Svizzera

Oggi, 07:592017-06-27 07:59:28
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Vaccini: uno svizzero su due non si fida del medico

A favore o contro la somministrazione di un vaccino: i pazienti svizzeri non lasciano scegliere solo il medico. Una persona su due, emerge infatti da un'indagine...

A favore o contro la somministrazione di un vaccino: i pazienti svizzeri non lasciano scegliere solo il medico. Una persona su due, emerge infatti da un'indagine di 'comparis.ch' pubblicata stamane, vuole essere coinvolta nel processo di decisione e si informa in autonomia prima di sottoporsi all’immunizzazione. Solo il 21 per cento degli intervistati ha dichiarato di seguire incondizionatamente la proposta di vaccino avanzata dal medico. Secondo Felix Schneuwly, esperto di casse malati di 'comparis.ch', i risultati di questo sondaggio danno adito a una duplice interpretazione: «Da un lato i pazienti svizzeri si rendono autonomi e mettono in discussione le raccomandazioni dei medici. Dall’altro molti non tengono conto dei dati scientifici».

Mettere in discussione in modo critico un consiglio relativo a vaccinazioni incontra infatti una certa accettazione da parte della società: circa il 65 per cento degli intervistati indica che a determinate condizioni il rifiuto di vaccinarsi non deve per forza essere sbagliato. Solo una persona su quattro, invece, è convinta che opporsi alle indicazioni del medico sia irresponsabile. 

Ma sui bimbi non si scherza

Spaventa, invece, Schneuwly il fatto che nel sondaggio quasi un 25 per cento abbia dichiarato di non voler seguire per principio una raccomandazione medica di vaccinazione: «Il recente caso italiano dimostra quanto siano importanti vaccinazioni mirate: lo Stato è stato costretto a introdurre l’obbligo di vaccinazione per tenere sotto controllo un’epidemia di morbillo dilagante». Se invece i genitori avessero fatto vaccinare i propri figli sistematicamente, non si sarebbe proprio arrivati a un’epidemia così pericolosain Italia.

Soprattutto quando si tratta di vaccini di bambini, però, gli svizzeri scherzano poco. Più del 60 per cento degli intervistati non comprende come i genitori possano evitare di vaccinare i propri figli contrastando le raccomandazioni del medico. Secondo il 40 per cento circa questi genitori non comprendono la loro responsabilità e il 22 per cento ritiene opportuno obbligare per legge i genitori a far vaccinare i figli. Tuttavia, quanto ancora sia controversa la tematica emerge dalle dichiarazioni di quegli intervistati che invece considerano plausibile la scelta dei genitori di non vaccinare i figli: quasi il 40 per cento è convinto infatti che, proprio in virtù di tale rifiuto, questi genitori percepiscano particolarmente bene la loro responsabilità.


Poco interesse per il vaccino contro le zecche

 I morsi di zecca possono provocare una meningoencefalite che nel peggiore dei casi può essere mortale. Da questo rischio enorme ci si può proteggere con una vaccinazione preventiva. Tuttavia, una maggioranza schiacciante degli utenti di Comparis intervistati ne rimane piuttosto indifferente: il 70 per cento dichiara di non essersi fatto vaccinare, mentre solo il 30 per cento si è deciso a favore. Alla richiesta di indicare i motivi di questo rifiuto, un terzo degli intervistati dichiara di non essere mai venuto a contatto con zecche. Quasi un altro terzo spiega di aver deciso con consapevolezza di sottoporsi solo a pochissime vaccinazioni, tra cui non rientra quella contro le malattie portate dalle zecche. Circa una persona su sei non sapeva di questa possibilità. Nonostante ciò, una persona su due in linea di massima potrebbe pensare di farsi vaccinare.

Gli intervistati tendono a ritenere più probabili vaccinazioni contro tetano (quasi 72 per cento), epatite (65 per cento), morbillo, rosolia e varicella (62 per cento). Un mero 30 per cento potrebbe invece pensare di sottoporsi al vaccino antinfluenzale.

Oggi, 07:332017-06-27 07:33:00
David Leoni @laRegione

Da cacciatore a preda, l'ultima zampata del vecchio Tiger F-5E

L'impiego del caccia di fabbricazione statunitense in seno alle nostre Forze Aeree sta per concludersi dopo quasi mezzo secolo. Inadatto ormai a...

L'impiego del caccia di fabbricazione statunitense in seno alle nostre Forze Aeree sta per concludersi dopo quasi mezzo secolo. Inadatto ormai a svolgere compiti di difesa dello spazio aereo, questo velivolo dalle buone prestazioni e notoriamente facile da pilotare svolge oggi il ruolo di simulatore di minaccia, come pure di traino di bersagli mobili.
Ma rimane, grazie alla sua eleganza e agilità, il velivolo della Patrouille Suisse. In pagina oggi un servizio su un aereo che, oltre a conoscere un notevole successo commerciale, ha scritto una pagina importante dell'aviazione militare svizzera.

Ieri, 19:492017-06-26 19:49:18
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Annega a 72 anni nelle acque francesi del lago Lemano

Un 72enne è morto oggi cadendo dalla sua imbarcazione nelle acque francesi nel lago Lemano. Il suo corpo è stato ripescato attorno alle 8.30 di questa mattina a...

Un 72enne è morto oggi cadendo dalla sua imbarcazione nelle acque francesi nel lago Lemano. Il suo corpo è stato ripescato attorno alle 8.30 di questa mattina a Publier, nell’Alta Savoia. Le circostanze esatte dell’incidente non sono ancora chiare, hanno indicato i pompieri all’agenzia stampa francese AFP. La persona scomparsa ieri sera vicino a un ponte a Olten (SO) non è ancora stata ritrovata. Le operazioni di ricerca proseguiranno, ha dichiarato la polizia cantonale solettese. Ancora infruttuose anche le ricerche dell’uomo scomparso sabato sera a Berna, nei pressi della piscina pubblica del Marzili.

Ieri, 18:502017-06-26 18:50:08
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Bienne, centri richiedenti l'asilo nei prefabbricati già occupati dagli operai

Il canton Berna prevede di utilizzare 88 prefabbricati, che fino a poco tempo erano occupati da operai, quali centri di...

Il canton Berna prevede di utilizzare 88 prefabbricati, che fino a poco tempo erano occupati da operai, quali centri di accoglienza per richiedenti asilo. Nei prossimi tre anni fino a 200 persone potranno trovare posto in questi container situati nei pressi del cantiere della futura circonvallazione di Bienne. La domanda di autorizzazione sarà presentata nei prossimi giorni, hanno dichiarato in un comunicato congiunto il canton Berna e la città di Bienne. Quest’ultima ha proporzionalmente il più elevato numero di beneficiari dell’aiuto sociale (11,6%). Di conseguenza, il Dipartimento cantonale della polizia e degli affari militari nonché il Dicastero biennese della sanità e della previdenza sociale vogliono evitare alle autorità comunali di mettere a disposizione alloggi supplementari in centro città per richiedenti asilo, persone ammesse provvisoriamente o rifugiati. I container erano finora stati utilizzati dalle imprese coinvolte nella costruzione del settore orientale della circonvallazione di Bienne, che consentirà di raggiungere direttamente l’autostrada A16 in direzione di Berna. Bienne non è la prima città a voler alloggiare i richiedenti asilo in container adibiti a scopo abitativo.

Ieri, 18:382017-06-26 18:38:15
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Syngenta approva i nuovi amministratori

L’assemblea generale di Syngenta ha convalidato l’arrivo di nuovi amministratori. Il presidente di ChemChina Ren Jianxin è stato eletto presidente del consiglio di...

L’assemblea generale di Syngenta ha convalidato l’arrivo di nuovi amministratori. Il presidente di ChemChina Ren Jianxin è stato eletto presidente del consiglio di amministrazione (cda). L’attuale presidente dell’impresa con sede a Basilea, Michel Demaré, conserverà tuttavia una poltrona di vicepresidenza e di presidente del comitato degli amministratori indipendenti, indica il resoconto della riunione pubblicato questa sera. Anche il responsabile strategico di China National Agrochemical Corporation (CNAC) Chen Hongbo, il suo omologo di National Bluestar Olivier de Clermont-Tonnerre e l’associato dello studio di avvocati Homburger Dieter Gericke entrano a far parte dell’organo di sorveglianza. Gunnar Brock, Eveline Saupper e Jürg Witmer sono stati rieletti in qualità di amministratori indipendenti. Vinita Bali, Stefan Borgas, Eleni Gabre-Madhin e David Lawrence hanno invece lasciato il loro incarico.

Il comunicato precisa che sedici azionisti, che rappresentano oltre il 95% dei voti, hanno accettato l’insieme delle proposte del consiglio di amministrazione. In occasione dell’ultima assemblea generale del gruppo basilese, Swissaid ha attirato nuovamente l’attenzione sui pericoli dell’estrema concentrazione in corso nel settore dell’agrochimica. “Presto ci saranno solo tre compagnie a controllare il mercato delle semenze e dei pesticidi”, ha avvertito, aggiungendo di temere per gli agricoltori dei Paesi più poveri: “diventano più dipendenti dai prezzi imposti da qualche multinazionale”, denuncia l’organizzazione preoccupata per lo sviluppo sostenibile. Per attirare l’attenzione su questi temi, Swissaid ha organizzato, in collaborazione con Greenpeace, un’azione davanti al Centro dei congressi di Basilea dove si teneva l’assemblea generale di Syngenta. Su un carro tirato da contadini del mondo intero vi era una coppia di giovani sposi, simbolo del matrimonio tra Syngenta e ChemChina. Lo scorso maggio le due imprese hanno ottenuto il via libera alla loro fusione da parte delle autorità della concorrenza dei loro principali mercati. ChemChina ha acquisito il 94,7% delle azioni del gruppo Syngenta per 43 miliardi di dollari.

Ieri, 17:502017-06-26 17:50:27
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Soletta, liberato l'uomo che aveva aggredito e ferito un giudice

L’uomo che aveva aggredito e ferito un giudice e un cancelliere del tribunale cantonale di Soletta nel giugno del 2016 non è più in detenzione...

L’uomo che aveva aggredito e ferito un giudice e un cancelliere del tribunale cantonale di Soletta nel giugno del 2016 non è più in detenzione preventiva. L’uomo, un 54enne svizzero, si è opposto con successo al prolungamento della sua detenzione preventiva. La Camera dei ricorsi del tribunale cantonale solettese ha accettato la liberazione dell’aggressore, indica oggi all’ats il ministero pubblico, confermando un’anticipazione di "Radio 32". L’uomo era stato accusato di tentate lesioni gravi, lesioni semplici e anche di violenza e minaccia contro le autorità e i funzionari. L’assalitore era già noto alla giustizia solettese per precedenti legati alla violenza. Il giudice e il cancelliere del tribunale erano stati aggrediti poco prima dell’udienza in appello di un uomo condannato per aver appiccato il fuoco alla cattedrale del capoluogo. L’assalitore era un simpatizzante dell’incendiario. A causa di questa aggressione l’edificio del Tribunale cantonale solettese non è più accessibile liberamente dal novembre del 2016. Le porte d’entrata sono chiuse e i visitatori sono obbligati ad annunciarsi per potervi accedere.

Ieri, 17:172017-06-26 17:17:40
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Gli insegnanti della Svizzera tedesca rivendicano più sicurezza salariale

Gli insegnanti della Svizzera tedesca reclamano una retribuzione che corrisponda ai requisiti della loro professione nonché prospettive...

Gli insegnanti della Svizzera tedesca reclamano una retribuzione che corrisponda ai requisiti della loro professione nonché prospettive salariali certe, con aumenti di busta paga che siano garantiti per legge. In un comunicato odierno, il sindacato degli insegnanti svizzero tedeschi LCH (Dachverband Lehrerinnen und Lehrer Schweiz) afferma che le remunerazioni nella scuola continuano ad essere inferiori a quelle di settori che richiedono un livello di formazione equivalente.

Dopo un primo sondaggio condotto nel 2013, LCH ha rivolto ripetuti appelli ai cantoni per decisi miglioramenti salariali per il corpo insegnante entro il 2018. Ciò malgrado, tre quarti delle sezioni sindacali considerano che la situazione sia sempre "insufficiente" o addirittura “scadente”. Solo nel canton Zugo è ritenuta “buona”. In base alle più recenti indicazioni, la connotazione “scadente” viene assegnata a Berna, Argovia e Sciaffusa. “Sufficienti” risultano solo Appenzello, Svitto, Uri e Vallese. Il resto dei cantoni – fra cui Friburgo, Zurigo, i due Basilea, San Gallo e Lucerna – sono “insufficienti”. Stando ai dati raccolti dal sindacato la più forte necessità di recupero salariale è nella scuola dell’infanzia ed elementare. I maestri d’asilo peggio pagati in Svizzera sono quelli grigionesi. Secondo LCH, senza prospettive di stipendi interessanti, gli insegnanti non sono motivati a fare carriera. Sarebbe quindi necessaria una scala salariale che preveda aumenti regolari, nonché una legge in proposito che metta fine “all’arbitrio attuale”, scrive il sindacato. LCH parla tra l’altro di “riduzioni salariali celate”. E cita l’esempio di Argovia e Lucerna, dove da anni, rispettivamente 4 e 5, non viene più concesso alcun aumento su scala retributiva, ma contemporaneamente sono cresciute le incombenze. Per Lucerna si valuta una riduzione del mensile di circa il 3,5%. Secondo LCH, negli ultimi 25 anni l’evoluzione dei salari reali dei maestri è stata peggiore rispetto alla media di tutte le altre professioni, dove si è registrata una crescita del 14,4%. E in rami quali i servizi finanziari, la chimica e la farmaceutica l’incremento è stato quasi del 30%. I cantoni che non soddisferanno le rivendicazioni del corpo insegnante rischiano quindi di veder partire i propri maestri verso i cantoni più generosi. I cantoni di Ticino, Ginevra, Vaud, Neuchâtel e Giura non sono membri di LCH, ma il sindacato degli insegnanti romandi condivide le rivendicazioni.

Ieri, 17:002017-06-26 17:00:45
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Zurigo: uccise il padre con un colpo di pistola alla nuca, la pena passa da 5 a 11 anni

Pena inasprita, da 5 a 11 anni di reclusione, per un 21enne che nel marzo 2015 uccise a Pfäffikon (ZH) il padre 67enne...

Pena inasprita, da 5 a 11 anni di reclusione, per un 21enne che nel marzo 2015 uccise a Pfäffikon (ZH) il padre 67enne con un colpo di pistola alla nuca. Per il tribunale cantonale d’appello si è trattato di omicidio intenzionale. Lo scorso mese di novembre, il giovane è stato giudicato colpevole di omicidio passionale dal Tribunale distrettuale di Pfäffikon, ma la pubblica accusa ha ricorso in appello.

Il procuratore ha ribadito oggi la richiesta di pena di 14 anni per l’uccisione intenzionale del padre. Il giovane imputato ha dichiarato oggi in aula di ritenere troppo mite la condanna che gli è stata inflitta in prima istanza. Il ragazzo – che dal giorno del delitto si trova in prigione e segue una terapia – ha detto di ritenere appropriata una condanna a dieci anni. Il suo difensore si è invece battuto per una conferma della sentenza di primo grado o, in subordine, una condanna ad un massimo di dieci anni per omicidio intenzionale. Il fatto di sangue risale al 31 marzo 2015: il giovane, all’epoca 19enne, sparò con la pistola presa dall’armadio del genitore, nell’appartamento di Pfäffikon condiviso dai due. Il padre morì sul colpo e il figlio si recò al più vicino posto di polizia e, trovandolo chiuso, telefonò alle forze dell’ordine denunciando l’accaduto. L’inchiesta ha portato alla luce un sentimento di rancore a lungo maturato dal ragazzo nei confronti del padre.

L’imputato ha vissuto con la madre, dalla quale il padre aveva divorziato, fino all’età di tredici anni, quando la donna è morta per le conseguenze dell’abuso di alcolici. Era quindi andato a vivere con il padre, dal quale si sentiva trascurato. L’uomo, un ex giornalista attivo nelle pubbliche relazioni, sembrava avere due facce, secondo il difensore del figlio: sorridente e interessato agli altri in pubblico, ma privo di comprensione e irascibile fra le mura domestiche. Il giorno del delitto, il ragazzo non si era recato al lavoro – stava effettuando un apprendistato di meccanico di bici -, adducendo problemi psichici. Stando alle sue stesse dichiarazioni, il giovane decise di uccidere il padre dopo un battibecco nel quale si era sentito dire che era un buono a nulla, proprio come la madre. Il 21enne ha dichiarato oggi in aula di non riuscire ancora a capacitarsi "di avere fatto ciò che ho fatto". "È stato il giorno più brutto della mia vita, che non può nemmeno essere paragonato con la morte di mia madre", ha inoltre affermato davanti al giudice.

Ieri, 16:452017-06-26 16:45:33
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Incendio in una casa di St Moritz, gli inquilini si mettono in salvo

Nel primo pomeriggio di ieri si è sviluppato un incendio in una casa plurifamiliare a St. Moritz. Gli abitanti sono riusciti a mettersi in...

Nel primo pomeriggio di ieri si è sviluppato un incendio in una casa plurifamiliare a St. Moritz. Gli abitanti sono riusciti a mettersi in salvo autonomamente e nessuno è rimasto ferito. I danni materiali ammontano ad alcune migliaia di franchi. Insieme ai 32 vigili del fuoco di St. Moritz e Celerina impegnati sul luogo anche le forze di polizia del Comune di St. Moritz. L’incendio, verificatosi in una stanza al secondo piano, è stato rapidamente domato.

Ieri, 16:392017-06-26 16:39:21
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In Svizzera troppe diagnosi di cancro alla tiroide

In Svizzera il cancro alla tiroide è diagnosticato troppo spesso e probabilmente anche curato in modo eccessivo: lo rivela uno studio condotto congiuntamente dall’...

In Svizzera il cancro alla tiroide è diagnosticato troppo spesso e probabilmente anche curato in modo eccessivo: lo rivela uno studio condotto congiuntamente dall’Inselspital di Berna e dal Centro ospedaliero universitario vodese (Chuv). I ricercatori hanno confrontato la frequenza con cui è diagnosticato un cancro alla tiroide in Svizzera e le resezioni della tiroide praticate in tutti gli ospedali elvetici, nonché analizzato il tasso di mortalità di questo tumore. Fra il 1998 e il 2012, tale tasso è leggermente diminuito, mentre parallelamente il numero di casi è fortemente aumentato, constata lo studio al quale hanno collaborato il Servizio di medicina interna dell’Inselspital, l’Istituto di medicina sociale e preventiva del Chuv e l’Istituto di medicina di cure primarie dell’Università di Berna. Il tasso annuo d’incidenza dei tumori della tiroide per 100’000 abitanti è passato fra le donne da 5,9 a 11,7 (+98%) e da 2,7 a 3,9 fra gli uomini (+44%). L’aumento si spiega, secondo i ricercatori, con la crescita della forma più indolente e delle forme precoci di questo cancro, che non sono mortali e non provocano sofferenze. Ciononostante, nel periodo in esame il tasso di ablazione della tiroide è aumentato da tre a quattro volte. I ricercatori ritengono di conseguenza che in Svizzera questo cancro è “sovradiagnosticato e probabilmente sovratrattato”.

Ieri, 10:592017-06-26 10:59:56
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A 142 all'ora sui 50: ritiro patente e denuncia per un 21enne

Un automobilista 21enne kosovaro è stato sorpreso sabato sera dal radar mentre viaggiava a 142 km/h su una strada in cui il limite di velocità...

Un automobilista 21enne kosovaro è stato sorpreso sabato sera dal radar mentre viaggiava a 142 km/h su una strada in cui il limite di velocità consentito era di 50 km/h. La polizia cantonale sangallese ha comunicato di aver sequestrato il veicolo e ritirato la patente al pirata della strada. L’uomo è stato denunciato al Ministero pubblico.

Ieri, 10:182017-06-26 10:18:52
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Olten, persona scompare nell'Aare

Una persona, che ieri sera è stata vista nuotare vicino a un ponte a Olten (Soletta), è improvvisamente scomparsa sott’acqua. Le operazioni di ricerca messe in atto dalla polizia...

Una persona, che ieri sera è stata vista nuotare vicino a un ponte a Olten (Soletta), è improvvisamente scomparsa sott’acqua. Le operazioni di ricerca messe in atto dalla polizia cantonale finora sono rimaste infruttuose. Lo indicano oggi in una nota le forze dell’ordine solettesi, esortando la popolazione ed eventuali testimoni a farsi avanti.

25.6.2017, 19:412017-06-25 19:41:32
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Chiamami Heidi

Berna – Swiss Life consiglia di usare pseudonimi svizzeri a suoi dipendenti di call center il cui nome e cognome suonano troppo stranieri: lo ha confermato lo stesso assicuratore alla ‘SonntagsZeitung’,...

Berna – Swiss Life consiglia di usare pseudonimi svizzeri a suoi dipendenti di call center il cui nome e cognome suonano troppo stranieri: lo ha confermato lo stesso assicuratore alla ‘SonntagsZeitung’, che aveva condotto un’inchiesta al riguardo.
Nove dipendenti su 19 del centro di contatto di Zurigo lavorano attualmente con pseudonimi tipo Tobias Wenger o Selina Kunz invece di nomi e cognomi balcanici o ancor più inusuali, ha scritto il settimanale. Per condurre l’inchiesta, un suo giornalista si è rivolto all’ufficio del personale di Swiss Life fingendo di essere uno studente di origine serba, pur assicurando di parlare svizzerotedesco senza accento, e l’ufficio gli ha risposto per mail proponendogli un “alias”.
L’assicuratore ha confermato questa pratica, assicurando che è su base “esclusivamente volontaria” e che è in vigore da 21 anni, ossia dal 1996, anche per dipendenti che sono nati in Svizzera o vi sono cresciuti, poco importa se abbiano anche il passaporto rossocrociato. Swiss Life sostiene che i clienti capiscono meglio nomi e cognomi che appaiono loro più familiari e che in nessun modo si vogliono discriminare gli stranieri.
Secondo la compagnia anche in altri centri di consulenza telefonica l’uso di pseudonimi sarebbe pratica corrente. Un’affermazione che diversi gestori di call center interpellati dalla ‘SonntagsZeitung’ hanno smentito. “Un simile modo di fare non è tollerabile”, ha detto al domenicale Dieter Fischer, presidente dell’associazione di categoria Callnet.
Mentre per Martine Brunschwig Graf, presidente della Commissione federale contro il razzismo, si tratta di una pratica “problematica” e “deplorevole”. Da, pardon, ja.

25.6.2017, 18:292017-06-25 18:29:17
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Burkhalter ritorna a casa

Berna – Non c’entrava solo la politica. Le annunciate, sorprendenti dimissioni di Didier Burkhalter da consigliere federale hanno motivazioni personali. dolorosamente personali. Il desiderio...

Berna – Non c’entrava solo la politica. Le annunciate, sorprendenti dimissioni di Didier Burkhalter da consigliere federale hanno motivazioni personali. dolorosamente personali.
Il desiderio espresso nella lettera di dimissioni, di poter scrivere una nuova pagina della propria vita – dopo i trent’anni passati in politica – “più personale e meno visibile pubblicamente” è già finito in pasto ai giornali. I domenicali hanno infatti “rivelato” che l’abbandono del capo del Dipartimento degli esteri, va ricondotto a un grave problema di cosiddetto burn-out di un figlio e delle difficoltà della moglie (che da Burkhalter ha avuto tre figli).

A parlarne è stato il SonntagsBlick, ripreso da le Matin Dimanche, che ha citato quali fonti, “numerosi parlamentari”, senza tuttavia rivelarne l’identità.

Il Dipartimento federale degli Affari Esteri si è rifiutato di commentare la notizia data dal SonntagsBlick. Lo stesso ha fatto la dirigenza del Plr, il partito del Consigliere federale neocastellano: “È una vicenda che riguarda la vita privata”, ha tagliato corto il vicepresidente del Plr Christian Luscher.

In effetti, ha ricordato il consigliere nazionale Philippe Nantermod, compagno di partito dello stesso Burkhalter, la lettera di dimissioni resa nota il 14 giugno scorso, aveva sì un contenuto politico, ma soprattutto vi venivano citate “motivazioni personali”. Quelle, parrebbe a questo punto, di un padre che antepone la cura di un figlio ad una professione totalizzante come quella politica; e quelle di un marito che fa la stessa cosa per le stesse ragioni. Adesso, avrebbe detto, il suo posto è a casa.

“Non è la questione europea o la posizione del Consiglio federale sulla questione che mi hanno spinto a farmi da parte”, aveva assicurato Burkhalter in una conferenza stampa seguita alla pubblicazione delle dimissioni.
Il ministro degli esteri era da tempo criticato dall’Udc e dalla destra nazionalista di essere troppo accomodante con gli interlocutori europei, fino a compromettere indipendenza e neutralità della Svizzera. Il dossier di cui era incaricato, aveva ammesso, è problematico, ma ne aveva conosciuti altri di analoga difficoltà. “So che sarà difficile andare nella direzione che voglio su questo dossier europeo, ma continuerò a crederci”, aveva ripetuto Burkhalter. “Spetta ora al Consiglio federale e alla persona che mi sostituirà decidere come andare avanti”.

E soprattutto, aveva aggiunto, “questo è il momento giusto per me, questo è tutto”. Quasi tutto: da ieri si sa che c’era dell’altro.

24.6.2017, 06:202017-06-24 06:20:00
Stefano Guerra @laRegione

Le regole di un'elezione

Equa rappresentanza delle regioni e delle minoranze linguistiche, candidatura unica o ticket con due-tre nomi, papabili ‘federali’ o pescati nel bacino dei governi cantonali. Non solo: Urs...

Equa rappresentanza delle regioni e delle minoranze linguistiche, candidatura unica o ticket con due-tre nomi, papabili ‘federali’ o pescati nel bacino dei governi cantonali. Non solo: Urs Altermatt parla anche delle aspirazioni ticinesi e romande al posto lasciato vacante in Consiglio federale dal dimissionario Didier Burkhalter. ‘Quando i ticinesi sono stati in disaccordo fra loro, non sono mai riusciti ad imporsi’.

Professore, lei si dichiara “Pro Ticino”. Da quando? E per quali ragioni?

A partire dagli anni 80 mi sono espresso pubblicamente per la difesa delle minoranze linguistiche. Per questa ragione già nel 1987, in occasione dell’elezione di Flavio Cotti in Consiglio federale, ho sostenuto che dopo una pausa di 28 anni [dal ritiro di Giuseppe Lepori nel 1959, ndr]...

23.6.2017, 16:132017-06-23 16:13:15
@laRegione

Un congedo per chi adotta, si decide nel 2018

Prevedere indennità di perdita di guadagno anche in caso di adozione di un bambino. È quanto chiede un’iniziativa parlamentare di Marco Romano (PPD/TI), il cui progetto...

Prevedere indennità di perdita di guadagno anche in caso di adozione di un bambino. È quanto chiede un’iniziativa parlamentare di Marco Romano (PPD/TI), il cui progetto preliminare è stato approvato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale (CSSS-N) anche se di strettissima misura: 13 a 12, grazie al voto preponderante del presidente. Il testo prevede un congedo di due settimane qualora venga adottato un bambino di età inferiore a 4 anni, si legge in una nota odierna dei Servizi del Parlamento.

"Per avere diritto alle prestazioni l’attività lucrativa non dev’essere interrotta completamente, è sufficiente una riduzione dell’onere lavorativo di almeno il 20%", si spiega. I genitori adottivi possono scegliere liberamente chi di loro beneficia del congedo e possono anche suddividerlo. "Come la nascita, anche l’adozione richiede che i genitori possano disporre di un periodo di congedo retribuito, tanto più che la procedura d’adozione è lunga, costellata d’ostacoli e costosa", spiega Romano nel testo. L’obiettivo è "di permettere ai genitori di adattarsi alle esigenze del bambino e della situazione familiare e professionale, che possono variare notevolmente a seconda dei casi". In caso di interruzione completa dell’attività lucrativa, l’indennità giornaliera ammonterebbe all’80% del reddito realizzato prima dell’inizio del diritto a percepire tale indennità. In caso invece di riduzione dell’onere lavorativo, l’80% verrebbe calcolato sulla quota di reddito in misura proporzionale alla riduzione.

"Secondo una stima dell’Amministrazione, i costi della proposta della maggioranza della commissione ammontano a meno di un milione di franchi", si legge nel comunicato odierno. Una larga minoranza della commissione respinge però per principio il progetto di legge e propone di non entrare in materia. Essa ritiene che un potenziamento nell’ambito delle assicurazioni sociali "metta a dura prova la solidarietà e sia inopportuno alla luce delle difficili condizioni generali di politica finanziaria". In una fase successiva verrà dunque elaborato un rapporto esplicativo, che verrà discusso in commissione all’inizio dell’anno prossimo. A quel punto la CSSS-N deciderà anche in merito all’avvio di una procedura di consultazione.

23.6.2017, 15:082017-06-23 15:08:37
@laRegione

Fabio Abate non è interessato al Consiglio federale

"Sono stato contattato dal partito e ho comunicato al presidente del Plr ticinese Bixio Caprara, così come ai colleghi parlamentari, che non intendo proporre la...

"Sono stato contattato dal partito e ho comunicato al presidente del Plr ticinese Bixio Caprara, così come ai colleghi parlamentari, che non intendo proporre la mia candidatura al Consiglio federale". Lo ha dichiarato oggi all’ats il consigliere agli Stati Fabio Abate, da 17 anni a Berna quale rappresentante del Ticino prima alla Camera del popolo, poi in quella dei Cantoni. "È giusto chiarire la mia posizione per fugare ogni ambiguità di fronte a coloro che continuano a chiedermelo: la carica non mi interessa", ha precisato il "senatore" ticinese. "Se avessi aspirato ad entrare nella stanza dei bottoni, avrei impostato la mia carriera politica diversamente", ha sottolineato Abate. "Avrei accettato la vice-presidenza del partito quando mi è stata offerta, oppure avrei scelto di lavorare in commissioni più spettacolari. Inoltre, avrei curato maggiorente la comunicazione per intensificare la presenza mediatica». ha precisato Fabio Abate, già presidente della commissione finanze al Nazionale e attuale presidente della Commissione degli affari giuridici agli Stati.

23.6.2017, 11:572017-06-23 11:57:54
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Contraccezione, elevata in Svizzera ma meno in Ticino

L’80% delle persone sessualmente attive in Svizzera ricorre alla contraccezione, anche se al sud delle Alpi la percentuale risulta inferiore alle altre regioni...

L’80% delle persone sessualmente attive in Svizzera ricorre alla contraccezione, anche se al sud delle Alpi la percentuale risulta inferiore alle altre regioni del paese. I metodi più diffusi sono il preservativo e la pillola, stando ai dati raccolti fra il 1992 e il 2012 dall’Ufficio federale di statistica per conto dell’Osservatorio svizzero della salute (Obsan). Le informazioni, analizzate dall’Istituto tropicale e di sanità pubblica svizzera (Swiss Tph) di Basilea, costituiscono il primo rapporto svizzero sulla contraccezione con indicazioni sull’evoluzione e i metodi scelti, precisa un comunicato.

Il ricorso ad anticoncezionali in Svizzera è considerato elevato nel confronto internazionale. Nelle regioni germanofone e francofone si attesta all’80%, mentre nella Svizzera italiana al 70%. La percentuale risulta più bassa fra gli stranieri rispetto agli svizzeri e fra le copie senza figli. Inoltre i giovani sono più propensi a ricorre a questi metodi, rispetto alle persone più in là con gli anni. Fra gli uomini l’uso di mezzi contraccettivi dipende anche dallo stato di salute: è più frequente fra chi soffre di malattie croniche, mentre coloro che soffrono di disturbi psichici vi ricorrono meno. Esistono notevoli differenze di comportamento fra i diversi gruppi di età per quanto riguarda la scelta del metodo: l’uso del preservativo e dei contraccettivi ormonali diminuisce con l’età, mentre per la sterilizzazione la tendenza è inversa. La percentuale di donne che sceglie la spirale cresce col passare degli anni per poi ridiscendere a partire da 45 anni. Un quarto delle donne fra i 15 e i 49 anni sceglie la pillola, anche in caso di rischio elevato di complicazioni. Infatti il 20% delle donne in sovrappeso, con la pressione alta o con malattie cardiovascolari utilizza questo metodo, come pure il 30% delle fumatrici e un decimo delle ultra 35enni.

Generalmente l’uso di anticoncezionali è aumentato in Svizzera fra il 1992 e il 2012. Stando al rapporto, la popolazione è cosciente dell’importanza della contraccezione, ma bisognerebbe migliorare l’informazione nella Svizzera italiana, fra le persone con problemi di salute e fra le donne che presentano rischi di complicazioni in caso di utilizzo di contraccettivi ormonali.

22.6.2017, 18:292017-06-22 18:29:53
David Leoni @laRegione

Poschiavo, la revisione della Legge sulle forze idriche comporterebbe minori introiti per 300mila franchi

Raggiungerebbe i 300 mila franchi all'anno, a Poschiavo, la minore entrata che la revisione della...

Raggiungerebbe i 300 mila franchi all'anno, a Poschiavo, la minore entrata che la revisione della Legge sulle forze idriche presentata oggi da Doris Leuthard comporterebbe per le casse comunali. Troppi per il podestà Alessandro Della Vedova.

22.6.2017, 17:052017-06-22 17:05:53
David Leoni @laRegione

Lidl, Aldi e Denner col vento in poppa nel 2016

Le catene di supermercati Lidl, Aldi e Denner hanno registrato una forte crescita l’anno scorso. Al contrario, il fatturato totale del commercio al dettaglio svizzero...

Le catene di supermercati Lidl, Aldi e Denner hanno registrato una forte crescita l’anno scorso. Al contrario, il fatturato totale del commercio al dettaglio svizzero si è ridotto dell’1,5%, indica oggi l’istituto di ricerche di mercato GfK.

Particolarmente tonica la performance di Lidl, il cui giro d’affari è salito del 10,3% a 960 milioni di franchi. L’azienda tedesca è passata dal 12esimo al nono posto nella graduatoria dei dettaglianti attivi nella Confederazione.

Positivi anche i risultati ottenuti da Denner (di proprietà di Migros), che ha visto il suo fatturato crescere dell’1,9% a 3,1 miliardi e si situa al terzo posto in classifica davanti ad Aldi (+3% a 1,9 miliardi). Leggero calo invece per i due leader del mercato elvetico Migros (-0,2%) e Coop (-0,3%), comunque saldamente al comando con volumi d’affari di 14,4 miliardi e 12,9 miliardi.

Nella top 10 anche Volg (quinta, -0,3%), Landi (sesta, in parità), Ikea (settima, +1,4%), Fust (ottava, +2%) e Interdiscount (decima, -1,1%).