canetta-rete-due-si-muove-gia-in-direzione-un-po-diversa
“Io non dico che si perde, io dico che si cambia. È questo l’elemento importante” (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
4 ore

Dove va l’informazione della rinnovata Rete Uno

Dopo le critiche, Reto Ceschi espone le sue priorità: qualità e approfondimento “ ma l’informazione deve stare su una rete che ha un pubblico forte”
Spettacoli
11 ore

Altroquando, un tranquillo week end di paura

All’insegna dell’horror di qualità, si è tenuta la prima edizione del festival dedicata al cinema di genere
Spettacoli
11 ore

Tutto in una notte. Ma che emozione con ‘Diplomazia’ al Lac

Elio De Capitani e Ferdinando Bruni hanno portato a Lugano lo scontro per salvare Parigi tra il generale nazista e il console svedese
Spettacoli
13 ore

Gardi è morta, viva la Gaia!

Al Cinema Teatro di Chiasso Hanna, l’alter ego della celebre clown, è morta: applausi del pubblico tra resurrezioni, vendette e gran senso per la scena
Spettacoli
18 ore

Happy Days, Fonzie mette all’asta memorabilia serie tv

L’appuntamento è per mercoledì 8 dicembre nelle sale della casa d’aste Bonhams di Los Angeles
Spettacoli
19 ore

È morto Toni Santagata

A renderlo noto la moglie del cantante, Giovanna, tramite l’agenzia stampa italiana Ansa. Santagata, all’anagrafe Antonio Morese, aveva 85 anni
Spettacoli
23 ore

Morandi, Ranieri, Zanicchi: ok, Sanremo è giusto (più o meno)

Non si può dire che non ve ne sia per tutti i gusti: Elisa, Emma, Noemi, trapper quanto basta, ex vincitori quanto basta. E Achille Lauro, ovviamente
Musica
1 gior

Il Duo Kirsch sul ponte del tempo

Martedì 7 dicembre al Teatro Foce, Stefano Moccetti (chitarra) e Anton Jablokov (violino), progetto nato tra il Csi e il lockdown
Spettacoli
2 gior

Pignotta-Incontrada, impegnatissimi in ‘Scusa sono in riunione’

I quarantenni di oggi tra reality, social e un ‘Ti posso richiamare?’. A Chiasso, Cinema Teatro, giovedì 9 dicembre. A colloquio con Gabriele Pignotta
Arte
2 gior

Un’annunciazione al m.a.x. museo per l’Avvento

Un piccolo ma prezioso dipinto di ‘Dionisio il fiammingo’ è uscito dai caveau dello Swiss Logistics Center per le feste
Spettacoli
2 gior

80VogliaDiMina nella sua Cremona (aspettando Lugano?)

Nek, Audio 2 e Frankie hi-nrg mc e 8 voci femminili per una festa di compleanno rinviata dal lockdown. Al Teatro Ponchielli di Cremona (per ora...)
Culture
2 gior

TaM, anche in Ticino ci si incontra al museo

Cinque appuntamenti a dicembre per l’iniziativa che vuole favorire la conoscenza delle opere esposte e di nuove persone
Spettacoli
2 gior

L’Incontro del teatro svizzero fa tappa al Lac

Dall’8 al 15 dicembre la ‘wandermobil’ con gli spettacoli selezionati dall’appuntamento teatrale sarà a Lugano
Spettacoli
2 gior

Finalmente Max Frisch, finalmente ‘Olocene’

Al Teatro Sociale uno spettacolo atteso tre anni, per la regia di Flavio Stroppini, con Margherita Saltamacchia e Rocco Schira. Dal 7 al 12 dicembre.
Spettacoli
3 gior

Alle radici della musica con ‘Gospel & Spirituals 2021’

I sei concerti di Free Green Music dall’8 al 30 dicembre tra Losone, Bellinzona, Locarno, Airolo e San Bernardino. Il programma.
Galleria foto
Arte
3 gior

Alla Stazione Centrale di Milano, immersi nel mondo di Banksy

Una performance artistica immersiva riproduce le opere dell’ignoto artista britannico che sono state rubate, distrutte o vendute
Spettacoli
3 gior

Saliamo in Paradiso con ‘Il cosmonauta Dante’

Conferenza-spettacolo di Anna Pegoretti e Laura Anzani, scritta in collaborazione con Leonardo Ricci. Il 13 dicembre alla Scuola cantonale di commercio
Spettacoli
3 gior

È morto Alvin Lucier, genio dell’avanguardia musicale

Il compositore statunitense che aveva messo i Beatles in una teiera è morto all’età di novant’anni. La svolta sperimentale avvenuta in Europa
Scienze
3 gior

Scoperto vicino a Trieste il primo sito di dinosauri in Italia

Venuti alla luce almeno 7 nuovi esemplari di dinosauri vissuti 80 milioni di anni fa. Il più completo è stato ribattezzato Bruno
Spettacoli
3 gior

Sweet Soul Gospel Revue, viaggio nel gospel al Lac

Sul palco una formazione di all star guidata da Michael Webb, martedì 21 dicembre e mercoledì 22 dicembre alle 20.30
Musica
3 gior

Moltiplicato per venti, Marco Santilli Rossi goes Shakespeare

Aspettando un ricco 2022, ‘Love all, trust a few, do wrong to none’ è la nuova canzone, per una versione ‘new prog’ del musicista
Social Media
3 gior

Twitter rimuoverà foto e video online se contro la privacy

Chiunque potrà richiederlo, non solo quelli con ‘la spunta blu’. È il primo atto dell’era Parag Agrawal, Ceo subentrato a Jack Dorsey, fresco d’addio.
Spettacoli
4 gior

Gran finale a Manno per ‘Se la va, la gh’a i röd’

La Compagnia Teatrale Flavio Sala chiude la tournée del garage Pistoni il 3 e il 4 dicembre alle 20.30 e il 5 dicembre alle 16 nella Sala Aragonite
Streaming
4 gior

Netflix e affini, solo in Svizzera si paga così tanto

La Confederazione è una miniera d‘oro per il servizi di streaming. Lo segnala, sulla base di confronti, il periodico K-Tipp (che suggerisce ’aggiramenti’)
Musica
4 gior

I Måneskin, manco a dirlo, gli italiani più ascoltati al mondo

Non in Italia però, dove l’artista più popolare è Sfera Ebbasta e il singolo più ascoltato è ‘Malibù’ di Sangiovanni. Questo dicono i dati di Spotify
Cinema
4 gior

In sala ‘È stata la mano di Dio’ di Paolo Sorrentino

Presentato a Venezia 78, Leone d’argento, candidato agli Oscar per l’Italia, esclusivamente nei cinema ticinesi giovedì 2 dicembre
Culture
4 gior

Altroquando, i vincitori del concorso letterario

Aspettando la sua alternativa cinematografica, al via il 3 dicembre, l’Associazione rende pubblici nomi e titoli dei primi tre classificati
Libri
4 gior

‘Il piccolo principe’ in Sursilvano, Surmirano e Vallader

Ristampato nei tre idiomi grigionesi il capolavoro della letteratura internazionale di Antoine de Saint-Exupéry, dopo attenta revisione editoriale
Culture
4 gior

Rsi, la Cultura cambia con Vanni Bianconi

Lo scrittore, poeta e traduttore sarà il nuovo responsabile del settore. “Convinto dalla voglia di cambiamento, ma la qualità rimane centrale” ci ha detto
Spettacoli
5 gior

Elio De Capitani finalmente al Lac con ‘Diplomazia’

L’attore interpreterà il generale tedesco che doveva radere al suolo Parigi. Uno spettacolo che avrebbe dovuto debuttare a Lugano nel 2020
Culture
5 gior

‘Informazione Rete Uno alla deriva’; ‘No, sempre al centro’

La Rsi risponde all’Associazione per la difesa del servizio pubblico che ieri aveva parlato di ‘chiaro indebolimento del palinsesto informativo’
Culture
5 gior

Crowdfunding: un milione di franchi in buoni Liber

Grande successo per la campagna del settore svizzero dei libri concepita per alleviare le perdite subite da autrici, autori, case editrici e librerie
Cinema
5 gior

‘Loving Highsmith’ apre le 57esime Giornate di Soletta

Il ritratto della scrittrice statunitense Patricia Highsmith, che raggiunse la fama con Hitchcock, nel documentario della basilese Eva Vitija
Musica
5 gior

Barocchisti e Coro Rsi dal ‘De Profundis’ al ‘Gloria’

Diretti da Diego Fasolis, sabato 11 dicembre alle 20.30 a Lugano-Besso, Auditorio Stelio Molo, in collaborazione con la Rsi
Culture
5 gior

Tra libri d’artista e ‘Fluire’, Valsangiacomo in Biblioteca

Giovedì 2 dicembre alle 18 a Lugano, mostra/incontro con Mauro ‘Vals’ Valsangiacomo, fresco vincitore del premio Virgilio Masciadri
Spettacoli
5 gior

Joyce Elaine Yuille, The Gospel Times al Teatro del Gatto

La vocalist newyorkese, milanese d’adozione, incontra l’ensemble romagnolo Jazz Inc. Il risultato è live, giovedì 9 dicembre ad Ascona
LuganoMusica
5 gior

Martha Argerich al Lac con European Philharmonic of Switzerland

Lunedì 6 dicembre a Lugano. Dirige Charles Dutoit, in un connubio che arriva da Montreux 2018
Spettacoli
5 gior

‘Taac’, il Milanese Imbruttito sbarca al cinema

La grande popolarità della pagina social ha portato a un film con Germano Lanzoni, Claudio Bisio e Paolo Calabresi. Dal 7 dicembre
Spettacoli
6 gior

Tra jazz, nuove musiche e Florian Favre Trio

Il pianista a Jazz in Bess il 4 dicembre per la rassegna di Rete Due, con Manu Hagmann (contrabbasso) e Arthur Alard (batteria)
Spettacoli
6 gior

‘Liricomincio’ al Sociale, il ritorno di Ale e Franz

Cavalli di battaglia, pezzi inediti, situazioni riviste e riadattate. 25 anni di storia in scena martedì 30 novembre alle 20.45 a Bellinzona (con band)
Cinema
6 gior

‘Lede dignità’: gli eredi di Aldo Gucci contro ‘House of Gucci’

La produzione ‘non s’è curata d’interpellare gli eredi prima di descriverlo’ e, ‘ancor più censurabile’, ha trasformato Patrizia Reggiani in ‘una vittima’
Streaming
6 gior

I Simpsons vanno in piazza Tienanmen e Disney+ li oscura

Sul servizio streaming di Hong Kong non v’è traccia dell’episodio. Il gigante dell’intrattenimento non dà spiegazioni. Nemmeno il governo locale
Spettacoli
6 gior

Emma Dante e la catartica danza della misericordia

Nello spettacolo andato in scena al San Materno di Ascona ci sono tutto l’amore e la violenza delle famiglie immaginate da Emma Dante
Culture
1 sett

The Deep NEsT: è la volta di Doris Femminis

Dopo Aldina Crespi il professor Vecchioni, Diego Passoni e Giulia, tocca alla scrittrice ticinese accomodarsi nel nido di Bandecchi e La Rosa
L’intervista
1 sett

Gardi Hutter, c’è del comico nella catastrofe

‘L’esperta della morte allegra’ in scena il prossimo 3 dicembre al Cinema Teatro di Chiasso in ‘Gaia Gaudi’, spettacolo ‘intergenerazionale’ sul trapasso
Architettura
1 sett

Aurelio Galfetti, ‘Costruire lo spazio’ a Mendrisio

Mercoledì primo dicembre al Teatro dell’Architettura la presentazione dei tre saggi raccolti nel volume edito da Mendrisio Academy Press
Arte
1 sett

Dopo 25 anni, ‘Nudo maschile in piedi’ attribuito a Lucian Freud

Secondo alcuni, il dipinto sarebbe addirittura un autoritratto che l’artista voleva nascondere per imbarazzo, forse destinato a Francis Bacon
Culture
1 sett

Casa della Letteratura, Alberto Nessi con Zeno Gabaglio

È l’evento che giovedì 2 dicembre alle 18.30 chiude a Lugano la stagione 2021. Introduce e modera Fabiano Alborghetti
Covid e Cultura
1 sett

Sì alla Legge Covid-19: ‘La Taskforce Culture è soddisfatta’

Alla fiducia popolare segua, da parte del Parlamento, l’estensione delle misure di compensazione e lo scudo protettivo a sostegno del settore culturale
La recensione
1 sett

Osi al Lac: il romanticismo tedesco

François Leleux non oltre una piatta lettura delle tre opere in programma. Serva da stimolo per un cambiamento di rotta. Ma Sergej Krylov è poesia
Culture
18.12.2020 - 09:110

Canetta: Rete Due ‘si muove già in direzione un po’ diversa’

Il direttore della Rsi risponde alle nostre domande sul futuro della radio culturale e del progetto Lyra di ridefinizione dell’offerta audio

Maurizio Canetta, il dibattito è ampio: cercherei di partire da alcuni punti fermi. In parte per ragioni legate alla necessità di risparmiare, in parte perché cambiano le abitudini mediali delle persone…

Ti fermo subito: il nostro mantra è trasformazione e ottimizzazione delle risorse. Al primo posto c’è il cambiamento.

Perfetto: per trasformazione e ottimizzazione la Rsi deve aggiornare la propria offerta audio lineare e online, il che include ovviamente la cultura. Lascerei quindi da parte sia le accuse mosse alla Rsi di voler smantellare completamente la cultura, sia la provocazione – un po’ demagogica – di far parte di un’élite un po’ snob che non vuole saperne di aprirsi al largo pubblico.

Sono d’accordo di lasciarle da parte. Tanto per chiarire: il dibattito è partito da un assunto parziale, il cambiamento di Rete Due, senza tener conto che si tratta di un progetto globale. Un progetto in corso. Per questo ho detto che “non smantelliamo la cultura” è un appello condivisibile ma, se associato solamente a Rete Due, parziale.

Già che parliamo dell’appello a non smantellare la cultura, passando un attimo dalla radio alla tv: nessun ridimensionamento di programmi quali Il filo della Storia, La2Doc, Il Giardino di Albert, Paganini, Turné eccetera?

No. Abbiamo messo in campo una quindicina di progetti di trasformazione e ottimizzazione delle risorse, alcuni dei quali riguardano anche la televisione, oltre agli investimenti tecnologici, l’amministrazione, gli immobili…

Anche per la cultura in televisione quindi si parla di trasformazione?

Ripensiamo continuamente l’offerta: collaboriamo con il Lac per le serate Arti liberali che saranno in televisione; il progetto Scena viva con le compagnie teatrali del territorio. Iniziative ci sono, ci mancherebbe.

Veniamo al progetto Lyra: a grandi linee Rete Uno dedicata a cultura, informazione e sport; Rete Due prevalentemente musicale ed eventi in diretta e attualità culturale; Rete Tre intrattenimento. E un’offerta online strutturata.

Attenzione: con “eventi in diretta” intendo anche “diretta registrata”: una conferenza di un filosofo registrata una settimana prima per me rimane come evento. Ma è un dettaglio.

È comunque interessante che gli eventi dal vivo non sono solo concerti.

Esatto.

Quali sono le riflessioni dietro questa ridefinizione?

La radio perde ascolto: ogni anno registriamo un’erosione di contatti in tutte le reti, è un fenomeno generalizzato. I giovani, ma non solo loro, ascoltano audio ma non ascoltano la radio. Un esempio puramente empirico. Nel settore della comunicazione su quattordici persone solo due posseggono un apparecchio radio.

Il nostro mandato è quello di raggiungere il pubblico dove il pubblico è: non possiamo quindi trascurare questa trasformazione.

Pur non essendo un’emittente privata commerciale, gli indici d’ascolto hanno il loro peso.

È un discorso di servizio pubblico che, per dirla semplicemente, deve andare dove c’è il pubblico. Non è una questione di pubblicità, anche perché non possiamo fare pubblicità alla radio.

In questa perdita della radio si inserisce l’online.

Esattamente. Noi, lo voglio sottolineare, abbiamo già un’offerta online e quando dico “più strutturata” intendo ad esempio gli approfondimenti, i dossier nel canale cultura. Adesso abbiamo un dossier su Sanguineti, un altro su Emily Dickinson: alta cultura fatta in modo multimediale e approfondito.

Abbiamo un’esperienza di trasformazione che trovo molto interessante: Cult Tv, una trasmissione nata quando ero capo della cultura. In onda dopo Storie, era abbastanza innovativa: niente conduzione, servizi legati tra di loro sulla cultura diciamo “meno tradizionale”. In televisione ha avuto un percorso difficile in termini di ascolti, accettato perché non possiamo pensare a grandi ascolti, e poi abbiamo deciso di passarlo sul web non per questione di costi, ma di efficacia. Costruire una comunità attorno a Cult+, come è stata ribattezzato il progetto: ha avuto una bella eco, poi come tutti i progetti si trasforma e adesso lo abbiamo ripreso in mano per renderlo una ‘community’ destinata ai trenta-quarantenni che ci sfuggono. Questo progetto, di cui parte del pubblico è ignara, in questi giorni ha toccato un milione di visualizzazioni ed è un esempio di come la cultura “alta” possa essere trasmessa in forma digitale.

Torniamo alle radio.

Abbiamo due reti, la Uno e la Tre che per quanto riguarda l’intrattenimento – che non è una parolaccia ma il compito degno e importante di intrattenere le persone, inserito nella concessione – abbiamo oggettivamente alcune sovrapposizioni.

Non penso si voglia mettere in dubbio l'importanza di un intrattenimento di qualità e sulla concessione torneremo magari dopo. Lyra quindi prevede di separare meglio queste due reti.

Rete Tre intrattenimento mentre Rete Uno proporrà la cultura, l’informazione e lo sport. La cultura andrà quindi anche sulla rete che definiamo “ammiraglia”: è una valorizzazione forte, e in più potrà contare sull’importante traino dell’informazione. Chiaramente bisognerà trovare un’anima, non si tratta di spostare scatole da una rete all’altra per coprire buchi ma costruire un palinsesto affinché anche la cultura trovi gli spazi che merita.

Ecco: quanto spazio potrà avere su Rete Uno la cultura? Immagino ci sarà una programmazione musicale importante, poi l’informazione con i suoi approfondimenti, lo sport, le partite…

Questo lo deve dire chi farà il progetto: ci sono vari progetti europei che stiamo studiando. Per esempio la Rete Uno della Rts, La Première, ha pochissima musica: è una scelta. Ma non posso entrare nei dettagli perché il progetto è in corso. Il mandato dice che la musica in radio è un elemento di programma forte e di questo bisogna rendere conto. 

La risposta è quindi che la cultura, anche se perderà qualcosa in termini di tempo a disposizione, sarà comunque valorizzata sulla nuova Rete Uno?

Non è una questione di bilancino del farmacista: se mi propongono quattro ore di approfondimento culturale e queste quattro ore funzionano, funzionano. Il palinsesto non può essere costruito a priori, i minutaggi vanno determinati all’interno del progetto. E tieni conto che anche l’informazione rivedrà i suoi moduli. Se tieni conto di tutti i momenti non di informazione nella giornata di Rete Uno – trasmissioni che concettualmente finiranno su Rete Tre –, vedrai che di spazi ce ne sono.

Entriamo nello specifico della nuova Rete Due: prevalenza di musica, poi eventi in diretta e anche attualità culturale.

L’idea è costruire una giornata in cui il racconto della musica continuerà a esserci, la musica in quanto musica continuerà a esserci e nella formula variata che ha oggi Rete Due, quella musica diciamo – senza voler mancare di rispetto – “di qualità” che non trovi né su Rete Uno né su Rete Tre.

Il rapporto 90/10 tra musica e parlato, presentato al plenum di Rete Due, è quindi stato superato?

Il progetto si muove già in una direzione che è un po’ diversa ed è giusto così: ripeto, non c’è nulla di definitivo, ma una proposta di progetto che è in discussione.

Possiamo quindi dimenticare quel 90% musica e 10% parlato?

Sì, ma i dettagli saranno stabiliti nel progetto e dipende anche da come calcolare le percentuali in radio. Se consideriamo le sei ore notturne, i concerti, gli eventi – perché per me se passo una conferenza registrata è un evento più che parlato – di spazio ce n’è.

Non sarà una rete solo musicale, in sovrapposizione con Swiss Classic e Swiss Jazz.

Assolutamente no. Per la presenza di eventi e dell’attualità culturale e per il racconto della musica: Swiss Classic ha una presentazione “istituzionale”: compositore, brano, esecutore. Su Rete Due è l’approfondimento sul brano.

Visto cosa è il progetto Lyra, passerei alle criticità, ai problemi che in questo momento possiamo immaginare emergeranno.

Stiamo parlando di un progetto non ancora concretizzato: ogni parere è legittimo, ogni dubbio è benvenuto, nessuno – tantomeno io – ha pensato che questo progetto così come tratteggiato sia la perfezione e non deve subire verifiche o cambiamenti dentro il gruppo di lavoro o addirittura quando sarà on air e online.

L’identità di Rete Due cambierà più di quella di Rete Uno e di Rete Tre: ha senso perdere quello che è il nome, se vogliamo il “marchio”, di Rete Due, conosciuto e apprezzato dal pubblico?

Anche Rete Uno e Rete Tre dovranno “cambiare anima”: la ricerca di una nuova identità non riguarda quindi solo Rete Due.

Per quanto concerne il “marchio”: oggi si ragiona molto in termini di comunità, un concetto che nasce da uno sviluppo dell’online ma che si è espanso a tutti i modi di costruire la comunicazione.

Il Club di Rete Due esiste da prima dei social media e dell’online.

Giusto. E nessuno dice di cancellare il Club di Rete Due: nel progetto Lyra non se ne parla perché non viene messo in discussione.

Si tratta di costruire delle comunità attorno a dei progetti della radio o dell’online, come detto prima per la comunità di Cult+ o, per un altro segmento di pubblico, per Spam.

Però, come hanno osservato alcuni commentatori, si perde quella dimensione di scoperta dell’inaspettato che offriva Rete Due.

Ma cosa cambia se la scoperta la fai su Rete Uno, Rete Due, Rete Tre o online? L’approfondimento culturale di Rete Uno avrà sempre scopo di suscitare attenzione o curiosità: non è che siccome si sarà su Rete Uno si abbasserà il livello. Non è questo lo scopo e ho piena fiducia nelle persone che lavoreranno in questa dimensione.

Insieme alla fiducia si sono anche le condizioni di lavoro, ma su questo torneremo dopo. Quello che intendo è che – senza parlare di cultura alta o bassa, profonda o superficiale –, il contenitore influisce sul contenuto. Passare da un’ora su Rete Due a un’ora, o mezz’ora, su Rete Uno è un cambiamento profondo.

Assolutamente: è una sfida appassionante che tutte le grandi persone di cultura in tutti i campi hanno sempre assunto. E quando questa l’hanno vinta, sono stati dei grandi passi avanti.

Questa è la sfida per Rete Uno. A me interessa quello che si perderà su Rete Due con questo cambiamento.

Secondo me cambiando si guadagna: la disponibilità di avere una platea più vasta, ad esempio.

Ma si perderà quella sensibilità, quella specificità che hanno Rete Due e i suoi ascoltatori.

Io non dico che si perde, io dico che si cambia. È questo l’elemento importante.

La nuova identità di Rete Due comporterà delle riorganizzazioni interne. Non c’è il rischio di perdere o disperdere delle competenze che si sono create all’interno di Rete Due?

Verranno utilizzate in altro modo e su altri vettori: non vedo una perdita.

Le sinergie interne a Rete Due: quella potrebbe essere la perdita...

Qui c’è un punto importante che va colto. Non si lavorerà più per una rete o per l’altra, ma si lavorerà per tematiche. Nel progetto Lyra c’è ad esempio una maggior collaborazione tra le redazioni, incluso l’online. Le sinergie saranno quindi di più: più persone hai sotto lo stesso tetto più sinergie puoi avere. Come succede in tutte le redazioni del mondo, non si indosserà più la maglia di Rete Uno, del Telegiornale o della tal trasmissione: si avrà innanzitutto la maglietta della Rsi e poi del particolare contenuto di cui ti stai occupando.

Più sinergie tra tutta la Rsi: il rischio non è perdere quello sguardo, quella sensibilità, quella attenzione da giornalista culturale?

Ma l’attenzione è sui contenuti, non sulla “casa” in cui ci si trova a lavorare: oggi nell’informazione c’è chi si ritrova a lavorare per il telegiornale ma nel frattempo quel contenuto multimediale è anche per il radiogiornale e per l’online. È un cambio di paradigma enorme, chiaro, ma resteranno sempre quei momenti in cui c’è bisogno di una specificità o addirittura di specializzazione. Non è che tutti dovranno fare tutto, quella è un’idea nata alla fine degli anni Novanta negli Stati Uniti, ma non è praticabile.

Si manterranno le specificità ma in un contesto diverso: difficile immaginare che la cosa non influirà sul lavoro.

Io vedo che i colleghi della Svizzera tedesca e della Svizzera francese stanno andando nella stessa direzione e non c’è uno smantellamento né dell’approfondimento né della presenza della cultura.

Ma senza quella specificità di Rete Due che era anche una sua forza.

Giusto. Evidentemente ogni progetto di trasformazione contempla dei cambiamenti forti che fanno pensare in una prima fase a una perdita. Ma bisogna guardare al complesso: avere più cultura su Rete Uno, su Rete Due e sull’online è secondo me un passo avanti.

Si è parlato di erosione di pubblico per i media lineari. Ma non solo hanno ancora un pubblico importante del quale non ci si può dimenticare, ma ci sono situazioni in cui l’ascolto lineare ha una dimensione collettiva importante.

Assolutamente. Per questo su Rete Uno e su Rete Due si manterranno gli “appuntamenti fissi” con le trasmissioni anche culturali. E se come elemento caratterizzante di Rete Due mettiamo gli eventi dal vivo è anche per questo.

Prima si è parlato della completa fiducia nei collaboratori. Ma oltre alla bravura contano anche le condizioni di lavoro: si ragionerà su contenuti che idealmente possono finire su più piattaforme, ci sarà bisogno di investimenti per poter lavorare su più fronti. Benché Lyra nasca anche per contenere le risorse.

Il progetto prevede un investimento notevole nell’online. Dovremo fare anche degli interventi di contenimento, attraverso sinergie redazionali, attraverso le nuove tecnologie, attraverso varie misure.

Con investimento nell’online che cosa si intende?

Persone: il che vuol dire formazione e trasformazione, conversione professionale.

Il giornalista abituato a fare il suo servizio radiofonico sarà affiancato da una persona che si occuperà dell’online?

Per esempio. Oppure avrà acquisito le competenze per farlo da solo, come in molti da noi hanno già fatto e come si fa ovunque.

Concluderei con alcune domande su come è stato elaborato il progetto Lyra: comprendo la necessità di non presentare al pubblico un progetto prima di averlo discusso e approfondito all’interno della Rsi, ma non si poteva organizzare un dibattito aperto a tutti, una sorta di consultazione pubblica su un progetto così importante?

Abbiamo comunicato nei tempi opportuni: quando abbiamo saputo la dimensione della nostra necessità di risparmio abbiamo presentato a tutte le istanze – e al pubblico con un comunicato stampa che è stato ripreso ma non ha suscitato particolari domande – un piano, indicando le cinque aree di intervento compresa l’offerta audio.

Pensavo, più che a un comunicato stampa, a delle discussioni aperte con il pubblico, sul modello di Senza filtri avviato ai tempi della votazione sulla No Billag.

Prima però sviluppo e condivido un progetto all’interno, poi ne discutiamo dove vogliamo. Mi sembra un rovesciamento di prospettiva.

Su questo progetto di ridefinizione dell‘offerta audio non vedi particolari errori di comunicazione?

Abbiamo fatto quello che ritenevamo opportuno comunicare: abbiamo detto al pubblico e soprattutto all’interno quali erano i nostri passi e le nostre intenzioni.

Si è parlato del gruppo di lavoro Lyra: da chi è composto?

Capogruppo è il responsabile dell’offerta lineare Sergio Savoia. È un gruppo che non prende decisioni, ma fa proposte al comitato di direzione (composto dal direttore e dai capidipartimento, ndr), ed è composto da una quindicina di persone che contempla tutti i ruoli: Rete Uno, Rete Due, Rete Tre, sport, informazione, online, tecnica. Ci sono dei sottogruppi che vanno nelle redazioni per parlare. Ci sono stati due plenum per ognuna delle reti e uno globale proprio per presentare e discutere.

Per discutere o per presentare un progetto già deciso? L’impressione di alcuni è stata quest’ultima.

Non so da dove viene questa impressione: nel gruppo di lavoro ci sono rappresentanti di tutte le realtà coinvolte. Evidentemente, come in tutti i progetti, il mandato che è stato dato contiene una cornice dentro la quale muoversi, ma all’interno è tutto da costruire.

È in corso un processo di costruzione che arriverà alla fase decisionale quando il Consiglio di direzione lo avrà in mano.

Si andrà avanti, quindi: lo chiedo perché la Corsi ha chiesto il congelamento o il ripensamento del progetto.

Con la Corsi, ho incontri regolari durante i quali si parla di questo e di altre cose. Il dibattito e la discussione con la Corsi non li faccio a mezzo stampa.

Il dibattito intorno a Rete Due avrà un peso?

Un peso di grande interesse per le motivazioni, per gli elementi che sono portati e che faranno parte delle nostre riflessioni.

La concessione Ssr del 2019 entra nei dettagli delle reti radiofoniche e si parla esplicitamente di una Rete Due dedicata all’arte e alla cultura classiche e moderne e alle informazioni di approfondimento: il progetto Lyra si allontana?

No. I colleghi romandi e tedeschi lavorano nella stessa direzione e nessuno si allontana dalla concessione. Toccherà alle istanze competenti, cioè all’Ufficio federale delle comunicazioni, valutare se c’è un allontanamento dalla concezione.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved