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Il luogo a Stabio dove dovrebbe sorgere la nuova antenna per lo standard 5G Ti-Press
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Ticino
01.06.2019 - 05:500

A breve altre due antenne 5G in Ticino. E monta la polemica

Swisscom: 'Niente frequenze nuove, stiamo riconvertendo quelle già in uso'. Il Mendrisiotto (e non solo) fa muro

«Saranno due le antenne con la tecnologia 5G a essere messe in funzione nei prossimi giorni: una sul tetto dell’Università della Svizzera italiana a Lugano e l’altra a Grancia». È quanto dichiara Stefano Santinelli, delegato del Ceo di Swisscom per la Svizzera italiana dopo l’accensione, ieri, di un’antenna a Locarno. Entro fine anno, l’azienda prevede di mettere in funzione 16 siti a sud delle Alpi. Molti altri sono intanto bloccati in attesa dell’evasione dei ricorsi di privati e associazioni.

Gli ultimi a mettersi di traverso anche alla sola idea di veder spuntare altri impianti per la telefonia mobile, per di più a pochi metri da casa, sono gli abitanti del Mendrisiotto. In queste settimane, infatti, le domande di costruzione spuntate, qua e là, agli albi comunali del Distretto non sono certo passate inosservate. Arduo, del resto, non accorgersi delle cosiddette modine che svettano da palazzi e costruzioni commerciali. A Stabio sono rimasti col naso all’insù quando, circa una settimana fa, i residenti si sono ritrovati a tu per tu con un simulacro di antenna di diversi metri di altezza appoggiato al tetto del supermercato Coop, quasi dirimpetto la Casa comunale e poco distante, in linea d’aria, dalle scuole. Anche qui è Swisscom ad essersi prenotata per potenziare il suo segnale sul territorio locale. La sua richiesta formale è già giunta sul tavolo del Municipio – anche se non è ancora stata pubblicata –; e l’impressione è che non lascerà indifferente la popolazione. Nell’aria, insomma, vi è già odore di opposizioni. A Chiasso, Balerna e Mendrisio, dove, in alternanza, Swisscom e Sunrise si sono palesate nelle settimane scorse avviando la prassi di rito, le censure si sono già materializzate a decine. Il progetto di Swisscom di realizzare un “nuovo impianto radio base per la ricetrasmissione dei segnali di telefonia mobile” in zona Pignolo, sulla collina di Pedrinate (a Chiasso), ha visto coalizzare quasi una trentina di cittadini (e non è detto che restino i soli). Ormai si va di opposizioni collettive; e le firme in calce che accompagnano i documenti sono parecchie. Poco lontano, a Balerna, la decisione di Sunrise di “aggiornare” e aggiungere altre antenne all’impianto esistente sul tetto di un palazzo in località Marediga (in via Guisan) – pure qui, a vista, nel raggio degli edifici scolastici – ha visto insorgere una ventina di persone. E non è neppure la prima volta. Quella appendice aveva fatto discutere i vicini fin dal primo giorno. Solo un’altra operazione simile – stessa azienda, ma in una zona un po’ più discosta rispetto alle aree residenziali, lungo via Passeggiata, verso Novazzano – al momento non sembra aver sollevato proteste. Più tiepida, sinora, anche la reazione – quattro le opposizioni – a Genestrerio, in via Campagna Adorna; luogo dove Swisscom intende installare delle antenne sempre sopra il tetto di un edificio. Certo, adesso, toccherà ai Municipi (e al Cantone) vedersela con l’ambizione di stare al passo con i tempi degli operatori, da un lato, e le preoccupazioni dei cittadini dall’altro. Di sicuro i dossier depositati nelle Cancellerie non aiutano ad allontanare i timori popolari: troppo tecnici e difficili da decifrare (fatto salvo per i 679 metri entro i quali ci si può opporre); la sigla ‘5G’ neppure la si evoca, limitandosi a parlare di nuove tecnologie. Le aziende, dal canto loro, rassicurano, senza nascondere l’obiettivo di voler assecondare entro fine anno il 90 per cento della popolazione svizzera a caccia delle cinque... ‘tacche’. Ecco perché, fa sapere a ‘laRegione’ la portavoce di Swisscom Ivana Sambo, «dove possibile amplieremo i siti già esistenti, oppure costruiremo nuovi impianti, naturalmente sempre rispettando le leggi di costruzione vigenti nel Cantone».

Interrogativi e dubbi, comunque, resistono. E allora si fa avanti la politica, a livello cantonale e comunale. Così, mentre a Mendrisio il Plr (già autore di una mozione nel 2015) si informa su una possibile perizia neutra e un eventuale veto dell’esecutivo, a Novazzano sono Ppd e Verdi liberali a mettere addirittura le mani avanti sull’arrivo di nuove antenne. Al centro per tutti c’è la salute pubblica.

La reazione di Swisscom: ‘Stiamo riconvertendo le vecchie frequenze al nuovo standard’

«Nei prossimi giorni, o comunque nelle prossime settimane, attiveremo altre due antenne 5G in Ticino. Si tratta di quella posta sul tetto dell’Università della Svizzera italiana in centro a Lugano e di quella di Grancia. Entro la fine dell’anno dovremmo avere in servizio circa 16 siti, anche in questo caso saranno siti già esistenti o nuovi, con la tecnologia 5G. Per il resto è invece un po’ tutto bloccato in Ticino, dove vi è molta resistenza, anche parecchio organizzata, contro il 5G». A spiegarlo è Stefano Santinelli, delegato del Ceo di Swisscom per la Svizzera italiana. «E i limiti di emissione consentiti, in Svizzera 10 volte più bassi che nel resto del mondo, non sono cambiati», continua Santinelli. «Bisogna essere vicino all’antenna per captare il segnale. Questo è il grande vantaggio della tecnologia 5G, che ha un modo di irradiare diverso da quello del 4G – rileva da parte sua Ivana Sambo, portavoce Swisscom per il Ticino –. Contrariamente a un 4G che ha un raggio molto ampio, il 5G lo fa solo su richiesta».

Nel caso specifico cosa s’intende? «Il segnale va dalla Morettina fino a Piazza Grande». Ciò significa che avremo bisogno più antenne? «Lì dove sarà possibile e avremo i permessi amplieremo le antenne 4G esistenti. Lì dove non ve ne sono ci sarà invece bisogno di una nuova antenna».

Ciò nonostante le opposizioni sono molto forti, con richieste anche di moratorie cantonali per lo più inapplicabili, siccome la questione è di competenza federale. «Non abbiamo comunque intenzione di adire alle vie legali contro eventuali stop. Alle aule giudiziarie preferiamo il dialogo», precisa Santinelli.

Swisscom ha già in tasca la licenza edilizia per 16 antenne 5G in Ticino, di cui due da realizzare ex novo. «Prendiamo sul serio le preoccupazioni della popolazione: ci sono però oltre quattromila studi che dimostrano che il 5G non è dannoso per la salute. Non siamo noi gli esperti, ma ci basiamo sulle evidenze scientifiche e sugli studi che sono stati fatti negli ultimi 30 anni. Oltretutto le frequenze per il 5G sono quelle che venivano usate dalla televisione. Sono frequenze note», conclude la portavoce di Swisscom.

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