Rubriche

Ieri, 16:312017-03-24 16:31:00
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Marco Maurer placca ladro rumeno

Il giocatore di hockey su ghiaccio del Bienne Marco Maurer si è improvvisato paladino della giustizia ieri a Zugo. Sfruttando il suo imponente fisico (poco meno di un metro e 90 di...

Il giocatore di hockey su ghiaccio del Bienne Marco Maurer si è improvvisato paladino della giustizia ieri a Zugo. Sfruttando il suo imponente fisico (poco meno di un metro e 90 di altezza per circa un quintale), l’ex difensore del Lugano ha infatti bloccato un rumeno 36enne che aveva rubato 200 franchi a una 87enne.

Il fatto è avvenuto verso le 11, ha indicato oggi il Ministero pubblico zughese. Il ladro ha chiesto dei soldi all’anziana e, quando questa ha aperto il proprio portafoglio, le ha sfilato il denaro dandosi alla fuga.

Maurer, che si trovava casualmente nei paraggi, è stato allertato dalle urla della signora e si è gettato all’inseguimento dell’uomo. Dopo averlo raggiunto, l’ha spinto con un check contro un’auto, immobilizzandolo fino all’arrivo della polizia.

Le forze dell’ordine hanno in seguito constatato che il rumeno è già sospettato di altri furti in diversi cantoni.

23.3.2017, 15:362017-03-23 15:36:00
@laRegione

Porsche 911 GTS

Da quando esistono, le GTS stanno diventando tra le Porsche più interessanti ed appetibili dell’intera gamma. Siamo volati fino in Sudafrica per provare, sia su strada che in pista, l’ultima evoluzione...

Da quando esistono, le GTS stanno diventando tra le Porsche più interessanti ed appetibili dell’intera gamma. Siamo volati fino in Sudafrica per provare, sia su strada che in pista, l’ultima evoluzione della 911.

 

La sigla GTS significa Gran Turismo Sport. In soldoni: una vettura con cui percorrere lunghe distanze ma con la quale, all’occorrenza, non sfigurare tra i cordoli. Di principio qualsiasi 911 adempie già a tali criteri, ma come sappiamo l’uomo e ancora più in particolare l’industria automobilistica è sempre alla ricerca del compromesso ideale. Perciò le GTS nascono con l’intento di essere la scelta di chi desidera la perfetta via di mezzo tra una Carrera S e una GT3, anche se all’atto pratico è una variante più sportiva della prima che non una versione più fruibile quotidianamente della seconda.
Rispetto ad una Carrera S il motore eroga 30 cavalli in più (per un totale di 450 cv e 550 Nm), non tramite un semplice ritocco della centralina, bensì con turbine dal diametro maggiore. Le prestazioni cronometriche sono peraltro incredibili se consideriamo che non si tratta né di una Turbo, né di una versione purista creata per la pista: impiega 3,7 secondi per toccare i 100 km/h partendo da fermo ed è in grado di superare i 300 km/h. Oltre ad adottare le carreggiate allargate delle versioni a quattro ruote motrici, la GTS offre di serie le sospensioni adattive PASM che la avvicinano di 20 millimetri al suolo, cerchi più larghi di mezzo pollice e con dado di fissaggio centrale e un pacchetto aerodinamico capace di generare maggiore deportanza. Vengono addirittura proposte, in opzione, le quattro ruote sterzanti.
Il circuito sudafricano di Killarney è probabilmente quello con il peggior asfalto che abbia mai visto in vita mia. Interessante nelle diverse sezioni, con curve impegnative ed entusiasmanti, ma un asfalto ricchissimo di crepe e ondulazioni pronte a mettere in difficoltà qualsiasi vettura con un assetto inadeguato, nonché vie di fuga davvero scarse. Walter Röhrl, presente durante la nostra prova, ha apprezzato questo genere di tracciato: “Altro che i moderni circuiti di Formula 1: questo è ancora uno di quelli vecchia scuola, dove se esci di strada paghi le conseguenze. È così che dev’essere!”. Circuito che per l’appunto ci ha quindi imposto, per così dire, di selezionare la taratura più morbida delle sospensioni, la quale è comunque sufficiente per l’incisività che serve quando si passa dalla strada alla pista. Motivo per il quale il set-up più rigido è realmente improntato per un impiego sportivo quando si percorrono asfalti più levigati. L’anteriore si inserisce con precisione e lo sterzo non pecca né in comunicatività, né in sensibilità. È tutto come da copione, proprio come ti aspetteresti. In uscita di curva la motricità è sempre fenomenale anche in presenza di un cattivo fondo stradale, e il telaio sa incassare e quindi smorzare a dovere tutte le asperità e le sollecitazioni che gli vengono inflitte. Tanto da essere composta pure nelle staccate, con il pedale del freno che ti dà sempre quella sicurezza che cerchi.
Va detto che, per quanto piaccia o no, il recente passaggio alla sovralimentazione proietta le versioni “d’ingresso” della 911 in un altro pianeta prestazionale rispetto all’aspirato – e in questo caso la GTS non fa eccezione – mantenendo integra la spontaneità come pure il sound, specialmente con lo scarico sportivo di cui è dotata. In circuito il sei cilindri boxer è sfruttabile a qualsiasi regime, particolarmente vigoroso tra i 5’000 e i 6’500 giri al minuto, capace di andare ben oltre quota 7’000 senza però la cattiveria dei vecchi aspirati. L’estremo equilibrio della GTS infonde in chi guida una grande sicurezza – sia di sé stessi che in termini assoluti. Da un lato perché è sfruttabile anche da chi non è esperto, dall’altro perché chi ci sa fare si ritrova tra le mani una 911 “insospettabile” ma molto, molto veloce. In particolare se dotata delle opzionali Pirelli PZero Corsa del nostro esemplare in prova.
Non si tratta quindi di un’operazione di maquillage a puri fini di immagine. Ma questo forse già lo sapevamo, perché dacché esistano le GTS hanno sempre dimostrato di avere un grande valore aggiunto in termini di sportività, senza che questo si tramuti in un veicolo “secco” o per puristi. Tanto da essere disponibile con due o quattro ruote motrici, con cambio manuale o doppia frizione, con carrozzeria Coupé, Cabrio o Targa, ad un prezzo che parte da 150’300 franchi. E poi, con tutti quei dettagli neri all’esterno e tutto quell’Alcantara all’interno, diventa molto più accattivante di quanto già non lo sia una 911.

Scheda Tecnica

Motore6 cilindri contrapposti (boxer), turbo-benzina
Potenza450 cavalli
TrazionePosteriore o integrale
CambioManuale o doppia frizione
ConsumiDa 8,3 l/100 km
PrezzoDa 150’300 CHF
Ideale perChi la 911 la usa tanto su strada
e regolarmente tra i cordoli
Si distingue perL’eterna ricerca del compromesso ideale

 

22.3.2017, 11:262017-03-22 11:26:00
@laRegione

Subaru, sinonimo di 4x4

È il principale costruttore di vetture a trazione integrale del mondo nonché tra i piùinno­va­­­tivi per quanto concerne i sistemi di sicurezza. Ci siamo immersi a 360 gradi nel mondo Subaru per...

È il principale costruttore di vetture a trazione integrale del mondo nonché tra i più
inno­va­­­tivi per quanto concerne i sistemi di sicurezza.
Ci siamo immersi a 360 gradi nel mondo Subaru per capire quali siano i suoi veri valori. Ovvero rispetto della tradizione e grande attenzione al futuro.

 

Il marchio Subaru è indissolubilmente legato e due caratteristiche tecniche: il motore boxer e la trazione integrale. Se l’architettura del motore a cilindri contrapposti è piuttosto inusuale altrettanto non si può dire delle quattro ruote motrici che stanno sempre guadagnando maggiore terreno. Per molti costruttori è diventata ormai una necessità quella di implementarla in pressoché tutta la gamma, fattore che invece per Subaru ha sempre fatto parte del suo DNA: era infatti il 1972 l’anno in cui fu avviata la produzione della Leone 4WD Estate Van, e da allora in tutto il mondo sono state vendute ben 15 milioni di Subaru a trazione integrale. In altre parole vale a dire che la casa delle pleiadi è il maggior costruttore al mondo di vetture a quattro ruote motrici.
Grazie alla conformazione del territorio e al nostro clima, in Svizzera le Subaru hanno sempre trovato terreno fertile. Ne è una dimostrazione non solo il fatto che ad oggi circolano oltre 129’000 Subaru in tutta la nazione, ma soprattutto la quota di mercato che si assesta a un ottimo 1,7% rispetto a una media europea dello 0,3%. Ma ciononostante nel mercato mondiale sono riusciti a segnare il quinto anno record consecutivo in termini di vendite, segnando un +3% rispetto all’anno precedente.
Ciò che piace particolarmente di questo costruttore giapponese è quanto creda nella sua filosofia costruttiva. In occasione di un test invernale nella fredda Lapponia abbiamo avuto occasione di confrontarci con alcuni dei loro dirigenti e con alcuni dei loro tecnici. Abbiamo quindi chiesto per quale motivo continuino a proporre la tradizionale trazione integrale permanente anziché i più popolari sistemi “on demand”, cioè configurata come una trazione anteriore che invia coppia motrice alle due ruote posteriori solo in caso di necessità o di perdita d’aderenza.
La risposta è stata alquanto chiara: “Siamo assolutamente consapevoli che i sistemi ‘on demand’ sono ottimi, raffinati e anche veloci, riuscendo a variare la distribuzione della coppia in 300 millisecondi. Tuttavia se viaggiando a 120 km/h all’improvviso la vostra automobile necessita di trazione su tutte e quattro le ruote, durante quei 300 millisecondi la vostra auto percorrerà 10 metri con solo due ruote motrici e questo per noi è inaccettabile. La sicurezza non è mai ‘on demand’!
La sicurezza in casa Subaru è tuttavia anche garantita da altri dispositivi quali l’Eyesight, una telecamera stereofonica introdotta con la Outback e ora presente pure sulla Levorg, capace di evitare un impatto con automobili, pedoni e ciclisti. “L’Eyesight verrà man mano introdotto in tutti i modelli gamma affinché tutti possano comprendere quali sono i valori del marchio Subaru.”
Ma oltre che per la sicurezza, la trazione integrale nella casa delle pleiadi ha anche profonde radici nel mondo dei Rally grazie alla strepitosa reputazione che ha saputo costruirsi in tanti anni nel campionato mondiale e che vive tutt’oggi con la WRX STI, la quale quest’autunno verrà sottoposta a un interessante aggiornamento. Nel WRC ora Subaru non c’è più ma le attività sportive continuano in tutti i continenti, spaziando dai Rally alle gare di durata su circuito come la leggendaria 24 ore del Nürburgring.
Sui terreni innevati della Finlandia abbiamo guidato pressoché l’intera gamma del marchio, il cui denominatore comune è proprio l’affidabilità con la quale ci si muove anche nelle condizioni difficili grazie alla trazione integrale, alle specifiche modalità per l’offroad (se presenti) nonché agli assistenti di guida sempre puntuali. Forte anche di una gamma in grado di ricoprire più esigenze: dalla compatta e maneggevole XV alle confortevoli Outback e Forester, passando per una famigliare sportiveggiante come la Levorg e concludendo con le sportive vere e proprie, cioè la citata STI e la BRZ fresca d’aggiornamento.
E il futuro del marchio cosa prevede? “Abbiamo ora una nuova piattaforma che garantisce una guida sicura e divertente, stiamo progettando un nuovo motore turbo, nel 2018 arriverà una plug-in ibrida e nel 2021 un’elettrica pura. Anche la guida autonoma è uno dei concetti su cui stiamo lavorando. Ma la novità più prossima la vedrete al salone di Ginevra: la nuova XV e la nuova Impreza!”


22.3.2017, 07:552017-03-22 07:55:52
@laRegione

Twitter intensifica la lotta contro l'Isis, da metà 2016 sospesi oltre 370 mila account

Twitter intensifica gli sforzi nella lotta al terrorismo. La società che cinguetta ha sospeso 636’248 account dalla...

Twitter intensifica gli sforzi nella lotta al terrorismo. La società che cinguetta ha sospeso 636’248 account dalla seconda metà del 2015 sospettati di promozione del terrorismo o legami con l’Isis. E la battaglia si è intensificata lo scorso anno: 376’000 account sono stati sospesi nella seconda metà del 2016, in media 63’000 al mese, contro i 235’000 account sospesi nei primi sei mesi dello stesso anno.

La sospensione degli account è stata stabilita da filtri interni creati da Twitter per la sua piattaforma. Il 74% dei 376’000 account sospesi nel secondo semestre del 2016 è infatti stato bloccati da strumenti anti-spam, con un picco di stop dopo gli attacchi terroristici. Uno 0,015% delle sospensioni è avvenuto su richiesta del governo.

"Non c’è un algoritmo magico per identificare contenuti a sfondo terroristico su internet. Ma continuiamo a usare strumenti tecnologici per integrare le segnalazioni degli utenti. Negli ultimi sei mesi questi strumenti ci hanno aiutato a identificare automaticamente più di un terzo degli account che abbiamo sospeso per promozione del terrorismo", afferma Twitter.

Twitter ha intensificato gli sforzi contro il terrorismo dopo uno studio della George Washington University del 2015 che aveva identificato la piattaforma come uno dei più importanti canali di comunicazione dell’Isis.

18.3.2017, 10:402017-03-18 10:40:00
Susanna Petrone

Il rinoceronte è a rischio

Pochi lo sanno, ma i rinoceronti sono comparsi sulla terra circa 40 milioni di anni fa e si sono diffusi in Asia, Africa, Europa e Nord America. Delle 30 specie iniziali ne rimangono solo 5...

Pochi lo sanno, ma i rinoceronti sono comparsi sulla terra circa 40 milioni di anni fa e si sono diffusi in Asia, Africa, Europa e Nord America. Delle 30 specie iniziali ne rimangono solo 5 che vivono in Africa e Asia.
I rinoceronti asiatici sono divisi in tre specie diverse: quello indiano, di Giava e di Sumatra. In totale sono 3’200 rinoceronti che vivono in piccole aree isolate. Del rinoceronte di Giava sono rimasti appena 60 esemplari e rischiano di scomparire per sempre nei prossimi anni. A differenza dei loro parenti africani, che vivono prevalentemente nella savana, i rinoceronti asiatici si rifugiano nelle foreste tropicali. La specie originaria di Sumatra è la più minuta, un esemplare pesa mediamente “solo” 600-900 kg e ad oggi se ne contano appena 250 esemplari circa.
Le specie di rinoceronti africani sono invece due: il rinoceronte nero – che si trova in grave pericolo di estinzione, infatti la situazione è talmente disperata che di due sottospecie del rinoceronte nero rimangono soltanto un paio di esemplari – e il rinoceronte bianco, che invece fortunatamente sta sopravvivendo, soprattutto nelle aree protette. Contrariamente a quanto possa far pensare il nome, la pelle di entrambi è del medesimo colore: grigio. L’apparente diversità di colorazione è dovuta semplicemente al fango in cui sguazzano questi possenti animali, che può essere scuro oppure calcareo, cioè di colore biancastro. Il rinoceronte bianco può raggiungere il ragguardevole peso di 2’700 chili. È la specie che ha sviluppato la forma di vita sociale più complessa: mentre le altre varietà di rinoceronte sono per lo più solitarie, il rinoceronte bianco vive in gruppi che possono raggiungere fino a quattordici elementi.
Gli attuali dati ci fanno capire che a causa della “guerra dei corni” rischiamo di perdere per sempre un animale che esiste da milioni di anni e che, dopo l’elefante, è l’animale terrestre più grande al mondo. Il WWF lavora costantemente per fermare i bracconieri, chiede pene severe nel caso di mancato rispetto della legge sul bracconaggio, fa in modo che le comunità locali vengano coinvolte di più e chiede maggiori controlli al fine di evitare che il corno di rinoceronte, ma anche l’avorio e le carcasse di tigri, riescano ad attraversare i confini. Insieme allo IUCN (The World Conservation Union) lavoriamo attivamente per la conservazione delle popolazioni di rinoceronti rimaste. Ciò include inoltre l’assistenza ai governi nei loro sforzi per proteggere le specie contro il bracconaggio e preservare ciò che resta del loro habitat, favorire la riproduzione in cattività, e la pressione sui Paesi perché vietino qualsiasi commercio dei corni.

18.3.2017, 10:102017-03-18 10:10:00
Susanna Petrone

La guerra dei corni!

Qualche settimana fa, ha fatto il giro del mondo la notizia della morte di Vince, un rinoceronte bianco che si trovava all’interno dello zoo di Thoiry, alle porte di Parigi.Vince non è morto di...

Qualche settimana fa, ha fatto il giro del mondo la notizia della morte di Vince, un rinoceronte bianco che si trovava all’interno dello zoo di Thoiry, alle porte di Parigi.
Vince non è morto di vecchiaia e neanche di malattia. No. È stato ucciso dai bracconieri. Sembra una storia assurda, eppure è quello che hanno fatto pur di impossessarsi del suo corno. Non era mai successo in Europa e nessuno poteva immaginare che i bracconieri arrivassero a tanto. Questi criminali sono disposti a tutto: un corno di rinoceronte può fruttare fino a quarantamila euro sul mercato nero. I maggiori consumatori si trovano in Asia, dove il corno viene venduto come “pozione magica” in grado di “guarire” qualsiasi malanno. In Vietnam, il corno di questo animale è considerato un bene di lusso, in quanto gli si attribuiscono proprietà curative e lo si utilizza come ricostituente contro gli effetti negativi del consumo di alcolici. Si è arrivati addirittura a considerarlo come una preziosa forma di investimento. Inutile dire che il corno di rinoceronte è composto dallo stesso materiale delle nostre unghie e quindi non può guarire nulla.

I numeri
Nel 2016, grazie agli sforzi del WWF, in Sudafrica il numero di rinoceronti morti per mano di bracconieri è calato del 6 per cento.
Ma non è ancora abbastanza. Nel 2016, infatti, si contano ancora 1’054 rinoceronti uccisi. Nel 2007 erano “solo” 13. L’80% di questi animali vive in Sudafrica e un altro 15% si trova fra la Namibia e lo Zimbabwe, dove, da qualche anno a questa parte, i bracconieri hanno iniziato a colpire. Il 90% di questi animali che viveva in Kenya invece ora è sparito. Negli ultimi anni – grazie ai progetti del WWF – la popolazione di rinoceronti africani è aumentata con un tasso di crescita del 7% per il rinoceronte bianco e del 4,8% per il rinoceronte nero. Nonostante il quadro sia drammatico, è ancora possibile sperare. Verso la fine del XIX secolo sembrava che il rinoceronte bianco fosse irrimediabilmente votato all’estinzione, invece oggi se ne contano oltre 14mila esemplari. Anche gli effettivi di rinoceronte nero hanno registrato un discreto aumento rispetto alla metà degli anni 90, passando da 2’400 a oltre 4mila unità. Insieme al network TRAFFIC (Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce) combattiamo il commercio illegale di specie, e favoriamo lo spostamento di rinoceronti neri per mantenere stabile la riproduttività delle popolazioni nella zona di KwaZuku-Natad (dove purtroppo il bracconaggio è aumentato del 36%).

18.3.2017, 08:082017-03-18 08:08:56
Matteo Caratti @laRegione

Ogni sabato in famiglia con #gaia #WWF

Cari giovani e cari genitori, l’avete scoperta per la prima volta la scorsa settimana ed è ritornata puntuale anche questo sabato. Anzi, la potrete leggere tutti i sabati. Di...

Cari giovani e cari genitori, l’avete scoperta per la prima volta la scorsa settimana ed è ritornata puntuale anche questo sabato. Anzi, la potrete leggere tutti i sabati.
Di che cosa stiamo parlando? Della nuova pagina #gaia #WWF curata da Susanna Petrone che ‘laRegione’, in collaborazione col WWF, ha deciso di offrirvi settimanalmente. Un’occasione di lettura, di riflessione, forse anche – lo speriamo vivamente – di discussione in famiglia, partendo da realtà vicine e lontane a noi, ma che tutte prima o poi finiscono per interpellarci. La scorsa settimana – non poteva essere altrimenti – siamo partiti col simbolo, il panda. Oggi è la volta di un altro animale a rischio, il rinoceronte. Ma non mancano purtroppo anche le occasioni per riflettere sui rischi per i rospi di casa nostra. Avete idee e proposte? Non esitate a farvi avanti. La missione del WWF, che vuol porre un freno alla distruzione dell’ambiente e costruire un futuro in cui uomo e natura possano vivere in armonia, è vitale per tutti.

16.3.2017, 07:562017-03-16 07:56:03
@laRegione

Nuova Zelanda, fiume sacro dichiarato personalità giuridica

Per la prima volta al mondo un fiume ha ottenuto una personalità giuridica, protetta da rappresentanti legali.

Il fiume Whanganui in Nuova Zelanda...

Per la prima volta al mondo un fiume ha ottenuto una personalità giuridica, protetta da rappresentanti legali.

Il fiume Whanganui in Nuova Zelanda, riverito come sacro dal popolo maori, che scorre per 145 km dal centro dell’Isola del Nord fino al mare, ha ottenuto dal parlamento uno status giuridico come persona, dopo una battaglia legale durata 170 anni. Sarà rappresentato congiuntamente da un membro nominato dalla comunità maori e uno nominato dal governo.

Una storia lunga quasi due secoli

La legge deriva dallo storico trattato di Waitangi, che fu firmato nel 1840 da un rappresentante della corona inglese e da 40 capi delle tribù maori dell’Isola del Nord. In base al trattato, che mise fine a un lungo conflitto fra maori e colonizzatori, la Nuova Zelanda divenne colonia inglese. Esso offre da allora sostanziale protezione agli interessi e alle proprietà tradizionali dei maori.

La nuova legge mette fine al più lungo contenzioso nella storia del Paese, ha detto il ministro per il trattato di Waitangi, Christopher Finlayson. "Questa legge riconosce la profonda connessione spirituale fra il locale popolo Whanganui Iwi e il loro fiume ancestrale. Ne riconosce le tradizioni e usanze e crea una base solida per il futuro del fiume".

Un portavoce del locale popolo maori, Gerrard Albert, ha detto a Radio New Zealand che la comunità temeva da tempo per l’impatto del governo sulla "salute e benessere" del fiume. "Abbiamo sempre creduto che il fiume Whanganui sia un insieme indivisibile e vivente con tutti i suoi elementi fisici e spirituali, dalle montagne del centro dell’Isola del Nord fino al mare".

15.3.2017, 17:052017-03-15 17:05:55
@laRegione

Il Re è sempre più raffinato

Siamo andati a Firenze a provare il nuovo Honda SH 125, lo scooter leader del mercato. Rinnovato esteticamente e nei contenuti, si conferma come riferimento assoluto tra gli scooter a ruota...

Siamo andati a Firenze a provare il nuovo Honda SH 125, lo scooter leader del mercato.
Rinnovato esteticamente e nei contenuti, si conferma come riferimento assoluto tra gli scooter a ruota alta, anche a livello di prestazioni.

Sono pochi i modelli che restano seduti sul trono per molto tempo. Honda SH, con le cilindrate 125 e 150, è sulla breccia dal lontano 1984 con 1,1 milioni di unità vendute in Europa. Un prodotto che nel corso degli anni si è continuamente evoluto e che ha saputo imporsi ed affermarsi per le strade cittadine di tutta Europa.
L’evoluzione continua
La prima novità assoluta è il dispositivo Smart-Key, già in uso nel mondo delle quattro ruote; la “chiavetta” può essere comodamente tenuta in tasca e il nuovo SH si avvia e parte senza il minimo problema. Il propulsore che dispone del sistema Start&Stop è ora omologato EURO4. Il look è più elegante e curato, le linee sono fluide e impreziosite dalle nuove luci LED anteriori e posteriori. Più praticità grazie ad un utilissimo vano portaoggetti con una presa da 12V per i nostri “inseparabili” cellulari, nonché uno spazioso vano sottosella abbastanza capiente per contenere un casco integrale.
I cerchi in alluminio da 16 pollici hanno un nuovo e piacevole disegno e “calzano” pneumatici Michelin City che garantiscono una migliore aderenza su tutte le superfici e in ogni condizione climatica.
Il designer italiano Valerio Aiello si è occupato delle nuove linee, l’SH è un prodotto giapponese ma anche un po’ italiano, visto che viene costruito nello stabilimento Honda di Atessa (Chieti).


In sella

Firenze è indubbiamente una città adatta per provare uno scooter dall’anima giapponese ma dall’estetica tutta italiana, sì perché eleganza e raffinatezza formano un connubio decisamente azzeccato.
Ma passiamo alla nostra prova che si è svolta in parte lungo le strade del centro città e in parte fuori “porta”, un percorso extraurbano molto tortuoso.
Mettiamo in tasca la Smart-Key, ruotiamo il commutatore di contatto che si illumina di blu per poter premere il pulsante di avviamento o per aprire il vano sottosella. La Smart-Key a sua volta ha due tasti on/off di sicurezza per disattivare la possibilità di avviamento e per far lampeggiare le frecce e individuare l’SH quando è parcheggiato in mezzo a un’infinità di altri scooter, come capita spesso soprattutto nelle grandi città. Comunque questo dispositivo è decisamente più difficile da spiegare che da utilizzare, perché è molto intuitivo e pratico. Un tocco al pulsante di avviamento e si parte, tutto risulta estremamente naturale, condurre il nuovo SH in città malgrado il traffico intenso e caotico risulta rilassante e divertente, merito delle dimensioni compatte, dell’ottima maneggevolezza e della semplicità con cui si svolge qualsiasi manovra. Continuiamo il nostro giro in direzione del ponte vecchio, location molto suggestiva, dove pavé e asfalto sconnesso sono una regola. Le sospensioni assorbono bene le sconnessioni e le buche, anche se al posteriore la risposta risulta un po’ “secca”, ma fuori città la leggera rigidezza delle sospensioni posteriori si rivela un vantaggio, sì perché tra le curve l’SH è a suo agio come pochi altri scooter, reattivo ma soprattutto stabile, evidentemente è un compromesso delle sospensioni voluto dai tecnici Honda. Lo Start&Stop non è una novità assoluta, ma è stato migliorato e affinato, cosicché oltre a ridurre consumi ed emissioni è fluido e istantaneo nelle riaccensioni. Un altro punto di forza del nuovo SH è la frenata, ben modulabile e pronta già nella prima parte della corsa della leva del freno, le ruote da 16 pollici e l’ABS lo rendono ancora più rassicurante anche nelle frenate più decise.
Riguardo ai consumi nei 70 chilometri di test abbiamo rilevato sul nostro quadro strumenti un dato medio di 2,7 litri per 100 chilometri. Un dato decisamente interessante se consideriamo che sulle colline intorno a Firenze abbiamo guidato a ritmo sostenuto. In sostanza possiamo tranquillamente affermare che l’eleganza, la qualità delle rifiniture, la cura dei dettagli e non da ultimo le qualità dinamiche del nuovo SH sono ancora una volta da riferimento. Difetti? Difficile trovarne, in casa Honda ci tengono veramente a mantenere l’SH sempre al top, che grazie al suo successo negli anni è diventato un best seller.

Modello:Monocilindrico 4 tempi, raffreddato a liquido,
monoalbero a 2 valvole, EURO4
Cilindrata:124,9 cc
Alesaggio Corsa52,4x57,9 mm
Potenza max9 kW/12,2 CV a 8’500 giri/min
Coppia max11,5 Nm a 7’000 giri/min
Sospensione anterioreForcella telescopica con steli da 
33 mm, escursione 89 mm
Sospensione posterioreDoppio ammortizzatore, escursione 83 mm
regolabili nel precarico su 5 livelli
Freno anterioreDisco da 240 mm, pinza
a due pistoncini, ABS
Freno posterioreDisco da 240 mm, pinza
a un pistoncino, ABS
Prezzo4’460 franchi comprensivo di sconto
Swiss Bonus di 350 franchi
DisponibileDa subito nelle colorazioni
bianco, rosso, argento e nero

 

14.3.2017, 16:362017-03-14 16:36:00
@laRegione

Jeep Grand Cherokee

Jeep è sinonimo di fuoristrada, su questo non ci piove. Già abilissime sin dalle versioni d’ingresso, vedono il loro apice nella capacità off-road nelle versioni Trailhawk, ora disponibile anche per la...

Jeep è sinonimo di fuoristrada, su questo non ci piove. Già abilissime sin dalle versioni d’ingresso, vedono il loro apice nella capacità off-road nelle versioni Trailhawk,
ora disponibile anche per la Grand Cherokee. Che è stata, tra l’altro, anche leggermente aggiornata.

 

L’inizio del nuovo anno porta novità anche per la storica ammiraglia Jeep, la Grand Cherokee che nella versione attuale è commercializzata in Europa dal 2011, con il principale cambiamento che interessa il suo lato più “rude”: anche se ha dovuto aspettare un po’ più delle altre, la grande 4x4 americana può anch’essa finalmente vantare una versione dedicata specificamente al fuoristrada, l’inedita Trailhawk. Nell’universo Jeep, infatti, il marchio “Trail Rated” certifica la capacità off-road del veicolo verificata su alcuni dei sentieri più difficili del pianeta. Il nuovo allestimento si inserisce, per la verità, nel contesto del leggero aggiornamento riservato all’intera gamma, distinguibile esteticamente per l’introduzione di lievi ritocchi estetici; tra cui spiccano calandra e paraurti ridisegnati, insieme a proiettori ritoccati. L’allestimento “stradale” di punta, Summit, può essere inoltre impreziosito con pacchetti extra inclusivi di rivestimenti integrali in pelle estesi a plancia, tunnel centrale, pannelli delle portiere, capaci di innalzare considerevolmente la ricercatezza dello spazioso ambiente di bordo.
Non cambiano invece meccanica e motorizzazioni, affidate sul mercato svizzero ad un unico diesel 3.0 da 250 cv affiancato da tre unità benzina (3.6 V6 286 cv, 5.7 V8 352 cv, 6.4 V8 468 cv della sportiva SRT); per tutte le unità propulsive, la trasmissione è automatica a otto rapporti. Su questa base si innesta dunque l’inedita versione Trailhawk, offerta con i due motori meno potenti (diesel e sei cilindri benzina, stesso prezzo) e caratterizzata da un “vestito” specifico: il rivestimento antiriflesso nero opaco sul cofano si combina al paraurti anteriore privo di spoiler in modo da incrementare l’angolo di attacco in fuoristrada (35,8°), mentre tecnicamente sono presenti protezioni inferiori metalliche ed un’unica gommatura specifica, Good-
Year Adventure M+S su cerchio da 18” con rinforzi in Kevlar nella struttura per limitare il rischio di forature o danneggiamenti sugli ostacoli più aggressivi.
Non basta: la trazione integrale, con ridotte e differenziale posteriore a slittamento limitato controllato elettronicamente, riceve una taratura specifica, al pari delle sospensioni pneumatiche regolabili (altezza da terra fino a 27,5 cm) e del programma di controllo della motricità sui vari tipi di fondo (Selec-Terrain System); viene inoltre adottato il Selec Speed Control, col quale si può variare l’andatura minima (anche fino a 1 solo km/h) sia in salita sia in discesa. L’abitacolo non rinuncia ad alcuna raffinatezza, ma adotta sedili anteriori più avvolgenti con porzione centrale scamosciata per incrementare il contenimento laterale, il tutto impreziosito da cuciture rosse a contrasto.
Dedicata agli appassionati di 4x4 autentico, in fuoristrada tecnico la Grand Cherokee Trailhawk – che proviamo col 3.0 diesel – mostra in effetti un potenziale di tutto rispetto, in linea con le migliori fuoristrada vere del mercato, Range Rover in testa. I passaggi più impegnativi sono superati con sorprendente autorevolezza e notevole facilità di conduzione, che può quasi “falsare” il grado di difficoltà reale degli ostacoli; a bordo, sullo schermo centrale tattile da 8”4, specifiche schermate off-road permettono inoltre di tenere sotto controllo in tempo reale i movimenti delle articolazioni delle sospensioni e la distribuzione della coppia motrice tra le singole ruote. 
Nonostante l’allestimento specifico, su strada la Grand Cherokee Trailhawk non impone grandi rinunce rispetto alle altre versioni, ad eccezione di uno sterzo ancora un po’ meno sensibile ed un po’ più lento. Ma di suo, indipendentemente dall’allestimento, la Suv americana a gasolio si conferma soprattutto una comoda passista; seppur veloce in accelerazione (0-100 km/h in 8”2, 7 l/100 km in media), se inutilmente “strapazzata” fa emergere inerzia ed un po’ di imprecisione tra le curve che non rendono giustizia al relax che sa offrire senza fretta. Meglio vanno i costosi ma possenti V8 benzina, perfettamente a loro agio con la massa dell’auto ed in grado di “sopportare” al meglio alcune incertezze del cambio automatico. La rinnovata Grand Cherokee è già disponibile con prezzi da 63’550.- Chf (Trailhawk da 67’500.- C

Scheda Tecnica

Motore6 cilindri, benzina (aspirato) e turbodiesel
Potenza0 a 286 cavalli
TrazioneIntegrale
CambioAutomatico a 8 rapporti
ConsumiDa 7 l/100 km
PrezzoDa 67’500 Chf
Ideale perChi affronta percorsi molto impervi ma, allo stesso tempo, vuole garantirsi un elevato comfort di viaggio. O chi, semplicemente, vuole una Grand Cherokee più mascolina
Si distingue perIncrementare ulteriormente 
le già notevoli qualità off-road

 

13.3.2017, 15:062017-03-13 15:06:00
@laRegione

Mercedes-Benz SL 500

Manca ancora un po’ all’arrivo della primavera, ma la fusione tra prestazioni, comodità e tecnologia rende fruibile anche d’inverno la più longeva tra le scoperte della stella a tre punte. Con un...

Manca ancora un po’ all’arrivo della primavera, ma la fusione tra prestazioni, comodità e tecnologia rende fruibile anche d’inverno la più longeva tra le scoperte della stella a tre punte. Con un flusso d’aria che scalda il collo, infatti, l’inverno non fa più paura

 

Tutt’oggi esistono delle vetture che si evolvono ma non mutano nel loro spirito: automobili come la SL, nel listino di Mercedes da oltre 60 anni, rimasta fedele alla sua originaria natura di vettura elegante e sportiva e caratterizzata dal più classico degli schemi meccanici – motore anteriore e trazione posteriore – ma allo stesso tempo pionieristica in campo tecnologico.
Il restyling di quest’ultima generazione ha interessato le linee esterne, soprattutto nel frontale in cui spicca il nuovo Intelligent Light System con fari Led di serie. L’imponente cofano, da sempre tratto distintivo delle SL, è stato ulteriormente enfatizzato da due “powerdome”.
A lato gli sfoghi dell’aria maggiorati, inseriti nei larghi parafanghi ed accentuati da modanature cromate, sono un esplicito richiamo alla sua sportività. 
A bordo della SL il lusso è palpabile ovunque ed il comfort regna sovrano anche per merito dell’automatizzazione di molte funzioni. Iniziando dal tetto rigido ripiegabile Panorama le cui operazioni di apertura e chiusura, possibili fino a 40 km/h, avvengono in meno di 20 secondi. A richiesta si può avere il Magic Sky Control, ovvero la funzione che modifica rapidamente il grado di trasparenza del tetto in vetro – un unicum tra le scoperte –. Inedito anche il divisorio automatico del vano bagagli capace di adeguarsi all’apertura del tetto: al fine di facilitare le operazioni di carico quando il tetto è chiuso lo si può sollevare di 25 gradi solamente premendo un tasto.
Pure la sicurezza è all’avanguardia: tutte le SL dispongono infatti del Brake Assist, sistema che in caso di pericolo esegue una frenata d’emergenza automatica se il conducente non reagisce agli avvertimenti visivi ed acustici. A richiesta è disponibile il pacchetto di sistemi di assistenza alla guida Plus, il quale oltre alle funzioni di avviso di veicoli nell’angolo morto ed il sistema di mantenimento della corsia comprende anche l’Active Brake Assist con funzione di riconoscimento dei pedoni e del traffico trasversale agli incroci. Se il tamponamento è però imminente il sistema Pre-Safe Plus può attivare ulteriori misure di protezione fra le quali il bloccaggio in posizione della vettura già ferma e la segnalazione per i veicoli che stanno sopraggiungendo.
Al conducente non rimane quindi che accomodarsi sui morbidi sedili in pelle e selezionare la “D” del validissimo cambio automatico a 9 rapporti. E la cosa migliore è che, al contrario delle scoperte meno tecnologiche e raffinate, si potrebbe viaggiare tutto l’anno en plein air, anche quando la temperatura è sotto lo zero. Col frangivento alzato (azionabile elettricamente) si è infatti ben protetti dal flusso d’aria esterno; gli immancabili sedili e volante riscaldabili fanno il resto. Il comfort termico non è però completo senza l’Airscarf: integrate nei poggiatesta vi sono delle bocchette di aerazione da cui fuoriesce aria calda che va a lambire nuca e collo, zone spesso trascurate nonostante siano quelle più esposte ai flussi d’aria.
Sotto al lungo cofano la cavalleria non manca mai: basti pensare che anche con la motorizzazione meno potente lo scatto 0-100 avviene in meno di 5 secondi. Gli insaziabili potranno comunque optare per una delle due versioni AMG che culminano con la 65, cioè quella dotata del V12 da 630 cavalli; è però probabilmente la 500, col suo 8 cilindri da 455 cavalli, ad essere quella che incarna al meglio la filosofia delle SL. Il ruggito del V8 è al tempo stesso possente ed elegante, più presente nelle modalità di guida Sport e Sport + con cui gli aiuti elettronici concedono anche più libertà, rendendo questa imponente spider un riuscitissimo connubio tra sportività e comfort. Se si opta per l’Active Body Control c’è anche l’innovativa modalità Curve la quale inclina la vettura fino a 2,65 gradi nella direzione di svolta al fine di ridurre l’accelerazione laterale percepita dagli occupanti. Insomma, non è facile trovare altre auto che trattano il concetto di piacere di guida in un modo altrettanto vasto.

Scheda Tecnica

ModelloMercedes-Benz SL
Versione500
Motore8 cilindri a V, 4.6 litri, benzina, biturbo 
Potenza455 cv
Coppia700 Nm
TrazionePosteriore
CambioAutomatico, 9 rapporti
0-100 km/h4.3 secondi
Velocità massima250 km/h (limitata)
Consumi9 l/100 km (dichiarato)
PrezzoDa 148’000 Chf
Ideale perGodersi la strada con un’icona immortale
Si distingue perLa sua naturale ed elegante sportività


11.3.2017, 11:332017-03-11 11:33:00
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Mi hanno regalato un robot

di Alessandro Trivilini, ricercatore e osservatore scientifico

Giulia decide di regalare alla nonna un nuovo frigorifero. La sua età non più giovanis­sima e le sue condizioni di salute...

di Alessandro Trivilini, ricercatore e osservatore scientifico

Giulia decide di regalare alla nonna un nuovo frigorifero. La sua età non più giovanis­sima e le sue condizioni di salute hanno spinto la nipote ad acquistare un robot moderno ricco di nuove funzionalità, utili per migliorarle la quotidianità. In primis, vorrebbe ridurre i chilometri che la nonna percorre camminando tra un locale e l’atro della casa.

“Ciao nonna! Come stai?” – chiede Giulia appena entrata in casa. “Ma che bella sorpresa!” – risponde la nonna felice –. “Guarda un po’ chi è venuto a trovarmi in questa domenica piovosa”. “Nonna sediamoci sul divano, ti devo parlare di una cosa importante. Nei giorni scorsi ne ho discusso anche con la mamma e mi ha dato carta bianca. Oggi non è qui perché è a letto con l’influenza ma è d’accordissimo con questa mia idea”. “Così mi spaventi cara, di cosa si tratta? Il nonno è uscito a prendere i giornali, non vuoi aspettare che rientri?” – chiede la nonna. “Assolutamente no, col nonno ne parliamo con calma quando rientra!”. “Va bene tesoro, dimmi, di cosa si tratta?” – chiede la nonna incuriosita. “La mamma ed io vogliamo che tu stia meglio di salute, soprattutto per i gonfiori alle gambe dovuti ai chilometri che percorri ogni giorno in casa per svolgere le faccende casalinghe. Sono troppi e non fanno bene alle tue gambe”. “Ho sempre saputo che sei speciale, sei proprio come tua madre, ti voglio bene!” – esclama la nonna con le lacrime agli occhi. “Nonna, ho poco tempo perché oggi pomeriggio ho la partita di pallavolo, lascia che ti spieghi subito di cosa si tratta. La mamma ed io ti abbiamo acquistato un nuovo frigorifero” – dice Giulia. “Non dovevate! Per quale motivo? Quello che ho va benissimo anche se ha qualche anno sulle spalle. Non è il momento di spendere soldi inutilmente, tu e la mamma dovete risparmiare perché si avvicinano tempi duri, fra poco andrai all’università e quei soldi serviranno. E poi che c’entra il frigorifero con il gonfiore delle mie gambe?” – esclama la nonna.

“Nonna, non hai capito! Non ti abbiamo comprato un frigorifero uguale a quello che hai, ti abbiamo acquistato un robot, si chiama Morbius! Ha sempre le sembianze di un frigorifero tradizionale per conservare gli alimenti, ma in più ha un sacco di super poteri nascosti che ti faranno risparmiare molta fatica. Tutto cambierà in meglio. Un po’ come è successo con la scatoletta dell’interruttore elettrico appesa al muro. All’inizio vista da fuori sembrava un pezzo di plastica inutile, ma quando le persone hanno scoperto che potevano accedere in modo invisibile alla corrente elettrica tutto è cambiato! Con Morbius è la stessa cosa, sia tu che il nonno avrete più tempo libero e le vostre gambe non soffriranno più per il troppo camminare. Vedrai!”. “Giulia, di cosa stai parlando? Ho già detto alla mamma che in casa non voglio nessuna badante! È vero che io e il nonno abbiamo qualche acciacco dovuto all’età, ma siamo autonomi e indipendenti e personalmente non mi piace l’idea di avere degli sconosciuti metallici extraterrestri che girano per casa. L’idea proprio non mi piace, anzi, mi spaventa! E poi cosa potrà mai fare questo diavolo di Morbius per le mie gambe, un frigorifero non è mica un medico!” – dice la nonna spaventata. “Nonna, mi fai morire dal ridere! Ora ti spiego. Morbius è un frigorifero intelligente di ultimissima generazione, è un primo frutto della quarta rivoluzione industriale, e per te e il nonno sarebbe un assistente perfetto!”. “Ah sì? E cosa farà mai questo robot?” – chiede la nonna con gli occhi sgranati. “Può fare un sacco di cose. È stato costruito per essere allacciato alla rete internet e per parlare con le persone con cui è in relazione. Per essere concreti, dovrai soltanto indossare un braccialetto per dialogare con lui in qualsiasi momento lo vorrai, usando la tua voce. Così facendo non dovrai più recarti in cucina mille volte per verificare se manca qualche prodotto, ma potrai farlo comodamente seduta sul divano senza infiammare le tue delicate articolazioni. Morbius è dotato di intelligenza artificiale ed è capace di capire ciò che dici quando parli e ciò che esprimi con le tue espressioni facciali. Usando la sua voce è capace di segnalarti se è necessario fare la spesa, perché i tuoi prodotti preferiti stanno finendo, oppure se le medicine che conservi al fresco sono scadute. E anche in questo caso potrai scegliere se delegare a lui il compito di ordinare i prodotti che a te servono, direttamente dal tuo negozio preferito o dalla farmacia di servizio. Il tutto con un semplice comando vocale e usando la rete internet. E se lo vorrai spesa e farmaci ti verranno recapitati direttamente a casa. Una figata nonna, credimi!”. “Oh, no! Vuoi dire che non potrò più ordinare al nonno di andare a fare la spesa per avere un po’ di calma in casa? Ti confido un segreto Giulia, non so quante volte gli ho detto che è finito il latte solo per il gusto di togliermelo un po’ dalle scatole!” – dice la nonna sghignazzando.
“Hahaha, sei grande nonna! Tu e la mamma siete uguali, credo che sia la stessa scusa che usa lei col papà”. “Giulia, vedrai quando sarai più grande, quanto è importante avere sempre una buona scorta di latte in casa …” – dice la nonna con tono sarcastico. “Nonna, torniamo a Morbius. Cosa ne pensi? Ti piace l’idea di avere in casa un frigorifero intelligente a cui delegare un sacco di lavoro meccanico che usura le tue gambe? In qualsiasi momento potrai porgli delle domande su un determinato prodotto e lui ti risponderà adeguatamente. Allo stesso modo farà Morbius con te, ogni volta che i suoi numerosi sensori rileveranno una situazione anomala te lo comunicherà con la sua voce e tu ne verrai a conoscenza attraverso il braccialetto. Pensa, farà anche da guardiano. Oltre a salvaguardare il cibo al suo interno, con il suo grande occhio esterno e le sue grandi orecchie sensibili potrà tenere d’occhio l’ambiente esterno che lo circonda, e se qualcuno non autorizzato dovesse intrufolarsi in casa potrebbe avvertire subito la polizia inviando istantaneamente fotografie e suoni di ciò che sta avvenendo”. “Caspiterina! Questo Morbius comincia a piacermi!”. “E non finisce qui, nonna. Una volta collegato ai profili social del nonno, perché tu ancora non sei in Facebook, potrà controllare le sue attività. Per esempio, se andate a magiare al ristorante e il nonno vuole ordinare un piatto sfizioso ricco di calorie, Morbius con il suo consenso può verificare in tempo reale se quel cibo è nocivo per la sua salute, consigliando di conseguenza ciò che secondo lui andrebbe consumato in quel preciso momento, con delle tecniche persuasive davvero convincenti”.
“Giulia, mi riesce difficile credere che il nonno ascolti i consigli di un frigorifero, figurati, non ha mai dato retta ai miei, non vedo come possa ascoltare quelli di una scatola metallica intelligente”. “Hai ragione nonna, potrebbe non essere semplice accettare i consigli di Morbius, ma credimi che se configurato correttamente può offrire moltissimi vantaggi. È una questione di fiducia e di consapevolezza”. “Ma se Morbius può vedere e ascoltare tutto ciò che accade in cucina, ed è collegato costantemente alla rete internet, io e il nonno non avremo più privacy?” – chiede la nonna dubbiosa. “In parte è corretto, nonna, ma questo potrà succedere solo se verrà configurato in modo sbagliato. Sarete soltanto tu e il nonno a decidere cosa può e cosa non può fare Morbius. La decisione ultima spetterà sempre e solo a voi. In modo semplice, veloce e consapevole potrete controllare tutti i suoi super poteri. È quanto successo con l’automobile. Possederne una non significa guidarla all’impazzata nel traffico provocando incidenti ovunque. Bensì, all’occorrenza sfruttare tutte le sue peculiarità per spostarsi da un punto ad un altro nel miglior modo possibile, in sicurezza e rispettando il codice stradale”. “Hai ragione Giulia, anche se in questo momento non riesco a cogliere a pieno tutto ciò che mi stai spiegando sono sicura che il nonno ne rimarrà entusiasta, lui è sicuramente più smanettone di me con internet e le nuove tecnologie. Ma ricordati una cosa, avremo bisogno del tuo aiuto per accogliere Morbius a casa nostra nel migliore dei modi”. “Certamente nonna, non ti preoccupare! Penserò io alla sua configurazione e farò in modo che tu e il nonno possiate trarne tutti i vantaggi. Così appena arriva l’estate potremo riprendere le nostre lunghe passeggiate senza aver paura che le tue gambe si gonfino di nuovo. Con Morbius come alleato potrai stare più tranquilla. Fidati nonna, è un cambiamento senza precedenti che migliorerà la tua quotidianità. Magari ci vorrà qualche giorno, ma una volta conosciuto Morbius ti darà grandi soddisfazioni” – conclude Giulia soddisfatta.

11.3.2017, 10:002017-03-11 10:00:42
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La deforestazione: una minaccia

Per poter vivere, il panda gigante ha bisogno di tanto bambù. Purtroppo, con la crescente erosione e frammentazione del suo habitat, questo splendido animale rischia letteralmente di...

Per poter vivere, il panda gigante ha bisogno di tanto bambù. Purtroppo, con la crescente erosione e frammentazione del suo habitat, questo splendido animale rischia letteralmente di morire di fame. Il panda, infatti, è molto selettivo nell’alimentazione. Mangia quasi solo bambù. E proprio questa pianta è colpita dalla deforestazione, spesso illegale e finalizzata a creare nuovi insediamenti, strade e terreni coltivabili. Quindi, pezzo dopo pezzo, il panda vede sparire la sua fonte di cibo e il suo spazio vitale. 

In passato i panda, durante i periodi di rifioritura del bambù, potevano trasferirsi in altre zone della Cina. Purtroppo, oggi sono costretti a vivere confinati in piccoli “isolotti” di bosco, dove patiscono la fame e l’isolamento. Migrare è diventato praticamente impossibile, perché li espone al rischio di cadere vittime del traffico. Restando isolati, aumenta anche il rischio di malattie, visto che la riproduzione tra consanguinei li rende più vulnerabili. 

Su pressione del Wwf, si sta muovendo finalmente anche il governo cinese: negli ultimi 35 anni sono state create 67 aree protette per il panda. Inoltre, le varie popolazioni sono state collegate da cosiddetti corridoi verdi, che consentono loro di spostarsi tra una zona e l’altra senza pericolo. Questi corridoi verdi sono importanti e permettono ai panda di riattivare gli scambi genetici essenziali per la conservazione della specie. 

Il Wwf collabora da anni con veterinari di diverse riserve (tra queste c’è quella di Wolong), che si prendono costantemente cura di questa specie. Inoltre si usano le “camera traps”: si tratta di telecamere ad alta tecnologia – collegate fra di loro per via satellitare – che riprendono ogni momento del ciclo biologico dei panda segnalando eventuali pericoli per la loro sopravvivenza.

Molte famiglie della zona spiegavano che era indispensabile tagliare gli alberi e le piante di bambù per poter riscaldare le case e cucinare. Per questo motivo, sono stati avviati diversi progetti. Il Wwf ha promosso un impiego più efficiente delle risorse da parte della popolazione, ha appoggiato e incentivato fonti di reddito sostenibili alternative, come l’ecoturismo e l’apicoltura. Ed infine: molti agricoltori possiedono maiali. Grazie agli escrementi dei maiali viene creato biogas. In parole povere: le famiglie della zona possono vivere senza sottrarre l’habitat al panda.

11.3.2017, 09:292017-03-11 09:29:01
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Il Panda un simbolo

Nelle fitte foreste di bambù della Cina sud-occidentale, in una regione avvolta dalla nebbia, vive uno dei mammiferi più rari e – per noi del Wwf - più belli al mondo: il panda gigante. Di questo...

Nelle fitte foreste di bambù della Cina sud-occidentale, in una regione avvolta dalla nebbia, vive uno dei mammiferi più rari e – per noi del Wwf - più belli al mondo: il panda gigante. Di questo animale “in bianco e nero” – parente lontano del nostro orso bruno – esistono ancora solo 1’864 esemplari. Come tutti sapranno, il panda è il nostro simbolo e lo è diventato proprio perché il suo habitat è a rischio oramai da decenni. All’inizio dell’anno ha fatto il giro del mondo la notizia che il panda non fosse più un animale minacciato. Questo perché secondo l’ultimo censimento, la popolazione dei panda è in leggera ripresa. Un successo per tutti noi, ma il panda è ben lungi dall’essere in salvo. 

Caratteristiche

Il panda gigante ha un appetito insaziabile di bambù. In media un esemplare adulto passa dodici ore al giorno a mangiare. Ci vogliono fra i 30 e i 40 chili di bambù per saziare il suo appetito quotidiano. In pratica, viene da pensare che non faccia altro durante il giorno. E diciamocelo: il panda adora sedersi e sgranocchiare pacificamente teneri germogli, che tiene fra le zampe. In realtà non è così sedentario come si potrebbe immaginare. Anzi, è un animale che sa essere agile quando c’è da salire su un albero ed è persino un ottimo nuotatore. Di tanto in tanto, infatti, mangia anche qualche pesce o piccoli animali. Ma allora perché passa metà giornata a mangiare bambù? Semplice: i panda digeriscono solo un quinto di quello che mangiano. Il bambù, infatti, non è molto nutriente.

Habitat

Questo animale è molto solitario e riservato. Si potrebbe quasi dire, timido. Non si avventura mai in zone abitate. I maschi hanno un senso dell’olfatto molto sviluppato, per evitare gli altri maschi e per scovare dove si trovano le femmine. Cinque mesi dopo l’accoppiamento, nasce un cucciolo (al massimo due). Alla nascita i piccoli sono ciechi e per tre mesi dipendono completamente dalla madre. Quello che si sa sui panda, lo si è appreso tramite le osservazioni fatte da esperti nei vari zoo del mondo. Infatti, è quasi impossibile osservarli. Noi preferiamo saperli liberi, anche perché essendo così riservati, amano la solitudine, la vastità e l’umidità delle montagne. Un tempo il panda viveva in tutta la zona sud-est della Cina, oltre che nei vicini Myanmar e Vietnam settentrionale, ma l’espansione e lo sviluppo della popolazione umana lo hanno confinato in piccole aree della Cina sud-occidentale. 

Oggi il panda continua ad essere in pericolo di estinzione.

10.3.2017, 11:542017-03-10 11:54:00
Christian Lovaldi

Vacanze fuori dal comune e dove trovarle

Il mondo è un posto affascinante e variegato, dove ognuno può trovare la vacanza che meglio si addice alle proprie esigenze. Ecco alcune idee ‘particolari’ per le vostre...

Il mondo è un posto affascinante e variegato, dove ognuno può trovare la vacanza che meglio si addice alle proprie esigenze. Ecco alcune idee ‘particolari’ per le vostre vacanze fuori dalgi schemi.

Monaco (buddista) per un mese

Per chi ha bisogno di uscire dagli schemi e ritrovare se stesso, un’esperienza monastica può essere d’aiuto. Immersi nell’atmosfera spirituale e trascendente di un vero monastero tibetano situato nel cuore delle montagne dell’Himalaya, sul confine India-Tibet, sperimenterete lo stile di vita dei saggi monaci dalle tuniche colorate, apprendendo gli insegnamenti del buddhismo tradizionale ed esplorando nuove prospettive che incoraggeranno la vostra crescita personale.  
La saggezza dei monaci sarà la vostra perla più preziosa, e il vostro miglior souvenir al rientro in patria.

Tutti in Islanda alla ricerca della balena perduta

Se siete pronti per un’ avventura audace in uno dei luoghi naturali più estremi del mondo e il mare non vi spaventa allora zaino in spalla e fotocamera al collo, e via per i mari islandesi alla ricerca delle balene.

Con ben 23 specie di cetacei diversi e un’alta probabilità di incontrarli, soprattutto durante i tour estivi, l’Islanda si prospetta come una delle migliori destinazioni di vacanza per gli amanti della natura e delle creature marine. Un’ampia gamma di operatori turistici specializzati è pronta a guidarvi in questa vacanza tutta verde, sensibilizzandovi sulla vita di questi grandi giganti gentili.

Rototom: il grande festival della musica reggae

Se siete dei veri seguaci di Bob Marley, amate la musica reggae, la vita rilassata e vi identificate nella cultura rasta, oppure volete semplicemente passare una settimana incredibile assieme a giovani di tutto il mondo sintonizzati sulla stessa linea d’onda, la vostra destinazione è l’incredibile festival Rototm di Benicassim, in Spagna, che quest’anno si terrà dal 10 al 19 agosto.

Il Rototom 2017 celebrerà l’Africa, e l’atmosfera che respirerete nel villaggio sarà tutta all’insegna della pace, della solidarietà e del rispetto dell’ambiente.

Probabilmente farete molte nuove amicizie, e magari scoprirete una parte di voi di cui ancora dubitate l’esistenza, il tutto ascoltando dal vivo i grandi artisti reggae del momento. L’alloggio in tenda da vero figlio dei fiori sarà la ciliegina sulla torta.

La cucina Thai: un mondo (diverso) di aromi e sapori

Cuochi e aspiranti gastronomi a raccolta, si parte alla scoperta di deliziose pietanze asiatiche direttamente a Bangkok, l’esotica capitale Thailandese: un cuoco professionista locale vi insegnerà i segreti di un’antica tradizione culinaria che ha rapidamente conquistato le tavole dei ristoranti etnici europei, ma che pochi stranieri sanno preparare.

Indipendentemente dal vostro livello di partenza, avrete l’opportunità di apprendere i trucchi della buona cucina thailandese, e nel tempo libero potrete visitare la città e fare shopping nei suoi tradizionali mercati.

Potreste anche farvi sovvenzionare da amici e parenti, se li saprete convincere che al vostro ritorno li aspetta qualcosa di diverso dalla solita cena.

Vattene a pesca! Di salmoni, in Scozia

Rivolta non solo agli amanti della pesca, ma anche a famiglie e curiosi, la pesca al salmone farà la felicità di grandi e piccini. Alla soddisfazione del palato si aggiunge infatti l’opportunità di scoprire una natura selvaggia, fra fiumi impetuosi e vaste distese verdi.

Scozia, Irlanda, Islanda, Alaska e Canada, le destinazioni sono diverse, e ciascuno può scegliere quella che più si confà ai suoi interessi naturalistici e culturali.

I servizi inclusi nel pacchetti dei vari operatori includono normalmente il permesso per la pesca, attrezzatura da pesca di qualità, trasporto, bevande, cibo a base di prodotti locali, servizio fotografico e soprattutto l’appoggio di un esperto del posto, che vi guiderà e vi svelerà le tecniche di pesca tradizionali.

Le Maldive sott’acqua

Se alle spiagge affollate di turisti preferite la pace del mondo sottomarino, e disponete dell’idoneo brevetto, pochi habitat vi offrono la varietà faunistica che troverete alle Maldive. Ammirerete squali grigi, specie pelagiche, squali balena e mante, oltre che coloratissime barriere coralline.
I subacquei con brevetto hanno l’opportunità di effettuare due immersioni accompagnate al giorno, inclusa una notturna alla settimana, mentre i meno esperti potranno dilettarsi con lo snorkeling accompagnato e una prova di immersione.

Vari operatori del settore offrono lussuosi yacht in legno, lunghi fino a 40 metri, con un numero limitato di cabine che garantiscono privacy e comfort a tutti i viaggiatori.

Scalata su roccia nella Costa Blanca

Per i più sportivi e gli amanti degli sport estremi, la scalata su roccia è sicuramente un’ottima alternativa. Tra i vari luoghi dove praticare questo sport, la Costa Blanca, in Spagna, vi sorride: si tratta di un luogo in cui la scalata è praticabile tutto l’anno e che offre la perfetta combinazione di mare, sole e ottimi piatti tradizionali. Tante le pareti rocciose fra le quali scegliere, molte quasi vergini e non presenti sulle classiche guide.

Gli esperti del campo vi guideranno per svolgere grandi avventure in sicurezza e assicurarsi che vi troviate nel luogo giusto al momento giusto. I pacchetti dei vari operatori turistici spesso includono, oltre ai corsi, l’alloggio in bellissime ville con piscina.

Tra cielo e terra in mongolfiera

Se siete alla ricerca di un punto di vista unico, un viaggio in mongolfiera può essere ciò che fa al caso vostro. Questo antico ed eccentrico mezzo di trasporto vi permetterà di vedere il mondo dall’alto, senza vetri o finestre che ve ne separino : si tratta di un’esperienza a 360 gradi.

Vi sono diverse regioni dove potrete sperimentare questa particolare forma di trasporto aereo, per esempio la Cappadocia in Turchia merita di essere menzionata. Potrete scoprire i caratteristici “camini” di roccia formatisi in modo naturale, ammirare la bellezza del suo paesaggio lunare e le note dimore nelle caverne.

Dozzine di agenzie offrono voli sugli Archi e i “camini” della Cappadocia, ma assicuratevi di viaggiare con un operatore provvisto di licenza.

Torino sotterranea

La bella città di Torino è nota per la sua architettura barocca, neo-classica e Art Nouveau, ma ciò che molti non sanno è che è anche famosa per i suoi sotterranei. 15 metri sotto la città vi aspettano i misteri e i segreti dei tunnel della cittadina, che collegano le celle sotterranee dei palazzi barocchi.

Una torcia e un’esperta guida saranno fedeli compagni del vostro cammino, che include la visita a luoghi di violenti delitti non ancora risolti.