La filiale dichiara autonomia dalla casa madre olandese e utilizza wafer da 12 pollici per produrre dispositivi discreti, raddrizzatori Schottky e componenti per scarica elettrostatica
Nexperia Cina, filiale del produttore olandese di chip Nexperia, ha dichiarato di aver avviato la produzione dei propri chip, compiendo un ulteriore passo verso l'indipendenza dalla casa madre. Lo riferisce Reuters sul proprio sito.
In una dichiarazione pubblicata sul proprio account social cinese, Nexperia China ha affermato di aver iniziato a produrre diversi tipi di chip realizzati anche da Nexperia, ma utilizzando wafer da 12 pollici, una dimensione che l'azienda olandese non è in grado di produrre in Europa.
All'origine della crisi c'è lo scontro nell'azionariato di Nexperia, dove il governo olandese ha preso il controllo sfilandola alla cinese Wingtech, società quotata alla Borsa di Shanghai.
A settembre dello scorso anno il governo olandese aveva deciso di confiscare a Pechino Nexperia, avvalendosi di una legge risalente alla Guerra Fredda, e accusando il CEO della compagnia di azioni volte a trasferire "beni, tecnologie e know-how ad un'entità straniera". Il sereno era tornato a novembre con il passo indietro olandese.
A febbraio un tribunale olandese ha aperto un'indagine formale sulle accuse di cattiva gestione, ritenendo che ci fossero "validi motivi per dubitare della solidità delle politiche e della condotta aziendale di Nexperia".
Prima della crisi Nexperia produceva wafer in Europa e li confezionava in chip in Cina. In seguito, l'azienda si è frammentata, con Nexperia China che ha dichiarato l'indipendenza e Nexperia Europe che ha interrotto le spedizioni di wafer in Cina, adducendo come motivo il mancato pagamento.
Nella sua dichiarazione Nexperia China ha affermato di aver iniziato a utilizzare wafer da 12 pollici per realizzare prodotti come dispositivi discreti bipolari, raddrizzatori Schottky e dispositivi di scarica elettrostatica, tutti chip semplici che anche Nexperia produce.