Svizzera

Oggi, 07:242017-08-21 07:24:08
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Muore durante una gara di motocross

Uno Svizzero di 48 anni che partecipava a una corsa di motocross a Beggingen (SH) è morto ieri pomeriggio verso le 15.45 in seguito a un incidente. Nonostante le cure prodigategli...

Uno Svizzero di 48 anni che partecipava a una corsa di motocross a Beggingen (SH) è morto ieri pomeriggio verso le 15.45 in seguito a un incidente. Nonostante le cure prodigategli dai soccorritori, l’uomo è deceduto sul posto per le gravi ferite riportate. La polizia e il ministero pubblico sciaffusano hanno aperto un’inchiesta per chiarire le cause del sinistro, hanno indicato ieri sera le forze dell’ordine.

Ieri, 16:302017-08-20 16:30:19
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Si schianta piccolo velivolo da turismo: tre morti

Tre persone sono morte oggi pomeriggio in un incidente che ha visto un aereo da turismo precipitare sul Colle del Sanetsch (VS), valico alpino collocato nelle Alpi...

Tre persone sono morte oggi pomeriggio in un incidente che ha visto un aereo da turismo precipitare sul Colle del Sanetsch (VS), valico alpino collocato nelle Alpi bernesi. Il velivolo, che apparteneva al club d'aviazione Seeland con sede a Bienne (BE), era partito da Sion attorno alle 13. Non ci sono superstiti. La polizia vallesana ha confermato lo schianto, ma non è ancora in grado di fornire dettagli sulle dinamiche. (Ats)

Ieri, 13:172017-08-20 13:17:42
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Berna sospende i fondi a una Ong palestinese

La Svizzera ha sospeso il pagamento di fondi d’aiuto a una Ong attiva in Palestina. L’organizzazione basata a Ramallah è accusata di sostenerne un’altra che non ha preso...

La Svizzera ha sospeso il pagamento di fondi d’aiuto a una Ong attiva in Palestina. L’organizzazione basata a Ramallah è accusata di sostenerne un’altra che non ha preso sufficientemente le distanze dal terrorismo. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha confermato oggi all’Ats una notizia pubblicata dalla 'SonntagsZeitung'. La decisione riguarda lo 'Human Rights & International Humanitarian Law Secretariat', che riceve fondi, oltre che dalla Svizzera, da Danimarca, Paesi Bassi e Svezia.

L’obiettivo della Ong è quello di promuovere i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele. I fondi ricevuti vengono girati ad altre associazioni, fra le quali il 'Women Affairs tecnica Committee', che è stato criticato per non aver condannato la creazione di un centro giovanile che porta il nome di un terrorista palestinese. Il progetto in questione non è in ogni caso stato finanziato dai fondi elvetici, precisa il Dipartimento. Una volta emersi i fatti, la Confederazione ha immediatamente aperto un’inchiesta assieme agli altri Paesi donatori, basandosi sui "severi criteri" stabiliti per le organizzazioni partner. Il finanziamento che arriva alla Ong è di 36mila dollari ed è stato sospeso fino alla fine dell’inchiesta, che è prevista entro settembre.

Ieri, 09:062017-08-20 09:06:19
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Parmelin e Blocher all'omaggio a Nicolao della Flüe

Dopo la cerimonia ufficiale svoltasi a fine aprile per il 600esimo della nascita di Nicolao della Flüe, ieri a Flüeli-Ranft (OW), frazione di Sachseln, dove...

Dopo la cerimonia ufficiale svoltasi a fine aprile per il 600esimo della nascita di Nicolao della Flüe, ieri a Flüeli-Ranft (OW), frazione di Sachseln, dove nacque il futuro santo,  si è svolta un’altra manifestazione in omaggio all’eremita. All’evento hanno partecipato anche il leader storico dell’UDC Christoph Blocher, il consigliere federale Guy Parmelin e il vescovo di Coira Vitus Huonder. Stando agli organizzatori, circa 2500 persone sono convenute nel canton Obvaldo per assistere ai discorsi dei principali oratori su invito dell’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI). Intervenendo davanti alla platea, il ministro della difesa Guy Parmelin ha definito Nicolao della Flüe "uomo modesto ma dall’immensa spiritualità, uomo di Dio ma vicino ai suoi simili". "Appartiene a quegli uomini che devono fungere da esempio per gli altri", ha dichiarato il consigliere federale. Dal canto suo, il consigliere nazionale Peter Keller (UDC/NW) ha ritracciato la storia del santo di Obvaldo. Nicolao nacque il 21 marzo 1417 a Flüeli-Ranft, frazione di Sachseln (OW). Il futuro santo dedicò i primi 50 anni della sua vita all’agricoltura e ai suoi dieci figli, ma fu anche membro del Consiglio e del tribunale di Obvaldo. Nell’autunno 1467 si congedò dalla famiglia e costruì nella gola di Ranft, a poche centinaia di metri da casa sua, una capanna che divenne la sua residenza di eremita e dove visse poi per venti anni in meditazione e penitenza. Secondo il "Dizionario storico della Svizzera", "è ormai comprovata l’opera di mediazione svolta da Nicolao, pur senza essere presente di persona, nella conclusione della convenzione di Stans" del 1481, che pose fine alla crisi confederale degli anni 1477-81. Le più note raccomandazioni ai confederati attribuite all’eremita sul piano politico – "non allargate troppo i confini" e "non immischiatevi nelle beghe altrui" – sono tuttora citate nelle controversie dei partiti elvetici riguardo alla neutralità e alla politica estera della Svizzera. Secondo monsignor Huonder, la vita di Nicolao della Flüe è opera di Dio e un segno divino in tempi difficili per la vecchia Confederazione. "Se non ci fosse stato, forse non ci sarebbe più nemmeno la Svizzera", ha aggiunto. Da parte sua, l’ex consigliere federale Christoph Blocher ha tessuto le lodi di Nicolao della Flüe quale precursore e figura emblematica della Confederazione. Il leader carismatico dell’UDC ha sottolineato che se i vertici della Svizzera mettessero in pratica i consigli dell’eremita di Flüeli-Ranft, il Paese ne trarrebbe beneficio. (ats)

Ieri, 08:292017-08-20 08:29:47
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Grigioni, morto un escursionista italiano

E' stato ritrovato morto sabato sul ghiacciaio Vadret nei Grigioni un escursionista italiano di 71 anni, di cui si erano perse le tracce venerdì nel tardo pomeriggio. L'uomo...

E' stato ritrovato morto sabato sul ghiacciaio Vadret nei Grigioni un escursionista italiano di 71 anni, di cui si erano perse le tracce venerdì nel tardo pomeriggio. L'uomo è rimasto vittima probabilmente di una caduta. La moglie aveva allertato i soccorsi, quando non lo aveva visto tornare da una gita nella zona del Piz Tremoggia. Le ricerche erano subito iniziate con un elicottero della Rega e un distaccamento della sezione Bernina del Club Alpino Svizzero.

Ieri, 08:242017-08-20 08:24:44
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Lotto svizzero, nuovo milionario

Nuovo milionario in Svizzera grazie al lotto: una persona ha infatti azzeccato i sei numeri estratti (10, 18, 29, 30, 34, 36) ed ha vinto così esattamente un milione di franchi, ha...

Nuovo milionario in Svizzera grazie al lotto: una persona ha infatti azzeccato i sei numeri estratti (10, 18, 29, 30, 34, 36) ed ha vinto così esattamente un milione di franchi, ha indicato la società Swisslos. Per il prossimo sorteggio mercoledì, la posta in palio sarà di 3 milioni di franchi.

Ieri, 08:052017-08-20 08:05:23
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Turgovia, nuova denuncia contro il veterinario cantonale

Una nuova denuncia è stata sporta nei confronti del veterinario cantonale di Turgovia in relazione ai casi di maltrattamento avvenuti in un allevamento di...

 Una nuova denuncia è stata sporta nei confronti del veterinario cantonale di Turgovia in relazione ai casi di maltrattamento avvenuti in un allevamento di Hefenhofen (Tg). Questa volta l’iniziativa è stata presa dalla Società protezione animali turgoviese. La denuncia è stata inoltrata questa mattina, ha detto all’ats il presidente dell’associazione Reinhold Zepf, confermando informazioni pubblicate dal "St. Galler Tagblatt". Secondo l’organizzazione i maltrattamenti commessi dall’allevatore di Hefenhofen sono stati possibili solo perché il veterinario cantonale non è intervenuto per troppo tempo. In questo modo si è reso complice. Non si tratta della prima denuncia contro il veterinario cantonale. Già l’Associazione contro le fabbriche di animali ("Verein gegen Tierfabriken", VgT) si è infatti mossa in questo senso, accusando il responsabile turgoviese di abuso d’autorità. Secondo la VgT i controlli effettuati dalle autorità cantonali nel corso del tempo sono sempre stati annunciati con troppo anticipo, lasciando margine per ripulire l’allevamento, nascondendo gli animali morti o sopprimendo quelli malati.

18.8.2017, 17:372017-08-18 17:37:12
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Ginevra, fermati 4 aggressori del ragazzo in coma. Due minorenni.

Quattro persone sono state fermate a Ginevra in relazione con l’aggressione avvenuta nelle prime ore di domenica in un parco cittadino, annuncia...

Quattro persone sono state fermate a Ginevra in relazione con l’aggressione avvenuta nelle prime ore di domenica in un parco cittadino, annuncia il Ministero pubblico. La vittima, un giovane di 21 anni, era stato ricoverato in coma all’ospedale.

L’inchiesta condotta dalla brigata dei minorenni ha permesso di fermare, fra ieri e oggi, due maggiorenni e due minori, tutti cittadini svizzeri residenti a Ginevra e nella Francia limitrofa. Nei riguardi dei due maggiorenni – entrambi nati nel 1997 – è stato aperto un procedimento per aggressione e tentato omicidio.

Il Tribunale delle misure coercitive si pronuncerà sulla loro detenzione preventiva. I due ragazzi più giovani, in merito ai quali il Ministero pubblico non fornisce informazioni, sono stati deferiti al Tribunale dei minori.

Il 21enne vittima dell’aggressione è tuttora ricoverato in condizioni critiche. Il giovane era stato aggredito nelle prime ore del mattino di domenica nel parco La Perle du Lac, poco dopo il fuoco d’artificio delle Feste di Ginevra. Stando a 20 minutes, che ha rivelato il fatto, la vittima sarebbe stata confrontata ad un gruppo di giovani che gli avrebbero chiesto una sigaretta. Avendo rifiutato perché non ne aveva, il ragazzo sarebbe stato colpito violentemente alla testa con un pugno americano. (Ats)

18.8.2017, 17:112017-08-18 17:11:09
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Altdorf: killer su commissione liberato ed espulso 

Il cittadino croato, che nel 2010 aveva aveva sparato – ferendola soltanto – all’ex moglie di un oste di Erstfeld (UR) si presume su incarico di quest’ultimo, è...

Il cittadino croato, che nel 2010 aveva aveva sparato – ferendola soltanto – all’ex moglie di un oste di Erstfeld (UR) si presume su incarico di quest’ultimo, è stato rilasciato dopo aver scontato i due terzi della pena di otto anni e mezzo inflittagli dalla giustizia urana.

La notizia, pubblicata dalla stampa locale, è stata confermata all’ats del segretario generale del Dipartimento urano di giustizia, Emanuel Strub. Il cittadino balcanico, liberato già alcuni giorni fa, è nel frattempo stato espulso dalla Svizzera e non vi potrà far ritorno per un lungo periodo.

Per quanto riguarda l’oste, che avrebbe incaricato il croato dell’omicidio, è attesa una sentenza definitiva dopo una procedura lunga e costellata da intoppi. Il Tribunale d’appello di Altdorf (UR) lo ha prosciolto dall’accusa, sentenza rimandata al mittente dal Tribunale federale lo scorso aprile. (Ats)

18.8.2017, 15:412017-08-18 15:41:19
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Record del mondo a piedi nudi: missione compiuta

Infranto un record del mondo: il 53enne tedesco Aldo Berti ha finora percorso a piedi nudi 2'084 chilometri partendo da Rügen, isola situata a nord della Germania,...

Infranto un record del mondo: il 53enne tedesco Aldo Berti ha finora percorso a piedi nudi 2'084 chilometri partendo da Rügen, isola situata a nord della Germania, in direzione della Svizzera. Domenica taglierà il traguardo della sua personale sfida a Einsiedeln (Sz).

"Oggi ho infranto il record del mondo", ha affermato il 53enne all’Aats dopo il suo arrivo a Fischingen (Tg). Il suo Gps personale indica 2084 chilometri dopo 82 giorni di cammino e il precedente record, siglato nel 2016 dall’irlandese Eamon Keavenen, era di 2080 chilometri in 104 giorni.

Berti è partito lo scorso 28 maggio percorrendo tra i 25 e i 39 km al giorno e prevede di arrivare a Einsiedeln nella giornata di domenica. Nel corso del tragitto il 53enne ha anche raccolto fondi per opere di beneficenza in favore di tre associazioni di aiuto ai bambini.

18.8.2017, 15:372017-08-18 15:37:09
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L'ultima strega avrà un museo

Aprirà i battenti questo fine settimana a Ennenda, nel canton Glarona, il nuovo museo dedicato a Anna Göldi, ultima strega d’Europa, condannata da un tribunale glaronese e decapitata il...

Aprirà i battenti questo fine settimana a Ennenda, nel canton Glarona, il nuovo museo dedicato a Anna Göldi, ultima strega d’Europa, condannata da un tribunale glaronese e decapitata il 13 giugno 1782 all’età di 48 anni.

La nuova esposizione sarà ospitata della Hänggiturm, un vecchio stabilimento tessile. Anna Göldi, accusata di aver avvelenato una bambina di 8 anni, fu riabilitata nel 2008: il parlamento glaronese annullò la condanna e riconobbe che Göldi fu vittima di un "assassinio giudiziario". (Ats)

18.8.2017, 08:212017-08-18 08:21:54
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Sì a Previdenza vecchiaia e ad altri oggetti al voto, secondo il sondaggio gfs.bern

Le tre proposte in votazione il prossimo 24 settembre sarebbero state tutte approvate se lo scrutinio si fosse tenuto a...

Le tre proposte in votazione il prossimo 24 settembre sarebbero state tutte approvate se lo scrutinio si fosse tenuto a inizio agosto. Questo almeno secondo il sondaggio realizzato dall’istituto gfs.bern che per la Ssr Srg dà un 53% di favorevoli alla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 e al relativo aumento dell’imposta sul valore aggiunto. Per il decreto federale sulla sicurezza alimentare si profila invece un netto 65% di "sì". La partecipazione rilevata è del 55%.

Le differenze tra le regioni linguistiche per la Previdenza 2020 sono "incredibilmente deboli", rileva gfs.bern: anche nella Svizzera italiana i favorevoli alla riforma pensionistica e al connesso aumento dell’Iva sono il 53%, mentre la proposta sulla sicurezza alimentare raccoglie il 58% dei favori. Il sondaggio è stato realizzato telefonicamente dal 31 luglio al 10 agosto su un campione di 1205 persone: 704 nella Svizzera tedesca, 301 in Romandia e 200 nella Svizzera italiana. Il margine di errore è di +/- 2,9 punti percentuali, con una probabilità del 95%, scrive gfs.bern.


Sì di misura per la Previdenza 2020

Le intenzioni di voto per la Legge federale sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 e il decreto federale sul finanziamento supplementare dell’Avs mediante l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto indicano una debole maggioranza assoluta del 53%. Il sondaggio rileva che i contrari sono il 42% per la riforma e il 41% per l’Iva, mentre gli indecisi sono rispettivamente il 5 e il 6%. I fautori del "sì" iniziano la campagna con un vantaggio rispettivamente di 11 e 12 punti percentuali. .


Vantaggio risicato anche per l'aumento dell'Iva

Il progetto sull’aumento dell’Iva rileva risultati simili a quelli di Previdenza 2020: un 44% di intervistati convinti (22% chiaramente a favore, 22% fermamente contraria) e 50% di opinione moderata (31% piuttosto a favore, 19% piuttosto contrari), mentre gli indecisi si attestano al 6%. Nonostante il legame tra i due progetti – sia a livello di contenuto, sia di conseguenze dal momento che se una delle due non viene accettata decade anche la seconda – alcuni votanti hanno espresso intenzioni di voto divergenti: il 7% di favorevoli all’aumento dell’Iva rifiuta la riforma e si registra lo stesso dato anche per la situazione inversa. Il 44% soltanto degli intervistati si mostra coerente con un doppio "sì", mentre i doppi "no" si attestano al 34%. Per quanto riguarda la riforma Previdenza 2020, il 40% ha un’opinione ferma (21% chiaramente a favore, 19% decisamente contraria), il 45% ha un’opinione moderatamente affermata (32% piuttosto a favore, 23% piuttosto contrari) e gli indecisi sono il 5%


La sicurezza alimentare verso un netto "sì"

A livello svizzero i votanti assolutamente o tendenzialmente favorevoli al decreto sulla sicurezza alimentare sono il 65%, i contrari il 18% e gli indecisi il 17%. Se in Ticino il sì sarebbe accolto con il 58% dei consensi, nella Svizzera tedesca i favorevoli rappresentano il 62% e il dato è ancora maggiore in Romandia (73%). (Ats) 

18.8.2017, 06:502017-08-18 06:50:00
Stefano Guerra @laRegione

Cannabis legale, a condizione che...

La canapa ‘light’ (quella con meno dell’1 per cento di Thc) si vende sempre di più in Svizzera. E la diffusione dell’erba legale accende anche nella Confederazione il dibattito...

La canapa ‘light’ (quella con meno dell’1 per cento di Thc) si vende sempre di più in Svizzera. E la diffusione dell’erba legale accende anche nella Confederazione il dibattito sulla regolamentazione della cannabis. Un sondaggio telefonico realizzato dall’istituto gfs.bern porta ora acqua al mulino dei fautori della depenalizzazione. Stando all’indagine, due terzi degli svizzeri (66 per cento) sono favorevoli – a determinate condizioni – a un allentamento della legge attuale, che proibisce la vendita e il consumo di prodotti a base di canapa con un contenuto di Thc superiore all’1 per cento.

Tutte le regioni linguistiche preconizzano un cambiamento della legge, rivela lo studio pubblicato mercoledì da Fachverband Sucht e dall’omonima associazione romanda, il Groupement romand d’...

17.8.2017, 19:522017-08-17 19:52:18
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Turgovia: animalisti acquistano la maggior parte dei cavalli maltrattati

È stata un successo la vendita all’asta, tenutasi oggi a Schönbühl, nei pressi di Berna, dei cavalli dell’allevatore turgoviese accusato...

È stata un successo la vendita all’asta, tenutasi oggi a Schönbühl, nei pressi di Berna, dei cavalli dell’allevatore turgoviese accusato di maltrattamenti agli animali. Circa 500 interessati si sono presentati al Centro di competenza del servizio veterinario e animali dell’esercito, un centinaio dei quali pronti a pagare i 500 franchi di prezzo iniziale proposto.

Complessivamente erano 80 i cavalli messi all’asta. Tutti sono stati venduti salvo un pony, che è stato affidato a un gruppo di reclute. Quattro persone hanno infatti provato alle autorità che tredici dei 93 esemplari che si trovavano nella fattoria di Hefenhofen (TG) erano di loro proprietà, ha indicato all’ats il portavoce dell’esercito Daniel Reist. I

l Canton Turgovia, che ha organizzato l’asta, ha incassato in tutto 140’000 franchi e ha indicato che i soldi serviranno in primo luogo a coprire le spese assunte. Se ne rimarranno andranno al proprietario accusato dei maltrattamenti, che è stato arrestato e poi ricoverato a scopo di assistenza.

Chi ha acquisito un esemplare ha dovuto firmare un contratto nel quale viene stipulato che tratterà il cavallo conformemente alla legislazione sulla protezione degli animali. La maggior parte dei quadrupedi è finita nella mani di organizzazioni animaliste che hanno unito le forze per presentare offerte comuni, cosa che ha irritato non poco gli altri potenziali acquirenti.

Si tratta di associazioni provenienti dal canton Turgovia il cui obiettivo è "riportare a casa" gli animali evitando che finiscano direttamente dal macellaio. Lo scandalo dei maltrattamenti è diventato oggetto di cronaca a inizio agosto, quando il quotidiano svizzerotedesco Blick ha pubblicato alcune foto scattate da una ex dipendente dell’allevatore, che aveva parlato di tredici cavalli lasciati morire di fame in sei mesi.

Nelle immagini si vedevano equini denutriti, che giacevano a terra in fin di vita o addirittura morti. L’allevamento di Hefenhofen nel frattempo è stato chiuso. Sul posto sono stati trovati una novantina di cavalli, un centinaio di maiali, una cinquantina di bovini, una dozzina di pecore, tre capre e alcuni lama. Il medico cantonale ha ordinato un ricovero a scopo di assistenza per l’allevatore, che non potrà più tenere animali.

17.8.2017, 18:102017-08-17 18:10:53
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Consiglio anziani: anche i milionari sono persone

I milionari sono anche delle persone: questo il titolo del secco comunicato stampa divulgato dal Consiglio Svizzero degli anziani (Csa), che rappresenta gli...

I milionari sono anche delle persone: questo il titolo del secco comunicato stampa divulgato dal Consiglio Svizzero degli anziani (Csa), che  rappresenta gli interessi economici e sociali delle persone anziane.

 "La campagna del no contro la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 - spiega il comunicato - contesta  il fatto che anche i milionari percepiranno 70 franchi al momento di andare in pensione.

"E‘ tuttavia noto che per l’AVS le cittadine e i cittadini sono uguali. I contributi per finanziare l’AVS provengono totalmente dai redditi da attività lucrative. La rendita che i benestanti ricevono è tuttavia uguale a quella di qualsiasi beneficiario AVS. I ricchi partecipano quindi in maniera notevole a finanziare l‘AVS.

"Il Csa non considera un privilegio il fatto che i benestanti possano beneficiare di un supplemento alla loro rendita AVS. Potrebbero magari utilizzarlo per una buona causa, il tutto esente da tasse!

 "Da ultimo ci sia concesso affermare che i ricchi non hanno bisogno dell’AVS, ma quest’ultima ha anche bisogno dei ricchi!"

17.8.2017, 17:122017-08-17 17:12:04
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Una nuova cybertruffa colpisce chi fa e-banking

È in arrivo una nuova truffa contro chi gestisce il proprio conto bancario online. Da circa due settimane si è verificato un aumento degli attacchi durante i quali i...

È in arrivo una nuova truffa contro chi gestisce il proprio conto bancario online. Da circa due settimane si è verificato un aumento degli attacchi durante i quali i criminali informatici tentano di impossessarsi dei dati contenuti nelle lettere di attivazione all’e-banking inviate dalle banche.

La banca solitamente trasmette ai clienti i dati di attivazione all’e-banking per posta. I criminali cercano poi di ottenere le informazioni del conto bancario online invitando le vittime a fornire una copia o una fotografia della lettera di attivazione, indica in un comunicato odierno la Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione (MELANI).

In questa lettera sono contenuti dati sensibili e anche un codice QR, una specie di mosaico che deve essere fotografato oppure scannerizzato tramite un’applicazione sul telefonino. Questo serve per accedere per la prima volta al conto online da un dispositivo mobile.

Grazie alle informazioni e ai dati, tra cui il codice QR, contenuti nella lettera d’attivazione, i criminali hanno la possibilità di accedere al conto online della vittima tramite un altro smartphone.

In relazione all’e-banking, MELANI consiglia dunque di conservare la lettera d’attivazione e non trasmetterla a terze persone. In caso di dubbio bisogna contattare telefonicamente la propria banca, indica la nota. Inoltre è opportuno controllare importo e destinatario (nome, IBAN) di ogni pagamento effettuato e accertarsi che al momento dell’accesso all’e-banking si confermi effettivamente il login e non un pagamento. In caso di anomalie bisogna contattare immediatamente la banca, suggerisce MELANI. (Ats)

17.8.2017, 16:162017-08-17 16:16:42
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"La Quotidiana" continuerà a vivera

"La Quotidiana", unico organo stampato d’informazione in lingua romancia, non chiuderà alla fine di quest’anno come paventato. Quattro partner hanno infatti raccolto 200 mila...

"La Quotidiana", unico organo stampato d’informazione in lingua romancia, non chiuderà alla fine di quest’anno come paventato. Quattro partner hanno infatti raccolto 200 mila franchi per permettere la sopravvivenza del foglio grigione.

Per il 2018, una società costituita ad hoc dalla Lia Rumantscha assieme alla fondazione ANR (l’agenzia di stampa Agentura da novitads rumantscha) si accollerà una parte dei costi salariali.

Queste due entità hanno promesso 50 mila franchi a testa, cui se ne aggiungono altri 50 mila del Cantone e altrettanti da parte della Confederazione, come ha indicato oggi il presidente della Lia Rumantscha, Johannes Flury, durante una conferenza stampa.

Dal marzo scorso la situazione de "La Quotidiana" si è fatta difficile quando l’editore Somedia ha annunciato che avrebbe coperto i deficit del giornale solo fino al 31 dicembre di quest’anno.

Da qui l’urgenza di intervenire per evitare l’irreparabile e la ricerca spasmodica di nuove fonti di finanziamento per un organo sorto 20 anni fa e che può contare su 6000 abbondati.

Dei 200 mila franchi, il grosso della somma – ossia 150 mila – serviranno per mantenere in vita il quotidiano, mentre altri 50 mila verranno utilizzati per finanziare un progetto riguardante i media di lingua romancia, sia su carta che digitali, promosso dalla Lia Rumantscha – l’organizzazione con sede a Coira che raggruppa tutte le associazioni socioculturali romance – che dovrà essere attuato a partire nel 2019.

Il progetto si pone come obiettivo di sviluppare una strategia concordata con tutte le parti interessate per i media che impiegano questo idioma. Idee concrete, dopo aver sentito anche il parere dei lettori, dovranno essere presentate nell’autunno 2018.

17.8.2017, 15:322017-08-17 15:32:46
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Uccisione in moschea, parlamentare Udc condannato per commenti sui social

Il Tribunale distrettuale di Sion ha condannato il consigliere nazionale Jean-Luc Addor (Udc) per discriminazione razziale. Gli è stata...

Il Tribunale distrettuale di Sion ha condannato il consigliere nazionale Jean-Luc Addor (Udc) per discriminazione razziale. Gli è stata inflitta una pena pecuniaria sospesa condizionalmente per commenti da lui pubblicati sui social network dopo l’uccisione di uno svizzero di origine kosovara, avvenuta nell’agosto 2014 in una moschea di San Gallo (da parte di un serbo pure di origini kosovare). Scrivendo "On en redemande" ("ne vogliamo ancora!") il 22 agosto 2014 su Twitter e Facebook, quand’era ancora deputato nel Gran consiglio vallesano, Addor ha infranto la norma penale contro la discriminazione razziale, indica il Tribunale in un comunicato odierno ripreso dall'Ats.

I giudici hanno condannato il democentrista a 60 aliquote giornaliere di 300 franchi l’una, sospese per due anni. Durante il processo svoltosi il 23 maggio scorso, il Procuratore generale aggiunto Jean-Pierre Gretter aveva chiesto 75 aliquote, anch’esse sospese per due anni. Marc Bonnant, il legale del parlamentare, aveva tentato di dimostrare ai giudici che il suo assistito aveva voluto fare per ironia una "antifrasi", una figura retorica che consiste nell’esprimersi con termini di significato opposto a ciò che si pensa. Per il Tribunale, invece, "il lettore medio non accorto non poteva ravvisare nel tweet in causa una qualsiasi ironia". I commenti di Addor "hanno dato l’impressione che a causa della loro appartenenza religiosa, i membri della comunità musulmana sono persone la cui vita ha meno valore". Il "messaggio discriminatorio era obiettivamente suscettibile di creare, rafforzare o sostenere un atteggiamento ostile nei riguardi della comunità musulmana", sentenzia il Tribunale.

Per l’avvocato Bonnant, che durante il processo aveva chiesto il proscioglimento del consigliere nazionale, la decisione del Tribunale di Sion dimostra invece che "l’islam radicale strumentalizza la giustizia svizzera" e che "i giudici di Sion applicano involontariamente la sharia, vietando le critiche nei riguardi dell’islam". Il legale non si è pronunciato sull’eventuale inoltro di un ricorso.

Ex giudice istruttore, membro dell’ordine degli avvocati vallesani, all’epoca dei messaggi Addor era deputato nel Gran Consiglio vallesano e figurava fra i possibili candidati del partito per il Consiglio nazionale. Il democentrista era stato denunciato dal Consiglio centrale islamico della Svizzera (Ccis), ma la discriminazione razziale è un’infrazione perseguita d’ufficio. (Ats)

17.8.2017, 12:352017-08-17 12:35:58
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Niente patente di guida per 16enni

Il Consiglio federale non intende introdurre la possibilità di conseguire la licenza per allievo conducente già dai 16 anni, come richiesto in una mozione del consigliere nazionale...

Il Consiglio federale non intende introdurre la possibilità di conseguire la licenza per allievo conducente già dai 16 anni, come richiesto in una mozione del consigliere nazionale vallesano Philippe Nantermod (Plr).

L’età minima per l’ottenimento della licenza per allievo conducente è in fase di discussione nel quadro della consultazione riguardante la revisione delle prescrizioni concernenti la licenza di condurre, ricorda il governo. Quest’ultimo propone di abbassare a 17 anni l’età richiesta, dal momento che s’intende fissare a un anno la durata minima del periodo di guida accompagnata.

A mente del consigliere nazionale Nantermod, la soglia dei 17 anni proposta dal Consiglio federale non è invece "sufficientemente ambiziosa". "È infatti a 16 anni che i giovani, potendo guidare gli scooter, si trovano concretamente in mezzo al traffico", afferma nel testo. Questo limite di età appare, a suo avviso, "più coerente con le fasi della vita, la formazione e le prescrizioni vigenti in materia di licenza di condurre".

L’esecutivo respinge la mozione anche per motivi di ordine procedurale, in ragione della consultazione in corso fino al 26 ottobre, durante la quale è possibile contribuire alla definizione delle prescrizioni partecipando alla procedura in corso fino al 26 ottobre. (Ats)

17.8.2017, 12:082017-08-17 12:08:35
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Centri d'internamento per stranieri, no del Consiglio federale

Gli stranieri che dovrebbero lasciare la Svizzera in ragione di una domanda d’asilo respinta non saranno collocati in centri di internamento. Lo ha...

Gli stranieri che dovrebbero lasciare la Svizzera in ragione di una domanda d’asilo respinta non saranno collocati in centri di internamento. Lo ha stabilito il Consiglio federale in risposta a una mozione in tal senso dall’Unione democratica di centro. La richiesta del gruppo voleva "incentivare le partenze volontarie e minimizzare i rischi per il pubblico" nei casi in cui l’esecuzione dell’allontanamento è inammissibile o impossibile.

L’esecutivo, nella sua risposta, fa presente che l’internamento in uno stabilimento chiuso è stato abolito nel 1995 con l’introduzione della legge federale concernente misure coercitive in materia di diritto degli stranieri. Ciò è avvenuto in particolare a causa dell’incompatibilità della normativa dell’epoca con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Cedu).

Gli autori della mozione chiedono l’internamento delle persone il cui allontanamento è ritenuto "inammissibile" poiché vi si oppongono impegni internazionali assunti dalla Svizzera. Secondo la legge, una privazione della libertà è infatti ammissibile soltanto se è in corso una procedura d’espulsione o d’allontanamento. Secondo il Consiglio federale, inoltre, attualmente vi sono sufficienti possibilità di imporre l’obbligo di partenza o l’espulsione di una persona. Il governo propone pertanto di respingere la mozione (Ats).