Svizzera

Ieri, 21:102017-12-15 21:10:15
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Era un 22enne keniota la vittima del mortale nel Gottardo

Era un keniano di 22 anni l’uomo che mercoledì mattina è morto nel tragico incidente avvenuto nel San Gottardo, costato la vita pure a un camionista...

Era un keniano di 22 anni l’uomo che mercoledì mattina è morto nel tragico incidente avvenuto nel San Gottardo, costato la vita pure a un camionista svizzero di 78 anni.

Come anticipato dal 'Blick', il giovane, che con la propria Mitsubishi aveva invaso la corsia di contromano schiantandosi contro il mezzo pesante, viveva a Rheinfelden (Land tedesco del Baden-Württemberg) e si chiamava Julius. A bordo dell’auto del 22enne erano presenti anche altri quattro africani, rimasti feriti. Non è chiaro se anche loro provenissero dal Kenya. «Non sono più in pericolo di vita», assicura però Sonja Aschwanden, portavoce della polizia cantonale urana.

La salma è ancora in Svizzera. «Il trasferimento è troppo costoso per la sua famiglia», spiega al quotidiano svizzerotedesco un amico del 22enne. Il trasferimento in Germania costerebbe infatti circa 7mila franchi.

Il giovane aveva appena terminato gli studi per diventare infermiere. Amici e famigliari stanno ora raccogliendo denaro attraverso una raccolta di fondi sui social media affinché il suo corpo possa essere sepolto in Germania. Ma resta poco tempo. «Se l'importo non verrà versato entro martedì prossimo, Julius sarà cremato», conclude l'amico, sentito dalla testata zurighese.

Ieri, 17:042017-12-15 17:04:56
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Condannata a 18 mesi la jihadista 'viaggiatrice'

Diciotto mesi di carcere parzialmente sospesi: è la condanna inflitta oggi dal Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona alla trentenne svizzera accusata di "...

Diciotto mesi di carcere parzialmente sospesi: è la condanna inflitta oggi dal Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona alla trentenne svizzera accusata di "viaggi con finalità jihadiste". Alla donna è stato contestato di essere simpatizzante dei gruppi Al-Qaida e Stato islamico (Isis) e le organizzazioni associate, in violazione alla legge federale che li vieta. La difesa aveva chiesto l’assoluzione.

Per la condannata un trattamento psicologico Al termine del processo, il giudice unico Stefan Heimgartner ha optato per una pena di 18 mesi: 6 mesi da scontare e 12 sospesi con la condizionale per un periodo di prova di 3 anni. Durante questo periodo la donna sarà in libertà vigilata e dovrà sottoporsi a un trattamento psicologico.

Obbligo di presentarsi in polizia Il magistrato ha anche prolungato fino al prossimo 14 marzo la confisca di passaporto, carta di identità e patente: la 31enne dovrà inoltre continuare a presentarsi ogni settimana alla polizia cantonale zurighese.

Ancora ignoti i motivi della radicalizzazione La donna, presentatasi in aula con il capo coperto dallo hijab, ha ripetutamente rifiutato di rispondere alle domande del giudice sulla sua vita e sulle motivazioni che l’hanno spinta ad aderire all’Isis. La 31enne, con un bachelor in economia aziendale, si è convertita all’islam nel 2009 e un anno dopo si è trasferita da Winterthur al Cairo assieme al marito egiziano; l’anno successivo dall’unione è nato un figlio. La relazione con il marito si è col tempo raffreddata e parallelamente è iniziata la radicalizzazione della donna. Ciò è avvenuto soprattutto attraverso internet, in particolare grazie ai film del predicatore tedesco Pierre Vogel.

Il viaggio in Siria per unirsi all'Isis Nel dicembre 2015 la donna ha venduto tutti i propri averi per finanziare il viaggio per sé e per il bambino fino in Siria. Il passaggio dalla località egiziana di Marsa Matrouh fino a Creta le sarebbe costato 12mila franchi. Dall’isola greca ha poi raggiunto Atene in volo e da lì, passando dalla Turchia, avrebbe dovuto giungere in Siria dove progettava di unirsi alle file dell’Isis a Raqqa.

L'arresto nel 2016 È stata arrestata dalle autorità greche il 2 gennaio 2016 alla frontiera con la Turchia. La donna comunque non si è data per vinta e ha tentato altre due volte di raggiungere la Siria. L’imputata è stata arrestata l’11 gennaio 2016 al suo arrivo in Svizzera. È stata rilasciata il giorno dopo ma le sono stati ritirati passaporto, carta di identità e patente e da allora ha dovuto presentarsi ogni settimana alla polizia cantonale zurighese.

Ha respinto i valori occidentali Secondo la procuratrice federale Juliette Noto, a spingere la zurighese a raggiungere lo Stato islamico è stata la convinzione che esso rappresenti l’unica possibilità per vivere da musulmana devota seguendo la legge islamica. La donna ha respinto i valori occidentali, ritenendo di non avere alcun futuro in Svizzera. La Confederazione, a suo avviso, è in lotta contro l’ISIS ed è quindi giusto che sia colpita da un attentato.

Ha messo in pericolo la vita del figlio Con la sua intransigenza nel sostenere questa idea, rileva il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), la donna è diventata una minaccia. In primo luogo mettendo in pericolo la vita del figlio, che non era in grado di decidere da solo ed è stato costretto a seguire la madre in un pericoloso viaggio sulla rotta del Mediterraneo. La donna ha però anche promosso la propaganda dell’Isis, caldeggiando atti terroristici nei paesi occidentali. Per questo motivo la procura aveva chiesto una pena di 24 mesi di carcere da scontare e il pagamento delle spese procedurali.

Le ragioni della difesa La difesa aveva invece inutilmente chiesto l’assoluzione: secondo Lukas Bürge, legale della donna, la libertà è da sempre anche la libertà di chi la pensa diversamente. La 31enne – ha invano ripetuto il difensore – non può essere punita solo per il fatto di pensare in maniera diversa rispetto alla maggioranza degli svizzeri e per aver voluto vivere in un sistema che corrisponde alle sue convinzioni religiose. Non le si può attribuire alcun incitamento alla violenza e neppure una partecipazione attiva alle attività criminali dell’ISIS. Inoltre, non vi è alcuna prova concreta che abbia voluto trasformare il figlioletto in un martire. (Ats/Red)

Ieri, 16:432017-12-15 16:43:10
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ll maltempo si abbatte sulla Svizzera

Forti piogge, accompagnate da raffiche di vento talvolta violente, si sono abbattute stanotte sulla Svizzera. Particolarmente toccati dal maltempo sono stati l’Altipiano e le...

Forti piogge, accompagnate da raffiche di vento talvolta violente, si sono abbattute stanotte sulla Svizzera. Particolarmente toccati dal maltempo sono stati l’Altipiano e le Prealpi, secondo MeteoSvizzera.

Frane e interruzioni di corrente

Il limite delle nevicate si è abbassato fino in pianura. In Vallese, una frana è avvenuta ieri in serata tra Val-d’Illiez e Les Crosets. Numerosi abitanti di Crosets e Champoussin non hanno ancora avuto la possibilità di rientrare nelle loro abitazioni e sono stati ospitati in un albergo e nella sala polivalente di Val-d’Illiez. Oggi sono stati avviati i lavori di ripristino e pulizia sulla parete rocciosa e la stada rimane tutt’ora chiusa al traffico. Non è ancora noto quando verrà riaperta. A Lucerna, le intemperie hanno provocato interruzioni di corrente nonché diversi smottamenti. Alcune strade sono ghiacciate o invase dal fango, in particolare a Emmen (Lu). Circa 7'000 famiglie sono rimaste senza elettricità nell’Entlebuch, nel Michelsamt e nel Seetal, indica in una nota odierna l’azienda elettrica della Svizzera centrale Ckw.

Ci sono stati disagi

I primi disagi si sono verificati poco prima di mezzanotte, seguiti da altre interruzioni di corrente nel corso della notte. I tecnici della Ckw sono ancora al lavoro per ripristinare le circa 20 zone danneggiate. Dalle 9.30 l’elettricità è ritornata nella maggior parte dei clienti, ma non è ancora chiaro fino a quando dureranno le interruzioni, precisa l’azienda. Sulla strada tra Entlebuch (Lu) e Schachen (Lu) una frana ha provocato la chiusura della strada che collega i due comuni, ha detto all’Ats un portavoce della polizia cantonale di Lucerna. Nessuno è rimasto ferito. I vigili del fuoco sono tutt’ora sul posto. Un’altra frana è stata segnalata nei pressi di Obernau (Lu), tra Malters e Kriens, ma la strada rimane percorribile. Diversi disagi si sono registrati anche nel canton Berna: tra le 18 di ieri e questa mattina sono giunte alla polizia cantonale bernese circa 80 segnalazioni in seguito alle intemperie, comunicano le forze dell’ordine su Twitter, precisando che non si registrano feriti.

I vigili del fuoco professionisti di Berna hanno annunciato di aver compiuto 15 interventi nel corso della notte, in particolare a causa della caduta di alberi e rami in strada e della presenza di acqua nelle case e nelle cantine. A essere colpite sono state soprattutto le regioni Seeland, Giura bernese, Mittelland, Emmental e Alta Argovia. Interruzioni di corrente si sono registrate nella zona di Thun, del Giura Bernese e dell’Emmental, indica oggi il gruppo energetico bernese Bkw. In totale 3'000 clienti sono stati colpiti dai blackout.

I danni della tempesta "Zubin"

Il Touring Club Svizzero (Tcs) segnala inoltre la chiusura della strada principale tra Zollhaus e Gurnigel per il rischio di valanghe. Stando a MeteoSvizzera, la tempesta "Zubin" ha causato forti precipitazioni da 30 a 40 litri per metro quadrato nelle Prealpi. A San Gallo sono stati registrati 56 litri d’acqua per metro quadrato, il record è stato raggiunto a Berneck (Sg) con 66 litri per metro quadrato. Sul Pilatus, vicino a Lucerna, si sono registrati forti venti fino a 107 km/h e anche in pianura, ad esempio a Mühleberg (Be), si sono toccati i 100 km/h. Anche la Svizzera romanda non è stata risparmiata: venti a 144 km/h a Les Diablerets (Vd) e 126 km/h al Moléson (Fr), annuncia MeteoSvizzera. Nel canton Friburgo la polizia ha compito 24 interventi a causa di cadute di alberi e di oggetti sulle strade. A Léchelles uno smottamento ha provocato la chiusura temporanea di una corsia in direzione di Grolley. La situazione si è lentamente ristabilita a partire dalle 2 di mattina, precisa la polizia cantonale. A causa della presenza di ghiaccio sulla strada, a Zurigo si sono verificati più di una decina di incidenti della circolazione, dovuti in particolare a una guida inadatta alle circostanze.

Già nella giornata di ieri la neve aveva perturbato il traffico dei bus sulle strade più ripide della città. I vigili del fuoco zurighesi sono inoltre intervenuti in dodici casi a causa della caduta di alberi.

Ieri, 14:002017-12-15 14:00:30
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Vietare il velo a scuola? Iniziativa Udc irricevibile in Vallese

L’iniziativa volta a vietare il velo islamico a scuola è stata dichiarata irricevibile oggi dal Gran consiglio vallesano. All’origine della...

L’iniziativa volta a vietare il velo islamico a scuola è stata dichiarata irricevibile oggi dal Gran consiglio vallesano. All’origine della proposta, la sezione locale dell’Udc ha lasciato per protesta la sala del legislativo e annunciato che si rivolgerà al Tribunale federale. I deputati Udc altovallesani se ne sono andati ancor prima dell’inizio del dibattimento, irritati per l’opposizione già manifestata dalla maggioranza del parlamento cantonale mercoledì, in occasione del dibattito sull’entrata in materia.

"Calpestate la democrazia e la volontà espressa da più di 4'000 cittadini. Fate il vostro lavoro sporco da soli", ha esclamato Michael Graber, prima di lasciare la sala con il suo gruppo. I granconsiglieri che hanno preso successivamente la parola hanno espresso, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, il parere che l’iniziativa popolare legislativa "per allievi a testa nuda nelle scuole pubbliche" sia anticostituzionale. "Non vi è alcun interesse pubblico a legiferare in merito a copricapi di qualsiasi tipo", ha sottolineato l’ecologista Thierry Largey.

L’Udc del Vallese romando e altri singoli deputati dei partiti borghesi hanno difeso invano l’iniziativa, la cui irricevibilità è stata decisa in un primo tempo con 93 voti favorevoli, 24 contrari e 4 astenuti. I membri dell’Udc del Vallese romando hanno quindi lasciato a loro volta la sala prima del voto finale, terminato con 90 voti a favore dell’irricevibilità, 8 contrari e 2 astenuti. Come già annunciato mercoledì in un comunicato, l’Udc vallesana ricorrerà contro questa decisione presso il Tribunale federale.

Anche se hanno rifiutato il testo democentrista, i parlamentari hanno chiesto lo svolgimento di un dibattito di fondo sulla questione del velo islamico a scuola, nonché l’elaborazione di basi legali al riguardo. Il consigliere di Stato Christophe Darbellay si è impegnato a sottoporre l’anno prossimo un testo "pragmatico, conforme all’interesse pubblico e rispettoso del principio della proporzionalità". "Trovo che il parlamento abbia dimostrato oggi un coraggio eccezionale", ha aggiunto il capo del dipartimento della formazione.

Ieri, 12:462017-12-15 12:46:37
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Donna svizzera accusata di jihadismo alla sbarra al Tpf di Bellinzona

È iniziato oggi davanti al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona il processo a una trentenne svizzera accusata di viaggi a finalità...

È iniziato oggi davanti al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona il processo a una trentenne svizzera accusata di viaggi a finalità jihadiste. Alla donna viene contestata la violazione della legge federale che vieta i gruppi Al-Qaïda e Stato islamico (Isis) e le organizzazioni associate.

Nel dicembre 2015 l’imputata, domiciliata a Winterthur, ha viaggiato illegalmente col figlio, allora di 4 anni, dall’Egitto in Grecia, per poi recarsi in Siria e unirsi ai combattenti dell’Isis. Ha venduto tutto ciò che aveva per finanziare il viaggio a Raqqa, in Siria. Secondo l’atto di accusa, ha pagato 12’000 franchi a un’organizzazione di trafficanti per essere condotta da Marsa Matrouh, in Egitto, a Creta. Ha proseguito in aereo fino ad Atene con l’intenzione di recarsi poi in Turchia e raggiungere infine la Siria. È stata arrestata dalle autorità greche il 2 gennaio 2016 alla frontiera con la Turchia. La donna comunque non si è data per vinta e ha tentato altre due volte di raggiungere la Siria, scrive il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc).

La 30enne, convertitasi all’Islam nel 2009, si è radicalizzata poco a poco attraverso internet, in particolare grazie ai film del predicatore tedesco Pierre Vogel. È convinta che ogni musulmano debba sostenere l’Isis e vivere secondo la legge islamica, scrive il Mpc. Ha respinto i valori occidentali e ritiene di non avere alcun futuro in Svizzera. La Confederazione, a suo avviso, è in lotta contro l’Isis ed è quindi giusto che sia colpita di un attentato. L’imputata è stata arrestata l’11 gennaio 2016 al suo arrivo in Svizzera. È stata rilasciata il giorno dopo ma le sono stati ritirati passaporto, carta di identità e patente e deve annunciarsi ogni giorno alla polizia cantonale zurighese.

Ieri, 12:172017-12-15 12:17:34
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'Le Matin' non stampa più il giornale: protesta in piazza a Losanna

Un centinaio di manifestanti, in gran parte giornalisti, ha protestato stamani a Losanna contro la politica del gruppo editoriale Tamedia....

Un centinaio di manifestanti, in gran parte giornalisti, ha protestato stamani a Losanna contro la politica del gruppo editoriale Tamedia. Denunciano in particolare lo smantellamento della stampa attraverso licenziamenti e la decisione di non più diffonder il quotidiano Le Matin in versione cartacea. "Tamedia uccide i vostri media", "Fake News: il futuro della stampa è radioso" si poteva leggere sugli striscioni dei dimostranti. "Stop al disprezzo, stop al cinismo", ha detto il giornalista Fabiano Citroni a nome delle redazioni di Le Matin e le Matin Dimanche. Tamedia è in buona salute, ha aggiunto ricordando che i risultati del gruppo sono in aumento (+37,1% nel primo semestre). I giornali invece soffrono e subiscono continue ristrutturazioni. I sindacati Impressum e Syndicom hanno chiesto una moratoria di due anni sui licenziamenti. L’edizione cartacea del Matin, con i suoi 50 collaboratori, deve essere mantenuta, sostengono.

Ieri, 12:042017-12-15 12:04:31
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Un autosilo di legno per 2'000 vetture: prima mondiale a Berna

Prima mondiale a Studen, nel canton Berna: un autosilo di tre piani per 2'000 veicoli è in corso di costruzione quasi completamente in legno. Stando...

Prima mondiale a Studen, nel canton Berna: un autosilo di tre piani per 2'000 veicoli è in corso di costruzione quasi completamente in legno. Stando a quanto indicato all’ats da Stephan Zaugg, che con la sua azienda ha concepito e sta realizzando l’opera, esistono progetti analoghi anche negli Stati Uniti, in Germania e in Austria, che non si sono però finora tramutati in realtà. Zaugg parla di una costruzione "brutalmente semplice", all’insegna del minimalismo. Gli elementi semi prefabbricati arrivano dall’Austria, perché in Svizzera non sono presenti le capacità per realizzarli: sono infatti necessarie diverse migliaia di metri cubi di legno. La scelta di optare per il materiale più naturale – invece che per il cemento armato – è legata al fatto che nella zona in cui sorge la struttura è presente una falda freatica. Secondo Zaugg non vi sono inoltre problemi riguardo a possibili incendi. Il parcheggio, già in parte utilizzato, sarà terminato e ufficialmente consegnato alla fine di marzo.

Ieri, 09:412017-12-15 09:41:09
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Con il carico troppo alto un camion rovina il soffitto della galleria: danni per oltre 80mila franchi

Danni per oltre 80mila franchi, l’illuminazione di una galleria fuori uso, un’automobile semidistrutta e...

Danni per oltre 80mila franchi, l’illuminazione di una galleria fuori uso, un’automobile semidistrutta e il traffico bloccato per circa cinque ore. Sono le conseguenze di un insolito incidente accaduto ieri pomeriggio nei pressi di Tiefencastel, nel canton Grigioni. I fatti sono avvenuti verso le 14, precisa la polizia cantonale in una nota. Il conducente di un automezzo diretto a Thusis, che trasportava una grande impalcatura di metallo, si è immesso in una galleria senza rendersi conto che il carico superava il limite indicato per l’altezza. Dopo pochi metri la struttura metallica ha urtato contro il soffitto del tunnel, distruggendo per un centinaio di metri l’illuminazione che vi era montata. L’attrezzatura è caduta, centrando un’automobile che circolava dietro al mezzo pesante e danneggiandola gravemente. Il traforo è stato chiuso al traffico fino alle 19. Stando alle prime stime, i danni materiali all’infrastruttura della galleria ammontano ad almeno 80mila franchi.

Ieri, 08:322017-12-15 08:32:19
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Bocciata dal Nazionale l'iniziativa per la sovranità alimentare

L’iniziativa "Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti" va bocciata. Lo ha stabilito oggi – tacitamente – il Consiglio...

L’iniziativa "Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti" va bocciata. Lo ha stabilito oggi – tacitamente – il Consiglio nazionale. Quest’ultimo ha anche deciso, con 126 voti contro 49 e 6 astensioni, di non opporle alcun controprogetto. Il risultato non è una sorpresa, la settimana scorsa, quando erano iniziati i dibattiti, si era già capito che il testo non aveva alcuna possibilità di essere approvato. Del resto, come ricordato oggi dal relatore commissionale Olivier Feller (PLR/VD), non v’era alcuna proposta di minoranza che ne chiedeva l’adozione. Secondo la maggioranza dei parlamentari che si sono espressi, infatti, le disposizioni già presenti attualmente nella Costituzione sono sufficienti, in particolare l’articolo sulla sicurezza alimentare approvato dalle urne il 24 settembre.

Ieri, 07:342017-12-15 07:34:25
@laRegione

Vento tempestoso: a nord delle Alpi 7mila famiglie rimaste senza elettricità

Forti piogge, accompagnate da raffiche di vento talvolta violente, si sono abbattute stanotte sulla Svizzera. Particolarmente...

Forti piogge, accompagnate da raffiche di vento talvolta violente, si sono abbattute stanotte sulla Svizzera. Particolarmente toccati dal maltempo sono stati l’Altipiano e le Prealpi, secondo MeteoSvizzera. Il limite delle nevicate si è abbassato fino in pianura. A Lucerna, le intemperie hanno provocato interruzioni di corrente nonché diversi smottamenti. Alcune strade sono state invase dal fango. Circa 7 mila famiglie sono rimaste senza elettricità nell’Entlebuch.

Ieri, 06:102017-12-15 06:10:00
Stefano Guerra @laRegione

Da osservati a sorvegliati

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e il Tribunale federale (Tf) pretendono una base legale chiara e dettagliata affinché un beneficiario di una assicurazione sociale possa essere ‘...

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e il Tribunale federale (Tf) pretendono una base legale chiara e dettagliata affinché un beneficiario di una assicurazione sociale possa essere ‘spiato’ se vi è il sospetto di abusi (vedi box). Dallo scorso anno Suva e uffici cantonali dell’Ai hanno pertanto sospeso l’osservazione dei presunti impostori. Potranno presto tornare a farlo, e in modo più incisivo. Con 32 voti contro 8 ieri il Consiglio degli Stati ha gettato le basi – via una modifica della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali – di una vera e propria sorveglianza che va ben oltre le ‘semplici’ osservazioni praticate fino allo stop dei tribunali.

La lotta agli abusi deve essere possibile anche ricorrendo ai localizzatori satellitari...

14.12.2017, 19:522017-12-14 19:52:36
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Frana di B0ndo, danni per 41 milioni di franchi

Ammontano a circa 41 milioni di franchi i danni totali delle colate di fango e detriti che hanno stravolto Bondo e la Valle Bregaglia alla fine della scorsa estate. A...

Ammontano a circa 41 milioni di franchi i danni totali delle colate di fango e detriti che hanno stravolto Bondo e la Valle Bregaglia alla fine della scorsa estate. A comunicarlo è il Comune di Bregaglia, che sottolinea come sarà costituita una commissione indipendente che vigilerà sull'impiego dei fondi donati. 

Un centinaio di edifici danneggiati Il Comune di Bregaglia è il più colpito: i danni all'infrastruttura comunale sono stimati in circa 10 milioni, mentre le misure di intervento immediato e i lavori di svuotamento del bacino di ritenzione verranno a costare sui 10 milioni anch'esse. I danni alla vecchia e alla nuova strada cantonale si aggirano invece sui 4 milioni, mentre le misure per ripristino e messa in sicurezza dell'approvigionamento di energia elettrica hanno costato 3 milioni. La più grande delle voci di spesa – 13,7 milioni – riguarda invece i danni a immobili, che saranno coperti dall'Assicurazione fabbricati dei Grigioni (Afg): nel complesso sono stati danneggiati 99 edifici di ogni tipo, di cui un terzo ha subito un danno totale. 

Cantone e Confederazione coprono gran parte dei costi A coprire la maggior parte dei costi – circa 16 milioni – saranno Cantone e Confederazione, mentre fino a 7,9 milioni saranno invece a carico del Comune e 13,7 dall'Afg e dalla Cassa per i danni di natura. Non comprese nelle stime sono invece le prestazioni delle assicurazioni private al Comune, alle aziende e ai privati. Sono 4'400 i giorni di servizio invece prestati dall'Esercito e dalla Protezione civile tra agosto e dicembre, mentre sono 30 i macchinari impiegati contemporaneamente.

Dalla beneficienza quasi 12 milioni Infine, Catena della Solidarietà, Patronato svizzero per i Comuni di montagna e il Comune di Bregaglia hanno raccolto fino a oggi un totale di 11,75 milioni di franchi in donazioni. Per regolare e vigilare sull'impiego di questi fondi, gli enti di assistenza, il Cantone e il Comune costituiranno congiuntamente un'apposita commissione per le donazioni.

14.12.2017, 17:212017-12-14 17:21:01
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Argovia, Trenta mesi al 24enne che investì e uccise una ciclista di 8 anni

Trenta mesi di prigione, di cui 12 da scontare: questa la pena inflitta oggi dal Tribunale distrettuale di Bremgarten (AG) a un 24enne...

Trenta mesi di prigione, di cui 12 da scontare: questa la pena inflitta oggi dal Tribunale distrettuale di Bremgarten (AG) a un 24enne che nel settembre 2016 investì e uccise con la sua auto una bimba di 8 anni che pedalava su una pista ciclabile. Il conducente, un ragazzo della regione che al momento dell’incidente aveva la patente da quattro mesi, è stato giudicato colpevole di omicidio colposo. La sentenza, non ancora definitiva, prevede un periodo di prova di tre anni per i 18 mesi di pena sospesi con la condizionale.

La bambina rincasava da scuola Il grave incidente risale al 12 settembre 2016. Il giovane conducente procedeva a una velocità superiore ai 100 chilometri orari su una strada ricca di curve fra Niederwil e Nesselnbach. Il ragazzo perse il controllo della sua vettura in una curva, investendo a piena velocità la bimba che con la sua bicicletta stava rincasando da scuola. La bambina si trovava su un pista ciclabile parallela alla strada. Un altro ragazzino di 9 anni che pure su trovava in bici riuscì a mettersi in salvo all’ultimo momento con un balzo.

L'auto viaggiava a oltre 100 all'ora La perizia ha stabilito che la vettura viaggiava ad una velocità fra 103 e 115 km/h al momento di uscire di strada. Durante il dibattimento, l’imputato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il Ministero pubblico chiedeva una condanna a 8 anni di reclusione per omicidio con dolo eventuale, in subordine una pena per omicidio colposo. La difesa ha provato a confutare la tesi del pirata della strada, chiedendo che giovane conducente venisse condannato a una pena pecuniaria per il mancato controllo del veicolo. (Ats/Red)

14.12.2017, 15:272017-12-14 15:27:30
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In calo il numero di richiedenti l'asilo: in novembre 1'443 domande

Il numero di richiedenti asilo diminuisce: a novembre sono state presentate 1'443 domande d’asilo in Svizzera, il 5,6% in meno rispetto al mese...

Il numero di richiedenti asilo diminuisce: a novembre sono state presentate 1'443 domande d’asilo in Svizzera, il 5,6% in meno rispetto al mese precedente e in calo del 26,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. Lo riferisce in una nota odierna la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). I principali Paesi di provenienza sono Eritrea (282 domande, +8 rispetto a ottobre), Siria (156, -112), Afghanistan (102, +11), Georgia (98, +28) e Turchia (88, -8). In novembre, la SEM ha liquidato in prima istanza 2415 domande d’asilo, di cui 515 con una decisione di non entrata in materia, 527 con la concessione dell’asilo e 764 con l’ammissione provvisoria. Nel mese di riferimento, 590 persone hanno lasciato la Confederazione sotto il controllo delle autorità, mentre 92 sono state trasferite in Svizzera. Da inizio a gennaio a fine novembre sono state presentate 16’887 domande d’asilo, rileva la SEM, precisando che alla luce degli sviluppi recenti si stima a 18’500 il numero complessivo di domande per il 2017.

14.12.2017, 15:222017-12-14 15:22:49
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Le Guardie di confine non ricevono i 2 milioni extra. Romano: 'Consiglio federale irresponsabile'

Votando il preventivo 2018 più basso, il Parlamento ha rinunciato oggi a stanziare due milioni di franchi...

Votando il preventivo 2018 più basso, il Parlamento ha rinunciato oggi a stanziare due milioni di franchi supplementari destinati al rimpolpare di 30 unità il Corpo delle guardie di confine. Un incremento che avrebbe fatto comodo, ha dichiarato all'ats il consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI), da anni in prima linea nel chiedere un rafforzamento del corpo. Romano ha definito "irresponsabile" e "un po' codardo" l'atteggiamento del Consiglio federale riguardo la migrazione illegale.

Parole forti, giustificate secondo il consigliere nazionale dalle affermazioni dello stesso Governo, secondo cui durante un anno vengono controllati in media tra il 30 e il 60% dei convogli ferroviari, pur sapendo che oltre il 70% dei migranti - sia che vogliano solo transitare oppure chiedere asilo in Svizzera - giunge in Svizzera proprio sfruttando questo mezzo di trasporto.

Per Romano si tratta di una situazione preoccupante visto che in media vengono controllati il 50% dei treni, come ha dovuto ammettere per la prima volta lo stesso Consiglio federale. Tale situazione, secondo il deputato di Mendrisio, "crea un problema di illegalità nel nostro paese perché vi sono persone nel nostro territorio di cui non siamo a conoscenza; tale situazione espone i migranti a tutta una serie di pericoli legati alla tratta di essere umani, allo sfruttamento e al lavoro nero".

Romano ha lamentato anche l'assenza di statistiche riguardanti la presenza di immigrati legali in Svizzera. Il Governo, tuttavia, si cava d'impiccio "dicendo che queste persone non vogliono restare in Svizzera, ma sono solo in transito verso altri Paesi europei".

Si tratta secondo Romano, "di un approccio irresponsabile e per certi versi anche codardo: il governo spera insomma che queste persone lascino la Svizzera senza alcun controllo e senza averne la certezza". Le istituzioni - ha aggiunto - non possono semplicemente dire "presumiamo che queste persone non si trovino sul nostro territorio". Secondo il consigliere nazionale, molti di questi migranti illegali vengono in Europa per migliorare la loro situazione economica: a suo parere, però, "nell'illegalità non si può raggiungere una condizione migliore".

Ecco perché, dal momento che la migrazione si concentra sui treni, un controllo mirato sui convogli che transitano in Svizzera rappresenterebbe l'approccio corretto sia per tutelare i migranti che per garantire la sicurezza. Trenta guardie in più avrebbero quindi fatto comodo, ha ribadito Marco Romano.

Ad ogni modo non è ancora detta l'ultima parola. Dopo la decisione del Parlamento sul preventivo, spetterà al dipartimento competente (quello delle finanze, n.d.r) trovare le risorse necessarie "grattando qua e là nei bilanci". Finora il Parlamento ha più volte espresso la volontà di aumentare gli effettivi.

Le Guardie di confine andrebbero anche impiegate alle frontiere e non in compiti di logistica. Le Camere federali hanno accolto una mozione in tal senso dello stesso Romano. A detta del deputato ticinese, sono in corso discussioni in seno ai Dipartimenti, soprattutto quello militare. Determinati compiti potrebbero essere trasferiti ad altre persone, come i soldati in ferma continuata, oppure ai privati, sgravando in tal modo le guardie di confine che potrebbero concentrarsi sui controlli alle frontiere e sui treni.

14.12.2017, 14:562017-12-14 14:56:52
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La Svizzera parteciperà a un maxi progetto ferroviario in America del Sud

La presidente della Confederazione Doris Leuthard ha incontrato oggi a Berna il presidente boliviano Evo Morales per discutere della...

La presidente della Confederazione Doris Leuthard ha incontrato oggi a Berna il presidente boliviano Evo Morales per discutere della partecipazione svizzera al mega-progetto ferroviario "Tren Bioceanico" in America del Sud. A Berna è stato siglato oggi un memorandum d’intesa sulla cooperazione per la realizzazione della linea transcontinentale.

Il progetto prevede la costruzione di una tratta di 3'750 chilometri, destinata al trasporto di merci e persone, che colleghi la città portuale brasiliana di Santos, sulla costa atlantica, al Perù, passando dalla Bolivia. "La Svizzera conosce bene l’importanza dei collegamenti ferroviari, in particolare a livello economico", ha detto la presidente della Confederazione. Sono proprio le conoscenze in materia ad aver spinto Morales a intraprendere il viaggio in Europa. "Un paese come la Svizzera ha il savoir-faire e le competenze per questo genere di progetto", ha rilevato il presidente boliviano.

La realizzazione dovrebbe iniziare nel 2019 e terminare entro il 2025, anno del bicentenario dell’indipendenza in Bolivia. Proprio quest’ultimo Paese sta promuovendo il progetto – sostenuto anche da Brasile, Perù, Uruguay e Paraguay – poiché non ha accesso diretto al mare. I costi stimati ammontano a circa 14 miliardi di franchi e le prime discussioni in merito alla sua attuazione sono previste a partire da gennaio. Circa 14 aziende svizzere e tedesche hanno creato un consorzio per lavorare sul progetto.

14.12.2017, 14:392017-12-14 14:39:32
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Accuse di sessismo e mobbing: l'Uni di Ginevra apre un'inchiesta

Confrontata da diversi mesi ad accuse ricorrenti di sessismo e atti di mobbing che avrebbero quale protagonista un vice-rettore, l’Università di...

Confrontata da diversi mesi ad accuse ricorrenti di sessismo e atti di mobbing che avrebbero quale protagonista un vice-rettore, l’Università di Ginevra ha deciso oggi l’apertura di un’inchiesta indipendente. Quest’ultima è stata affidata a Sabine von der Weid, presidente supplente delle Camere delle relazioni collettive di lavoro e a Luc Recordon, ex consigliere agli Stati vodese. Un rapporto è atteso per fine febbraio 2018, indica l’ateneo in un comunicato.

14.12.2017, 14:172017-12-14 14:17:43
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Stipendi delle aziende statali non oltre i 500mila franchi

In tutte le aziende nelle quali la Confederazione è la principale proprietaria o l’azionista di maggioranza lo stipendio più elevato non deve superare i...

In tutte le aziende nelle quali la Confederazione è la principale proprietaria o l’azionista di maggioranza lo stipendio più elevato non deve superare i 500’000 franchi. È quanto ha deciso oggi – con 111 voti contro 74 e 2 astensioni – il Consiglio nazionale approvando una mozione in tal senso di Corrado Pardini (PS/BE). Il testo passa agli Stati. Nella mozione del deputato viene spiegato che lo stipendio di riferimento è la retribuzione dei consiglieri federali. Ogni anno ci dovrà comunque essere un adeguamento al rincaro. Secondo la maggioranza dei deputati, non vi è alcuna motivazione plausibile sui motivi per cui il top management di un’impresa, che è totalmente o in parte di proprietà della Confederazione, debba essere remunerato in misura nettamente superiore ai membri del governo, che sopportano la responsabilità politica per le imprese. L’esecutivo, per il quale ha parlato il consigliere federale Ueli Maurer, ha cercato vanamente di convincere i deputati che un controllo sufficiente viene garantito attribuendo alle assemblee generali la competenza di stabilire l’importo massimo delle retribuzioni e degli onorari e inserendo negli statuti una soglia massima per la componente variabile dello stipendio. La regolamentazione sarebbe un’ingerenza eccessiva nella libertà aziendale, ha detto.

14.12.2017, 12:462017-12-14 12:46:51
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Incendio dentro un negozio a Thusis

Un incendio è divampato questa mattina nell’edificio che ospita una filiale del negozio Landi a Thusis (GR). Per il momento non si registrano feriti. Il magazzino e il punto...

Un incendio è divampato questa mattina nell’edificio che ospita una filiale del negozio Landi a Thusis (GR). Per il momento non si registrano feriti. Il magazzino e il punto vendita (circa 1’600 metri quadrati) sono stati interamente avvolti dalle fiamme, ha indicato Martin Walser, portavoce della polizia cantonale grigionese. I vigili del fuoco sono tuttavia riusciti a evitare che l’incendio si propagasse alla vicina stazione di servizio. Il rogo è divampato durante l’orario di apertura del negozio. I dipendenti sono riusciti a lasciare l’edificio e la polizia ritiene che anche tutti i clienti siano usciti in tempo, ma non c’è ancora la certezza assoluta. Il più grande pericolo è la densa presenza di fumo, ha spiegato il portavoce della polizia. Non è noto cosa abbia preso fuoco e quali sostanze siano state sprigionate. La polizia ha raccomandato alla popolazione di Thusis e dei villaggi vicini di tenere chiuse le finestre.

14.12.2017, 12:182017-12-14 12:18:09
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I furbetti dell'assicurazione? In Svizzera si potranno spiare

In Svizzera deve essere possibile "spiare" un beneficiario di un'assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi, anche ricorrendo ai localizzatori...

In Svizzera deve essere possibile "spiare" un beneficiario di un'assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi, anche ricorrendo ai localizzatori satellitari. È quanto prevede la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) approvata oggi dal Consiglio degli Stati con 32 voti conto 8 e una astensione. In seguito ad alcune sentenze – del Tribunale federale (TF) e della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) –, le autorità hanno sospeso le sorveglianze dei presunti impostori a causa di una mancanza di basi legali. Per poter rapidamente riprendere la lotta contro gli abusi nel campo delle assicurazioni sociali è dunque necessario modificare la LPGA per creare tali fondamenti giuridici. La legge disciplina anche i luoghi in cui si possono svolgere le osservazioni, le condizioni per poterle commissionare a specialisti esterni e per impiegare il materiale di terzi relativo all’osservazione nonché le modalità e i tempi per l’informazione delle persone interessate. Regolamentata è anche la consultazione e la distruzione del materiale raccolto. (ats)