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13.01.2021 - 15:03
Aggiornamento: 18:06

Passa la linea Berset: negozi chiusi e obbligo di telelavoro

Dal 18 gennaio chiusi negozi non essenziali, obbligo di telelavoro, mascherine obbligatorie. Allentate condizioni per ottenere aiuti per i casi di rigore

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(Keystone)

Dal 18 gennaio chiusura dei negozi non essenziali ma con revoca del limite di chiusura alle 19 e le domeniche per chi resta aperto, obbligo di lavoro da casa se l'attività lo consente senza un onere sproporzionato e protezione per i lavoratori a rischio, mascherina in ogni luogo chiuso in cui vi sia più di una persona, massimo 5 persone per incontri nello spazio pubblico e privati. E in più, prolungamento fino al 28 febbraio delle misure già in essere. Alla fine, la linea del consigliere federale Alain Berset anticipata ieri è prevalsa nelle decisioni del Consiglio Federale circa le nuove misure per combattere la pandemia di coronavirus. 

Il numero delle infezioni rimane a un livello alto e nonostante le limitazioni finora introdotte non è stato possibile osservare una chiara tendenza al ribasso, spiega il Consiglio federale. In Svizzera sono inoltre state identificate nuovi varianti del virus altamente contagiose che rischiano di far lievitare ulteriormente il numero dei casi. "In numerosi Paesi in cui queste varianti circolano in misura importante, le nuove infezioni sono cresciute in modo repentino nelle ultime settimane", precisa il governo. Secondo le prime stime infatti, la contagiosità di queste nuove varianti è superiore del 50-70% a quella del virus "normale".

Visti gli sviluppi "molto preoccupanti", il Consiglio federale ha decretato misure supplementari oltre a quelle già in vigore da dicembre. In primo luogo ha deciso di prorogare di cinque settimane la chiusura di ristoranti, strutture culturali, centri sportivi e per il tempo libero.

Berset: «Per la prima volta abbiamo un vantaggio sul virus, la nostra situazione è simile a quella del Regno Unito a inizio dicembre, siamo confrontati con un dilemma: o adottare misure ora prima che esplodano i contagi, e speriamo di minimizzare le conseguenze negative a livello socioeconomico e sanitario, oppure aspettiamo, dovendo poi adottare misure più drastiche fra 5-6 settimane con conseguenze pesanti sull'economia e la società. Non si tratta di decidere quando implementare nuove misure ma quali misure introdurre. Se si fa qualcosa prima si hanno migliori prospettive»

In merito al telelavoro, Berset ha sottolineato la necessità di limitare più possibile i contatti. «Sono misure dure, ma dobbiamo renderci conto che il tasso attuale è superiore all'1 e c'è un raddoppio dei contagi, un'evoluzione esponenziale». Riguardo alle richieste di dichiarare la situazione straordinaria, il consigliere federale Ueli Maurer ha dichiarato che non è necessario in quanto la legge Covid-19 permette di agire in modo adeguato. Si prevede inoltre che le nuove misure possano essere di aiuto anche per le aziende che hanno subito perdite nonostante non siano state chiuse, ad esempio quelle del settore alberghiero colpite dal calo degli ospiti.

Riguardo la scuola dell'obbligo, Berset e Parmelin hanno dichiarato che la Confederazione è in costante contatto con i cantoni per capire l'impatto delle nuove varianti del virus, sottolineando comunque come i cantoni abbiano inviato un segnale chiaro circa la loro competenza al riguardo. Prima di arrivare all'ultima ratio andrebbero intraprese delle misure intermedie.

 

Casi di rigore, estesi gli aiuti

Il Consiglio federale ha allentato le condizioni che un’impresa deve  soddisfare per percepire gli aiuti destinati ai casi di rigore. Ora le imprese che a partire  dal 1° novembre 2020 hanno dovuto chiudere la loro attività per almeno 40 giorni su  ordine delle autorità, sono da considerarsi casi di rigore senza dovere dare prova di un calo della cifra d’affari: quindi anche i negozi al dettaglio e le attività commerciali nonchè le attività di ristorazione sono considerati casi di rigore se rientrano nelle chiusure di cui sopra. Inoltre si può tenere conto anche del calo della cifra d’affari  registrato nel 2021. Il limite massimo per i contributi a fondo perduto viene aumentato al 20 per cento della cifra d’affari o a 750 000 franchi per impresa. La modifica  dell’ordinanza consente di sostenere i casi di rigore su larga scala. Già nel mese di  gennaio più della metà dei Cantoni versa aiuti per i casi di rigore, in febbraio quasi tutti  i Cantoni dovrebbero essere in grado di fornire questo tipo di sostegno. 

Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze Ernst Stocker ha sottolineato come l'attuazione delle misure non è semplice, in quanto nei cantoni più popolosi è necessario un supporto digitale maggiore per l'evasione di tutte le richieste di aiuti.

Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica Christoph Brutschin ha evidenziato come sia competenza dei cantoni mettere in atto le misure decise dal Consiglio Federale circa i casi di rigori, ed è necessario fare in modo che i mezzi a disposizione confluiscano laddove c'è bisogno. Alcuni cantoni inoltre hanno bisogno di creare le basi legali per mettere in pratica le misure, secondo le procedure legali dello Stato di diritto, decisioni che possono poi essere soggette a critiche nonchè a termini di referendum che allungano le tempistiche.

 

In breve, le misure decise dal Consiglio Federale

Prolungamento delle chiusure di cinque settimane 

Il Consiglio federale prolunga di cinque settimane i provvedimenti decisi lo scorso dicembre: i ristoranti e le strutture per la cultura, il tempo libero e lo sport restano così chiusi sino alla  fine di febbraio. 

Chiusura dei negozi che non vendono beni di prima necessità 

Dal prossimo 18 gennaio, chiudono negozi e mercati che non vendono beni di prima necessità. In particolare, a restare aperti saranno:

a. i negozi di generi alimentari e altri negozi, nella misura in cui vendono gene ri alimentari o altri beni di prima necessità e di uso corrente

b. le farmacie, le drogherie e i negozi di mezzi ausiliari medici (p. es. occhiali, apparecchi acustici);  

c. i punti vendita di operatori di servizi di telecomunicazione;  

d. i negozi di riparazione e di manutenzione quali lavanderie, sartorie, calzolai,  servizi di duplicazione di chiavi, autofficine e negozi di biciclette, nella mi sura in cui offrono un servizio di riparazione; 

e. i negozi di hobbistica e di giardinaggio, nonché i negozi di ferramenta, per  gli articoli di hobbistica e di giardinaggio; 

f. i negozi di fiori; 

g. le stazioni di servizio.

Revocata, invece, la chiusura alle 19 e la domenica di negozi, negozietti delle stazioni di servizio e chioschi è  invece revocata. 

Obbligo del telelavoro 

Le aziende dovranno organizzare il lavoro a domicilio, sempre che il tipo di attività si presti e che la misura sia "attuabile senza un onere sproporzionato", precisa il governo. Dato che si tratta di un provvedimento temporaneo, il datore di lavoro non dovrà al dipendente alcun indennizzo per le spese sostenute, ad esempio per l'elettricità o l'affitto di uno spazio dedicato al lavoro. Se non è possibile organizzare l'home-office, sul luogo di lavoro sarà obbligatorio l'uso della mascherina nei locali dove ci sono due o più persone. "Una maggiore distanza tra le postazioni di lavoro nello stesso locale non è più sufficiente", secondo l'esecutivo.

 

Su richiesta della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità e in base alle  esperienze nell’esecuzione sono state inoltre precisate le modalità per l’esenzione  dall’obbligo della mascherina: per provare che vi si ha diritto per motivi di natura medica è  necessario l’attestato di un medico o uno psicoterapeuta che può essere rilasciato soltanto  se indicato per la persona che ne fa richiesta. 

Protezione delle persone particolarmente a rischio 

I lavoratori particolarmente a rischio avranno diritto di lavorare a domicilio o ad una protezione equivalente sul posto di lavoro o alla dispensa dal lavoro. Se, in determinate professioni, non possono essere garantite le disposizioni di protezione, i dipendenti a rischio dovranno essere esonerati dai loro obblighi ricevendo comunque il salario pieno. In questi casi diritto sussiste il diritto all'indennità per perdita di guadagno per coronavirus.

Restrizioni per le manifestazioni private e gli assembramenti 

Per quanto riguarda gli eventi privati, il limite sarà abbassato a cinque persone, compresi i bambini. Questo limite è valido anche nelle aree pubbliche.

 

Leggi anche:

Casi di rigore, allentate le condizioni per accedere agli aiuti

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