BELLINZONA

Rabadan, una mozione auspica una revisione condivisa della gestione

Le consigliere comunali Nembrini Mossi e Giorla Röhrenbach ripresentano l'atto dichiarato irricevibile poche settimane fa

Il Carnevale, una festa che deve rimanere tale
(Ti-Press)
12 marzo 2026
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Maura Nembrini Mossi (Avanti con Ticino&Lavoro/Più Donne/Noce) e Lorenza Giorla Röhrenbach (Verdi/Forum alternativo) ci riprovano. Dopo che una prima mozione relativa alla gestione delle serate del Rabadan, con particolare attenzione alla presenza di minorenni, depositata lo scorso 16 febbraio, è stata decretata irricevibile da parte del Municipio di Bellinzona, le due consigliere comunali tornano alla carica con un nuovo atto, presentato tre giorni fa. Con il quale chiedono “una revisione della gestione del carnevale Rabadan, in particolare per le serate/nottate, con il coinvolgimento di cittadini, famiglie, associazione giovanili, operatori sociali e culturali, tramite un processo partecipativo affidato a uno studio specialista per un investimento di massimo 20’000 franchi”.

Il Rabadan è un successo e i numeri lo certificano. Tuttavia, esistono altri parametri per giudicare la buona riuscita di una manifestazione su suolo pubblico e i dati sull’affluenza rappresentano, si legge nel testo, "una narrazione che rischia di oscurare problematiche evidenti e ormai ricorrenti, generate da un modello organizzativo che sembra privilegiare sempre più gli aspetti economici”.

Secondo Nembrini Mossi e Giorla Röhrenbach, giovanissimi alterati da alcool o sostanze stupefacenti, minorenni non accompagnati nelle ore notturne, pestaggi, comportamenti inadeguati e la necessità di allestire un posto di primo intervento all’interno della città del Carnevale, rappresentano segnali preoccupanti. “Tutto questo pone un interrogativo serio: che immagine della città stiamo offrendo e quale modello di divertimento stiamo legittimando?”.

D’altra parte, la legge cantonale sugli esercizi pubblici è molto chiara: gli under 16 dopo le 23 devono essere accompagnati, in caso di dubbi sull’età il gerente deve farsi presentare un documento ufficiale, l’alcool non può essere somministrato ai minori di 18 anni, a maggior ragione se in evidente stato di ebrietà. “Alla luce di queste disposizioni, diventa legittimo chiedersi se durante le serate/nottate del Carnevale tali principi vengano realmente rispettati”.

Sulla base di queste considerazioni, Nembrini Mossi e Giorla Röhrenbach chiedono l’apertura di una riflessione pubblica diretta da uno studio specialista, per un investimento massimo di 20’000 franchi, in analogia a quanto fatto per il progetto Capitale della cultura 2030. Con l’obiettivo di “valutare criticamente l’attuale modello organizzativo, verificando che sia ancora compatibile con gli obiettivi sociali e culturali della città; introdurre misure concrete di tutela dei minori, tra cui il divieto di permanenza dopo le 23 se non accompagnati; implementare sistemi chiari di distinzione tra maggiorenni e minorenni, ad esempio attraverso braccialetti e bicchieri differenziati; definire in modo trasparente le responsabilità del Comune nell’uso del demanio pubblico”.

Capoferri: ‘Stiamo già riflettendo sul Rabadan di domani’

Il tema sollevato dalla mozione non lascia indifferente nemmeno il comitato del Rabadan. Il presidente Giovanni Capoferri ha infatti spiegato di aver già avviato una riflessione sul futuro della manifestazione e sul tipo di carnevale che si desidera per Bellinzona. Una tradizione secolare come il Rabadan, pur rimanendo saldamente ancorata alla propria identità e ai propri valori, deve sapersi interrogare e confrontarsi con i cambiamenti e le evoluzioni della società.

La riflessione in corso prenderà certamente in considerazione anche il tema della presenza dei minorenni, pur inserendolo in un quadro più ampio. «Stiamo già riflettendo sul Rabadan di domani. Il tema dei minorenni farà sicuramente parte della discussione, ma non possiamo sostituirci alla responsabilità che spetta innanzitutto ai genitori e alle famiglie», ha sottolineato Capoferri.

L’obiettivo è avviare un confronto più ampio sul futuro della manifestazione, attraverso un percorso di riflessione condivisa e aperto anche a contributi esterni, sia sul piano delle competenze sia sulle modalità di conduzione dei lavori. L’intenzione è di dar vita a un vero e proprio laboratorio di idee e di pensieri, tema che il presidente ha già in agenda di discutere con il comitato nelle prossime settimane.

Il Municipio: ‘Nessuna profilazione’

Sempre in merito all’ultima edizione del Rabadan, nei giorni scorsi il Municipio ha dato risposta a un’interrogazione di Martino Colombo e Matteo Pronzini (Mps), relativa alla possibile profilazione e a controlli mirati da parte degli agenti di sicurezza (vedi l’espulsione di 200 maranza). In buona sostanza, secondo l’Esecutivo non esiste profilazione alcuna, i controlli avvengono in modo casuale e non vi è categorizzazione (se non il fatto di possedere oggetti pericolosi), che la diminuzione dei “pestaggi” è probabilmente da mettere in relazione con una maggior presenza preventiva di sicurezza, che non esistono basi legali per le quali si possa procedere a controlli individuali sulla sola base del solo aspetto esteriore e che la polizia non ritiene di dover entrare nel merito di un'eventuale revisione del Regolamento di sicurezza Rabadan.