partecipare-a-pieno-alla-vita-sociale-non-a-tutti-e-permesso
Paola Pitton
Danzatori con disabilità della Compagnia Teatro Danzabile e studenti dell’Alta scuola delle arti di Zurigo (ZHdK), lavorano insieme a un pezzo poi presentato in tutta la Svizzera nel quadro di IntegrART 2019.
ULTIME NOTIZIE Culture
Arte
1 ora

‘Una raccolta d’arte moderna italiana’ al Masi

Carrà, Campigli, Manzù, Rosai, Scipione e Sironi in mostra a Lugano da domenica 22 maggio al 29 gennaio 2023
Culture
1 ora

Fabio Andina vince il Prix du public Rts

L’autore ticinese è stato insignito per il suo romanzo ‘Jours à Leontica’ (’La pozza del Felice’ in italiano)
Culture
5 ore

Seicento in fuga: la versione di Bargniff

In diretta da un’infame bettola milanese, l’intervista al ‘protagonista assoluto’ (o così dice lui) dell’ultimo romanzo di Carlo Silini
Culture
12 ore

Chiamarsi fuori: ‘A una voce’ di Sabina Zanini

Un romanzo d’esordio stupefacente su un bancario un po’ Bartleby, un po’ Fantozzi, ma con dentro un giardino incantato. E poi c’è Paganini
Spettacoli
23 ore

Margot Robbie nel prequel di ‘Ocean’s Eleven’

Secondo le prime indiscrezioni, la trama sarebbe ambientata negli anni ’60 in Europa, lontano da Las Vegas
Musica da camera
1 gior

Verbano Musica Estate, il ritorno è nell’Aria

Tra Locarno, Ascona e Cannobio, dal 29 maggio al 19 giugno, la seconda edizione, illustrata da Tommaso Maria Maggiolini, direttore artistico
Cinema
1 gior

Simboli, culture, società: torna OtherMovie Lugano Film Festival

Dal 25 al 31 maggio tra Mendrisio, Lugano e Massagno, con ‘un programma che rilassi, visto il momento’, dice il direttore Drago Stevanovic
Cannes 75
1 gior

Cannes, ci sono film al posto delle nuvole

Emozioni in ‘Armageddon Time’ di James Gray; altre ancora in ‘EO’ di Jerzy Skolimowski. ‘Harka’, di Lotfy Nathan, è una testimonianza
Culture
1 gior

La responsabilità di giovani e adulti a Storie controvento

Al festival di letteratura per ragazzi lo scrittore francese Christophe Léon ha presentato il suo romanzo ‘Reato di fuga’
Musica
2 gior

Frequenze libere, Trio Libelle allo Spazio Elle

Raphael Loher, Nils Fischer e Silke Strahl per il sesto appuntamento della rassegna, domenica 22 maggio alle 17.30 a Locarno
Concerti
2 gior

Enrico Pieranunzi a Jazz in Bess

Tra i più noti e apprezzati protagonisti della scena jazzistica internazionale, è atteso domenica 22 maggio alle 20.30
Danza
2 gior

Manca poco al Lugano Dance Project

Tra mercoledì 25 e domenica 29 maggio, Lugano si trasforma nella città della danza
Spettacoli
2 gior

Dagli Aphrodite’s Child a ‘Blade Runner,’ addio a Vangelis

Il compositore greco, autore di celebri colonne sonore e tastierista della band prog-rock con Demis Roussos è morto oggi a 79 anni
Streaming
2 gior

Fughe di notizie su ‘Stranger Things’, Netflix nella bufera

Tra le carte di un Monopoly promozionale, ve ne sarebbero alcune che rivelerebbero particolari della trama ancora top secret della quarta stagione
Cinema
2 gior

‘Marx può aspettare’ di Bellocchio all’Otello di Ascona

In versione originale italiana con sottotitoli in tedesco, il documentario presentato a Cannes nel 2021
Cannes 75
2 gior

Tom Cruise inonda il cielo sulla Croisette

Era il giorno di ‘Top Gun: Maverick’, ma anche del Bellocchio di ‘Esterno notte’, Aldo Moro diventato serie. E di due film in concorso non ‘globalizzati’
Società
2 gior

Prodigio di libertà e indipendenza: è Anna Kuliscioff

Alla Biblioteca cantonale di Locarno, domani sera, una conferenza per conoscere una delle protagoniste del socialismo e del femminismo italiani
Arte
2 gior

L’aridità andina del fotografo Gian Paolo Minelli

Alla Polus di Balerna fino al 9 giugno ‘Aridez’, progetto scaturito da un lungo viaggio sulle Ande
L’intervista
2 gior

Dodi Battaglia, ‘Inno alla musica’ e ai Beatles (Days)

Stasera a Bellinzona in Piazza del Sole, l’ex Pooh tra grandi successi e brani del nuovo album. ‘Quando sul palco mi volto, vedo ancora Stefano’
Musica
2 gior

Cyrille Aimée, gran finale di stagione al Jazz Cat Club

Dopo ben tre rinvii, lunedì 23 maggio ad Ascona per chiudere la 14esima stagione
Cinema
2 gior

Oscar 2023, cambiano le regole: i film devono uscire nelle sale

Il Board dell’Academy ha cambiato alcune regole. Nella categoria della miglior canzone originale abbassato da cinque a tre i brani presentabili
Spettacoli
2 gior

La Venere nera, thriller gotico a Losone

Basato sul racconto ‘La Venere d’Ille’ di Prosper Mérimée, sabato 21 maggio alle 20.30
laR
 
08.11.2021 - 05:30
Aggiornamento : 07:22

Partecipare a pieno alla vita sociale: ‘Non a tutti è permesso’

Il progetto ‘Rete cultura inclusiva Ticino’ ha cercato delle soluzioni affinché l’offerta culturale consideri anche i bisogni delle persone con disabilità

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

«È la prima volta che ne vedo una dal vivo». Sono le parole pronunciate il mese scorso da Michel Houellebecq al Salone internazionale del libro di Torino dopo aver osservato con aria affascinata per diversi secondi l’interprete che sul palco stava traducendo la sua intervista in Lingua italiana dei segni. La reazione dello scrittore francese la dice lunga su come trovare delle offerte culturali che tengano conto anche dei bisogni di persone con diversi tipi di disabilità costituisca un’eccezione. Una problematica presente anche alle nostre latitudini, sulla quale l’organizzazione svizzera attiva nel campo della disabilità Pro Infirmis e il Centro competenze bisogni educativi, scuola e società (Bess) della Scuola universitaria della Svizzera italiana (Supsi) hanno deciso di chinarsi dando vita al progetto pilota “Rete della cultura inclusiva in Ticino” che si è svolto tra settembre 2020 e agosto 2021 e di cui sono stati recentemente pubblicati i risultati. Scopo dell’iniziativa: rispondere alla domanda “come favorire la partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale e culturale del cantone?”.

Punti critici, azioni, risorse, priorità

«Il Servizio cultura inclusiva della nostra organizzazione ha istituito un marchio che viene attribuito agli enti culturali che si impegnano attivamente a favore dell’inclusione delle persone con disabilità rispondendo a determinati criteri – spiega il direttore di Pro Infirmis Ticino Danilo Forini –. Attualmente nel cantone sono in cinque ad averlo ottenuto (Orme Festival, Teatro DanzAbile, Museo Vincenzo Vela, Masi, Accademia Teatro Dimitri). Ci siamo però subito resi conto che, al di là di questo label, andava creata una rete per mettere in comunicazione tra di loro le varie realtà presenti sul territorio. Così con il Bess abbiamo costituito un gruppo di lavoro trasversale formato da una trentina di persone con e senza disabilità, operatori culturali ed esponenti del mondo sociale, che si è trovato 15 volte nell’arco di un anno per conoscersi, discutere e individuare obiettivi comuni». Gli incontri, a causa della pandemia, si sono tenuti online e si sono sviluppati sotto forma di tre workshop che hanno permesso di rilevare i punti positivi e quelli critici rispetto alla situazione della cultura inclusiva in Ticino, oltre che di discutere di possibili azioni, di risorse necessarie e di priorità.

Offerte ad hoc? ‘Discriminanti’

«Ad emergere in primo luogo, e non era affatto scontato – dice Forini –, è stata la presa di coscienza degli enti culturali rispetto alla necessità non di creare delle proposte ad hoc o delle corsie preferenziali per le persone con disabilità – soluzioni, queste, che comportano elementi discriminanti –, ma di rendere il più possibile accessibile a tutti qualsiasi tipo di offerta culturale, sia come visitatori e spettatori, che come produttori di cultura, e anche nell’ambito professionale». Nonostante sia risultato chiaro che essere sempre accessibili e inclusivi con tutti sia un’operazione molto complessa se non addirittura utopica, secondo il gruppo bisognerebbe cercare di tendere tutte le volte verso tale orizzonte, fin dal momento iniziale di ideazione e progettazione di spazi e fruizione di contenuti.

Un Polo di coordinamento

Per raggiungere una cultura dell’inclusione diffusa dove la diversità diventi la norma, l’obiettivo prioritario individuato dal gruppo di lavoro è la costituzione di un Polo di coordinamento per la cultura inclusiva che potrebbe avere una formazione simile proprio a quella della Rete. «La funzione del Polo sarebbe di dare un supporto agli operatori culturali, agli enti, alle singole persone che magari sono animati da ottime intenzioni di fare qualcosa nel senso dell’inclusività ma non sanno come muoversi. Quello che manca in questo momento è proprio un sostegno e un coordinamento sotto forma di rete che permetta di organizzare degli incontri, sviluppare delle relazioni, trovare soluzioni comuni, valorizzando il potenziale di tutti e unendo le singole voci. Il rischio altrimenti è che si accantonino buone idee o che sorgano delle iniziative che però rimangono isolate portando a una dispersione di energie».

Le basi: accoglienza e informazione

Gli altri obiettivi individuati a cui potrebbe contribuire il Polo sono sintetizzabili in tre grandi capitoli che comprendono undici azioni concrete. Si tratta di sviluppare una comunicazione tra attori culturali e sociali; favorire l’accesso e le facilitazioni a spazi e contenuti culturali; sensibilizzare e formare adeguatamente gli attori culturali e sociali. Quanto alle azioni, la lista comprende ad esempio l’integrazione di tutte le informazioni circa l’accessibilità (contenuti in Lingua dei segni, in Lingua facile, descrizioni audio, spazi per sedie a rotelle ecc.) nelle varie comunicazioni, anche sui media, avvalendosi di pittogrammi; la partecipazione gratuita per gli accompagnatori; lo sviluppo di un servizio di trasporto su chiamata accessibile anche in orario serale. «Vorrei sottolineare l’importanza soprattutto del connubio tra informazione e accoglienza, necessario anche per contrastare il sentimento di non aver diritto a partecipare a pieno titolo alla vita sociale che ancora molti ostacoli, anche comunicativi, inducono – commenta il direttore di Pro Infirmis Ticino –. È importante che si sviluppi l’attitudine all’accoglienza e la si dichiari, andando verso un esplicito “benvenuti a tutti”. Si sta cercando ad esempio di promuovere l’accessibilità ai Castelli di Bellinzona, patrimonio Unesco: nonostante i limiti strutturali di queste costruzioni protette, si stanno stimolando delle soluzioni e benché permangano delle restrizioni, l’atteggiamento deve diventare quello di dire “venite, vi spieghiamo”, ciò che si rivela molto positivo anche per la promozione turistica». Nel documento con i risultati del progetto pilota si evidenzia a tal proposito: “Lo sviluppo di una cultura dell’accoglienza, sensibile alle esigenze specifiche di ogni individuo e capace di empatia e flessibilità, risulta essere molto più importante per favorire l’accessibilità e l’inclusione rispetto agli adattamenti tecnici. Quando essi non sono presenti, un’accoglienza adeguata – sincera e attenta – può infatti compensare in parte le possibili carenze strutturali”.

Prossimi passi

Alla fine del documento viene spiegato come la prossima tappa preveda un approfondimento per meglio capire la fattibilità, la sostenibilità e le possibili modalità organizzative e di ancoraggio territoriale attraverso le quali il Polo potrebbe concretamente prendere vita in Ticino. «In questo momento siamo nella fase di transizione – spiega Forini –, l’idea è di chiedere alla Supsi un pre-progetto. Questo esperimento pilota era finanziato in parte importante dalla Confederazione, ora si tratta di capire in che modo le realtà cantonali e comunali potrebbero dare il loro appoggio. Come sempre la questione è sì di volontà politica, ma anche di risorse. E siamo ben coscienti che il mondo della cultura, soprattutto in questo periodo, è confrontato più di altri a restrizioni finanziarie». Nonostante ciò, conclude Forini, «abbiamo trovato grande attenzione e disponibilità da parte del settore. Chi ha partecipato lo ha fatto con sincera attenzione e non con interesse di facciata. Ci sono dunque una sensibilità importante da parte di coloro che si occupano di offerte culturali e una grande potenzialità, adesso si tratta di sostenerle e coordinarle a beneficio di un arricchimento dal punto di vista umano di tutta la società».

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
danilo forini disabilità pro infirmis rete cultura inclusiva supsi
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved