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14.02.2020 - 06:00

Sobrio è insediamento protetto: difficoltà per la Sala Botta?

Sull’idea di una sala concerti disegnata dall’achitetto Botta, la Stan sottolinea la necessità di un concorso in caso di sussidi pubblici

Potrebbero essere molteplici gli ostacoli che l’associazione Ars Dei si troverà dinanzi cercando di realizzare a Sobrio un auditorio in cui poter mettere in scena i concerti dell’iniziativa ‘Villaggio della musica’ che già ora anima questa frazione di Faido. Il primo schizzo effettuato dall’architetto Mario Botta, a cui i promotori si sono rivolti, ha dato il via alla campagna di raccolta fondi (secondo le stime sono necessari 4,5 milioni). Ma, come spiega da noi contattato Benedetto Antonini, vicepresidente della Società ticinese per l’arte e la natura (Stan), un’eventuale costruzione dovrà fare i conti con alcuni elementi non secondari. Va detto che finora il consiglio direttivo della Stan non si è espresso su questo progetto specifico trattandosi per il momento di un’ipotesi embrionale. Antonini sottolinea però un paio di aspetti da tenere in considerazione. Da una parte la necessità, nel caso in cui tra gli aiuti finanziari ci fossero anche dei sussidi pubblici, di dover organizzare un concorso di idee o di progetto per scegliere a chi assegnare il disegno dell’opera. Una procedura che non sempre viene rispettata: un esempio fra tutti è quello recente della nuova Valascia, il cui mandato diretto della Sa all’architetto Mario Botta aveva suscitato la reazione delle associazioni di categoria (Sia, Otia e Cat) proprio perché in ballo c’erano anche dei sussidi pubblici.

Un patrimonio da proteggere

Per quanto riguarda invece l’inserimento della sala per concerti nel paesaggio, Antonini richiama l’attenzione sul fatto che il nucleo di Sobrio fa parte dell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (Isos). Obiettivo di questa lista, si legge sul sito internet dell’Amministrazione federale, è quello di “conservare le caratteristiche che hanno contribuito a determinare l’importanza nazionale dell’insediamento designato ed evitare che subiscano danni irreversibili”. L’Isos – si legge ancora – “deve pertanto essere utilizzato sistematicamente come base decisionale per la protezione dei monumenti e degli insediamenti, nonché per le misure di pianificazione del territorio inerenti a insediamenti di importanza nazionale”. In particolare, come sottolinea Antonini alla luce di una decisione del Tribunale federale in un caso luganese, per i nuclei Isos Comune e Cantone devono applicare l’articolo 104 della Legge sullo sviluppo territoriale e numero 100 del relativo Regolamento; quest’ultimo stabilisce che “una costruzione è inserita nel paesaggio in maniera ordinata e armoniosa quando si integra nello spazio circostante, ponendosi in una relazione di qualità con le preesistenze e le caratteristiche dei luoghi”.

Le raccomandazioni della scheda Isos

Le direzioni da seguire sono contenute nella scheda Isos relativa a Sobrio. Viene ad esempio raccomandato di “evitare nuove superfici a posteggio e autorimesse all’interno dei perimetri edificati, già segnati negativamente da tali interventi” e viene anche auspicato un divieto di edificazione che “dovrebbe valere in particolare negli spazi interposti agli insiemi edificati”. Inoltre interventi di ristrutturazione su vecchi edifici tradizionali non devono essere tali da stravolgere la sostanza originaria. Un aspetto, quest’ultimo, che l’associazione Ars Dei ha già messo in pratica nella ristrutturazione di due abitazioni che costituiscono la parte iniziale del Villaggio della musica.

'Non sarà una cattedrale nel deserto’

Non si tratta di costruire una “cattedrale nel deserto”, ma di avere a disposizione una struttura che permetta di organizzare nelle migliori condizioni una serie di eventi, ovvero concerti solistici e di musica da camera, operistici, con orchestre fino a 40 elementi, performance innovative, proiezioni e dirette video, masterclass con gruppi superiori a 10 persone, stage di danza, rappresentazioni teatrali, seminari, registrazioni audio/video e altre riunioni. È quanto sottolinea Mauro Harsch, presidente dell’associazione Ars Dei, in una presa di posizione divulgata ieri in cui risponde ad alcune reazioni in merito al lancio dell’idea. “Sono rimasto colpito dalle incomprensioni, bugie, gelosie e cattiverie (principalmente contro Botta) sorte a seguito degli articoli apparsi nei giorni scorsi sulla stampa ticinese. Secondo un primo bilancio basato su 130 messaggi inviati dai lettori alla nostra associazione, il 91% è favorevole alla costruzione della sala, il 9% è contrario”, continua, spiegando che “quel 9% sta spargendo zizzania in modo incredibile: remare contro un progetto come questo mi sembra veramente fuori posto”.

I futuri progetti relativi al Villaggio della musica sono tanti, spiega Harsch, sottolineando il problema degli spazi. “La chiesa di San Lorenzo è un prezioso aiuto, ma non è un luogo adatto per tutti i concerti e per i progetti futuri che vanno moltiplicandosi. Non ci sono inoltre camerini, non c’è riscaldamento, mancano i servizi e l’utilizzazione è possibile solamente poche settimane all’anno, in luglio”. Il progetto che l’associazione ha in mente, viene fatto notare, prevede una capienza di 200 persone – ovvero una quarantina in più rispetto alla chiesa –, ma sarebbe utilizzabile da aprile a ottobre e in alternativa a Casa Mahler, “anch’essa indispensabile”. Una parte del progetto è il festival musicale che “ha portato a Sobrio centinaia di appassionati provenienti dalla Svizzera e dall’estero”. “Non tutti i concerti hanno registrato il tutto esaurito, è normale (succede in qualsiasi festival), ma la media degli spettatori a Sobrio supera quella di molti concerti analoghi organizzati in importanti centri. E questo ha dell’incredibile!”.

A ciò Harsch aggiunge che “ci sono moltissimi appassionati che vorrebbero frequentare le nostre manifestazioni e restare a Sobrio più giorni, ma questo è attualmente impossibile in quanto mancano le strutture d’accoglienza. Ecco perché la ristrutturazione dell’Albergo Ambrogini – con altre case che potrebbero fungere da dépendance –, è urgente e di vitale importanza”, spiega riferendosi a una parte aggiuntiva del progetto. Chi frequenta il Villaggio della musica, conclude il presidente dell’associazione, è concorde “nell’affermare che l’atmosfera è davvero unica e che la location possiede tutti i requisiti per diventare uno speciale e bucolico polo culturale a metà strada tra Milano e Zurigo”.

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