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02.09.2020 - 17:050

La Greta dell'Udc è nata un secolo fa (ma ora fa ridere)

Il video diffuso sui social contro la libera circolazione è troppo comico per essere vero. O no?

Solo degl’ingenuotti come Piero Marchesi e Paolo Pamini potevano abboccare. Nessun altro crederebbe che quello della bimbetta contro la libera circolazione sia davvero un video di propaganda girato dagli iniziativisti, al punto da condividerlo sui social, definirlo “toccante”, implorare “facciamolo per i nostri figli”, con tanto di tuttomaiuscolo e bandierine rossocrociate. Ma una cosa così – qualcuno online lo ha già fatto notare – può solo essere una parodia ben riuscita.

Ricapitolando. C’è questa finta Greta che cammina nella natura incontaminata e ricorda che bisogna proteggerla; poi, per far capire chi la minaccia, appaiono dei muratori che si spaccano la schiena in un cantiere stradale: montaggio sarcastico, ovvio. A un certo punto la piccola portabandiera della Blocherjugend (copyright Francesco Sottobosco) dice che suo padre ha perso il lavoro, ma in tempo zero se la prende coi disoccupati. La ragazzina continua a parlare da sola come un'alienata, si lamenta di chi vuol venire in Svizzera “anche se non c’è posto per tutti”, del fatto che nella sua classe “ormai solo Sara e il Giorgio sono svizzeri” – lei no? –, dei vagabondi, del crimine ai giardinetti, del traffico, della perdita delle radici culturali e perfino del fatto che in tram non trova mai un posto a sedere. Credo abbiano tagliato la scena nella quale si lamenta dei reumatismi davanti a sua nonna, per non strafare.

È chiaro che agli autori interessa solo il gesto umoristico, l’effetto di straniamento nella grande tradizione dello humor nero: personaggi grotteschi, surreali innesti di paure senili sull’immagine della giovinezza-primavera-di-bellezza, la trovata dismorfofobica d’uno Schwarzenbach in età scolare. Con una spruzzata di Monty Python e una scorzetta di Corrado Guzzanti. Se si trattasse di propaganda da prendere alla lettera, allora sì che si tratterebbe solo d'uno squallido, obsoleto sotterfugio. Questa invece è satira, e anche ben fatta.

O no?

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