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17.05.2021 - 05:30
Aggiornamento: 11:54

'Spring Fest', il Jazz Cat torna tra Ascona e Bellinzona

Al via giovedì 20 maggio con Christian Willisohn. Poi Karima e Faraò al Sociale, e il duo Sherlock-Birath. A colloquio con Nicolas Gilliet, direttore artistico

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I quattro di primavera

«Riprendo con entusiasmo, per quanto sia moralmente complicato riprendere dopo più di un anno di stallo. Però la gioia dei musicisti di poter tornare su un palco, davanti a un pubblico vero, aiuta anche chi organizza ed è bello vederli arrivare da tutte le parti, dall'Italia, dalla Francia, dalla Germania». Sarebbero arrivati anche dalla Svizzera, nella persona di Silvan Zingg, non fosse che l'infortunio ai polsi subito un mese fa dal pianista gli impedisce ancora di esibirsi. Al di là del forfait che sposta l'esordio di un solo giorno, Nicolas Gilliet non lesina soddisfazione per i riflettori che si riaccendono da giovedì 20 maggio al Jazz Cat Club per una primaverile Jazz Cat Spring Fest. Nella sede naturale di Ascona, Teatro del Gatto – dopo i due concerti di fine aprile in concomitanza con l'International Jazz Day – il cammino nella grande musica ricomincia con la proposta blues e R&B di Christian Willisohn, pianista e cantante a fianco di tanti bluesman americani, in particolare Lillian Boutté e la scena musicale di New Orleans tutta. Con lui, Uli Wunner (sax alto e clarinetto), e il batterista Oscar Kraus (due sessioni, ore 19 e 21). «Si può finalmente ricominciare, con la disponibilità di tutti, la mia, quella dei musicisti, del teatro, per rendere possibile dei concerti sicuri per tutti, pur limitati a 50 persone. Marchiamo il territorio», dice Gilliet, riportando il ‘polso’ dei musicisti, ovviamente «entusiasti», ma ancora afflitti da qualche problema di fondo: «Molti di essi vanno ancora a tentoni per le mille accortezze che vengono dallo spostarsi. Chi viene dalla Francia, dalla Germania e dall'Italia, in particolare, non sa ancora esattamente come muoversi, come cambieranno le condizioni nei rispettivi paesi, tampone sì tampone no, solo in entrata o anche in uscita: è una situazione ancora in divenire e dannatamente costosa...». 

Oltre Ascona

I nomi della ripresa, sono noti. Arrivano dalla stagione 2020 che mai si è potuta tenere. «Con questi artisti – spiega Gilliet – avevo un impegno morale. Non sono abituato a cancellare concerti e a mettere i musicisti nel dimenticatoio, anzi. Già per l'inizio della stagione 2020-2021, in previsione di un pubblico ridotto, avevo avuto da loro disponibilità a tornare. Al di là del mio impegno, che sarebbe stato scandaloso non rispettare, si tratta di artisti che vanno promossi e presentati al pubblico nella situazione migliore». A partire da Karima, pupilla di Burt Bacharach, attesa venerdì 21 maggio alle 20.45, accompagnata al pianoforte da Piero Fassi per un intimo songbook che ha accompagnato la sua formazione umana e artistica. Per lei – e anche per il grande pianista italiano Antonio Faraò, sabato 22 maggio alle 20.45, in trio con Marco Ricci al contrabbasso e Max Furian alla batteria – il palco sarà quello del Teatro Sociale. «C'è una bella collaborazione e credo – specifica Nicolas – che sia interessante ampliare il discorso sul territorio, provare soluzioni che, alla fine, vanno ad allargare lo spettro del pubblico e creano un nuovo interesse. Se anche Lugano dovesse trovare una soluzione, potrebbe essere bello per il Jazz Cat Club arrivare anche lì». Perché lo scopo è «creare l'interesse attorno al jazz: qualsiasi sia la località, il Cantone è grande, ogni spettacolo non può che portare del bene a tutti».

Tornando a Karima, l'artista livornese arriva a Bellinzona con il nuovo disco ‘No Filter’, uscito il 14 maggio. Un rapporto, quello di Gilliet con la cantante, che viene da lontano, dai tempi del tributo ‘Karima sings Bacharach’ curato dal ticinese e concesso poi alla Universal e, un anno prima, il concerto di Ascona insieme alla Just Another Band di Roy Bennett. Il rapporto con l'artista, d'altra parte, per Gilliet è un punto fermo: «Il mio lavoro non è soltanto quello di alzare il telefono, chiamare qualcuno e fargli trovare la sala pronta per il concerto, ma anche di creare programmi, sviluppare il discorso musicale. Facendo questo, si crea una vicinanza che va oltre la telefonata. È importante conosce bene l'artista, è solo così che puoi andare avanti in questo lavoro».

Oltre la paura

Jazz Cat Spring Fest si chiuderà domenica 23 maggio (alle 19 con replica alle 21) celebrando l'incontro tra Ella Fitzgerald e Louis Armstrong, fil rouge dinamico del concerto che vedrà uniti sul palco del ‘Gatto’ il trombonista e cantante irlandese Paddy Sherlock e la cantante svedese Ellen Birath, completati dal pianista Ludo Allainmat e dal trombettista Manuel Faivre. «Vedo grande voglia da parte del pubblico – conclude il direttore artistico – ma vedo anche tanto timore nel tornare a frequentare una sala». Da cui la massima attenzione alle procedure di sicurezza sanitaria e, conseguentemente, la viva raccomandazione della prenotazione: «Me ne sono accorto nelle due giornate dell'International Jazz Day: alla fine in sala c'erano 50 persone, ma sono state il risultato delle tante prenotazioni all'ultimo minuto, addirittura oltre la capienza consentita, compensate da un altissimo numero di cancellazioni dell'ultim'ora, segno che c'è ancora tanto timore. E il timore riguarda tutti. Ma dobbiamo spingere in questa direzione». Forti, ancor più oggi, di quegli studi che per tutta la pandemia già davano le sale concerto come un luogo sicuro.

Prenotazioni
Per il Teatro del Gatto: info@jazzcatclub.ch  o 078 733 66 12
Per il Teatro sociale: 091 825 48 18 (dalle 13.30 alle 17.30), sabato dalle 10 alle 12.

 

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