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10.02.2021 - 06:00

Sulla porta delle riaperture: chi spinge, e chi tira

Il mondo economico spinge per riaprire le attività il 1° di marzo, di parere opposto sindacati e task-force. E intanto è arrivata la variante brasiliana

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A spingere per le riaperture dal 1° marzo sono le associazioni economiche, in prima fila l'Usam e la Camera di commercio ticinese, che non lesinano critiche alla strategia del Consiglio federale definita "fallimentare", allarmistica e basata non su fatti ma su scenari di cui viene privilegiato il peggiore. Dall'altra parte, i sindacati, Unia in testa, e la task-force federale invece cercano di tirare ancora un po' in là: anche perché, senza ritmo di samba ma in sordina, è arrivata la variante brasiliana

Intanto, nel mondo politico, c'è chi cerca di saldare e compattare il fronte "aperturista": l'opinione di Piero Marchesi, presidente Udc Ticino nell'intervista di Jacopo Scarinci.

Non dal fronte ma dalla scuola reclute di Airolo sono tornati i militi contagiati dal coronavirus: Marino Molinaro e Fabio Barenco raccolgono lo sfogo di un padre "mandato" in quarantena dal figlio che recrimina sull'assenza di un tampone di controllo al momento del congedo.

E sempre di guerra parliamo, ma fredda e sotterranea, spostandoci al Consiglio comunale di Lugano, dove la Lega impallina, oltre a due naturalizzazioni con già il preavviso positivo della Commissione petizioni, anche il Piano generale di smaltimento delle acque e il relativo prelievo dei contributi presentato dal suo stesso municipale Michele Foletti.

Sentenze e loro accessibilità e pubblicità: un argomento delicato, che investe anche la questione del controllo democratico dell'operato dei magistrati. Il punto di Andrea Manna.

A processo andrà anche, in senso metaforico, l'Agente Arancio, il diserbante usato dagli Usa in Vietnam che ha devastato l'ambiente e la salute della popolazione. Alla sbarra, in senso invece letterale, andranno le multinazionali produttrici della micidiale arma: Roberto Scarcella racconta come si è arrivati a questo grazie all'opera di un'attivista.

E infine, davanti a un giudice comparirà presto anche Mirko  Rosa, l'imprenditore che su Tik Tok sbeffeggiava le forze dell'ordine che lo cercavano, ignaro del fatto che loro, le forze dell'ordine, aspettavano solo l'internazionalizzazione dell'arresto per andare a prelevarlo.

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