Svizzera

Oggi, 09:432017-02-23 09:43:48
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Crescono ancora i frontalieri in Ticino: nel 2016 quasi duemila in più

Erano 64'327 i frontalieri impiegati in Ticino a fine 2016, ovvero quasi duemila in più rispetto a fine 2015. Lo rende noto oggi l'Ufficio...

Erano 64'327 i frontalieri impiegati in Ticino a fine 2016, ovvero quasi duemila in più rispetto a fine 2015. Lo rende noto oggi l'Ufficio federale di statistica (Ust), precisando che "in Ticino si osserva la quota di frontalieri (27,1%) più elevata rispetto al totale degli occupati".

A livello nazionale, si legge nel comunicato dell'Ust, "nel 2016 il numero di frontalieri di nazionalità straniera che si contavano in Svizzera è aumentato di 11'300 unità (+3,7%) a 318'500. Un po' più della metà di loro (54,9%) era domiciliata in Francia, circa un quarto (22,6%) in Italia e un quinto (19,3%) in Germania". 

Stando ai dati dell'Ust "nell'arco di cinque anni il numero di frontalieri è cresciuto di circa un quarto, passando da 251'700 unità nel 2011 a 318'500 nel 2016, con un aumento del 26,6%". In Ticino l'aumento è stato di 11'500 unità. "La progressione presso gli uomini (+26,4%) è stata analoga a quella delle donne (+26,8%). Nello stesso periodo, secondo i risultati della statistica delle persone occupate, il numero di occupati è passato da 4,713 milioni a 5,081 milioni (+7,8%)".

Ieri, 19:002017-02-22 19:00:47
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Il Gambia vorrebbe processare l'ex ministro Sonko

Il Gambia vuole l’estradizione di Ousman Sonko, ex ministro dell’interno del Paese africano che aveva chiesto asilo in Svizzera ed è stato arrestato lo scorso 26...

Il Gambia vuole l’estradizione di Ousman Sonko, ex ministro dell’interno del Paese africano che aveva chiesto asilo in Svizzera ed è stato arrestato lo scorso 26 gennaio a Lyss (Berna). È quanto rivela la televisione svizzero tedesca SRF anticipando sul suo sito web interviste di dirigenti gambiani che andranno in onda stasera nella trasmissione "Rundschau".

"Vorrei che il governo svizzero estradasse Sonko in Gambia, in modo che possa rispondere dei suoi delitti davanti a un tribunale gambiano. Se questo non è possibile, le autorità elvetiche dovranno consegnarlo al Tribunale internazionale penale dell’Aia", ha detto il ministro degli esteri Ousainou Darboe all’emittente.

È dello stesso avviso anche il nuovo ministro degli interni gambiano Ahmed Fatty: "Vogliamo sapere chi ha fatto cosa e quando per accertare una responsabilità personale". Sonko avrebbe giocato un ruolo chiave sotto la dittatura di Yahya Jammeh, che ha lasciato il Paese lo scorso gennaio. "Se ci consegnate Sonko, potremo chiarire molte domande ancora aperte".

Ieri, 16:392017-02-22 16:39:48
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Corruzione a Ginevra, il Ceo della ticinese Reninvest Sa condannato in appello a pena sospesa

L’ex quadro di Sig già condannato in primo grado per corruzione passiva a Ginevra in relazione con progetti...

L’ex quadro di Sig già condannato in primo grado per corruzione passiva a Ginevra in relazione con progetti condotti nel settore dell’energia eolica, è stato condannato in appello a una pena più pesante. Una condanna è anche stata inflitta al Ceo della ditta ticinese Reninvest, prosciolto in prima istanza.

L’ex quadro dell’azienda Services industriels de Genève (Sig) – che assicura la fornitura di acqua e di energia – responsabile nel 2010 dei progetti condotti da Sig nel settore dell’energia eolica, è stato condannato dalla Corte d’appello a due anni di carcere con la sospensione condizionale, mentre nel giugno 2016 il Tribunale di polizia gli aveva inflitto 360 aliquote giornaliere di 60 franchi, indica il portavoce del potere giudiziario ginevrino Henri Della Casa, confermando la notizia data da 'Le Temps'.

L’uomo è stato riconosciuto colpevole di aver tentato di ottenere 100mila franchi dal responsabile di un’impresa vallesana specializzata nell’energia eolica. In cambio aveva promesso di agevolare le trattative riguardanti un partenariato fra l’impresa e SIG.

La Camera d’appello ha pure riconosciuto l’ex quadro colpevole in un altro caso, nel quale era coinvolto il Ceo della Reninvest Claudio Zanini. L’imprenditore ticinese aveva versato la somma di 180mila franchi alla moglie dell’ex quadro, allo scopo di acquistare i diritti d’autore di un libro da lei scritto sull’energia eolica.

I giudici d’appello considerano che l’imprenditore abbia voluto in questo modo ringraziare il dipendente di Sig per i 'servizi' resi. Prosciolto dal Tribunale di polizia, il Ceo di Reninvest è ora condannato a una pena pecuniaria con la sospensione condizionale. La decisione dei giudici d’appello può ora essere contestata presso il Tribunale federale.

Ieri, 16:182017-02-22 16:18:02
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La Svizzera aderisce da oggi alle sanzioni economiche contro la Corea del Nord

Sanzioni più severe nei confronti della Corea del Nord. Le ha decise oggi il Consiglio federale applicando così una specifica...

Sanzioni più severe nei confronti della Corea del Nord. Le ha decise oggi il Consiglio federale applicando così una specifica risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite votata in novembre dopo il quinto test nucleare effettuato dal regime di Pyongyang nel settembre 2016. Le nuove disposizioni entrano in vigore oggi alle 18.00.

Le nuove sanzioni prevedono forti restrizioni al commercio di beni, in ambito finanziario, al traffico marittimo e aereo e in materia di formazione, si legge in una nota governativa odierna.

Alle banche svizzere viene per esempio vietata l’apertura di succursali, filiali e rappresentanze in Corea del Nord. Quelle già esistenti devono essere chiuse entro il 31 marzo 2017. Lo stesso vale per le succursali di banche nordcoreane in Svizzera.

Viene inoltre stabilito che le rappresentanze diplomatiche e consolari della Corea del Nord in Svizzera e i loro collaboratori diplomatici possono gestire un solo conto bancario ciascuno. I conti in soprannumero dovranno essere chiusi entro la fine di marzo.

Viene altresì vietato qualunque tipo di sostegno finanziario pubblico o privato al commercio con il regime di Pyongyang.

In ambito formativo d’ora in poi i cittadini della Corea del Nord non potranno frequentare determinati cicli di studio, ad esempio in scienza dei materiali avanzata, ingegneria meccanica o elettrica avanzate. È inoltre sospesa qualunque cooperazione tecnica e scientifica con la Corea del Nord, ad eccezione dell’ambito medico.

Viene esteso anche il catalogo di beni di lusso vietati, in particolare se possono rafforzare le capacità operative dell’esercito nordcoreano. Sono pure vietati l’acquisto di determinate materie prime (rame, nichel, argento e zinco) e di statue di ogni tipo provenienti dalla Corea del Nord, nonché la fornitura di nuovi elicotteri al regime di Pyongyang.

Per l’esportazione di carbone che ha origine in Corea del Nord è stato introdotto un limite annuo massimo di 400 milioni di dollari (grossomodo la medesima somma in franchi) o 7,5 milioni di tonnellate. Le Nazione Unite sorveglieranno il rispetto di questi limiti.

Infine, anche a livello di traffico marittimo e aereo sono stati introdotti diversi divieti.

Ieri, 07:202017-02-22 07:20:00
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Amnesty: 'I potenti seminano paura verso il diverso'. Svizzera criticata sui rifugiati, Ticino sull'anti-burqa

I leader con i loro discorsi seminano paura e individuano nel diverso un soggetto da escludere. È...

I leader con i loro discorsi seminano paura e individuano nel diverso un soggetto da escludere. È quanto emerge dall’annuale rapporto di Amnesty International sul rispetto dei diritti umani nel mondo. Donne e omosessuali tra i più discriminati. In Svizzera preoccupano la gestione dei rifugiati e la legge sulla sorveglianza. Ticino criticato per la legge anti-burqa.

La retorica “pericolosa e demonizzante” basata sul rifiuto degli altri, che stanno portando avanti certi politici, crea un mondo più diviso e pericoloso. È l’allarme che lancia Amnesty International (Ai) nel suo bilancio annuale relativo ai diritti umani nel mondo. Anche la Svizzera risulta essere problematica, in particolare nell’ambito dell’asilo e della videosorveglianza. Il rapporto recensisce 159 paesi e mette in guardia sul rifiuto dell’altro che domina in Europa, Stati Uniti e altrove alimentando un peggioramento su scala mondiale in materia di diritti umani. Questo si traduce – secondo Amnesty – in una risposta estremamente debole da parte della comunità internazionale di fronte alle atrocità commesse nel mondo. 

Respingimenti al confine tra i problemi in Svizzera

Non va meglio in Svizzera e in Ticino, anche se per altri motivi. Tra le critiche avanzate nel rapporto vi sono quella alla legge ticinese anti-burqa e alla legge federale sulla sorveglianza. Ma non solo: stando a Denise Graf, coordinatrice asilo e responsabile del lavoro sui diritti umani alla sezione elvetica di Amnesty International (Ai) interpellata da laRegione,  il 2016 non può essere definito un anno positivo per altri motivi. « L’introduzione della consulenza legale gratuita è un punto positivo. Ma allo stesso tempo si sono registrati diversi fatti spiacevoli. Tra questi si possono annotare i respingimenti al confine, un fatto nuovo nel nostro paese; la dura applicazione della procedura Dublino e il perdurare del problema legato alla mobilità degli asilanti nei centri d’accoglienza federali». Problemi che si riscontrano anche in Ticino. «In zone di confine un rischio di violare i diritti umani c’è sempre. A gennaio in 5 casi su 6 i migranti sostenevano di aver depositato richiesta d’asilo senza che poi questa fosse stata inoltrata alla Segreteria di Stato della migrazione (Sem), come sarebbe dovuto succedere».

L'approfondimento completo è a pagina 2 del giornale.

21.2.2017, 16:562017-02-21 16:56:27
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Iniziativa 'No Billag', Commissione degli Stati invita a respingerla

Le Camere dovrebbero respingere l’iniziativa popolare per l’abolizione del canone Billag. È quanto propone all’unanimità la Commissione dei...

Le Camere dovrebbero respingere l’iniziativa popolare per l’abolizione del canone Billag. È quanto propone all’unanimità la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati.

​La scelta è stata fatta dopo aver svolto un’ampia audizione e chiesto informazioni supplementari all’Amministrazione, si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento.

Secondo la commissione, il canone finanzia la radio e la televisione e permette di garantire un servizio pubblico di qualità. Al contempo in una democrazia diretta come quella svizzera è importante offrire un servizio informativo esaustivo e obiettivo. Inoltre, è anche necessario tenere conto delle diverse regioni linguistiche, garantendo l’attività di radio e televisioni locali.

Ad ogni modo, la commissione si dice consapevole dell’evoluzione mediatica in atto, in particolare per quanto riguarda l’offerta on line, e per tale ragione il sistema di finanziamento del servizio pubblico va rivisto, continua la nota. La digitalizzazione comporta infatti nuove modalità di comunicazione che modificheranno la legislazione nel corso dei prossimi anni.

Una nuova legge sui media è stata annunciata dal Consiglio federale, mentre il nuovo sistema di riscossione del canone, che dovrebbe essere adottato dal 2019, dovrebbe introdurre cambiamenti per quanto riguarda la ripartizione del canone e le concessioni.

Un’eventuale abolizione del canone – sempre secondo la commissione – rimetterebbe in discussione il servizio pubblico e non comporterebbe assolutamente una diminuzione degli oneri finanziari degli utenti. Per questo viene chiesto Consiglio degli Stati di respingere l’iniziativa popolare.

Il testo, lanciato dall’Associazione "No Billag", prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive. Se l’iniziativa venisse accettata, le attuali concessioni con partecipazione al canone verrebbero revocate senza indennizzo.

21.2.2017, 15:152017-02-21 15:15:49
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Ginevra regolarizzerà migliaia di sans-papiers

Il Cantone di Ginevra regolarizzerà entro i prossimi due anni migliaia di sans-papiers. Nel quadro di un’operazione finora inedita in Svizzera, lanciata in una fase...

Il Cantone di Ginevra regolarizzerà entro i prossimi due anni migliaia di sans-papiers. Nel quadro di un’operazione finora inedita in Svizzera, lanciata in una fase di test a fine 2015, hanno già ottenuto un permesso di dimora (B) 590 persone. Le famiglie che ne hanno beneficiato sono 127. Altri 297 dossiers personali sono all’esame.

Il progetto "Papyrus" è stato concordato con il Dipartimento federale di giustizia e polizia, diretto dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, ha annunciato oggi nel corso di una conferenza stampa il consigliere di Stato Pierre Maudet, responsabile del Dipartimento della sicurezza e dell’economia.

Nel rispetto delle disposizioni legali, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha deciso di allentare le condizioni di ammissione ordinarie. La durata richiesta di soggiorno ininterrotto è stata portata a cinque anni per le famiglie con figli che frequentano la scuola e a dieci anni per le altre categorie.

Gli altri criteri supplementari – integrazione riuscita, assenza di condanne penali, indipendenza finanziaria totale – richiesti per l’ottenimento di un permesso di dimora non sono stati modificati. Ogni caso sarà esaminato individualmente dalla SEM, sulla base di un preavviso cantonale.

21.2.2017, 12:332017-02-21 12:33:53
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Incitava l'Isis, condannato a sei mesi sospesi

Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) ha condannato con un decreto di accusa un sostenitore del sedicente Stato islamico (Isis) a una pena detentiva di sei...

Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) ha condannato con un decreto di accusa un sostenitore del sedicente Stato islamico (Isis) a una pena detentiva di sei mesi con la condizionale. L’uomo aveva diffuso su internet innumerevoli video violenti.

L’imputato, residente a Basilea Campagna, era in possesso di immagini, anche fotografiche, che ritraevano uomini picchiati, maltrattati o impiccati. Gli inquirenti hanno inoltre trovato materiale di propaganda in favore dell’Isis, riferisce l’edizione odierna della Berner Zeitung. L’Mpc ha confermato la condanna dell’uomo.

Durante una perquisizione del dicembre 2015 nel suo domicilio erano anche state rinvenute immagini pornografiche e una pistola a gas detenuta illegalmente.

Per motivare le proprie azioni, l’imputato ha dichiarato di amare le scene di combattimento e di voler morire sul campo di battaglia. Durante un’udienza, avrebbe insultato le persone giustiziate nei video, affermando che si sono meritate "le sofferenze e una morte atroce".

Secondo il decreto d’accusa, egli avrebbe inoltre visionato online molte altre immagini di questo genere, commentandole e valutandole positivamente.

20.2.2017, 18:192017-02-20 18:19:43
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Riaccesa la centrale di Leibstadt

La centrale atomica di Leibstadt (Argovia) è tornata in servizio oggi poco dopo le 17. Il reattore era stato spento manualmente nella notte fra venerdì e sabato per un problema al...

La centrale atomica di Leibstadt (Argovia) è tornata in servizio oggi poco dopo le 17. Il reattore era stato spento manualmente nella notte fra venerdì e sabato per un problema al sistema di scarico dei gas in un settore non nucleare.

La riattivazione è stata resa nota dalla società Kernkraftwerk Leibstadt (Kkl), che gestisce l’impianto. La centrale era ripartita solo per poche ore venerdì, dopo un fermo di circa sei mesi per complicazioni tecniche.

Nell’agosto 2016 infatti, erano stati rinvenuti segni di ossidazione su 47 dei 648 elementi combustibili che costituiscono il cuore del reattore, costringendo a una prolungata interruzione dell’attività.

I rilevamenti effettuati dopo l’incidente dello scorso week-end non avevano in ogni caso segnalato un aumento della radioattività, né alcun pericolo per la popolazione e per l’ambiente circostante.

Secondo l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (Iifsn) e la Kkl non vi sarebbero legami fra i due problemi tecnici.

20.2.2017, 17:122017-02-20 17:12:33
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Coira, agente della comunale si sente minacciato e spara per terra

Un poliziotto ha sparato un colpo a terra mercoledì scorso in un parcheggio di Coira durante un intervento per sedare una lite tra un uomo e una...

Un poliziotto ha sparato un colpo a terra mercoledì scorso in un parcheggio di Coira durante un intervento per sedare una lite tra un uomo e una donna. Nessuno è rimasto ferito. La Procura grigionese ha avviato un’inchiesta.

La notizia, riferita oggi dal "Blick" online che pubblica anche un video dell’accaduto girato da una certa distanza con un telefonino, è stata confermata all’ats dal portavoce della Procura Claudio Riedi.

Il fatto è avvenuto mercoledì sera poco dopo le 21. Due agenti della comunale sono intervenuti dopo che qualcuno si era lamentato per una rumorosa lite in corso sul parcheggio accanto alla Stadthalle tra un uomo e una donna. A un certo momento uno dei poliziotti, che secondo il portavoce si è sentito minacciato dall’uomo, ha fatto partire un colpo puntando la pistola a terra. L’agente non è peraltro riuscito a intimidire il contendente, che ha continuato ad avvicinarglisi e a gridargli contro. La coppia di litiganti ha infine tentato di fuggire ma è stata catturata e portata in guardina, per poi essere successivamente rilasciata.

Interpellata sul perché non abbia reso noto il fatto, la polizia comunale ha addotto il fatto che l’inchiesta è ancora in corso.

20.2.2017, 11:352017-02-20 11:35:32
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Nel fine settimana interventi record per la Rega

Il bel tempo e il conseguente forte afflusso sulle piste di sci sono stati sinonimo di molto lavoro nel fine settimana per la Rega: la Guardia aerea svizzera di...

Il bel tempo e il conseguente forte afflusso sulle piste di sci sono stati sinonimo di molto lavoro nel fine settimana per la Rega: la Guardia aerea svizzera di soccorso è intervenuta almeno 150 volte con i suoi elicotteri tra sabato mattina e domenica sera, un record per questo inverno.

Circa i due terzi di questi interventi sono avvenuti per soccorrere sportivi feriti, indica la Rega in una nota diramata oggi, rilevando che i suoi soccorritori hanno avuto parecchio da fare soprattutto nell’Oberland bernese e nella Svizzera centrale e orientale. La maggior parte delle persone soccorse – precisa il comunicato – ha riportato ferite alle spalle e alla schiena, fratture e commozioni cerebrali.

19.2.2017, 17:132017-02-19 17:13:08
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Lupa uccisa da un bracconiere in Vallese 

Una lupa adulta è stata ritrovata morta in un bosco nella regione di Mayoux, in Vallese. È quanto afferma oggi la polizia cantonale precisando che l’animale "è stato...

Una lupa adulta è stata ritrovata morta in un bosco nella regione di Mayoux, in Vallese. È quanto afferma oggi la polizia cantonale precisando che l’animale "è stato vittima di un atto di bracconaggio".

Il ritrovamento, ad opera di alcuni escursionisti, risale a venerdì scorso e l’animale è stato nel frattempo trasportato all’istituto di patologia dell’Università di Berna per ulteriori esami.

La polizia ha lanciato un appello alla ricerca di eventuali testimoni. Sulla vicenda il Ministero pubblico vallesano ha avviato un’inchiesta

19.2.2017, 15:372017-02-19 15:37:15
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Il terrorista di Berlino era in contatto con una 29enne svizzera

Anis Amri, l'autore dell'attentato a un mercatino di Natale a Berlino, era in contatto con una donna turgoviese. A scriverlo sono i domenicali...

Anis Amri, l'autore dell'attentato a un mercatino di Natale a Berlino, era in contatto con una donna turgoviese. A scriverlo sono i domenicali Matin Dimanche e SonntagsZeitung

Stando ai due settimanali, l'attentatore avrebbe intrattenuto numerose discussioni, anche tramite video, con una 29enne figlia di una donna tailandese e di uno svizzero. Alla ragazza, convertitasi all'Islam nel 2015, Amri avrebbe proposto più volte di incontrarsi. In una occasione le avrebbe pure proposto di sposarlo.

La connessione tra i due è stata scoperta dagli inquirenti analizzando i tabulati telefonici del telefonino contenente una Sim svizzera prepagata in possesso di Amri. Si tratta della seconda pista dell'inchiesta che porta in Svizzera: la prima riguardava l'arma utilizzata dal terrorista, una pistola importata in Germania dal nostro paese negli anni Novanta.

17.2.2017, 14:142017-02-17 14:14:17
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Ticino fra le regioni 'adatte' al lupo

Solo il 6% del territorio svizzero è adatto alla presenza del lupo, sia per le condizioni di vita sia per l'accettazione da parte dell'uomo. Lo rilevano alcuni ricercatori dell'...

Solo il 6% del territorio svizzero è adatto alla presenza del lupo, sia per le condizioni di vita sia per l'accettazione da parte dell'uomo. Lo rilevano alcuni ricercatori dell'Università di Zurigo, secondo i quali Ticino, Alpi grigionesi e Giura si prestano particolarmente bene.

Invece c'è una particolare avversione verso il predatore nelle Alpi occidentali e centrali, con Vallese e Uri in testa. La popolazione locale considera infatti il canide pericoloso per l'uomo, gli animali da reddito e la selvaggina. (ats)

17.2.2017, 12:452017-02-17 12:45:14
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Meno domande d'asilo, chiudono i centri cantonali

Con il blocco della rotta balcanica e il successivo calo delle domande di asilo in Svizzera, molte strutture di accoglienza cantonali sono diventate inutili e hanno...

Con il blocco della rotta balcanica e il successivo calo delle domande di asilo in Svizzera, molte strutture di accoglienza cantonali sono diventate inutili e hanno chiuso. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede che nel 2017 vengano depositate 24'500 richieste, ma invita i cantoni a non abbassare la guardia.

Il calo dei migranti ha portato alla chiusura di diverse strutture di accoglienza e rifugi della protezione civile nei cantoni di Zurigo, Berna, Lucerna, Basilea Città e Vaud. In quest'ultimo cantone lo scorso autunno sono stati chiusi quattro rifugi, ma ci si è detti pronti a riaprirli in caso di bisogno. (ats)