante che oltre a spazi d’arresto contenuti restituisce anche un buon feeling. Motore e trasmissione restano invece delle “vecchie” conoscenze da prodotti Mercedes-Benz: il motore è sempre molto rotondo ma con poco allungo, il cambio doppia frizione assai morbido nell’uso quotidiano ma un po’ pigro nell’impiego sportivo. In fase di manovra la visibilità non è eccellente ma le telecamere che offrono una visione a 360° dall’alto della vettura rimediano brillantemente.
C’è da dire che la Q30 è un prodotto notevole, curato fin nei dettagli, con una meccanica assai collaudata, che può giocarsi ottime carte. Certo la ricchezza di  contenuti non la rende propriamente popolare, ma vale sicuramente la pena darle un’occhiata. Soprattutto se siete coloro che non amano vedere una vettura uguale alla vostra posteggiata nello stesso centro commerciale.

Scheda Tecnica

ModelloInfiniti Q30
VersioneSport 2.2d DCT 4WD
Motore4 cilindri turbodiesel 2.2 litri 
Potenza170 cv
Coppia350 Nm
TrazioneIntegrale
CambioDoppia frizione a 7 rapporti
0-100 km/h8,3 secondi
Velocità massima220 km/h
Consumo medio4,9 l/100 km (dichiarato)
Prezzo48’680 CHF
Ideale perChi vuole le garanzie di un marchio premium tedesco, ma vuole distinguersi dalla massa
Si distingue perIl suo design

 

15.4.2017, 16:302017-04-15 16:30:11
@laRegione

Alfa Romeo Stelvio

La casa del biscione raddoppia: dopo la Giulia ecco la Stelvio, tassello fondamentale per fare incetta di ordini nel redditizio mondo dei Suv. Ecco la prova completa per sapere tutto sul primo e...

 

La casa del biscione raddoppia: dopo la Giulia ecco la Stelvio, tassello fondamentale per fare incetta di ordini nel redditizio mondo dei Suv.
Ecco la prova completa per sapere tutto sul primo e attesissimo “tuttofare” del marchio.

Se alla Giulia si chiedeva la sostanza necessaria per il ritorno all’antico blasone dell’ultracentenario costruttore italiano (fondato nel 1910), il “raddoppio” realizzato dall’atteso Suv Stelvio è chiamato a rispondere ad una richiesta di conferma, tuttavia allargata: qui ci si sposta sul terreno del mezzo versatile per eccellenza, chiamato a soddisfare diverse esigenze contemporaneamente. Per la sua prima “tuttofare” nella storia, la Casa italiana non ha voluto tuttavia prescindere dalla connotazione dinamica di alto profilo: in poche parole, anche la Stelvio vuole essere in prima battuta un veicolo per il piacere di guida. Missione riuscita? Nel complesso sì e con buon merito, giudizio che media sensazioni al volante di indubbia qualità con qualche neo di gioventù.
Partiamo dunque da qui, dalla strada… “pilotata”. Ai comandi della Stelvio, si ritrova il feeling offerto dalla Giulia di derivazione (pianale, meccanica), in special modo attraverso uno sterzo che sui percorsi medio-veloci offre sensibilità e precisione sinceramente al di sopra della media di categoria; il tutto senza richiedere particolare impegno o speciali doti di controllo, giacché la Suv italiana è sempre intuitiva, semplice da capire, mai nervosa. Prova ne è che, anche provocandola con eccessiva aggressività e con azioni scomposte (cioè guidando “male”), la notevole neutralità lascia subito spazio ad un sottosterzo controllato e ad una sottile perdita di precisione dell’avantreno che hanno l’effetto di calmierare ogni possibile reazione dell’auto; la quale si limita a seguire comunque il filo della traiettoria. Dunque vettura facile e capace di perdonare gli eccessi, al prezzo di un feeling leggermente meno cristallino nello stretto tortuoso che però ci sta tutto su un modello alto di baricentro, soprattutto pensato per fare tante cose.
Partendo dallo star bene a bordo. Nell’abitacolo, lo stile riprende anche qui l’ambiente Giulia, attraverso un arredo adattato ai differenti volumi dell’auto. La seduta appare rialzata con decisione, anche a sedile nella regolazione più bassa: ben 19 cm più in alto rispetto alla berlina. La posizione di guida è ad ogni modo ben personalizzabile, dietro la sistemazione ottimale per due adulti fatta eccezione per un’accessibilità solo discreta. Bene il vano di carico, dalla cubatura adeguata (525 litri) e ben attrezzato. Capitolo comandi: eccellenti volante sportivo con suggestivo pulsante di avviamento e palette del cambio fisse, in alluminio; pulsanti e regolazioni secondarie sono minimalisti, però chiari ed intuitivi, materiali e finiture in linea con le aspettative di qualità richieste ai modelli del segmento medio-superiore. Leggermente sottotono, invece, il comparto tecnologia/infotainment di bordo, al momento privo di head-up display, interfacce di comunicazione smartphone e funzionalità accesso web/hot spot wifi.
La meccanica è in linea con le aspettative dinamiche, in special modo il 2.0 benzina Turbo iniezione diretta da 280 cv. Giusto poco convincente la sonorità, mantenuta su toni alti e smorzati – servirebbe un timbro di basso e possente –, mentre l’erogazione piena a tutto campo è da unità moderna e permette elevate prestazioni e sensazioni, anche grazie ai 400 Nm di coppia a 2250 giri: i 5”7 dichiarati nello scatto 0-100 km/h da fermo ci stanno tutti, ed in modalità Dynamic (consueto selettore Dna sul tunnel) si apprezzano la risposta ancor più mordente di gas e passaggi marcia del cambio automatico ZF a otto rapporti. Trazione integrale Q4 pressoché impeccabile; molto scorrevole, predilige la trazione posteriore per accompagnare al meglio la sportività di fondo. La motricità controllata elettronicamente è altrettanto adeguata, seppur talvolta un po’ troppo soffocata dall’Esp non disinseribile. Anche regolate sulla posizione standard, le sospensioni conservano una certa consistenza sulle lievi asperità; in compenso, l’insonorizzazione appare convincente a tutte le andature. Completo il pacchetto di ausili attivi alla guida. La Stelvio è in vendita a partire da 54’150.– Chf.

Scheda Tecnica

Motore4 cilindri, turbo-benzina e turbodiesel
Potenzada 210 a 280 cavalli
TrazioneIntegrale
CambioAutomatico 8 rapporti 
Consumida 4.8 l/100 km
Prezzoda 54’150 CHF
Ideale perChi a un Suv, oltre alla praticità, richiede anche qualità dinamiche eccelse.
Si distingue perTraslare il fascino di Alfa Romeo in un corpo vettura assolutamente nuovo.

 

15.4.2017, 09:402017-04-15 09:40:10
Susanna Petrone

Il coniglio pasquale ha bisogno d'aiuto

Di stoffa, di cioccolato, di biscotto: i coniglietti pasquali ormai sono onnipresenti. Ma l’originale, la lepre comune, diventa sempre più rara. I suoi effettivi diminuiscono...

Di stoffa, di cioccolato, di biscotto: i coniglietti pasquali ormai sono onnipresenti. Ma l’originale, la lepre comune, diventa sempre più rara. I suoi effettivi diminuiscono in misura massiccia fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso, quando questo animale trovava un habitat ideale all’interno delle regioni agricole. Negli anni 90 vivevano in media 4-5 lepri per cento km2, nel 2010 ne restavano solo 2 o 3. Queste sono le cifre riportate dall’Ufficio federale per l’ambiente. I risultati in Svizzera centrale sono allarmanti: negli ultimi anni, in quattro delle sei aree esaminate nella zona di Lucerna, la lepre è praticamente scomparsa.
Interventi per favorire il ritorno della lepre
In collaborazione con agricoltori, cacciatori, scienziati e autorità, il WWF sta esaminando le possibilità di un ritorno della lepre. “Oggi sappiamo come aiutare questo animale”, afferma Kurt Eichenberger, responsabile regionale WWF Uri e Lucerna. “Quest’anno, come primo passo, siamo alla ricerca di agricoltori innovativi nel cantone di Lucerna e Zugo disposti a seminare i propri cereali in modo più diradato o preparare altrove il maggese fiorito.” In una seconda fase si analizza la situazione della lepre in tutto l’arco prealpino. Un progetto che potrebbe fare scuola e sbarcare anche in Ticino.
Lepri minacciate
Le lepri comuni sono di fatto abitanti della steppa. In Svizzera vivono prevalentemente all’interno di terreni e campi coltivati nella zona dell’Altipiano e, contrariamente ai conigli, non costruiscono una tana. Le lepri riposano all’interno di anfratti naturali o buche superficiali del terreno. Nelle zone di pascolo gli effettivi sono diminuiti in modo particolarmente rilevante, fino ad arrivare ai livelli estremamente bassi di oggi (1,3 lepri in media). Nelle zone coltivate la situazione è leggermente migliore: la media si situa tra i 3,5 e i 5 esemplari con tendenza in leggero aumento. I motivi della scomparsa delle lepri sono molteplici. Il maggior numero di insediamenti, le strade e i sentieri frammentano e riducono gli habitat di questi animali. I nascondigli e le fonti di cibo vario sono diventati rari perché l’agricoltura è ormai fortemente intensiva. Sui pascoli, in particolare, si miete prima e con maggiore frequenza, con conseguenze spesso letali per i giovani leprotti. Inoltre aumentano i predatori delle lepri; fra questi figurano le volpi, i cani e i gatti. La lepre, un tempo diffusa ovunque, oggi è inserita sulla Lista Rossa dei mammiferi minacciati in Svizzera.

15.4.2017, 09:302017-04-15 09:30:43
Susanna Petrone

La Cina ferma il commercio d'avorio

Il 31 marzo è una data storica per la Cina perché segna la fine della prima fase del piano per mettere al bando il commercio di avorio. La China State Forestry Administration ha...

Il 31 marzo è una data storica per la Cina perché segna la fine della prima fase del piano per mettere al bando il commercio di avorio. La China State Forestry Administration ha infatti annunciato che 12 delle 34 fabbriche esistenti che lavorano avorio e 55 dei 143 shop che lo commerciano hanno chiuso i battenti.
Soddisfatto Colman O’Criodain, WWF Policy Manager per la biodiversità:
“La Cina è il più grande mercato d’avorio al mondo, e renderne illegale il commercio rappresenta una grande vittoria per la conservazione degli elefanti. Mantenendo costante questo impegno, dovremmo riuscire a rendere illegale il commercio d’avorio entro la fine dell’anno”. Obiettivo: la riduzione del commercio illegale, che invece sta continuando ad alimentare il bracconaggio all’estero. Il WWF continua a fare pressione anche sugli altri Paesi dove ancora è legale, affinché possano metterlo al bando il più presto possibile”.

14.4.2017, 16:122017-04-14 16:12:00
@laRegione

Toyota RAV4 Hybrid

Come spesso accade, l’unione tra un motore a combustione termica e uno elettrico dà vita ad una vettura a trazione integrale. Proprio quella che mancava, alla Toyota RAV4, per convincere ancora di più la...

Come spesso accade, l’unione tra un motore a combustione termica e uno elettrico dà vita ad una vettura a trazione integrale.
Proprio quella che mancava, alla Toyota RAV4, per convincere ancora di più la clientela elvetica.

 

Data la conformazione geografica del nostro Paese, le automobili a quattro ruote motrici hanno da sempre ricoperto un ruolo di grande importanza per il mercato svizzero e non è quindi sorprendente se dal suo esordio, avvenuto nel 1994, la Toyota RAV4 abbia fatto registrare buoni numeri di vendita. Già allora la RAV4 fu la portavoce di un’importante novità essendo stata la progenitrice dei SUV di classe media, segmento più che mai fondamentale nel panorama automobilistico. Oggi, ancora una volta, il SUV nipponico si può fregiare di una caratteristica che fra i concorrenti ancora non è diffusa: è dotata di propulsione ibrida che distribuisce la coppia ad entrambi gli assi separatamente. La versione Hybrid dispone infatti di un motore 4 cilindri a benzina da 2,5 litri che imprime la spinta unicamente alle ruote anteriori ed è aiutato da un motore elettrico montato al retrotreno che si occupa di dare propulsione a quelle posteriori. Tale schema ha il vantaggio di non necessitare di organi meccanici quali l’albero di trasmissione per trasferire la coppia al retrotreno riducendo il peso della vettura e gli ingombri nell’abitacolo. Ed è un beneficio tangibile: il tunnel centrale non dà fastidio al passeggero centrale della seconda fila permettendo di starvi comodi anche in tre.
In generale a caratterizzare la RAV4 è proprio la generosa spaziosità: si sta larghi anche davanti, i vani dove riporre oggetti sono più che sufficienti ed il bagagliaio perde solamente 46 litri di capacità rispetto alle versioni non ibride, rimanendo ampio e ben sfruttabile. I materiali sono generalmente di buon livello e il design nella parte superiore della plancia è ricercato; solo qualche dettaglio è migliorabile, come l’accessibilità ai tasti delle modalità di guida e del riscaldamento dei sedili nascosti nella parte inferiore della plancia o la ruvidità del selettore del cambio.
Lo schermo integrato nella plancia, oltre ad essere il fulcro del sistema multimediale, a seconda della versione può riprodurre la vista panoramica a 360 gradi generata dalle videocamere esterne, facilitando così le manovre di parcheggio. Questa è solo una delle tante tecnologie presenti a bordo fra le quali figurano l’assistenza al mantenimento di corsia, i fari abbaglianti automatici e il riconoscimento della segnaletica verticale; per completare il pacchetto è possibile anche avere il regolatore di velocità adattivo con sistema pre-collisione in grado di ridurre fortemente la velocità per mitigare un impatto.
Al volante della RAV4 ci si sente quindi al sicuro e si può affrontare il viaggio in modo rilassato, che è poi il modo migliore per apprezzare questo SUV dalla vocazione molto turistica. Il motore a benzina, il suo cambio CVT a variazione continua ed il motore elettrico sono affiatati soprattutto a velocità costanti o nei percorsi urbani, circostanze in cui la transizione della spinta tra i due propulsori avviene in modo delicato. Il motore elettrico, oltre a permettere di procedere nel traffico nel silenzio, sopperisce parzialmente anche all’iniziale mancanza di spinta del motore tradizionale nell’istante in cui si preme l’acceleratore. I limiti di questa configurazione emergono però quando la richiesta di spinta si fa più consistente, non tanto per le prestazioni assolute che (grazie a 197 cavalli totali) sono piuttosto vivaci, quanto piuttosto al costante “ululato” del motore a benzina che inficia il comfort acustico. La taratura molto morbida delle sospensioni e la leggerezza dello sterzo ribadiscono che è più gratificante guidare pacatamente, venendo incentivati a far rimanere l’ago del contagiri (è più un indicatore dell’uso della potenza) su ECO e a decelerare altrettanto delicatamente in modo da sfruttare il più possibile il recupero dell’energia in frenata. Guidando in tal modo la media dei consumi diventa interessante ma non miracolosa: 7 litri per 100 km sono un valore accettabile se rapportato alla sua massa e soprattutto alla capacità di affrontare del leggero fuoristrada grazie alle quattro ruote motrici. Chi lo desidera può comunque optare per la versione a trazione anteriore ma esclusivamente con la motorizzazione 2,5 Hybrid.

 

Scheda Tecnica

ModelloToyota RAV4
VersioneHybrid AWD Style
Motore4 cilindri benzina (aspirato) + motore elettrico 
Potenza197 cv (combinata)
TrazioneIntegrale
CambioA variazione continua
0-100 km/h8,3 secondi
Velocità massima180 km/h
Consumi:5,1 l/100 km (dichiarato)
Prezzo45’400 CHF
Ideale perChi alla propulsione ibrida di Toyota vuole abbinare la trazione integrale.
Si distingue perAvere caratteristiche pressoché introvabili tra le concorrenti.

 

12.4.2017, 21:502017-04-12 21:50:27
@laRegione

In 1,2 miliardi a utilizzare Facebook

Sono un miliardo e duecentomila le persone che in tutto il mondo utilizzano Messenger, la chat di Faacebook, ogni mese. Lo annuncia il social network dalla pagina di David Marcus...

Sono un miliardo e duecentomila le persone che in tutto il mondo utilizzano Messenger, la chat di Faacebook, ogni mese. Lo annuncia il social network dalla pagina di David Marcus, l’ex presidente di Paypal e attuale vicepresidente della componente Messenger di Facebook. L’annuncio appare anche sulla pagina di Instagram e su quella di Messenger, dove oltre ai ringraziamenti alla Community in rapida crescita, viene anche promesso l’arrivo di novità.

La chat di Facebook creata nel 2011 prima come applicazione mobile e poi anche per il web, aveva superato il traguardo del miliardo di utenti nell’estate scorsa. Negli ultimi mesi è stata al centro di importanti 'upgrade' con l’introduzione delle videochiamate di gruppo, una camera fotografica con a disposizione adesivi, maschere, cornici ed effetti, e la possibilità di condividere foto e video in modo ancora più semplice.

Di recente sulla chat sono stati lanciati 'Mentions' e 'Reactions' per le conversazioni di gruppo. Inoltre è stato anche rilasciata la versione Messenger Lite, un’app più leggera per portare la messaggeria istantanea anche nei paesi in cui non sono disponibili connessioni avanzate. E, a due anni dall’introduzione degli scambi di denaro tra singoli utenti, è stata appena introdotta la possibilità di fare pagamenti di gruppo, per raccogliere e dare soldi con un messaggio, per regali e cene.