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05.02.2020 - 19:50

Lo zampino di Mario Botta nel villaggio di Sobrio

L’associazione Ars Dei ha coinvolto l’architetto internazionale per una sala concerti. E lancia un appello ai donatori: servono 5,5 milioni

di Samantha Ghisla
lo-zampino-di-mario-botta-nel-villaggio-di-sobrio
A sinistra la piazza di Sobrio dopo i lavori all'albergo e a destra gli schizzi di Mario Botta per la sala concerti

L’architetto ha già fatto un sopralluogo sul posto e ha pure effettuato qualche schizzo di quella che potrebbe diventare una casa dei concerti a Sobrio. Ma al momento l’aspetto più urgente riguarda il finanziamento. Stiamo parlando del progetto che l’associazione Ars Dei – presieduta da Mauro Harsch – vuole portare avanti a Sobrio, frazione di Faido, dove ogni anno vengono ospitati numerosi gruppi di musicisti grazie agli eventi che ruotano attorno al ‘Villaggio della musica’. È infatti ingente il costo della stuttura pensata per ospitare concerti con la capienza di 200 spettatori: 4,5 i milioni ipotizzati. E si tratta di una struttura che dal punto di vista architettonico potrebbe portare una firma internazionale. L’associazione ha infatti preso contatto con l’architetto Mario Botta, che a fine maggio si è recato a Sobrio dicendosi entusiasta dell’idea di progettare una sala concerti innovativa, adatta anche per spettacoli di danza.

Ipotizzata anche l'idea di acquistare un hotel

Per poter finanziare l’opera, Ars Dei ha però bisogno dell’aiuto di donatori ai quali lancia un appello tramite i media, che si estende anche ad altri tasselli del progetto. Oltre alla sala per concerti, l’intento è infatti quello di comprare all’asta (che si terrà nei prossimi mesi) l’antico Albergo Ambrogini, l’unico presente nel villaggio leventinese, ormai chiuso da anni. I costi per l’acquisto e la ristrutturazione di questo edificio sono stati stimati attorno a un milione di franchi. L’idea dell’associazione è poi quella di annettere all’hotel un paio di case-dépendance, un negozio e un piccolo centro benessere in modo da risolvere in gran parte il problema degli alloggi che incombe sugli organizzatori dei vari eventi culturali. “Attualmente siamo in grado di ospitare settimanalmente dieci studenti e un paio di docenti – spiega l’associazione nell’appello che ha divulgato –. Riceviamo richieste di gruppi di 20-30 musicisti, cori e orchestre da camera, che puntualmente dobbiamo rifiutare per mancanza di spazi. Idem per i turisti. Dobbiamo poter disporre di una struttura in grado di ospitare una trentina persone”.

Si chiede sostegno anche per le spese annue

Il ‘Villaggio della musica’ ha preso vita a partire dal 2013, quando l’associazione Ars Dei ha acquistato quella che è poi diventata Casa Gustav Mahler, che ospita una sala per corsi e concerti, due studi e una sala conferenze, nel cui giardino è possibile organizzare spettacoli durante i mesi estivi. Per accogliere studenti e musicisti due anni più tardi Ars Dei ha acquisito una seconda abitazione: Casa Francis Poulenc, che può ospitare 8-10 studenti e comprende quattro camere da letto, uno studio, un soggiorno con cucina e due bagni. Oltre a questi due immobili, in collaborazione con dei privati viene utilizzata anche una cinquantina di case. Finora, questi passi sono stati possibili grazie ad alcune importanti donazioni che hanno permesso di sostenere l’1,2 milioni di franchi necessari per acquisto e interventi alle due case. Le spese di manutenzione annue e quelle per il SobrioFestival e l’Academy – che ammontano a circa 28mila franchi – pesano però sempre sull’associazione, basata sul volontariato per quanto concerne il lavoro dei membri di comitati e degli organizzatori. L’appello per le donazioni riguarda perciò anche la copertura di questo genere di spese vive. Per il futuo l’ambizione di Ars Dei non si ferma qui: viene infatti spiegato che ci sono nel cassetto ulteriori sogni, come quello di aprire una casa per anziani musicisti (e appassionati d’arte) e una bottega del liutaio.

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