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15.06.2021 - 17:150
Aggiornamento : 18:00

Lac en plein air, dall'emergenza alla consuetudine

Potrebbe divenire appuntamento estivo fisso: nel frattempo, dal 6 luglio al 10 settembre, l'Agorà torna a essere punto di riferimento culturale all'aperto

Parola di Michel Gagnon, direttore: «Al Lac c'è odore di riapertura totale, e il Lac en plein air è il percorso che vi conduce». L'offerta è ricca come sempre: musica, d'autore e world, strumentale e cantata, classica contemporanea e sperimentale; teatro, incontri, conversazioni, danza, e un'appendice per famiglie. A cambiare sono le facce. Quelle dei moltissimi artisti che arriveranno a Lugano, dal Ticino e dall'estero, naturalmente, ma anche le facce di chi sta dietro a questa stagione estiva, che tradiscono un entusiasmo che nemmeno le mascherine di una conferenza stampa di presentazione riescono a celare. Quel «negativo trasformato in opportunità» (parole di Roberto Badaracco, parole della Città), l'escamotage dell'estate 2020, torna in una forma assai vicina alla normalità. Interdisciplinarmente e variegatamente en plein air (anche in piazze limitrofe), frutto dell'interazione tra Lac e LuganoMusica, Osi e Masi. «Trentasei serate distribuite quasi tutte nel teatro dell’Agorà – spiega Carmelo Rifici, direttore artistico del Lac – ma con un pensiero più completo, ragionato con anticipo, sulla scia del successo della scorsa edizione. Non solo musica e lettura: abbiamo aperto allo spettacolo». Con un fil rouge, «il ritorno al popolare, alla tradizione, un messaggio importante da dare dopo la pandemia». 

Tra gli altri...

A cominciare dal teatro, a cominciare dall'‘Odissea’ diretta da Luca Spadaro, con Margherita Coldesina, Mirko D'Urso, Cristina Zamboni e Massimiliano Zampetti, primo atto della stagione, il 6 luglio. Di venerdì 9, Davide Enia e la Sicilia antifascista di ‘Maggio '43’; di sabato 10, l'Antropolaroid’ di Tindaro Granata, che per il decennale dello spettacolo dà spazio a giovani artisti, in questo caso al personalissimo ‘Antropolaroid’ di Emili Tiburzi, in ‘Ciumachella’. Il teatro sarà di casa con i ticinesi Antonio Ballerio e Tatiana Winteler, protagonisti di ‘Ceneri alle ceneri’ di Harold Pinter; di casa è anche Emanuele Santoro nel ‘Caligola(s)concerto’. Al teatro, ancora, è affidata la chiusura della rassegna estiva, il 9 e 10 settembre con l'anteprima assoluta di ‘Sogno di una notte di mezza estate’ diretto da Andrea Chiodi, episodio che coincide con ritorno nella Sala Teatro. Ad ‘aprire le danze’ in nome del flamenco non contaminato, sarà sabato 17 luglio Israel Galván nel suo ‘Solo’; il 28 luglio, la compagnia A.N.I.T.A. diretta da Adriano Mauriello danzerà Astor Piazzolla; sabato 21 agosto, Africa e Occidente in ‘MBIRA’ di Roberto Castello.


Dan Tepfler, ‘Natural Machines’ (Pdm)

Imponente il cartellone della musica, aperto dalle ‘Natural Machines’, libere improvvisazioni su Disklavier del franco-americano Dan Tepfler; il 22 luglio, ‘Blackstar - Letter to Bowie’, tributo del trombettista Giovanni Falzone al Duca Bianco; il 23 luglio è dei violini primitivi dei Violon Barbares, fusione di tradizioni francesi, bulgare e mongole. Il trio Servillo-Girotto-Mangialavite porta in scena ‘L'anno che verrà’, l'omaggio a Lucio Dalla del 24 luglio. Musica catalana il 29 luglio in ‘Clamor’, con Maria Arnal e Marcel Bagés; musica estone con le 20enni Ruut dell'omonimo duo, venerdì 30. Raiz, già leader degli Almamegretta, è protagonista di Musica Mediterranea Immaginaria (31 luglio); Maria Mazzotta, già voce del Canzoniere Grecanico Salentino, è la protagonista di ‘Amore amaro’ (5 agosto). Il 6 agosto, Paolo Angeli (che ha fatto innamorare Pat Metheny) incontra Marco Mezquida.


Paolo Angeli

Per LuganoMusica, il 14 luglio, l'omaggio alla musica tradizionale armena di Levon Chatikyan con l’Ensemble France Varpet; il giorno dopo, le atmosfere di fine '800 del Salon Passion dalla Tonhalle di Zurigo; sabato 28 agosto, l’Ensemble Kapelle Nogler con danze engadinesi e traditional appellenzesi. E poi c'è l’Osi, attesa il 24 agosto nell’omaggio a Stravinskij e il giorno dopo nell’anticipazione del progetto ‘Tracce’, futuro ciclo dedicato a Chaikovski. Il primo settembre, in formazione cameristica, un primo omaggio a Piazzolla; il secondo, il 6 e 7 settembre, in Piazza Luini con Orchestra al completo. In ambiti cantautorali, il 24 agosto Paolo Conte festeggia i 50 anni di ‘Azzurro’ in Piazza Riforma; nella stessa piazza, il giorno dopo, Davide e i De Sfroos.

L'arte parla nelle quattro ‘Conversazioni d’autore’ del Masi: Marc Bauer e Luca Maria Gambardella (8 luglio), Salvatore Vitale, Premio Bally 2020 (16 luglio), Monica Bonvicini e Paolo Mazzarello (26 agosto) e Albert Oehlen (27 agosto). Da segnalare, infine, il weekend per le famiglie del 4 e 5 settembre, caratterizzato da una collaborazione col Festival internazionale di narrazione di Arzo e, di sabato sera, dal ritorno di Antonio Catalano.


Paolo Conte (Keystone)

La purezza del ‘popolare’ per Carmelo Rifici

«Devo dire che l'entusiasmo non lo abbiamo mai perso, anche in questo periodo di chiusura abbiamo sempre lavorato con grande felicità, abbiamo creato progetti digitali. Il Lac non si è mai fermato, il grande successo di ‘Lingua Madre’ ne è la testimonianza. Chiaramente, vedere nuovamente persone affluire al Lac a noi porta tanta gioia, che è tutto in questo Lac en plein air», dice alla ‘Regione’ Carmelo Rifici, direttore artistico del Lac. La parola del giorno, e quella dell'estate, sarà ‘popolare’: «Fare teatro tradizionale, musica tradizionale non significa fare qualcosa che sia soltanto di festa, per quanto contemplata. Il tango, il flamenco, le musiche africane, balcaniche, armene che porteremo saranno serate che andranno alla ricerca degli inizi del popolare, più pure di quanto siamo abituati a conoscere quando andiamo a una festa di paese o a una sagra, dove fruiamo la sua parte più consumistica. Al Lac andremo a portare l'esperienza interessante che il pubblico può amare, ospitando gli artisti migliori e di pregio». L'Agorà, da soluzione di emergenza, potrebbe a questo punto diventare una consuetudine estiva? «Ce lo auguriamo. Per adesso, l'Agorà è un ottimo spazio che ci dà la sensazione di essere comunque in un luogo intimo e raccolto, conservando la piacevolezza dello stare all'aria aperta. Speriamo diventi una tradizione».


Carmelo Rifici (Ti-Press)

Programma completo e aggiornato su www.luganolac.ch

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