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Ultimo aggiornamento: 16.10.2019 09:07
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13.09.2019 - 06:100
Aggiornamento : 11:28

Chiesa da dandy a eroe dell'Udc

Il consigliere nazionale luganese nei panni del ticinese di cui non ci si può fidare nel primo episodio del film elettorale dell'Udc. Ma non è la fine della storia

«È ora di agire, è urgente», e lui – Christoph Blocher – ci ha «pensato bene». Ma bisogna trovare qualcuno che custodisca il «libretto rosso» nel quale sta scritto come fare per scoprire «il piano segreto» del Ps «per farci aderire all’Ue». Chi potrebbe essere? Nella mente di Thomas Matter balena una persona: Marco Chiesa. Lo immagina di guardia al bunker dove il libretto rosso è nascosto. Versione dandy: rasato di fresco, capelli corti e impomatati, occhiali a specchio, abbigliamento casual. Chiesa sorseggia un caffè. Ma poi a un tratto vede una bella donna bionda, lunghe trecce, affacciata a una finestra di un vicino edificio: “Ciao Marco, la tua pizza”, fa questa, mentre spalanca la scatola di cartone che svela una pizza fumante. Lui si alza, va verso di lei (loro). Poi indugia un attimo, si volta verso la porta del bunker. Ma subito tira dritto. La donna lo guarda avvicinarsi, si alliscia i capelli, gli ammicca. Matter torna in sé. «No, per questo incarico un Ticinese non va». Ci vuole «qualcuno di cui ci possiamo fidare. Uno che non chiacchiera in giro», gli fa eco Albert Rösti.

È ambientato in un bunker di Zurigo il primo dei cinque episodi (ieri è uscito il secondo) di ‘Wahlkampf’, film elettorale dell’Udc Svizzera. In questa buia ‘Kommandozentrale’, poco dopo le 21 del 6 giugno 2019, Blocher convoca i suoi (capito chi comanda?), sermoneggia e – tra una partita e l’altra a un videogioco sul suo smartphone – impartisce istruzioni allo stato maggiore del partito. All’operazione segreta (parola d’ordine: ‘Alpha One’) prendono parte i consiglieri nazionali Albert Rösti (presidente dell’Udc), Magdalena Martullo Blocher (designata “consulente strategica della missione”), Thomas Matter (si occupa delle finanze, da buon banchiere), Roger Köppel, Thomas Aeschi, Adrian Amstutz e Sandra Sollberger.

Chiesa allo ‘Stammtisch’ non c’è. Nell’episodio 1 di ‘Wahlkampf’ appare solo nella mente di Matter, appunto come la caricatura del ticinese di cui non ci si può fidare. Ma come: Lega e Udc si vantano di difendere gli interessi del Ticino a Berna, e i loro sodali Oltralpe sono i primi a non prenderli sul serio? Ed è mai possibile che il consigliere nazionale – vicepresidente dell’Udc Svizzera, presidente quest’anno della Deputazione ticinese alle Camere, vicepresidente di Helvetia latina (associazione ‘per la pluralità linguistica e culturale nell’amministrazione federale’) e candidato alle elezioni federali sia per il Nazionale che per il Consiglio degli Stati – si presti a un simile gioco, svilente nei confronti dei ticinesi e quindi potenzialmente controproducente in una campagna elettorale come questa, dove alla fine ogni voto conterà?

Palazzo federale, Sala dei passi perduti. Chiediamo in giro. Davvero un ticinese non può essere qualcuno di cui l’Udc si possa fidare? «Non è vero. Deve guardare la fine del film», taglia corto il ‘direttore’ Thomas Matter. Rösti: «I ticinesi non ne escono male. Bisogna aspettare la fine della storia». Köppel: no comment. Incrociamo Magdalena Martullo-Blocher: «Il film è ironico. Stimo molto Marco Chiesa, lavoro volentieri con lui e con l’Udc ticinese collaboriamo molto bene. Ce l’ho seduto davanti a me e vedo come vota. È affidabile, anche per il Ticino». «Il 28 settembre – continua la consigliera nazionale zurighese, eletta sulla lista dell’Udc grigionese – organizziamo assieme un brunch a San Vittore: niente pizza, però...».

Chiesa è nei paraggi. Lo raggiungiamo. Non vuole dire nulla: «Ci sono temi più importanti di cui parlare». Piomba Magdalena Martullo-Blocher: «Conosco la fine della storia: è lui l’eroe», dice additandolo. Chiesa allora si scioglie. Quella del film «è una caricatura ironica, che sarà smentita dai fatti. Noi ticinesi sappiamo farci valere nella realtà, anche in politica qui a Berna. A danneggiare il Ticino non siamo noi, ma quelli che lunedì al Nazionale voteranno contro la nostra iniziativa per abolire la libera circolazione». La “consulente strategica della missione” elettorale dell’Udc è ancora nei paraggi: «In politica – dice – bisogna sempre aspettare la fine». Come nei film, dove un dandy può anche trasformarsi in eroe. Un eroe dell’Udc. Per l’Udc.

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