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11.06.2019 - 17:16
Aggiornamento: 18:52

'Serve più tempo'. E il rapporto sul 5G slitta di mesi

Prevista per giugno, la presentazione dell'indagine sulle reti mobili in Svizzera del gruppo capeggiato dall'Ufficio federale dell'ambiente è in ritardo

di Fabio Barenco e Luca Berti
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Foto d'archivio Ti-Press

L'atteso rapporto sul 5G e sulle reti mobili in Svizzera è in ritardo. A comunicarlo, oggi, è stata la consigliera federale Simonetta Sommaruga rispondendo a una domanda del consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi. «La pubblicazione era prevista per il giugno di questo anno, ma i lavori da effettuare richiedono più tempo. Il rapporto sarà quindi presentato nel corso del 2019», ha precisato Sommaruga. Verosimilmente ciò significa che si andrà oltre agosto.

«ll gruppo di lavoro istituito dall’ex consigliera federale Doris Leuthard (gruppo diretto dall'Ufficio federale dell'ambiente, ndr.) ha il compito di elaborare un rapporto sulle esigenze e sui rischi legati all’evoluzione della telefonia mobile, proporre opzioni per lo sviluppo futuro delle reti mobili e formulare raccomandazioni in materia – ha ricordato Sommaruga –. Il rapporto fornirà elementi concreti per chiarire la situazione».

«In generale si percepisce che c'è grande preoccupazione – rileva a sua volta Regazzi –. Ho però l'impressione che manchi un'informazione accurata con valutazioni più scientifiche. Dal Consiglio federale mi attendo quindi uno sforzo importante per informare correttamente la popolazione, perché altrimenti si rischia di condurre un dibattito basato su questioni emozionali. E questo non è veramente opportuno. A  questo punto mi aspetto che questo sforzo supplementare venga messo in pratica prima che esca il rapporto del gruppo di lavoro sul tema».

«Così si perde solo tempo - rileva dal canto suo Ivana Sambo, portavoce di Swisscom –. Non tanto per i nostri piani di costruzione, perché dove abbiamo i permessi noi possiamo avanzare, ma verso la popolazione che si attende una risposta dalla Confederazione su questo tema». Tema su cui «c'è attualmente molta confusione. Per questo è fondamentale che l'Ufam non perda tempo e concluda il rapporto».

Antenna esplosa in canton Vaud: 'Nessuna ipotesi esclusa'

Intanto non è chiaro se l'esplosione avvenuta in un locale tecnico di un'antenna nel comune vodese di Denens abbia o meno a che fare con il recente inasprimento del dibattito sul 5G. Di sicuro vi vi è solo che l'impianto non fa parte del progetto di rinnovo tecnologico di Swisscom e Salt. Da noi contattata, la polizia vodese precisa che nessuna pista è attualmente esclusa. Ma nemmeno privilegiata, però. "A questo stadio delle indagini – aggiungono – non è possibile stabilire nessun legame con il dibattito riguardo il 5G".

Quella stessa antenna, dichiarano ancora gli inquirenti a laRegione, era stata effettivamente teatro di un altro episodio di danneggiamento nelle scorse settimane. In quel caso non vi erano state conseguenze sul funzionamento dell'installazione.

«Un conto è essere contrari alla tecnologia mobile – rileva dal canto suo Sambo, la quale precisa di parlare a titolo personale e senza poter essere sicuri che l'esplosione sia legata al dibattito attuale – un altro è esprimersi con pericolosi atti di vandalismo. A quell’ora di mattina poteva esserci qualcuno nelle vicinanze che portava a passeggio il cane».

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