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14.06.2022 - 20:05

A Festate gli ‘Sguardi oltre i confini’ di chi viene da lontano

Sabato 18 ‘Giornata nazionale del rifugiato’ con SOS Ticino: testimonianze, fotografie e poesie per conoscere storie ed emozioni di chi arriva in Svizzera

«Se si riuscirà a far provare un po’ di empatia verso il prossimo, chiunque esso sia e da qualunque posto arrivi, sarà già un bel risultato». Perché il Festival di culture e musiche dal mondo sarà sì una festa (e come potrebbe essere altrimenti, dato il nome dell’evento); tanto più che, dopo due anni di pandemia, torna a vivere e a suonare. Ma Festate sarà anche «occasione per un momento di riflessione, all’interno di un contesto di gioia e condivisione».

Jasmin Didonfrancesco (collaboratrice amministrativa allo Spoc per la protezione giuridica SOS Ticino/Caritas a Chiasso) con Lisa Studer s’è occupata del programma proposto sabato 18 giugno, Giornata nazionale del rifugiato. Per il 2022 la campagna condotta in tutta la Svizzera dall’Osar (Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati) mira a promuovere l’accoglienza e l’integrazione di tutte le persone rifugiate sul territorio. «Un argomento attraverso il quale riflettere sull’attuale contesto nazionale ed europeo, caratterizzato da una disparità in materia di diritti dei richiedenti asilo, sulla base del tipo di permesso ottenuto».

Alla prima esperienza nell’organizzazione, Didonfrancesco si avvicina all’appuntamento chiassese con l’auspicio «che ognuno sappia prendersi un attimo per ragionare sulle differenze e sulle discriminazioni. Festate non è il contesto adatto in cui trattare questioni giuridiche o amministrative in maniera troppo approfondita; però ci aspettiamo almeno che le persone provino a comprendere emozioni e stati d’animo di chi è costretto a lasciare il proprio Paese. Se si riuscisse anche solo in questo, sarebbe un bel risultato».

Di cose da dire, di emozioni da trasmettere, di storie da raccontare i tanti uomini e donne che finiscono per fondersi dentro la parola ‘migrante’, come se fossero un corpo unico e non tanti cuori, ne hanno tante. «Nella preparazione della giornata ho incontrato molte persone che hanno mostrato il piacere di partecipare ed esprimersi». E per farlo, per parlare di sé, non è sempre necessario esprimersi nella lingua del posto in cui si cerca asilo. Una forma di comunicazione, potente e universale, è l’arte; capace di abbattere i confini, mentali e fisici. «Potersi esprimere mediante i propri lavori, per chi arriva in un Paese nuovo è un mezzo di condivisione, e al contempo, un modo per conservare una parte della propria identità».

Il programma

La giornata "Sguardi oltre i confini" si aprirà con "Attraverso i tuoi occhi" (Piazza Indipendenza ore 17-18, a cura di Marko Miladinovic), recitazione di poesie scritte da alcuni membri del collettivo ‘Ticino Poetry Slam’: i ticinesi Mercure Martini, Noè Albergati, Marco Jäggli, Franco Barbato, Lia Galli, Margherita Coldesina, Roberta Bisogno, Stella N’Djoku; oltre a Sergio Garau da Vienna e Amarù Vanegas da Bogotà. «I poeti riescono a esprimere certi concetti toccando vari punti anche in modo molto sensibile; ci è dunque sembrato il modo migliore per una riflessione, foss’anche personale e intima, sulla percezione comune dei migranti».

Seguirà "Afghanistan oltre i confini" (Cinema Teatro ore 18.30-20) con Filippo Rossi, giornalista ticinese, e Ali Soroush, artista, membro dell’Associazione comunità afghana in Ticino (Acat) che si intervisteranno a vicenda in un dialogo ‘a doppio filo’ che coinvolgerà anche la principessa afghana Soraya Malek. Jamileh Amini (presidente Acat) affronterà il tema del viaggio e dell’integrazione da una prospettiva di genere, concentrandosi sul percorso affrontato nell’agosto 2021 per raggiungere la Svizzera e riportando le difficoltà che i migranti afghani stanno vivendo dopo gli avvenimenti più recenti che hanno sconvolto il Paese.

Dalle 17 (stand SOS Ticino/Osar in Piazza Indipendenza) e fino alla chiusura dell’evento sarà allestita la mostra fotografica "Arte oltre i confini", realizzata dal progetto "Foto Voice Ontheroad", curato da Nathalie Vigini dal 2019 al 2021. Le immagini esposte sono state scattate da alcuni utenti di SOS Ticino per raccontare la loro storia, le loro emozioni e il loro percorso di integrazione in Svizzera.

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