Culture

Ieri, 16:002017-10-18 16:00:00
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Elio e le Storie Tese: singolo e concerto per l'addio. E in molti ne danno il... triste annuncio

Un ultimo brano e un ultimo concerto a fine 2017 per Elio e le Storie Tese, il gruppo che ha deciso di...

Un ultimo brano e un ultimo concerto a fine 2017 per Elio e le Storie Tese, il gruppo che ha deciso di sciogliersi dopo 37 anni di successi, hit radiofoniche provocatorie e tour imprevedibili.

Il concerto di addio sarà il 19 dicembre al Forum di Assago (Milano). "Ci teniamo a salutare il nostro pubblico con una cerimonia di un certo livello. Inoltre vogliamo lasciare un bel ricordo, di persone ancora giovani e scattanti", dicono Elio e le Storie Tese.

Il 2016 li ha visti protagonisti a Sanremo, poi è uscito il decimo album "Figgatta de blanc"; nel 2017 la band milanese ha conquistato l’Italia con il TUR 2017, ma ha anche affrontato il suo primo tour europeo con concerti in 12 città – da Parigi a Londra, da Madrid a Budapest, da Amsterdam a Berlino – registrando sold out ovunque.

Da venerdì 20 ottobre "Licantropo vegano", l’ultimo singolo di Elio e Le Storie Tese, sarà in radio e disponibile sulle principali piattaforme streaming e in digital download. Per l’occasione verrà realizzato un 45 giri esclusivo, cimelio imperdibile di una delle band italiane più apprezzate da pubblico e critica. 

Dal sito web ufficiale la band sta invitando le Fave, appellativo usato per i fan del gruppo, ad aiutarla a comporre la scaletta per il concerto. Qui il link: http://elioelestorietese.it/scaletta/. (Ansa)

Ieri, 14:352017-10-18 14:35:13
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Una carezza lenisce il dolore dell'esclusione

Una carezza aiuta a sentirsi accettati, in quanto è in grado di lenire il dolore interiore legato al senso di esclusione sociale, al sentimento doloroso del venire o...

Una carezza aiuta a sentirsi accettati, in quanto è in grado di lenire il dolore interiore legato al senso di esclusione sociale, al sentimento doloroso del venire o sentirsi ostracizzati.

Lo rivelano gli esperimenti di Mariana von Mohr della University College di Londra i cui risultati sono riportati sulla rivista Scientific Reports.

Le carezze sono da tempo oggetto di studio perché ad esempio si è rivelato un loro potenziale effetto analgesico. In questo studio si è indagato il dolore non fisico, ma psicologico, legato al sentirsi esclusi socialmente.

Gli psicologi hanno elaborato un gioco virtuale con la palla e per indurre il senso di esclusione sociale nei partecipanti hanno fatto sì che gli altri giocatori non passassero loro la palla. La sensazione di emarginazione è stata misurata con questionari ad hoc.

Subito dopo l’esperienza gli esperti hanno sfiorato con vari livelli di velocità e pressione la pelle dei partecipanti simulando sia il tocco gentile di una carezza (sfiorando lentamente la pelle), sia altre forme di sensazione tattile.

Ripetuto il questionario per valutare il senso di esclusione sociale, nel primo caso (cioè dopo una carezza) la sgradevole sensazione di essere stati esclusi risulta attenuata. Non hanno lo stesso effetto altri tipi di sensazioni tattili diversi dalla carezza, come ad esempio lo sfiorare velocemente la persona. (Ats)

Ieri, 13:562017-10-18 13:56:00
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Aids: un quarto di casi si può prevenire con la profilassi

La cosiddetta ’profilassi pre esposizione’ o Prep, che consiste nel somministrare ai gruppi ad alto rischio i farmaci anti Hiv per proteggerli dalle...

La cosiddetta ’profilassi pre esposizione’ o Prep, che consiste nel somministrare ai gruppi ad alto rischio i farmaci anti Hiv per proteggerli dalle infezioni, potrebbe ridurre di un quarto i nuovi casi e, sul lungo periodo, essere una fonte di risparmi per i servizi sanitarti. Lo afferma uno studio, fatto sui dati britannici, pubblicato da Lancet Infectious Diseases.

La Prep, affermano alcuni studi, se usata correttamente è in grado di diminuire il rischio di contagio dell’86%, tanto che sia l’Organizzazione mondiale della sanità che diversi esperti la indicano tra le armi a disposizione per limitare la pandemia in corso. Alcuni paesi, tra cui Francia, Canada e Australia, l’hanno messa a disposizione gratuitamente.

I ricercatori dell’University College di Londra hanno elaborato un modello matematico per valutare il costo efficacia del farmaco, focalizzandosi sul gruppo più a rischio degli uomini che hanno rapporti omosessuali. Secondo lo studio, che ha come primo autore l’italiana Valentina Cambiano, la Prep potrebbe evitare un quarto dei nuovi contagi.

All’inizio la sua adozione sarebbe un costo, per via del prezzo dei farmaci, che pian piano verrebbe compensato dai risparmi dovuti ai minori pazienti. "Se fosse introdotta in Gran Bretagna – concludono gli autori -, potrebbe far risparmiare un miliardo di sterline al paese dopo 40 anni, e i risparmi potrebbero essere ancora maggiori per effetto della scadenza del brevetto dei farmaci in Europa". (Ats)

Ieri, 06:002017-10-18 06:00:44
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Enrico Brignano, a Lugano il bilancio di un comico

Cinquant’anni, momento di bilanci. Per tutti, comici inclusi. Nato e cresciuto all’interno dell’accademia del grande Gigi Proietti, lanciato dalla televisione nei...

Cinquant’anni, momento di bilanci. Per tutti, comici inclusi. Nato e cresciuto all’interno dell’accademia del grande Gigi Proietti, lanciato dalla televisione nei primi anni Novanta come barzellettiere, Enrico Brignano è attore di teatro e di cinema, comico, regista, doppiatore e conduttore. Se Zelig, programma televisivo di riferimento della comicità italiana, ne ha consacrato la popolarità a livello nazionale, il suo passaggio alle Iene ha lasciato in eredità un graffiante affondo sulla casta dei politici italiani, realizzato in dimensione stand-up (monologo).

Brignano – romano, classe 1966 – si racconta nello spettacolo “Enricomincio da me”, in scena al Palacongressi il 27 e 28 marzo 2018. Un’opera tutta nuova, quella cui si assisterà a Lugano, nella quale l’artista, superata la boa dei cinquanta, si interroga sulla natura della sua professione: frutto consapevole delle scelte fatte, strano disegno del destino, oppure “una gran botta di... fortuna?”.

Accompagnati dalle musiche di Andrea Perrozzi e Federico Capranica, in “Enricomincio da me” si alternano i mille personaggi di un’intera carriera, suddivisi tra pezzi forti di un vasto repertorio e situazioni comiche del tutto inedite. L’evento è organizzato da MrRoy Production, con la partecipazione di Ticinonline-20 minuti, laRegione e Radio Fiume Ticino quali media partner. I biglietti sono in vendita da oggi su biglietteria.ch e presso gli altri punti vendita convenzionati. Per tutte le informazioni su “Enricomincio da me”, l’indirizzo è press@mrroy.ch.

16.10.2017, 22:552017-10-16 22:55:00
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C'è un posto in sala alla Camera dei Lord, Andrew Lloyd Webber lascia

Dopo 20 anni all'interno di un'istituzione di cui fa parte come altre personalità britanniche di chiara fama, Andrew Lloyd Webber annuncia...

Dopo 20 anni all'interno di un'istituzione di cui fa parte come altre personalità britanniche di chiara fama, Andrew Lloyd Webber annuncia la rinuncia allo scranno nella Camera dei Lord, in modo che altri possano occuparsi di temi "vitali" come "la Brexit" a tempo pieno. Il celeberrimo musicista, premiato con Grammy, Oscar, Golden Globe ed Emmy, e autore di colonne sonore di film e musical leggendari quali Jesus Christ Superstar, Cats, Evita o Il Fantasma dell'Opera, ha fatto sapere di essere tuttora troppo impegnato con i concerti per poter dare un contributo serio. Lloyd Webber era entrato a Westmister con il titolo onorifico di lord nel 1997 e aveva aderito al gruppo del Partito Conservatore impegnandosi inizialmente anche nel lavoro di commissione. Tuttavia l'attività artistica, che lo tiene spesso lontano da Londra, gli ha consentito alla fine di partecipare a meno di 50 delle quasi 2100 sessioni di voto di questi 20 anni. "L'impegno richiesto oggi dalla House of Lords é diverso da quello del 1997", ha spiegato il compositore alla Bbc, dicendosi "onorato" di averne fatto parte, ma di non essere in condizione di "votare regolarmente o esaminare questioni vitali come quelle che il Parlamento deve affrontare in conseguenza della Brexit". Ha quindi auspicato di poter cedere il seggio a "qualcuno in grado di dedicare alla Camera il tempo che essa impone"

16.10.2017, 17:012017-10-16 17:01:00
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Balene e delfini parlano in dialetto

Vivono organizzati in piccoli gruppi all'interno dei quali hanno delle relazioni complesse, e usano un linguaggio diverso da gruppo a gruppo, come i dialetti umani. Si tratta di...

Vivono organizzati in piccoli gruppi all'interno dei quali hanno delle relazioni complesse, e usano un linguaggio diverso da gruppo a gruppo, come i dialetti umani. Si tratta di balene e delfini, dei quali è stata approfondita la modalità di comunicazione, portando a una scoperta – quella pubblicata sulla rivista Nature Ecology & Evolution – che potrebbe aiutare a comprendere anche il comportamento umano. Il passo avanti si deve ai ricercatori coordinati dalla biologa Susanne Shultz dell'università britannica di Manchester. La ricerca non riguarda solo l'intelligenza di balene e delfini, ma va oltre: "dobbiamo capire che cosa rende gli esseri umani diversi dagli altri animali e per farlo abbiamo bisogno di un gruppo di controllo: rispetto ai primati i cetacei sono un gruppo più 'alieno'" ha rilevato uno degli autori, Michael Muthukrishna, della Scuola di economia e scienze politiche di Londra. Studiando il comportamento di 90 specie di delfini, balene e focene, è stata scoperta una lunga lista di comportamenti simili a quelli dell'uomo e di altri primati.

Questi cetacei, come l'uomo, sono degli esseri molto 'sociali': collaborano per il vantaggio reciproco, giocano insieme, e insegnano dei comportamenti, come le tecniche di caccia, ai compagni del gruppo. Come gli esseri umani, inoltre, anche delfini e balene usano linguaggi diversi, come dei 'dialetti' differenti per ogni gruppo, e si chiamano per 'nome' usando fischi unici per i singoli individui. Tutte queste caratteristiche sociali e culturali, secondo gli esperti, sono legate alla dimensione del cervello di questi cetacei, e alla sua espansione. "Come umani, la nostra capacità di interagire e coltivare le relazioni sociali ci ha permesso di colonizzare quasi tutti gli ecosistemi del pianeta. Le balene e i delfini hanno cervelli eccezionalmente grandi e anatomicamente sofisticati e, quindi, hanno creato una 'cultura' marina simile" ha rilevato Shultz. "Questo significa - ha aggiunto - che l'evoluzione del cervello, della struttura sociale e della ricchezza comportamentale dei mammiferi marini offre un unico e suggestivo parallelo con gli esseri umani e con altri primati".

16.10.2017, 16:402017-10-16 16:40:00
@laRegione

Si apre l'era dell'astronomia 'multimessaggero'

Da oggi l’astronomia non è più la stessa: una rivoluzione come quella di Galileo quando puntò il cannocchiale verso il cielo. È stato infatti catturato il segnale...

Da oggi l’astronomia non è più la stessa: una rivoluzione come quella di Galileo quando puntò il cannocchiale verso il cielo. È stato infatti catturato il segnale generato dalla fusione di due stelle di neutroni, così dense da costituire uno stato estremo della materia. Lo hanno ascoltato e visto i rivelatori di onde gravitazionali Ligo e Virgo e 70 telescopi da Terra e spaziali, con una cascata di scoperte. I risultati, presentati oggi a Roma, sono pubblicati su numerose riviste internazionali, fra le quali Physical Review Letters, Nature e Science, e segnano un passo in avanti epocale nella storia dell’astronomia.

È infatti la prima volta che un evento cosmico viene osservato sia con le onde gravitazionali sia con quelle elettromagnetiche, aprendo l’era dell’astronomia multimessaggero che, sfruttando contemporaneamente segnali diversi, trasforma il modo di vedere e ascoltare l’universo. Per la prima volta, infatti, ci sono gli strumenti per ascoltare contemporaneamente segnali cosmici molto diversi, come le onde gravitazionali, quelli ottici, i raggi X e l’ultravioletto.

16.10.2017, 16:082017-10-16 16:08:00
@laRegione

Vendesi Weinstein Company

La Weinstein Company, fondata dal produttore di Hollywood Harvey Weinstein travolto dallo scandalo sulle molestie sessuali, e' in trattative per una potenziale vendita. La trattativa in corso...

La Weinstein Company, fondata dal produttore di Hollywood Harvey Weinstein travolto dallo scandalo sulle molestie sessuali, e' in trattative per una potenziale vendita. La trattativa in corso con il fondo di private equity Colony Capital, guidato da Tom Barrack, il miliardario investitore amico e stretto consigliere di Donald Trump. Lo si apprende da un comunicato della Weinstein.

16.10.2017, 05:492017-10-16 05:49:24
Beppe Donadio @laRegione

'Spamalot', il ponte tra Elio e i Monty Python

Di genialità in genialità. E ritorno. Un ponte di umorismo dissacrante, irrispettoso e politicamente scorretto lungo 42 anni lega l’esperienza artistica dei Monty...

Di genialità in genialità. E ritorno. Un ponte di umorismo dissacrante, irrispettoso e politicamente scorretto lungo 42 anni lega l’esperienza artistica dei Monty Python, sestetto di britannici che ha rivoluzionato il mondo della comicità, e gli Elio e le Storie Tese, o almeno una parte cospicua di essi. ‘Spamalot’ è la trasposizione in musical del film “Monty Python e il Sacro Graal”, pellicola del 1975 scritta, diretta e interpretata dal gruppo di comici-autori-attori John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin e Graham Chapman (quest’ultimo deceduto nel 1989). Il film è una parodia delle vicende di Re Artù alla ricerca del sacro calice, ricollocata in ambiti teatrali dal ‘Python’ John Idle insieme a John Du Prez (con il quale ha scritto le musiche). Lo ‘Spamalot’ di Broadway – la prima nel 2005 – vinse 3 dei 14 Tony Awards per i quali era candidato, conquistando il prezioso premio per il miglior musical della stagione 2004-2005.

L’edizione italiana di questo spettacolo si fa apprezzare innanzitutto per la parsimonia con la quale gli autori originali hanno autorizzato nel tempo versioni in lingua straniera della propria opera. Motivo per il quale, ‘Spamalot’ è doppiamente una prima assoluta. L’altro motivo trainante è la presenza nei panni di Re Artù di Elio, frontman della band milanese che ha rivoltato il mondo della musica italiana come un calzino, già nei panni di “Frankenstein” in un musical di successo di qualche anno fa. Per assicurare un tasso di comicità altissimo e la degna resa linguistica dell’umorismo assai black dei Pythons, il testo di questa versione italiana è stato affidato a Rocco Tanica, ex ‘pianolista’ degli Elii (ex per l’abbandono dell’attività live) e stimato autore televisivo dall’umorismo surreale. ‘Spamalot’ arriverà a Lugano il 23 gennaio 2018 al Palacongressi, grazie a MrRoy Production, con la partecipazione di Ticinonline-20 minuti, laRegione e Radio Fiume Ticino quali media partner. I biglietti, a partire da 54 franchi, sono già disponibili su biglietteria.ch e altri punti vendita convenzionati. Per ulteriori informazioni: press@mrroy.ch.

15.10.2017, 22:182017-10-15 22:18:16
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Macron conferma il ritiro della Legion d'onore a Weinstein

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha confermato stasera nella sua prima intervista televisiva dall'Eliseo, di aver "chiesto al gran cancelliere...

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha confermato stasera nella sua prima intervista televisiva dall'Eliseo, di aver "chiesto al gran cancelliere dell'Ordine di avviare le procedure per il ritiro della Legion d'onore al produttore americano Harvey Weinstein", al centro di un clamoroso scandalo sessuale.

"Quando un anno fa – ha detto Macron parlando delle molestie sessuali – ho lanciato la 'grande marcia', tutte le donne della regione parigina dicevano di essere molestate, infastidite nelle strade. Questi temi dovremo tutti affrontarli con la legge. Lanceremo una politica di sicurezza per tutti i giorni. Mi auguro di riuscire ad avere un procedura di verbalizzazione più snella quando vengono commessi certi fatti".

(ANSA)

15.10.2017, 18:052017-10-15 18:05:33
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Caso Weinstein, Scotland Yard indaga su presunti abusi

Salgono a quattro i presunti episodi di abuso sessuale contestati a Harvey Weinstein in Gran Bretagna al centro di indagini da parte di Scotland Yard. Lo...

Salgono a quattro i presunti episodi di abuso sessuale contestati a Harvey Weinstein in Gran Bretagna al centro di indagini da parte di Scotland Yard. Lo riferisce oggi una portavoce della polizia britannica.

Il re dei produttori di Hollywood, travolto ormai da una valanga di denunce, è sospettato adesso di tre nuovi casi di molestie o violenze che sarebbero avvenuti a Londra nel 2010, nel 2011 e nel 2015. L’ampliamento dell’indagine arriva contemporaneamente all’uscita di un’intervista in cui l’attrice inglese Lysette Anthony accusa il produttore Usa di averla violentata: sesta donna a parlare apertamente di stupro.

Intanto l’ex candidata alla Casa Bianca Hillary Clinton, già grande amica di Weinstein e beneficiaria di ricche donazioni in passato, ha ribadito a margine del Cheltenham Literature Festival la propria condanna del produttore, tornando a paragonarlo al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ma ha glissato quando una persona del pubblico le ha chiesto – "come donna e come femminista" – se non ritenesse appropriato anche un parallelo con comportamenti passati di suo marito Bill.

(ATS)

15.10.2017, 10:592017-10-15 10:59:00
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Il lato oscuro di Facebook: può svelare i segreti personali

La funzione ’Persone che potresti conoscere’ di Facebook da divertente giochino che permette di trovare i vecchi compagni delle elementari può diventare...

La funzione ’Persone che potresti conoscere’ di Facebook da divertente giochino che permette di trovare i vecchi compagni delle elementari può diventare un ’Grande fratello’ in grado di svelare i segreti di famiglia. Lo testimoniano diversi casi, raccolti dal sito di tecnologia Gizmodo, in cui l’algoritmo del social network, di cui si conosce solo in parte il funzionamento, ha messo in contatto persone ’insospettabili’, dai clienti di una prostituta ai pazienti di uno psichiatra.

Nel caso della prostituta, che vive in California, la donna si è vista consigliare come amici sul suo profilo ’normale’ alcuni clienti abituali, nonostante l’indirizzo email e il telefono che usava per lavoro fossero diversi e non avesse un profilo Facebook nella vita ’parallela’. Lo stesso problema, racconta la donna, è stato riscontrato anche da altre colleghe. "Chi va con una prostituta è molto preoccupato per la privacy – racconta -. Usano nomi, email e telefoni alternativi. In questo caso abbiamo persone che adottano misure di sicurezza aggiuntive rispetto alla popolazione generale, per non rivelare la propria identità, e comunque i loro nomi veri sono connessi su Facebook". Una spiegazione probabile, suggerisce il sito Gizmodo, è che il social network usi informazioni carpite da altre app del telefono, come la geolocalizzazione.

In altri casi riportati ad essere connessi sono stati i clienti di uno psichiatra, ma anche persone che si erano semplicemente incrociate per strada. Le spiegazioni della compagnia sono state sempre piuttosto fumose, e non sono mai stati rivelati quali siano effettivamente i parametri utilizzati per mettere in connessione i vari profili, anche se i comunicati ufficiali hanno sempre negato di utilizzare tecniche troppo ’spinte’. Il dubbio che il social network vada a sbirciare almeno anche nelle email è venuto ad una donna che viveva in Florida, che ha descritto sempre a Gizmodo la propria vicenda: si è vista consigliare una signora avanti con gli anni dell’Ohio, con un cognome vagamente familiare, per poi scoprire che era la cognata del nonno biologico che non aveva mai conosciuto. "Come il social ci abbia connesse è un mistero – spiega -. Mio padre ha visto suo marito una volta sola, si sono scambiati le email, ma nessuno dei due usa Facebook, così come nessuna delle altre persone che ci ’separano’ nell’albero genealogico". (Ats/Red)

15.10.2017, 09:472017-10-15 09:47:20
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Asia Argento su Weinstein: 'Un predatore seriale'

Si 'arricchisce' di altre testimonianze lo scandalo che ha travolto il produttore cinematografico americano Harvey Weinstein, accusato di molestie sessuali da...

Si 'arricchisce' di altre testimonianze lo scandalo che ha travolto il produttore cinematografico americano Harvey Weinstein, accusato di molestie sessuali da decine di attrici. Forti le dichiarazioni dell'italiana Asia Argento rilasciate al quotidiano 'La Stampa', che parla di una violenza subita nel 1997, vent'anni fa: «Un predatore seriale dalle mille personalità. Cambiava costantemente tono: passava dall’essere un bambino frignone a imporre con violenza quello che voleva. Non lo denunciai perché tenevo alla mia carriera. Era il terzo uomo più potente di Hollywood; ora è diventato il duecentesimo e il suo potere e la sua influenza si sono sensibilmente ridotti. Mi sono opposta dieci, cento, mille volte a lui. Mi ha mangiata. Un orco in mezzo alle gambe è un trauma. Io ero una ragazzina. Questa è una cosa che ricordo ancora oggi. Una visione che mi perseguita. Non c’ è bisogno di legare le donne, come dice qualcuno, perché ci sia violenza».

13.10.2017, 18:542017-10-13 18:54:23
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Muore sporgendosi in topless dall'auto: in un video la fine assurda di una turista russa

Una bravata finita in tragedia, come sempre più spesso accade a turisti che percorrono il mondo in cerca di emozioni...

Una bravata finita in tragedia, come sempre più spesso accade a turisti che percorrono il mondo in cerca di emozioni forti. È quanto accaduto in Repubblica Dominicana a Natalia Borodina, donna russa di 37 anni, che si trovava nel Paese in vacanza con il figlio e una sua amica. La donna, racconta il sito Infobae, si era sporta a seno nudo dal finestrino dell’auto in corsa ed è morta dopo avere sbattuto contro un cartello stradale.

La tragedia è stata documentata in un video (visibile su YouTube) che l’amica, alla guida del mezzo, stava realizzando con il proprio cellulare. Il fatto è accaduto martedì, quando le due donne hanno deciso di fare un’escursione fuori da Punta Cana. Aveva piovuto molto, e la polizia sostiene che le donne avessero consumato della droga. A un certo punto, Borodina si è tolta la parte superiore del bikini e ha cominciato a ballare, mentre l’amica alla guida filmava tutto.

Mentre la donna era fuori dal finestrino, l’amica ha perso il controllo dell’auto e Borodina ha sbattuto la testa su un cartello ed è caduta in strada. La donna è stata portata in ospedale ma non c’è stato nulla da fare ed è deceduta dopo poche ore.

13.10.2017, 17:462017-10-13 17:46:08
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Vietare l'importazione di alimenti frutto di sofferenze animali? No, non è possibile

Simpatia e preoccupazione verso il mondo animale, soprattutto per il modo in cui spesso le bestie vengono allevate e uccise...

Simpatia e preoccupazione verso il mondo animale, soprattutto per il modo in cui spesso le bestie vengono allevate e uccise, questo sì, ma non si chieda di aumentare le tutele per evitare sofferenze ad oche, rane ed altre prelibatezze: non è possibile. Questa in sostanza l'opinione della Commissione della scienza dell’educazione e della cultura degli Stati.  

Non è necessario vietare l’importazione di prodotti ottenuti mediante metodi noti per infliggere sofferenze agli animali, come ad esempio il foie gras o le cosce di rana. Così la pensa la Commissione che, con 9 voti contro 0 e un’astensione, suggerisce di respingere una mozione sul tema.

Dopo aver consultato rappresentanti delle cerchie interessate (Protezione svizzera degli animali, Unione svizzera dei contadini, Unione svizzera delle arti e mestieri), la commissione ha tra l’altro cercato di chiarire cosa s’intenda per "ottenuti infliggendo sofferenze agli animali" e quali prodotti sarebbero inclusi nel divieto generale, si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento.

La maggioranza comprende le preoccupazioni sulla protezione degli animali che stanno alla base della richiesta e sostiene l’intenzione della mozione. Tuttavia, dall’analisi è emerso che l’accettazione del testo avrebbe conseguenze massicce per numerosi settori, dalla produzione di derrate alimentari al settore tessile fino all’industria orologiera. Inoltre, continua la nota, non è chiaro se questo aspetto possa essere migliorato in modo significativo mediante una simile normativa unilaterale sul benessere degli animali.

La commissione si dichiara pertanto molto scettica sull’attuabilità della mozione – inoltrata dal consigliere nazionale Matthias Aebischer (Partito Socialista/Berna) – e considera che una sorveglianza generale dell’importazione e di tutti i metodi di produzione impiegati all’estero sia irrealizzabile nonché inopportuna.

Piuttosto, bisogna verificare se occorre intervenire sulle basi legali esistenti, in particolare per quanto riguarda l’obbligo di dichiarazione. Per questo – con 9 voti contro 1 – ha deciso di proporre agli Stati di accettare un postulato che chiede al Consiglio federale di illustrare, tramite un rapporto, le possibili misure concrete che permettono di rafforzare tale obbligo.

13.10.2017, 15:142017-10-13 15:14:00
@laRegione

Lady Gaga torna sul palco, a Zurigo l'11 febbraio

Lady Gaga riprende in novembre il suo tour mondiale interrotto alla metà di settembre e sarà in Europa fra gennaio e febbraio. L’11 febbraio la cantante si esibirà...

Lady Gaga riprende in novembre il suo tour mondiale interrotto alla metà di settembre e sarà in Europa fra gennaio e febbraio. L’11 febbraio la cantante si esibirà all’Hallenstadion di Zurigo, in sostituzione del concerto annullato del 24 settembre.

I biglietti venduti prima del rinvio dell’unico concerto previsto in Svizzera rimangono validi, indica oggi la società Live Nation. I detentori di un biglietto che non potessero recarsi all’Hallenstadion in febbraio possono farselo rimborsare fino alla settimana precedente.

La star di "Poker Face" ha interrotto il suo tour in seguito ad un ricovero in ospedale a Rio de Janeiro. Il 12 settembre aveva rivelato attraverso i social di soffrire di fibromialgia, una patologia cronica che provoca dolori al corpo e affaticamento.

13.10.2017, 08:532017-10-13 08:53:42
@laRegione

Il premio Carla Agustoni a Anna Bernasconi per "I bambini di Angeles"

Il premio giornalistico biennale Carla Agustoni 2017 è stato attribuito a "I bambini di Angeles", reportage-inchiesta televisiva inedita...

Il premio giornalistico biennale Carla Agustoni 2017 è stato attribuito a  "I bambini di Angeles", reportage-inchiesta televisiva inedita realizzato da Anna Bernasconi per la rubrica Falò della Rsi. "Nella motivazione la giuria sottolinea che il lavoro giornalistico, affronta con coraggio e rigore il tema dello squallido mercato della pedofilia nelle Filippine con le sue diramazioni nel mondo occidentale, Svizzera Italiana compresa", si legge in un comunicato.

La giuria considerando "la qualità delle numerose candidature" ha deciso di premiare pure altri tre lavori.

Nella categoria documentari televisivi a Nicola Agostinetti pure della Rsi per "Giù le vele", documentario sulla realtà di Scampia alla periferia di Napoli. Se il tema non è nuovo, l’approccio – segnala la giuria- non è scontato e sa trasmettere emozione e umanità. 

Nella categoria audio documentari il premio speciale è andato a "Ho un messaggio per te" di Andrea Cocco (prodotto dalla rubrica Laser, Rete Due Rsi), un lavoro che affronta con originalità il tema della migrazione, partendo da un punto di vista inesplorato: quello di chi rimane, in questo caso in Senegal. Un audio documentario forte nei contenuti, brillante nella forma.

La giuria ha voluto assegnare un premio anche nella categoria documentari web a "Kin la Belle" di Eloisa D’Orsi e Gianluca Azzolino pubblicato da El Pais online. Un lavoro che esplora con sensibilità e utilizzando tutte le risorse del Web, una realtà di cui poco si parla illustrando con rigore giornalistico la vita quotidiana nella megalopoli di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo

13.10.2017, 06:052017-10-13 06:05:58
Beppe Donadio @laRegione

Raphael Gualazzi: pace, amore e pianoforte

Sarà che, seduto al pianoforte, di un pianista è sempre difficile calcolare l’altezza, la stazza di Raphael Gualazzi in posizione eretta è quella del gigante. Un gigante...

Sarà che, seduto al pianoforte, di un pianista è sempre difficile calcolare l’altezza, la stazza di Raphael Gualazzi in posizione eretta è quella del gigante. Un gigante buono, sia chiaro, uno che non lesina risposte e buone maniere (“Non sono timido, sono solo educato”, dichiarava alla stampa più o meno un anno fa). Negli esterni della luminosa mensa Rsi, Raphael si concede in attesa dello showcase serale. In sala, nel frattempo, lo attende un pianoforte a coda della famiglia Steinway, del quale, più tardi, dirà «È proprio un ottimo strumento, ma anche il mio a casa non è male».
Gualazzi è in terra elvetica per promuovere l’edizione internazionale del suo ‘Love Life Peace’, le 13 tracce dell’originale più altre 10 tra live, versioni alternative e altre chicche di chi sembra suonare esattamente quello che gli piace, con un piede sempre saldo nel jazz.

«In un certo senso, il jazz è il futuro della musica”, dice l’artista. Più che un ‘Giàs’, dalla sua bocca esce un “Giés” dall’inflessione marchigiana che – complice la vicinanza con la Romagna, le frequentazioni di musica colta (conservatorio) e l’imponenza – rende la sua esposizione a tratti piacevolmente pavarottiana. «Il jazz è l'espressione di una libertà attraverso il rispetto reciproco. I musicisti lavorano insieme per poter dare un senso musicale a tutto. È solo attraverso questo che ognuno può far valere la propria individualità. È un valore altamente educativo per la società». In effetti, anche nel Gualazzi fatto canzone, persino nel singolo virante al pop più pop, il pianista ci mette di suo, riportando il tutto a livelli di sicurezza: «Il disco può essere codificabile, ma nei live tolgo le catene, e faccio diventare tutto jazz». Innegabile, per uno che pensa che la musica sia «divertimento puro» e che si debba «suonare per l'arte, per sé stessi e per il pubblico che si ha davanti, come diceva Laurent De Wilde, biografo di Thelonius Monk».

Ai tempi di JazzAscona, parlammo con Raphael della sua ‘Follia d’amore’ (seconda all’Eurovision Song Contest 2011), cercando di capire come fosse riuscito a sconfiggere tutto quel pop da combattimento in gara. Oggi gli chiediamo di Salvador Sobral, vincitore nel 2017: «Ho grandissima stima di Salvador, sono stato felicissimo, ha vinto la purezza della musica, senza alcun tipo di spettacolarizzazione. Quando si concede alle persone la possibilità di godere del bello, o del diverso, se si educa e sensibilizza a quel tipo di ascolti, si avrà più attenzione verso episodi del genere».

Del riscontro estivo del ‘suo’ John Wayne è in qualche modo stupito. Non per i contenuti musicalmente inediti («Non avevo mai avuto a che fare con indie e easy-listening»), quanto per l’essere stato associato a Battiato: «Nonostante la stima per il Maestro, che ho conosciuto più per cose operistiche che per le canzoni, l’accostamento è buffo. So che è un paradosso, ma è uno degli artisti che ho ascoltato meno. Lui è un mostro sacro, e io non posso che essere felice». In un ambiente di ego smisurati e isterismi da star, la calma platonica di Gualazzi sembra un’eccezione. Gradita. «Non ho mai desiderato essere apprezzato per altro se non per la mia musica. Se mi penso spettatore, di un artista mi faccio prendere dalla voce, dal suono. Della sua vita non mi interessa nulla. Forse è per questo che tengo fuori la mia».

Di tradizione in tradizione, Gualazzi passa amabilmente dalla black music («Ray Charles che canta ‘Yesterday’ è la prima cosa che ho ascoltato») al cantautorato italiano («Amo Rino Gaetano. Non so che musica farebbe oggi, forse strumentale, per esprimersi in maniera ancora più forte»), fino a Bob Dylan che canta Sinatra («Si sono fatti con le proprie mani, cantano con il cuore ogni singola nota. Dylan se lo può permettere anche piu di altri di interpretare Sinatra»). Il tutto in nome della musica senza preconcetti: «Solo dalla commistione si può dare vita al nuovo, trovare stimoli. Quello che ho imparato dal passato, è che le cose più belle sono state condivise con il grande pubblico senza pregiudizi. La musica stessa, in fondo, è nata proprio per abbatterli».

'Lo so, forse sono un po' naïf' (lo showcase alla Rsi)

L’urbinate, oggi di casa in Veneto, apre – proprio in nome dei massimi sistemi – con la sua versione di ‘Imagine’ («L’amore per la vita non ha prezzo, ed è bello celebrarlo ogni volta che si sale di un palco»). Un cenno all’illuminazione per la musica – «Mio padre era batterista nell’Anonima Sound, uno dei primi gruppi di Ivan Graziani, la musica in casa non è mai mancata» – Gualazzi parla delle ‘scritture sacre’, del blues al quale fu introdotto da amici, fuso col patrimonio classico degli studi al conservatorio, e dei primi tentativi di composizione che annoverano la sua ‘A simple song’. «Tutti i musicisti sono un pochino disturbati: se ti metti a spingere tasti bianchi e neri sin dal mattino, è evidente che normale non sei». Da qui, la sua definizione di pianoforte: «Da bimbo pensi che sia una macchina del futuro, da adolescente è come suonare la batteria sopra l’orchestra, e quando diventi grande è il tuo modo per trovare una fidanzata», saggia analisi che sfocia nella romantica ‘All alone’.
La sua tendenza percussiva, invece, esplode in ‘Let him live’, inserita nella re-release dell’album e, nella giusta alternanza tra stride piano e melodia italica, in ‘Follia d’amore’. Prima della chiusura, affidata a ‘Key to my kingdom’ (B.B. King) e - lapalissiano – ‘At last’, un gustoso siparietto sui singoli: «Sono grato che le radio passino i miei, ma non sono mai stato un fan dei singoli, che non sempre sono la cosa migliore degli album. Di solito si ascoltano in contesti rumorosi come sale d’attesa, o dentro i veicoli, che si mangiano le frequenze. Lo so, forse sono un po’ naïf, ma io la musica la preferisco al caldo, ascoltata con le persone alle quali voglio bene, su vinile e in pace». Questo non significa che – «per essere coerente» – il pianista ci privi di ‘L’estate di John Wayne’, con incipit in francese, suonata più alla maniera di Gualazzi che come vuole la radio.

12.10.2017, 23:082017-10-12 23:08:42
@laRegione

La versione di Weinstein e quella di Lea Seydoux: 'Ipocriti, tutti sapevano'

«Sono devastato. Ho perso mia moglie e i miei figli, coloro che amo più di ogni altra cosa». Harvey Weinstein, travolto dallo...

«Sono devastato. Ho perso mia moglie e i miei figli, coloro che amo più di ogni altra cosa». Harvey Weinstein, travolto dallo scandalo di accuse sessuali, reagisce così: parla con il magazine ‘Page Six’ schiacciato dalla valanga di accuse, fino a dichiarare di sostenere la scelta della moglie, sebbene speri in una riconciliazione. Potrebbe però essere questo soltanto l’inizio di una vicenda per la quale adesso si prospetta una svolta giudiziaria, con la polizia di New York e quella di Londra tornate al lavoro.

Intanto in Italia Fabrizio Lombardo smentisce Asia Argento. L’ex capo di Miramax Italia si dichiara «sorpreso» e «amareggiato» dalle dichiarazioni dell’attrice che lo aveva tirato in ballo nel caso del produttore e “predatore seriale”.

Nella Grande Mela la polizia torna a scartabellare fra le denunce per controllare se vi fossero in passato accuse di aggressione o molestie contro Weinstein, oltre al caso già emerso e da cui scaturì una indagine nel 2015. La polizia di New York incoraggia chiunque abbia informazioni sulla vicenda a farsi avanti, mentre intende contattare donne che hanno parlato degli incontri con Weinstein nell’articolo del ‘New Yorker’. E oltre Atlantico Scotland Yard indaga dopo aver ricevuto una segnalazione della polizia del Merseyside, riguardo un caso che sarebbe avvenuto a Londra negli anni 80.

Ad oggi Weinstein ha negato vi sia stato alcun incontro o contatto non consensuale, ma la lista delle accuse continua a crescere. Vi compaiono anche i nomi di Lea Seydoux e Cara Delevingne. «Stavamo parlando e all’improvviso mi saltò addosso sul divano», ha raccontato al ‘Guardian’ Seydoux, rievocando la produzione di ‘Spectre’. La star francese va oltre e sbugiarda coloro che oggi mostrano di cadere dalle nuvole nel jet set: «Tutti sapevano chi era Harvey e nessuno ha fatto nulla... per decenni».

La top model e attrice Cara Delevingne, in un messaggio online, riferisce a sua volta di essere sfuggita al tentativo di Weinstein di attirarla in un incontro sessuale a tre. Ma c’è anche l’attrice britannica Kate Beckinsale: aveva 17 anni quando Weinstein la accolse in accappatoio per un meeting nella sua stanza al Savoy Hotel, ha raccontato su Instagram.

E poi, l’ultima in ordine di tempo, una donna che con il produttore fece un colloquio per un posto da babysitter e lui la ricevette in boxer e canottiera. Infine, al coro di condanne si aggiunge quella durissima della Academy degli Oscar che definisce la condotta descritta nelle accuse come «ripugnante», affermando che terrà una riunione urgente sabato prossimo per «discutere le accuse contro Harvey Weinstein e ogni azione garantita dall'Academy».

12.10.2017, 13:052017-10-12 13:05:00
@laRegione

Molestie, una seconda donna accusa Ben Affleck

Un’altra donna rompe il silenzio sulle molestie sessuali subite da Ben Affleck: dopo l’attrice Hilarie Burton, si è fatta avanti la truccatrice Annamarie Tendler, che...

Un’altra donna rompe il silenzio sulle molestie sessuali subite da Ben Affleck: dopo l’attrice Hilarie Burton, si è fatta avanti la truccatrice Annamarie Tendler, che ha accusato l’attore americano di averla palpeggiata durante una festa per i Golden Globes tre anni fa.

Intanto, sulla scia delle accuse di Burton – riporta il quotidiano britannico Telegraph – la rete si è scatenata contro l’interprete di Batman, che ha ribattezzato ’Buttman’ con un gioco di parole sul termine ’butt’, ovvero ’sedere’.

Affleck, che era stato accusato di molestie sessuali da Burton in un episodio risalente al 2003, si è già scusato pubblicamente con l’attrice ma non ha ancora risposto alle accuse della truccatrice. (Ats)