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Un test negativo (a proprie spese) permetterà di uscire dalla quarantena dopo 7 giorni. Chi entra in Svizzera con mezzi pubblici dovrà registrare i propri dati

Test e rilascio. Questa la nuova strategia introdotta dal Consiglio federale per la gestione delle quarantene conseguenti al contatto con una persona contagiata. Se in base alle regole vigenti occorre porsi in quarantena per dieci giorni dopo l'ultimo contatto con una persona positiva al coronavirus, a partire dall'8 febbraio sarà possibile effettuare un tampone Pcr o un test rapido negativo dopo sette giorni, a proprie spese, e nel caso di esito negativo si potrà porre fine alla quarantena. Ma attenzione, bisognerà comunque continuare a indossare la mascherina e mantenersi a 1,5 metri di distanza dalle altre persone fino allo scadere dei dieci giorni della quarantena, tranne che ci si trovi nella propria abitazione o nel proprio alloggio (p. es. casa di vacanza, albergo). Se il tampone o il test rapido effettuato darà esito positivo, invece, occorrerà mettersi immediatamente in isolamento.

Entrata in Svizzera da Paesi o regioni a rischio

Per chi entra in Svizzera in provenienza da uno Stato o una regione segnalata come a rischio nell'elenco aggiornato costantemente dal Consiglio federale (qui la lista aggiornata), i passaggi da effettuare saranno i seguenti:

  • registrare i propri dati  elettronicamente tramite la piattaforma per la registrazione dei dati di contatto delle persone in entrata messa a disposizione dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) oppure su carta tramite le schede di contatto messe a disposizione dall’UFSP
  • presentare un tampone Pcr o un test rapido eseguito non più di 72 ore prima al momento dell'ingresso in Svizzera o, nel caso ciò non sia possibile, sottoporsi immediatamente, in accordo con l'autorità cantonale, a un test rapido o un tampone a proprie spese
  • mettersi subito in quarantena con la modalità del "test e rilascio" sopra esposta. 

N.B. se chi arriva da un Paese a rischio è passato per un Paese o regione che non presenta invece un rischio di contagio, l'autorità cantonale competente potrà "scontare" dal periodo di quarantena i giorni trascorsi in tale Paese. Per fare un esempio concreto, se una persona arriva in Ticino dall'Emilia-Romagna (zona a rischio) e si ferma per due giorni a Milano (in Lombardia, zona non inclusa fra quelle a rischio in quanto regione di confine), l'autorità cantonale potrà includere i due giorni nel conto totale del periodo di quarantena e quindi ordinare una quarantena di 8 giorni anzichè 10 come previsto dalla legge.

Entrata in Svizzera da Paesi o regioni non a rischio

Per chi arriva da un Paese o regione non considerato a rischio, le regole cambiano a seconda del mezzo di trasporto usato

  • Chi arriva in Svizzera con i mezzi di trasporto pubblico (aerei, treni, bus, battello) dovrà registrare i propri dati personali
  • SOLO chi arriva in aereo in Svizzera, dovrà presentare all'imbarco del volo un'attestazione di un tampone Pcr negativo, altrimenti non sarà consentito imbarcarsi sul volo.

Dall'obbligo di registrazione sono esentate le persone che entrano in Svizzera da regioni confinanti, quindi non solo i frontalieri ma tutti gli abitanti delle regioni di confine (per il Ticino, ad esempio, tutti i lombardi e i piemontesi).

Ricordiamo sempre che alle norme di ingresso in Svizzera vanno affiancate le norme di ingresso nei singoli Paesi: ad esempio, per quanto riguarda la vicina Italia, bisogna sempre e comunque tenere presente che fino al 15 febbraio vige sia l'obbligo generale di presentare un tampone effettuato 48 ore prima, sia il divieto di spostamento fra le regioni in uscita e in entrata (quindi anche verso Lombardia e Piemonte) salvo motivi di lavoro, salute o urgenza, ed è tuttora in vigore il meccanismo delle zone "a colori". Idem per quanto riguarda gli obblighi di tampone e/o quarantena imposti recentemente, fra gli altri da Germania e Francia.

 

Leggi anche:

Paesi a rischio, di nuovo in lista Emilia-Romagna e Friuli

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