Estero

Italia, due tamponi e quarantena per entrare da Paesi Schengen

La misura, in vigore da oggi al 6 aprile, valida anche per la Svizzera. Eccezioni per frontalieri e viaggi per lavoro, salute o necessità.

(Ti-Press)
31 marzo 2021
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Per chi entra in Italia da un Paese dell'area Schengen, quindi anche dalla Svizzera, da oggi fino al 6 aprile sarà necessario, oltre alla presentazione di un tampone negativo all'ingresso, come già previsto dalla normativa vigente, anche osservare un periodo di quarantena di 5 giorni, al termine del quale sarà necessario eseguire un nuovo test con esito negativo. 

Per capire la genesi di questo provvedimento dell'ultimo minuto, che pone rimedio a una situazione che, tutto sommato, non era difficile prevedere, è necessario fare un passo indietro. Il 19 marzo, oltre 10 giorni fa, l'associazione dei tour operator italiani Astoi Confindustria Viaggi pubblicava sul proprio sito web la conferma, da parte del Ministero degli Interni italiano, che è possibile spostarsi dall'Italia, anche dalle zone rosse e arancioni, per raggiungere per turismo una delle destinazioni estere inserite nell'elenco predisposto dal Ministero degli Esteri, che comprende fra gli altri anche la Svizzera. Questo, fermo restando le restrizioni dei singoli Paesi di ingresso e con l'obbligo di presentare un test negativo al rientro in Italia. 

La notizia, passata inizialmente in sordina e pubblicata solo su portali minori, ha iniziato ad avere risalto sulla stampa la settimana scorsa, per poi essere ripresa lunedi dai maggiori quotidiani, da Repubblica al Corriere della Sera. Ne è seguita un'immediata, e decisamente prevedibile corsa alla prenotazione last-minute dall'Italia verso località estere per le vacanze pasquali, in particolare la Spagna. Da qui, il provvedimento di ieri, altrettanto last-minute del Governo italiano che, come detto, da oggi fino al 6 aprile aggiunge al già previsto tampone in ingresso anche 5 giorni di quarantena e un test negativo alla fine di tale periodo per chiunque rientri in Italia dopo aver soggiornato nei 14 giorni precedenti in uno dei Paesi del suddetto elenco. 

Le misure non si applicano, come già in precedenza, a chi entra in Italia per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza per un massimo di 120 ore, così come ai lavoratori transfrontalieri e a tutte le altre categorie previste dal decreto attualmente in vigore.

Da ricordare che, oltre alle suddette misure, restano tuttora in vigore le restrizioni circa le zone "a colori" con relativi divieti di movimenti fra Comuni o regioni, che perdureranno almeno fino alla fine di aprile dato lo stop al passaggio in zona "gialla" e il persistere del divieto di spostamenti fra Regioni, restrizioni che, come precisato sul sito del ministero degli Interni, si applicano a chiunque si trovi sul territorio italiano, compresi gli stranieri.

E dopo il 6 aprile? Salvo ulteriori colpi di scena, alla scadenza dell'ordinanza varata ieri sarà possibile, per tutti i cittadini italiani, viaggiare all'estero per turismo, quindi anche verso la Svizzera, con qualunque mezzo, presentando solo un tampone negativo al rientro e potendo dimostrare tramite autocertificazione che lo spostamento avviene per raggiungere una località al di fuori dall'Italia: per chi viaggia in aereo, dunque, basterà presentare i biglietti del volo, per chi invece si muove in auto invece sarà sufficiente mostrare, ad esempio, la prenotazione alberghiera. Tutto questo sempre tenendo presenti le restrizioni del Paese in cui ci si reca: per la Svizzera, ad esempio, rimangono in vigore gli obblighi di registrazione per i viaggiatori con i mezzi pubblici e di test negativo e quarantena per chi arriva da uno dei Paesi inserito dall'Ufficio federale di sanità pubblica nella lista delle zone a rischio, elenco che al momento comprende la quasi totalità delle regioni italiane escluse quelle confinanti con la Svizzera (Lombardia, Piemonte, Trentino Alto-Adige e Valle d'Aosta), Sicilia, Calabria, Sardegna e Puglia.

 

 

 

 

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