Svizzera

Oggi, 18:502017-10-18 18:50:35
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Scontro fra un camion e un tram: 37 feriti a Muttenz

È di 37 feriti il bilancio della violenta collisione avvenuta questo pomeriggio a Muttenz (Bl) fra un tram e un camion. Sedici persone sono state trasportate all...

È di 37 feriti il bilancio della violenta collisione avvenuta questo pomeriggio a Muttenz (Bl) fra un tram e un camion. Sedici persone sono state trasportate all’ospedale. L’incidente è avvenuto a un incrocio e la collisione ha spinto il tram della linea 14 fuori dai binari, ha detto all’ats un portavoce della polizia cantonale di Basilea campagna. La causa dello scontro non è ancora chiara, ha affermato il portavoce, rilevando però che al momento dell’incidente il traffico all’incrocio non era fluido, perché poco prima c’era già stato un altro incidente tra un’auto e uno scooter.

Oggi, 18:112017-10-18 18:11:33
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Canone più basso? La Ssr taglia le spese. Preoccupato il Sindacato svizzero dei media

Dopo aver preso atto della decisione odierna del Consiglio federale di abbassare dal 2019 il canone radiotelevisivo, la...

Dopo aver preso atto della decisione odierna del Consiglio federale di abbassare dal 2019 il canone radiotelevisivo, la Ssr annuncia un pacchetto di misure per ridurre le spese entro i nuovi limiti fissati. Il Sindacato svizzero dei media (Ssm) prevede conseguenze negative sul personale e i programmi. Positiva la reazione delle associazioni di consumatori.

“La priorità sarà quella di salvaguardare al meglio l’attuale offerta di programmi”, precisa in una nota la Ssr, che parla di “forte riduzione” del canone, in linea con le intenzioni del Consiglio federale al momento dell’adozione della nuova legge sulla radiotelevisione nel 2015. Ciò equivale a un taglio di circa 50 milioni di franchi rispetto a oggi che, combinato con il calo degli introiti pubblicitari, “avrà notevoli ripercussioni sul budget della Ssr già nel 2019”. Secondo il Ssm, gli effetti sul personale e sui programmi della decisione del Consiglio federale saranno importanti. La salute dei dipendenti e il mantenimento dei posti di lavoro qualificati sono delle priorità, sottolinea il sindacato in una nota. Gli impiegati che hanno conservato il loro impiego dopo il piano di risparmio sono già sotto pressione, aggiunge il Ssm, avvertendo che in caso di nuove soppressioni di posti sarà quasi impossibile mantenere l’offerta di programmi attuale. “Gli attacchi perpetrati da anni contro la Ssr e il servizio pubblico hanno delle conseguenze” e il sindacato si aspetta che la Ssr realizzi se possibile delle economie senza licenziamenti.

Oggi, 17:102017-10-18 17:10:44
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Airbus di Edelweiss Air costretto a rientrare a Zurigo per problemi al carrello d'atterraggio

Oggi pomeriggio un Airbus A330-300 di Edelweiss Air diretto a Punta Cana, nella Repubblica Dominicana, è stato...

Oggi pomeriggio un Airbus A330-300 di Edelweiss Air diretto a Punta Cana, nella Repubblica Dominicana, è stato costretto a tornare a Zurigo poco dopo il decollo per un problema tecnico nella retrazione del carrello d’atterraggio. Il velivolo aveva a bordo 257 passeggeri e 11 membri dell’equipaggio, ha indicato all’ats la compagnia aerea.

Oggi, 17:042017-10-18 17:04:44
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Nei Grigioni l'attestato federale per i detentori di cani non tornerà obbligatorio

Nei Grigioni l’attestato federale per detentori di cani, abolito nel 2016, non tornerà ad essere obbligatorio. La sua...

Nei Grigioni l’attestato federale per detentori di cani, abolito nel 2016, non tornerà ad essere obbligatorio. La sua reintroduzione era stata chiesta tramite un incarico dal deputato Kenneth Danuser (Pbd), ma, nonostante il Governo avesse raccomandato di accoglierlo, il Parlamento, con 54 voti a 51, si è espresso in maniera contraria. Nei Grigioni ci sono circa 13mila cani e il numero aumenta annualmente di un migliaio, ha detto Danuser nel suo intervento. Nel testo dell’incarico il granconsigliere aveva sottolineato i vantaggi, confermati nella risposta del Governo, che i corsi obbligatori, introdotti dalla Confederazione nel 2008, avevano portato, nei Grigioni in particolare, a una diminuzione del numero di incidenti con cani da una media di 200 a 120 casi all’anno. Danuser si era detto soddisfatto della risposta del Governo, che aveva invitato a il Gran Consiglio a votare a favore dell’incarico. Una discussione in merito, tuttavia, è stata avviata dal deputato Michael Pfäffli (Pld) – che ha elogiato i vantaggi dei corsi per la sicurezza di tutti – ed ha impegnato il Parlamento per circa un’ora. Nonostante gli argomenti a favore evidenziati in diversi interventi, l’argomento vincente sembra essere stato quello avanzato dal granconsigliere Rudolf Kunz (Pld), che si è detto "disturbato" dal fatto che "crediamo sempre di avere bisogno di disposizioni legislative che a causa di pochi vanno poi a toccare tutti". Seppur con una maggioranza risicata, l’incarico è stato quindi bocciato.

Oggi, 16:212017-10-18 16:21:46
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Modifiche al tariffario medico (Tarmed) dal 2018: si risparmieranno 470 milioni di franchi all'anno

Le modifiche al tariffario medico (Tarmed) per le prestazioni ambulatoriali presentate in agosto dal...

Le modifiche al tariffario medico (Tarmed) per le prestazioni ambulatoriali presentate in agosto dal Consiglio federale potranno entrare in vigore come previsto all’inizio del 2018. Il governo ha formalmente adottato oggi le pertinenti modifiche d’ordinanza. Grazie a questo intervento si prevedono risparmi per 470 milioni di franchi l’anno, pari a circa l’1,5% dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. L’attuale tariffario è infatti ritenuto superato. Ma poiché medici, ospedali e casse malattia non sono riusciti a trovare un terreno d’intesa si è reso necessario un intervento del Consiglio federale. In agosto, il ministro della sanità Alain Berset aveva sottolineato come certe prestazioni fossero sopravvalutate e che in taluni casi il tariffario non venisse più adeguato dagli anni ’90 nonostante i progressi della tecnica che rendono certi interventi meno complicati. Per questo motivo le tariffe sono state corrette – in particolare per alcuni specialisti – verso il basso. In futuro, inoltre, la formazione specialistica post laurea non sarà più motivo per imporre tariffe maggiorate. Da questo cambiamento dovrebbero trarre beneficio i pediatri e i medici di famiglia che vedono rivalutate le rispettive prestazioni. Un ultimo elemento sul quale è intervenuto il Consiglio federale riguarda la fatturazione abbassando il tempo per ogni consultazione. Eccezioni sono in ogni caso previste per i bambini, gli anziani e i pazienti che soffrono per esempio di disturbi psichiatrici. L’esecutivo è anche intervenuto nella struttura tariffale concernente la fisioterapia. Il motivo è lo stesso: i partner non si sono accordati su una struttura tariffale comune. Le tariffe in vigore dal prossimo anno si basano su quelle attuali. Il governo auspica comunque che i partner tariffali riescano a trovare un’intesa entro settembre 2018.

Oggi, 15:452017-10-18 15:45:00
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Casse malati e incentivi a chi fa moto: le inquietudini del preposto vallesano alla protezione dei dati

Diverse assicurazioni malattia forniscono incentivi finanziari ai loro clienti per fare esercizi...

Diverse assicurazioni malattia forniscono incentivi finanziari ai loro clienti per fare esercizi fisici, in particolare camminare. Un “inganno”, secondo il preposto cantonale vallesano per la protezione dei dati Sébastien Fanti, che potrebbe portare a un sistema sanitario meno solidale. A preoccupare Fanti è l’ingenuità con cui i clienti partecipano a questi programmi trasmettendo i loro dati personali alle assicurazioni. “L’assicurato sacrifica ben più di ciò che immagina – afferma il preposto cantonale in un’intervista pubblicata oggi su 'Le Temps' -. Si espone senza la certezza che la salute sarà migliore e senza la corretta contropartita”. Il vallesano prevede in questo modo una scomparsa del principio di solidarietà che caratterizza il sistema sanitario: “Perché devo pagare per il mio vicino che non fa altro che bere e fumare?” chiede provocatoriamente. “Questo principio crollerà e coloro che partecipano a queste iniziative non si rendono conto che alla fine tutto questo porterà a un nuovo sistema di bonus-malus nelle assicurazioni malattia”. Secondo Fanti l’uguaglianza delle opportunità non esisterà più in futuro: “Il premio assicurativo sarà calcolato in funzione del rischio che il singolo rappresenta e le prime vittime saranno i fumatori”, rileva.

La protezione dei dati personali da parte degli assicuratori non è tuttavia in gioco, precisa il preposto vallesano. Questi infatti sono molto controllati, al contrario dei “big data”. Secondo Fanti la nuova legge sulla protezione dei dati non ha infatti tenuto conto della problematica in maniera adeguata. “I big data non sono soggetti a rigidi standard. Il Consiglio federale non è riuscito a proteggere i cittadini dagli eccessi”.

Oggi, 14:442017-10-18 14:44:00
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Congedo paternità: il Consiglio federale respinge l'iniziativa

L’iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia" va bocciata. È l’opinione del Consiglio federale...

L’iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia" va bocciata. È l’opinione del Consiglio federale secondo cui una sua approvazione nuocerebbe alla competitività dell’economia svizzera a causa dei costi ch’essa genererebbe. Per l’esecutivo, inoltre, le priorità sono altre: garantire la conciliabilità tra famiglia e lavoro sostenendo gli asili nido.

L’obiettivo dell’iniziativa, promossa dalla confederazione sindacale Travail.Suisse e da altre organizzazioni, è introdurre un congedo per i neo papà flessibile, della durata di quattro settimane. Il reddito sostitutivo sarebbe finanziato tramite le indennità di perdita di guadagno (IPG).

Un tale congedo, che costerebbe approssimativamente 420 milioni di franchi all’anno, comporterebbe però oneri supplementari per l’economia e causerebbe notevoli problemi organizzativi alle imprese, sottolinea il governo. Per questo motivo la questione deve restare di competenza dei datori di lavoro o delle parti sociali, afferma ancora l’esecutivo.

Per il Consiglio federale è più opportuno agire altrove, ampliando l’offerta di servizi per la custodia di bambini complementare alla famiglia. Tale offerta, ricorda il governo, ha il vantaggio di favorire la conciliabilità tra famiglia e lavoro non soltanto nel periodo immediatamente successivo alla nascita del figlio, ma anche nei periodi prescolastico e scolastico.

Il Parlamento ha peraltro già approvato in merito la stanziamento di quasi 100 milioni di franchi per cinque anni. Il pacchetto è diviso in due parti: da un lato i Cantoni saranno sostenuti con 82,5 milioni di franchi affinché assieme ai Comuni possano aumentare i sussidi a favore degli asili nido. Dall’altro, sarà versato un importo massimo di 14,3 milioni per adeguare l’offerta di servizi di custodia ai bisogni dei genitori.

Queste disposizioni entreranno in vigore presumibilmente a metà del 2018. Sempre entro la metà del prossimo anno il governo licenzierà il messaggio sull’iniziativa popolare con la richiesta al Parlamento di bocciarla. (Ats)

Oggi, 14:182017-10-18 14:18:00
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Dal Consiglio federale 1 miliardo per Sion olimpica

Una grande opportunità per lo sport, l’economia e la società del nostro Paese. Con queste motivazioni, il Consiglio federale ha deciso oggi di sostenere la...

Una grande opportunità per lo sport, l’economia e la società del nostro Paese. Con queste motivazioni, il Consiglio federale ha deciso oggi di sostenere la candidatura di Sion ai Giochi olimpici invernali del 2026 con quasi un miliardo di franchi (995 milioni per l’esattezza), di cui 827 milioni quale garanzia di deficit. A piacere è stata anche la sostenibilità del progetto grazie al limitato impatto ambientale.

A convincere il governo della bontà del progetto sostenuto dal comitato "Sion 2026", indica una nota odierna del Dipartimento federale della difesa, dello sport e della protezione della popolazione (Ddps), è il fatto che si basi "in gran parte sulle infrastrutture esistenti e abbia come obiettivo quello di svolgere i Giochi secondo i principi odierni di sostenibilità".

Tra questi principi, rientra, ad esempio, la decentralizzazione: i luoghi in cui si svolgeranno le competizioni si trovano in diversi Cantoni, i trasporti sono pianificati principalmente servendosi dei mezzi pubblici.

Del miliardo di franchi messo a disposizione dell’esecutivo, 8 milioni – sui 25 milioni previsti dal comitato promotore – serviranno per il finanziamento della candidatura. Trentuno milioni sono destinati alle infrastrutture necessarie allo svolgimento dei giochi, per cui gli organizzatori prevedono complessivamente 100 milioni. Questi investimenti, sottolinea il DDPS nel suo comunicato, serviranno sostanzialmente ad adeguare gli impianti già esistenti alle esigenze delle Olimpiadi.

Circa la sicurezza, la partecipazione ai costi che devono assumersi i Cantoni per le forze di polizia sarà del 20%. Basandosi su stime attuali, l’impegno della Confederazione è calcolato in 44 milioni. La Confederazione verserà inoltre 85 milioni per le spese supplementari per gli organi di sicurezza della Confederazione. Complessivamente i costi per la sicurezza ammonteranno presumibilmente a 303 milioni.

Gli altri 827 milioni sono destinati quale garanzia del deficit al bilancio dei Giochi. Gli organizzatori prevedono uscite di circa 1,98 miliardi ed entrate di 1,15 miliardi. Il Ddps dovrà chiarire, quando elaborerà il messaggio destinato alle Camere, le modalità per assicurare la limitazione di questa garanzia.

Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) renderà note a ottobre 2018 le città selezionate per partecipare alla fase finale della candidatura, quelle che si contenderanno la prestigiosa assegnazione.

Il Consiglio nazionale si pronuncerà sul tema nel settembre 2018, mentre gli Stati diranno la loro nel dicembre successivo. Non vi è inoltre da sottovalutare la possibilità di eventuali referendum a livello cantonale o nazionale contro l’evento.

Per la cronaca, nel 2012 il Consiglio federale aveva deciso di sostenere con un credito di 30 milioni di franchi la candidatura di Davos e St. Moritz per i Giochi olimpici invernali del 2022. La Confederazione si era detta disposta a partecipare alla manifestazione con un miliardo di franchi per un costo globale stimato in 2,8 miliardi. (Ats)

Oggi, 14:152017-10-18 14:15:00
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Frutta: gelo e calura rovinano il raccolto

Il gelo primaverile prima, la calura estiva poi. Quest’anno le condizioni climatiche non hanno certo agevolato i raccolti di frutta, risultati piuttosto magri in paragone...

Il gelo primaverile prima, la calura estiva poi. Quest’anno le condizioni climatiche non hanno certo agevolato i raccolti di frutta, risultati piuttosto magri in paragone al passato. Lo riferisce l’Associazione Svizzera Frutta all’interno della sua rivista.

La fine di ottobre, entro la quale la maggior parte dei produttori termina il proprio raccolto, si sta avvicinando ed è dunque già possibile stilare un bilancio della difficile stagione in via di conclusione.

Solo un aumento delle importazioni ha permesso di compensare la carenza di produzione interna. Ad esempio, per non danneggiare i consumatori, è stato concesso un maggior contingente di fragole provenienti dall’estero. Per quanto riguarda questo frutto, la quantità accumulata è di circa il 21% inferiore alla media degli ultimi cinque anni e di un terzo sotto il totale del 2014.

In marcato declino anche mirtilli e ribes. Non è andata meglio alle ciliegie, per cui il calo in confronto ai cinque anni precedenti è stato del 31% e pure la qualità non è sempre stata all’altezza. Stando a quanto affermato da Hubert Zufferey, collaboratore dell’Associazione Svizzera Frutta citato nella rivista, un notevole scarto tra le tonnellate effettivamente raccolte (1'454) e quelle inizialmente stimate (800) ha inoltre originato una commercializzazione non soddisfacente del prodotto.

Meglio del previsto, pur restando su livelli bassi, la situazione delle albicocche, soprattutto nelle regioni dove è stato possibile lottare contro il gelo tramite irrigazione a pioggia.

Si smarcano invece dalla tendenza generale lamponi e more, che hanno beneficiato del clima estivo e dell’incremento delle superfici di produzione. I primi hanno raggiunto quota 1797 tonnellate, ossia un terzo in più della media a lungo termine, mentre le seconde sono aumentate del 2% rispetto all’anno scorso. (Ats)

Oggi, 13:192017-10-18 13:19:00
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La Billag scenderà a 365 franchi dal 2019

Dal 2019 il canone radio-tv scenderà dagli attuali 451 a 365 franchi all’anno, ossia un franco al giorno. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale precisando che in futuro...

Dal 2019 il canone radio-tv scenderà dagli attuali 451 a 365 franchi all’anno, ossia un franco al giorno. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale precisando che in futuro la SSR riceverà un importo fisso pari a 1,2 miliardi.

La Ssr (e quindi anche la Rsi) avrà dunque meno fondi a disposizione: nel 2015 l’azienda aveva ottenuto 1,2135 miliardi di franchi di proventi del canone su un totale di 1,35 miliardi. L’importo versato alle emittenti private regionali passerà invece dagli attuali 67,5 milioni a 81 milioni.

Questa cifra rappresenta il 6% del provento totale del canone, ossia il massimo previsto dalla legge sulla radiotelevisione. Due milioni di franchi all’anno sono inoltre previsti come misura di sostegno all’Agenzia telegrafica svizzera (Ats).

Come promesso nel 2015 durante la campagna di votazione relativa alla nuova legge sulla radiotelevisione, le imprese il cui fatturato è inferiore a 500’000 franchi saranno esentate dal pagamento della tassa di ricezione. L’ammontare per le altre sarà calcolato in funzione del loro giro d’affari.

Con vendite comprese tra 500’000 franchi e un milione dovranno ad esempio versare 365 franchi all’anno. Tra uno e cinque milioni 910 franchi. L’importo massimo di 35’590 franchi è previsto per quelle società che hanno un giro d’affari superiore a un miliardo.

Il governo ha anche precisato che se il provento del canone dovesse oltrepassare il fabbisogno, a fine anno il surplus sarà versato su un apposito conto. Questo verrà utilizzato dall’esecutivo per compensare un eventuale futuro nuovo abbassamento della tassa di ricezione.

La prossima valutazione dell’ammontare del canone verrà effettuata nel 2020. In seguito verrà riesaminato ogni due anni.

Tagli in vista

Un pacchetto di misure per ridurre le spese entro i nuovi limiti fissati è stato subito annunciato dalla SSR: "La priorità sarà quella di salvaguardare al meglio l’attuale offerta di programmi", precisa una nota.

L’azienda prende atto di questa "forte riduzione", in linea con le intenzioni del Consiglio federale al momento dell’adozione della nuova legge sulla radiotelevisione nel 2015. Ciò equivale a una riduzione di circa 50 milioni di franchi rispetto a oggi, e combinata con il calo degli introiti pubblicitari "avrà notevoli ripercussioni sul budget della Ssr già nel 2019".

(Ats)

Oggi, 12:142017-10-18 12:14:00
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I parrucchieri fra bassi salari e contratto in ritardo

Continua tra i parrucchieri la pressione al ribasso sui salari, sebbene i partner sociali abbiano raggiunto a maggio un accordo su un nuovo contratto...

Continua tra i parrucchieri la pressione al ribasso sui salari, sebbene i partner sociali abbiano raggiunto a maggio un accordo su un nuovo contratto collettivo di lavoro (Ccl). La Segreteria di Stato dell’economia (Seco) tuttavia non ha ancora dichiarato l’obbligatorietà generale dell’intesa.

Tra i sindacati regna un forte malumore: "avevamo calcolato che il nuovo Ccl potesse entrare in vigore nel quarto trimestre", ha indicato Véronique Polito, membro del comitato direttivo di Unia, la quale spera ora che le nuove disposizioni possano essere applicate al più tardi all’inizio del prossimo anno.

La nuova convenzione prevede aumenti in busta paga in funzione dell’esperienza professionale e una migliore protezione contro il dumping salariale. Ma per il momento niente si muove. "Coloro che non dispongono di una formazione riconosciuta non sono tutelati", secondo la sindacalista.

I saloni a basso prezzo, dove il taglio di capelli costa 15 franchi, non rispettano di certo i minimi retributivi. Salari inferiori ai 3’000 franchi non sono infrequenti, ma senza CCcl non possiamo intervenire, afferma la rappresentante sindacale che denuncia una condizione di concorrenza sleale.

La libertà di commercio – stando a Damien Ojetti, presidente dell’organizzazione di categoria Coiffuresuisse – accentua il problema del dumping, visto che ognuno può mettersi sul mercato e dichiararsi parrucchiere anche senza un titolo di capacità professionale riconosciuto. Si aggiunge poi il fenomeno della cosiddetta "uberizzazione", con presunti autonomi che "affittano" un posto di lavoro presso un salone.

La richiesta di obbligatorietà generale è stata inoltrata a luglio alla Seco, che respinge le accuse di tirare le cose per le lunghe: non è infatti inusuale che l’operazione richieda diverse settimane, se non addirittura mesi, visti i complessi aspetti giuridici che bisogna regolare. Anche Damien Ojetti ritiene che si tratti semplicemente di un problema amministrativo, che verrà presto risolto: bisogna prevedere tempi di attesa varianti da tre a sei mesi.

Il nuovo contratto prevede per i lavoratori non qualificati una retribuzione minima iniziale di 3’350 franchi al mese, somma che sale a 3’800 franchi dopo quattro anni di attività. Per i parrucchieri diplomati il salario minimo, sempre dopo quattro anni, è fissato in 4’000 franchi, 200 franchi in più rispetto situazione attuale. Il nuovo Ccl prevede pure un congedo paternità di cinque giorni e congedi di tre giorni in caso di malattia di un figlio. In Svizzera i lavoratori che operano nel settore sono circa 10 mila.

Oggi, 11:392017-10-18 11:39:00
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Precipita dal Monte Bianco con la tuta alare: morta una donna.

Una donna di circa 40 anni è morta a seguito di un’incidente avvenuto durante un volo con la tuta alare nel massiccio del Monte Bianco. L’incidente...

Una donna di circa 40 anni è morta a seguito di un’incidente avvenuto durante un volo con la tuta alare nel massiccio del Monte Bianco. L’incidente si è verificato ieri nella zona delle Tours d’Areu, nel comune di Sallanches, sul versante francese.

La vittima si era lanciata dalla punta d’Areu (catena degli Aravis) a circa 2’500 metri di quota. A dare l’allarme era stato il compagno di volo quando non l’ha vista arrivare a valle dopo il decollo. Il corpo è stato trovato nella tarda serata di ieri. (Ats)

Oggi, 10:442017-10-18 10:44:00
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Zurigo, uccide la moglie a coltellate

Un 50enne ha accoltellato sua moglie ieri sera durante un alterco nel loro appartamento a Wasterkingen (ZH). Nonostante i tentativi di rianimazione effettuati dal medico d’...

Un 50enne ha accoltellato sua moglie ieri sera durante un alterco nel loro appartamento a Wasterkingen (ZH). Nonostante i tentativi di rianimazione effettuati dal medico d’urgenza convocato, la 45enne è deceduta sul posto. L’uomo è stato arrestato senza opporre resistenza.

I soccorritori erano stati allertati intorno alle 19.30 a proposito di una lite coniugale, indica la polizia cantonale in una nota odierna. I tre figli adolescenti della coppia di nazionalità serba si trovavano nell’appartamento al momento dei fatti e ora vengono assistiti da un team di psicologi.

I motivi e le circostanze esatte dell’accaduto non sono ancora chiari. Stando a un portavoce della polizia l’uomo non era noto alle forze dell’ordine per violenza domestica.

(Ats)

Oggi, 10:302017-10-18 10:30:55
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No Billag, si vota il 4 marzo

Il popolo sarà chiamato ad esprimersi sull’abolizione del canone radiotelevisivo il 4 marzo prossimo. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, che per quella data ha posto in...

Il popolo sarà chiamato ad esprimersi sull’abolizione del canone radiotelevisivo il 4 marzo prossimo. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, che per quella data ha posto in consultazione anche il nuovo ordinamento finanziario 2021.

L’iniziativa popolare "Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo" è invisa sia al Consiglio federale che al Parlamento. Entrambi raccomandano a popolo e Cantoni di respingere questa modifica costituzionale, senza opporle un controprogetto.

Il testo di legge in votazione, depositato dall’Associazione "No Billag" nel dicembre 2015 con 112’191 firme valide, prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive. Se l’iniziativa venisse accettata, le attuali concessioni con partecipazione al canone verrebbero revocate senza indennizzo.

Attualmente il canone radiotelevisivo ammonta a 451,10 franchi per ogni economia domestica. Con la sua generalizzazione entro il 2019, la fattura dovrebbe diminuire a 400 franchi, mentre le imprese il cui fatturato supera i 500’000 franchi annui, sborseranno tra 400 e 39’000 franchi.

L’esito della votazione popolare solleva numerosi timori tra i difensori della Ssr. Il "sì" di misura alla riforma del canone radio-tv nel giugno del 2015 ha fatto trapelare un certo malumore in seno alla popolazione. Secondo diversi parlamentari della destra svizzerotedesca, ciò è dovuto all’arroganza e alla politicizzazione di quella che definiscono "radiotelevisione di Stato".

Tra i sostenitori della SSR figurano invece molti esponenti politici provenienti da regioni minoritarie o plurilingui come i Grigioni, che temono di rimanere senza una voce qualora il canone venisse abolito e l’emittente di servizio pubblico ridimensionata. Sarebbe quindi minacciata la coesione nazionale e il ruolo svolto dalla SSR delegato ad aziende tedesche, francesi e italiane.

Nuovo ordinamento finanziario

L’altro oggetto in votazione il prossimo 4 marzo è il nuovo ordinamento finanziario 2021. Esso mira a prolungare di 15 anni, fino al 2035, l’imposta sul valore aggiunto (IVA) e l’imposta federale diretta (IFD). Gli Svizzeri sono chiamati regolarmente a pronunciarsi su una tale proroga.

Tale decreto federale era l’unico oggetto pronto per essere sottoposto alle urne già il prossimo 26 novembre. Ma il governo aveva deciso che per quella data non vi sarebbe stata alcuna votazione popolare a livello federale. (Ats)

Oggi, 09:442017-10-18 09:44:27
@laRegione

Morto l'ex consigliere nazionale Marc Suter

L’ex consigliere nazionale bernese del PLR Marc Suter è morto lo scorso 11 ottobre all’età di 64 anni, dopo malattia. L’avvocato e notaio biennese, primo parlamentare...

L’ex consigliere nazionale bernese del PLR Marc Suter è morto lo scorso 11 ottobre all’età di 64 anni, dopo malattia. L’avvocato e notaio biennese, primo parlamentare federale in sedia a rotelle, si era impegnato in particolare per l’integrazione degli handicappati.

Si è "addormentato pacificamente" al proprio domicilio, assistito dalla famiglia, ha indicato oggi quest’ultima.

Suter era stato eletto nel Gran Consiglio bernese nel 1986 e aveva presieduto il legislativo cantonale nel 1991/1992. Eletto consigliere nazionale nel 1991, vi era rimasto fino al 2003. Quell’anno non era stato rieletto, dopo essere stato condannato a una multa per ubriachezza al volante (aveva festeggiato il suo 50esimo compleanno). Era però tornato nella Camera del popolo nel marzo 2007, per sostituire Kurt Wasserfallen morto stroncato da un cancro nel dicembre 2006, ma nell’autunno dello stesso anno aveva mancato la rielezione. Nel 2010, era primo subentrante per occupare il seggio lasciato vacante nel Consiglio nazionale da Johann Schneider-Ammann eletto in governo, ma aveva rinunciato al seggio.

Suter, nel corso dei suoi mandati politici, si era impegnato soprattutto nei campi della politica sociale e di quella estera, come pure dell’energia, rammenta un suo ex collaboratore. Vicepresidente per diversi anni della Fondazione svizzera per i paraplegici, aveva presieduto in particolare il comitato dell’iniziativa in favore dell’uguaglianza per gli handicappati.

In politica estera, Suter si era battuto per buone relazioni tra Svizzera e Unione europea. Era stato membro fondatore e presidente del Nuovo movimento europeo svizzero (Numes, frutto nel 1998 della fusione di quattro associazioni filoeuropee).

L’avvocato di Bienne si era anche impegnato a favore delle energie rinnovabili e dell’ambiente. Aveva co-presieduto l’Agenzia solare svizzera e presieduto il Fondo svizzero per il paesaggio. (Ats)

Oggi, 07:382017-10-18 07:38:00
@laRegione

In circolazione da oggi i nuovi 10 franchi

La nuova banconota da 10 franchi è entrata in circolazione oggi. Il lancio del nuovo taglio avviene un anno e mezzo dopo l’apparizione della nuova banconota da 50 franchi,...

La nuova banconota da 10 franchi è entrata in circolazione oggi. Il lancio del nuovo taglio avviene un anno e mezzo dopo l’apparizione della nuova banconota da 50 franchi, la prima della nona serie con il tema "la Svizzera nei suoi molteplici aspetti".

La banconota si conferma di colore giallo come quella destinata ad andare in pensione. A livello grafico, il ritratto di Le Corbusier, in circolazione dall’aprile 1997, ha lasciato il posto a diverse rappresentazioni il cui elemento principale è il tempo cronologico.

I motivi marcanti presenti su tutte le nuove banconote sono la mano – in questo caso di una direttrice d’orchestra – e il globo, stavolta caratterizzato dai fusi orari. Sulla striscia di sicurezza è raffigurata la rete ferroviaria svizzera e sono elencate le più lunghe gallerie ferroviarie della Svizzera.

Sul retro del biglietto da 10 franchi, leggermente più piccolo di quello vecchio, sono visibili un tunnel, "parte della fitta rete ferroviaria elvetica, il cui funzionamento presuppone buona organizzazione e precisione cronometrica", il meccanismo di un orologio, che "simboleggia un’organizzazione ben funzionante" e una porzione della rete ferroviaria svizzera.

La prossima banconota sarà quella da 200 franchi, che sarà emessa nell’autunno del 2018. Gli ultimi due tagli della nuova serie, i biglietti da 1’000 e da 100 franchi, saranno messi in circolazione nel corso del 2019.

Tutte le nuove cartamonete si contraddistinguono per "l’innovativa combinazione di complesse caratteristiche di sicurezza con una veste grafica sofisticata e garantiscono un’elevata sicurezza anticontraffazione", afferma l’istituto di emissione.

Le banconote dell’ottava serie, entrata in circolazione tra il 1995 e il 1998, continueranno – fino a nuovo avviso – a valere come mezzo di pagamento legale. (Ats)

Oggi, 07:092017-10-18 07:09:45
David Leoni @laRegione

Uffici postali, la Commissione delle telecomunicazioni del Nazionale chiede un intervento governativo

La riorganizzazione della rete degli uffici postali sta suscitando malumore e inquietudine tra la...

La riorganizzazione della rete degli uffici postali sta suscitando malumore e inquietudine tra la popolazione. Per questo motivo, al pari del Consiglio degli Stati, anche la Commissione delle telecomunicazioni del Nazionale chiede al governo di intervenire presso la ex regia federale. Con 24 voti contro 1, la commissione propone al plenum di adottare una mozione del Consiglio degli Stati, che esige dalla Posta la presentazione di un progetto di pianificazione della rete degli uffici. Il Consiglio federale dovrà in seguito sottoporre al Parlamento entro un anno una proposta di revisione dei criteri che definiscono il servizio pubblico nella legislazione concernente la Posta. Tali criteri dovranno tenere conto delle particolarità regionali, delle condizioni specifiche di mobilità, nonché delle diverse categorie di utenti dei servizi postali. Secondo la mozione, il Parlamento dovrà essere maggiormente coinvolto nel processo di riorganizzazione della Posta. Le indicazioni fornite dal governo alla ex regia federale sono infatti considerate "troppo vaghe". Lo scorso autunno la Posta ha annunciato che intende chiudere nei prossimi quattro anni 600 uffici. A giugno ha invece indicato che 765 uffici in tutta la Svizzera saranno salvaguardati perlomeno fino al 2020, mentre altri 459 saranno posti sotto osservazione. Oltre a ciò il "gigante giallo" ha reso noto che vuole aumentare i punti di accesso di 350 unità. Il programmato processo di trasformazione dei tradizionali uffici postali in semplici "agenzie" solleva però malcontento. Per questo il Parlamento ha già invitato la Posta a meglio considerare le necessità dei diversi gruppi di utenti.

Ieri, 17:442017-10-17 17:44:10
laRegione Ticino

A Losanna apre i battenti “Aquatis”, il più grande acquario d'acqua dolce del continente europeo

Aquatis, il più grande acquario - con annesso vivaio - d'acqua dolce d'Europa aprirà i battenti al...

Aquatis, il più grande acquario - con annesso vivaio - d'acqua dolce d'Europa aprirà i battenti al pubblico sabato a Losanna. Ospita circa 10'000 pesci che vivono in Europa, Africa, Asia, Oceania e Sudamerica. Nell'edificio a sfera, ricoperto di scaglie argentate, i visitatori potranno osservare anche un centinaio di rettili e anfibi, ha indicato oggi Bernard Russi, patron del gruppo BOAS, uno dei principali investitori. Complessivamente, Aquatis comprende 46 acquari, vivai e terrari, per un totale di circa 3500 mq. Ispirata al cinema, la scenografia - precisa Russi - è totalmente immersiva e interattiva, grazie al ricorso a tecnologie digitali innovative. L'affluenza è stimata dai promotori a 450'000 visitatori il primo anno, una cifra che dovrebbe scendere a 400'000 negli anni successivi.

 

Ieri, 13:272017-10-17 13:27:03
@laRegione

Pro Tell si dice 'dispiaciuta'

Pro Tell è "dispiaciuta" del fatto che il neoeletto consigliere federale Ignazio Cassis abbia deciso di lasciare l’associazione. L’organizzazione che si batte contro qualsiasi...

Pro Tell è "dispiaciuta" del fatto che il neoeletto consigliere federale Ignazio Cassis abbia deciso di lasciare l’associazione. L’organizzazione che si batte contro qualsiasi inasprimento del diritto delle armi in Svizzera dice però di "capire" le sue ragioni. In un comunicato Pro Tell dice di "non ignorare il fatto che possa essere difficile continuare a mostrare pubblicamente l’appartenenza a una associazione che combatte apertamente un progetto recentemente messo in consultazione" dal governo. L’associazione fa riferimento allo sviluppo dell’acquis di Schengen, che prevede controlli più severi sulle armi. Stando al progetto del Consiglio federale, in futuro chi vorrà tenere l’arma dopo il servizio militare dovrà fare parte di una società di tiro o dimostrare di esercitarlo con regolarità. Nel comunicato, Pro Tell ringrazia Cassis di "aver avuto il coraggio di confermare pubblicamente e in modo trasparente il suo impegno per un diritto liberale delle armi". L’associazione ricorda peraltro che il neo consigliere federale era già membro del gruppo d’interesse "Libertà e Valori", che ha obiettivi simili. Pro Tell indica anche che, grazie al battage mediatico sollevato dalla questione, in pochi giorni ha potuto registrare 160 nuove adesioni. Quanto alla direttiva dell’Unione europea sulle armi, l’associazione promette fin d’ora il lancio del referendum.

Ieri, 11:382017-10-17 11:38:20
@laRegione

L'orario 2018 delle Ffs è online

Il nuovo...

Il nuovo orario per il 2018 dei treni che attraversano la Svizzera da lunedì non ha più segreti. Le Ferrovie hanno messo a disposizione sul portale Ffs.ch e su Mobile Ffs tutte le informazioni. Sulla strada ferrata il piano sarà operativo dal 10 dicembre prossimo. Le Ffs confermano di aver raggruppato e semplificato le designazione dei convogli nel traffico a lunga percorrenza e di aver introdotto un sistema di numerazione standard per i treni Ir e Ic nazionali.

Nella rete è 'finito' anche il collegamento transfrontaliero Stabio-Arcisate che, in coincidenza con il cambio d'orario, entrerà in funzione collegando, alfine, Lugano e Mendrisio a Varese.