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14.02.2020 - 19:500
Aggiornamento : 15.02.2020 - 11:52

Super Mario Botta e la sala a Sobrio

Auspichiamo che sul nuovo progetto del pittoresco villaggio sorga un ampio dibattito anche culturale

Quando si fa appello all’architetto Mario Botta per trovare una soluzione sia nel creare che nel ristrutturare, spesso qui da noi si formano subito fronti contrapposti. E chi si oppone, sovente si fa maggiormente sentire. È storia antica: nemo propheta in patria! C’è chi vuole lui ad ogni costo, e c’è invece chi, senza mezzi termini, gli dice di farsi da parte perché anche gli altri architetti – e lui ne ha formate generazioni – devono pur lavorare. Così, un dibattito simile a quello che avvenne decenni fa per la chiesetta di Mogno, sta ora riproponendosi per il progetto di Sobrio, mentre, sempre in alta valle, l’architetto ha già tracciato le forme della nuova pista dell’Ambrì-Piotta.

Creazioni opere d'arte di richiamo internazionale

Ma cosa ne può lui? Lo chiamano e Super Mario arriva, estrae la matita dal cappello e disegna. Le sue creazioni diventano poi anche opere d’arte di richiamo internazionale. Come definire, se non stupenda – prendiamo un edificio noto a tutti –, la chiesa di Santa Maria degli Angeli sul Tamaro? Ottimo esempio di integrazione nel paesaggio. Poi è vero che non tutte le ciambelle riescono col buco. Il casinò di Campione è decisamente una ciambella senza il buco e non a caso vinse il premio dell’ecomostro. Ora che poi è chiuso… Quindi, dicevamo, lo chiamano e lui – sim sala bim – crea con successo. A Mogno, ad esempio, negli anni sono saliti migliaia di turisti per visitare la sua creatura. Se invece fosse intervenuto anche solo un suo discepolo… ci sarebbe stato un tale effetto marketing? Ne dubitiamo. Se quindi Botta firmerà Sobrio, chissà, magari un domani anche il piccolo villaggio leventinese finirà nei pregiati itinerari turistici dell’architettura.
Memori degli ultimi battibecchi innescatisi attorno alla nuova Valascia (il cui mandato diretto a Mario Botta aveva persino suscitato la reazione delle associazioni di categoria Sia, Otia e Cat) e prendendo atto delle osservazioni espresse da Benedetto Antonini (esperto di pianificazione) su Sobrio, auspichiamo, in ogni caso, che sul nuovo progetto del pittoresco villaggio sorga un ampio dibattito anche culturale. Ciascuno sul tavolo metterà così le proprie carte (e schizzi) e le farà valere. Vinca il migliore!

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