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(Keystone)
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09.01.2021 - 18:300

Consultazione su nuove restrizioni, solo Udc contraria

I democentristi contro telelavoro, chiusure negozi, obbligo di mascherine in luoghi chiusi, regola delle 10 persone. Chiesti provvedimenti alle frontiere

a cura de laRegione

La maggioranza dei partiti sostiene l'inasprimento delle misure di lotta alla pandemia poste in consultazione mercoledì scorso dal Consiglio federale. Solo l'UDC si oppone fermamente al giro di vite, definendolo un "secondo confinamento".

In una nota odierna, la formazione politica critica in particolare una possibile chiusura di negozi che non offrono articoli di prima necessità. Nel suo comunicato, l'UDC si oppone pure all'obbligo di telelavoro, a quello di indossare mascherine in luoghi chiusi, alla limitazione degli incontri a due famiglie e alla regola delle 10 persone.

Per combattere le nuove varianti britannica e sudafricana del virus, l'UDC chiede al Consiglio federale di prendere misure alle frontiere, con l'imposizione di test rapidi o quarantene alle persone provenienti da regioni a rischio. Auspica che non si mettano a repentaglio le competenze federaliste dei Cantoni e chiede al Governo di revocare immediatamente le misure adottate contro i ristoranti e le strutture sportive, ricreative e culturali.

Anche il PLR è abbastanza critico sulla gestione della pandemia da parte del Governo. Mercoledì ha descritto la politica di Berna come poco chiara e mutevole. Ritiene per esempio che la campagna di vaccinazione sia iniziata troppo lentamente e si oppone all'obbligo del telelavoro.

Interpellato oggi dall'agenzia Keystone-ATS, il portavoce del PLR Arnaud Bonvin ha però sostenuto ulteriori chiusure se la situazione lo dovesse richiedere. La cosa più importante, ha detto, è che gli aiuti raggiungano rapidamente le imprese colpite. Spetta agli esperti consigliare il Governo su quante persone possano incontrarsi, ha aggiunto. Il PLR chiede al Consiglio federale di essere più chiaro su questo punto, mentre finora sembra navigare a vista, ha detto Bonvin.

Da parte sua, il PS sostiene complessivamente le misure previste dal Consiglio federale. La priorità è ridurre il numero di infezioni, ha indicato oggi la sua co-presidente, Mattea Meyer, all'agenzia Keystone-ATS. Il partito sostiene chiaramente l'obbligo del telelavoro e, come ultima risorsa, la chiusura delle imprese.

Le misure sanitarie devono però andare di pari passo con il sostegno finanziario per chi è colpito, ha aggiunto Meyer, sostenendo che il Consiglio federale lascia queste persone nell'incertezza.

Gli altri partiti avevano già reagito dopo l'annuncio del Consiglio federale di mercoledì. Il PPD sostiene l'approccio dell'Esecutivo e le ulteriori restrizioni. Ha sottolineato che il sostegno finanziario deve però essere convogliato rapidamente verso tutti i settori interessati.

I Verdi liberali sostengono l'inasprimento delle misure, ma vorrebbero che si spingessero oltre. Considerano la riduzione del numero dei casi e dei decessi una priorità, ha affermato il suo segretario generale, Michael Köpfli.

Per loro, come per i Verdi, che sono meno d'accordo con le proposte formulate mercoledì dal ministro della sanità Alain Berset, il telelavoro dovrebbe essere reso obbligatorio dove possibile: una semplice raccomandazione non è sufficiente.

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