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L'architetto Mario Botta (Ti-Press)
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11.02.2020 - 05:50

Mario Botta su Sobrio: 'Critiche come per la chiesa di Mogno'

L'architetto risponde a chi teme che la sala per concerti possa rovinare il paesaggio. Mauro Harsch spiega perché è stato coinvolto proprio Botta

La possibilità che sia un architetto del calibro di Mario Botta a firmare l’auditorio che l’associazione Ars Dei vorrebbe realizzare a Sobrio non è passata inosservata alla popolazione locale. Nella frazione di Faido, dove Ars Dei ha attirato dal 2013 a oggi centinaia di studenti e di musicisti per dei campi perlopiù estivi, le reazioni sono variegate. Tra i commenti apparsi sui social c’è chi la vede come una buona opportunità per questo villaggio immerso nel verde che ha potenziale da esprimere e c’è chi teme che un progetto del genere possa da una parte rovinare il paesaggio e la tranquillità, e dall’altra generare una serie di costi che ricadrebbero sulla collettività.

Ne abbiamo parlato direttamente con l’architetto, che è stato contattato qualche mese fa dall’associazione. «Sono le solite polemiche. Anche a Mogno (dove l’architetto ha realizzato la chiesa di San Giovanni Battista nel 1986, ndr) c’erano malumori. E in seguito la chiesa è diventata un’attrazione turistica che compare anche sui manifesti», spiega Mario Botta, dicendosi convinto che inserire una sala concerti in un paesino come Sobrio possa essere fatto nel modo giusto. «Esattamente come succedeva con la costruzione di chiese, anche di grandi dimensioni, nei nuclei dei villaggi», aggiunge, sottolineando che ovviamente tutto dipende da come il progetto verrà interpretato e realizzato. Botta si distanzia inoltre dalle critiche spiegando che il compito dell’architetto è di farsi interprete di chi gli chiede un servizio, in questo caso l’associazione Ars Dei. «Non li conoscevo ma mi sono prestato volentieri a elaborare uno schizzo», ci spiega Mario Botta che si è recato a Sobrio per un sopralluogo lo scorso maggio. Allo stato attuale, precisa, non si può però ancora parlare di un vero e proprio progetto. «Ho elaborato una proposta che è ancora embrionale, poiché prima di proseguire è necessario che l’associazione definisca nel dettaglio che genere di spazio necessita», spiega.

Una navetta da e per Faido?

A Sobrio, ricordiamo, Ars Dei ha già ristrutturato due abitazioni – Casa Gustav Mahler e Casa Francis Poulenc – che ospitano delle camere per pernottamenti e delle sale per concerti. «Una bella iniziativa – rileva Botta –. È positivo che villaggi periferici come questo trovino la loro vocazione. Se tutti si aggregano ai capoluoghi delle 4 unità urbane non andiamo lontano». L’elevata domanda ha spinto ora l’associazione a voler ingrandire il suo ‘Villaggio della musica’. Tra le intenzioni vi è sia la possibilità che nella nuova sala si possano organizzare concerti di solisti o ensemble, ma anche ospitare compagnie di danza. «A dipendenza dall’utilizzo della sala saranno necessarie diverse tipologie di spazi e di attrezzature», sottolinea Botta. Fondamentali saranno anche i mezzi finanziari a disposizione: Ars Dei ha lanciato la raccolta fondi spiegando di necessitare di 4,5 milioni per questa Casa della musica (informazioni possono essere trovate su www.arsdei.org). «Prima di iniziare con il progetto vero e proprio bisogna anche definire la sostenibilità della futura gestione», aggiunge Botta. Un altro aspetto da sviscerare sarà quello dei parcheggi. La capienza dell’auditorio è stimata in un massimo di 200 posti e l’architetto ha previsto la possibilità di realizzare alcuni posteggi di servizio, mentre per gli spettatori una delle ipotesi è una navetta Faido-Sobrio nelle occasioni da tutto esaurito. «Potrebbe essere una soluzione corretta e giusta», sottolinea.

Piano regolatore: domanda preliminare inviata al Cantone

Venuto a conoscenza dell’idea di realizzare la sala per concerti nella frazione di Sobrio, anche il Comune di Faido si è attivato elaborando una variante di Piano regolatore. Attualmente quest’area – situata all’imbocco del paese – è già indicata come zona per edifici e attrezzature di carattere pubblico ma serve un cambio di destinazione. La modifica è al vaglio del Cantone sotto forma di domanda preliminare, spiega alla ‘Regione’ il sindaco Roland David. Trattandosi di un progetto privato, il Comune non intende partecipare all’investimento in sé, aggiunge il sindaco, che non intravede peraltro rischi relativi a possibili costi a carico della collettività. Sarà per contro valutata la possibilità di intervenire nel comparto per quanto riguarda la parte di proprietà comunale, dove il Piano regolatore già adesso prevede la realizzazione di posteggi pubblici. L’iter per il cambio di destinazione, aggiunge David, è stato avviato alla luce delle attività che Ars Dei porta avanti a Sobrio, con concerti di musica classica che riscuotono molto successo.

Entusiasmo da parte dell’associazione degli attinenti

Anche da parte dell’associazione che riunisce attinenti e simpatizzanti di Sobrio (Aass) c’è entusiasmo a sostegno dell’idea per la nuova sala. Come spiega a nome del comitato Moreno Bertazzi, presidente dell’Aass, il progetto si allinea con gli scopi dell’associazione che organizza diversi eventi e feste in paese. «Di principio siamo d’accordo con tutto quanto possa portare cultura e possa essere di richiamo per il nostro villaggio», spiega Bertazzi. Sull’impatto a livello paesaggistico c’è fiducia che l’opera si saprà integrare adeguatamente all’ambiente. «Sui social ho letto molte critiche a Botta, ma in fondo basta vedere l’esempio di Mogno per capire che è fattibile». L’auspicio di Bertazzi è che grazie a questo progetto privato anche il Comune possa cogliere l’occasione per intervenire sul comparto migliorando il decoro e magari realizzando degli spazi utili che possano anche essere utilizzati dalle società del paese.

Mauro Harsch: ‘Abbiamo scelto Botta per la sua fama ed esperienza’

Per ogni euro speso nell’organizzazione di eventi culturali se ne generano 2,65 nell’economia locale. È quanto emerge da uno studio pubblicato la scorsa estate dall’istituto di ricerca Rsm-Makno basandosi su alcune manifestazioni italiane. Delle ricadute positive che il completamento del ‘Villaggio della musica’ potrebbe avere (oltre all’auditorio, con un milione aggiuntivo l’associazione vorrebbe acquistare e ristrutturare un albergo) ce ne parla il presidente del comitato direttivo di Ars Dei Mauro Harsch, a cui sottoponiamo alcune domande.

Ad esempio perché chiedere proprio a Mario Botta invece di organizzare un concorso di idee. «L’idea ci è venuta proprio perché alcuni nostri amici erano venuti in Ticino appositamente per visitare le opere di Botta. Da una parte quindi per il richiamo che ha: in fondo è il ticinese più conosciuto al mondo. In più abbiamo pensato che una sala da concerto è un’opera molto delicata. Chi la progetta deve avere una certa esperienza a livello architettonico, acustico e artistico. Ci tengo però a sottolineare che nella realizzazione di questo progetto o in altri ci sarà la possibilità di coinvolgere professionisti giovani e/o della zona».

Per quanto riguarda la futura gestione della ‘Casa della musica’, Harsch spiega che pur trattandosi di una struttura aperta al pubblico l’intento è quello di darla in mano a una fondazione privata che si occuperà proprio della sua conduzione. Il presidente dell’associazione rassicura inoltre chi teme che la costruzione possa sfigurare a livello paesaggistico. «Quando Botta è stato a Sobrio ha proposto che la sala sbucasse dal terreno. Per ora si tratta di una possibilità», sottolinea. Lo stesso vale per i posteggi che, mezzi finanziari permettendo, potrebbero essere realizzati sottoterra. In ogni caso, aggiunge Harsch, se è vero che la sala è pensata per 200 persone, è anche vero che sull’arco dell’anno non saranno molti i concerti che attireranno così tante persone. «Non genereremo caos», assicura. In compenso l’intento è quello di generare indotto economico sul territorio (nella frazione è ad esempio presente un’osteria) e in futuro, grazie alla messa in rete con altri villaggi in tutta Europa, anche posti di lavoro.

Leggi anche:

Lo zampino di Mario Botta nel villaggio di Sobrio

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