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27.11.2021 - 11:31

Chi fa la mamma tra ‘Boef & Asen’?

Ferruccio Cainero adatta lo spettacolo natalizio scritto da Norbert Ebel nel ’99, sempre attuale. Domenica 28 novembre, con attori di Barabba’s Clowns.

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Al di qua o al di là del Sacro

Rientrando nella stalla a fine giornata, un bue e un asino trovano un bimbo nella mangiatoia; piange, fa pipì e scombina la loro quotidianità e il loro fieno. Bue e asino vorrebbero tanto liberarsi del marmocchio, ma proprio non se la sentono. Capiscono, anzi, che se ne devono occupare, che il neonato deve essere allattato, e che avrebbe tanto bisogno di una mamma. Visto che nella stalla non ve n’è traccia: chi dei due farà la mamma? Dopo un confronto a base di gag, quelle di ogni spettacolo divertente per famiglie, «bue e asino capiscono che non è importante chi è mamma e chi è papà, e se sono due papà o sono due mamme: l’importante – racconta il regista e adattatore di quanto sopra raccontato – è che non puoi abbandonare una creatura debole, che ha bisogno, ma la devi accogliere e prendertene cura».

‘Al di qua o al di là del Sacro’

Ferruccio Cainero porta al Teatro Sociale, domenica 28 novembre alle 16, ‘Boef & Asen’, un classico del teatro natalizio nel resto d’Europa e in America Latina, meno a queste latitudini e, soprattutto, non in italiano, visto che quella in scena domenica è una prima assoluta nella lingua di Dante. «Sono vent’anni che lo spettacolo viene replicato nel periodo dell’Avvento. È ormai un rito, con mamme e papà che portano i figli a vedere qualcosa che avevano visto da bambini. Ed è un classico natalizio che, spero, possa diventare classico anche dalle nostre parti».

Un classico natalizio che pare dissacrante ma che dissacrante non è, per due figure che «non hanno il concetto del Sacro, ma sentono, istintivamente, che non si può abbandonare una creatura», valore assoluto di laica solidarietà che porterà lo spettacolo anche a San Siro, quartiere di Milano «dove sono tutti musulmani». Uno spettacolo che sta «al di qua o al di là del Sacro, perché alla fine – dice ancora Cainero – che importa se sei cristiano o non lo sei, se hai sentito parlare di Gesù Cristo oppure no, se ci credi o non ci credi, se per te è una favola o una fede: cosa vuoi farne di questo bambino, lasciarlo fuori al freddo?». E i riferimenti al Sacro sono spunto per divertenti fraintendimenti: «I due protagonisti, trovandosi nel periodo natalizio, sospettano che quell’esserino sia il ‘saldatore’ o ‘salvatore’ di cui si parla. Specialmente l’asino ne è incuriosito, lui che porta in giro le vecchiette per il paese e ha origliato tutte queste storie e sa di quel re che ‘gli rode’, per esempio. Anche se non capisce per cosa ‘gli rode’».

‘Facciamo quello che si può’

Chi fa la mamma tra Boef e Asen è domanda molto attuale, inserita in uno spettacolo scritto ben 23 anni fa da Norbert Ebel, autore, drammaturgo, attore teatrale e regista tedesco. «E infatti la domanda è parte della genialità dell’opera, che contiene davvero di tutto. Io ne ho fatto un mio adattamento, nel quale, per esempio, ironizzo sulle sigle dei generi che faccio sempre fatica a ricordare. L’asino dice al bue: “Fai tu da mamma!”, e il bue risponde “Ma io non posso, io sono un FFS!”; “Sei un ferroviere?”, chiede l’asino; “No, sono Forte, Fiero e Sicuro!”, risponde il bue. E all’asino, che rivendica la sigla anche per sé, il bue dice che lui è al massimo un TDP, Tenero, Dolce e Piagnucoloso, come sono tutte le mamme. “Non è vero”, ribatte l’asino: “La mia mamma era una FFS come te; era il mio papà, invece, che era tenero e dolce e mi raccontava delle bellissime storie...”. Nel testo c’è una scena lunga, bellissima su chi debba fare la mamma, che scaturisce in un “facciamo quello che si può”».

La stessa storia

Cainero ha scoperto ‘Boef & Asen’ a Norimberga, tanto tempo fa. «L’ho visto un paio di volte, nel teatro Mummpitz», dove per altro ha recitato. «È uno spettacolo per bambini e famiglie, non ‘studiato’ per bambini. E per me è qualcosa di speciale a partire dal fatto che non l’ho scritto, ma solo adattato. E poi è stagionale, natalizio. In generale, è diverso dalla mia solita attività. L’altra particolarità è che porto in scena due attori della compagnia Barabba’s Clowns, due ex ‘barabitt’, due ex ragazzi in difficoltà». E cioè Francesco Giuggioli e Gianluca Breviato, parte di una compagnia che affonda le sue radici a metà anni 50, quando il carcere minorile di Arese fu trasformato in comunità aperta.

«Dagli anni 70 – spiega Cainero – con varie generazioni di ragazzi in difficoltà, i Barabba’s Clowns hanno fatto teatro, e in particolare clownerie. Da quarant’anni questa compagnia si spende in mille attività, dentro e fuori l’Italia, e al suo interno ha anche alcuni attori bravi come professionisti». Saranno loro ad ‘agevolare’ l’entrata a San Siro dove, si è detto in principio, ‘Boef & Asen’ sarà portato: «Hanno un contatto con un sacerdote che lavora in strada e tutti gli anni organizza un presepe vivente, sopra un campo di pallacanestro. Questa volta il sacerdote ha voluto che si facesse questo spettacolo, all’aperto, d’inverno, su di un campo da basket, in un quartiere difficile. Sarà bello e interessante, perché nessuno meglio dei ragazzi di Barabba’s è così bravo a diffondere arte tra persone che hanno vissuto e ancora vivono quella che è stata la loro stessa storia».

Biglietti presso l’InfoPoint Bellinzona di Piazza Collegiata 12, tel. 091 825 48 18, sul sito www.ticketcorner.ch e presso tutti i punti vendita Ticketcorner. ‘Boef & Asen’ sarà l’8 dicembre alle 16 al Teatro Foce di Lugano, poi a Stabio, il 24 dicembre, nel Museo della civiltà contadina, all’interno della mostra, alle 10 e alle 14. Informazioni su www.barabbas.it - www.ferrucciocainero.ch.


Ferruccio Cainero (Ti-Press)

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