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Il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini
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24.09.2021 - 18:14
Aggiornamento : 19:03

Vaccino, in Ticino non cresce il numero di dosi somministrate

Il Cantone è in controtendenza rispetto alla media svizzera, ma Zanini spiega il motivo: ‘Abbiamo già un alto tasso di persone immunizzate’

In Svizzera il numero di vaccinazioni giornaliere è cresciuto rispetto all’estate, si legge nel comunicato della Confederazione. In Ticino invece no. Meno interesse per il farmaco a sud delle Alpi? Secondo il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini la differenza si spiega in un altro modo: «Noi, rispetto ad altri cantoni, abbiamo una parte importante della popolazione che si è già vaccinata». L’incremento che si registra in Svizzera è dunque dovuto alle grandi richieste in regioni con un tasso di adesione molto inferiore. Per esempio, in Appenzello Interno la percentuale di popolazione che ha ricevuto almeno una dose è inferiore di circa 13 punti rispetto al Ticino.

«In alcuni cantoni, come l’Obvaldo, sono stati presi d’assalto». Cosa che non è successa alle nostre latitudini. O quasi. A seguito dell’annuncio del Consiglio federale dell’estensione dell’obbligo del Covid pass, «abbiamo avuto una fiammata – ricorda Zanini –, ma è durata solo quattro giorni. Tra l’8 e l’11 settembre le intenzioni di vaccinarsi (tenendo conto delle iscrizioni online, il walk-in a Giubiasco e l’affluenza nel bus itinerante) sono triplicate. Poi sono scese, per tornare ora ai livelli precedenti la decisione federale». Quest’ultima ha avuto un effetto sui test di depistaggio? «Sì, nelle ultime settimane ne sono stati effettuati circa il 50 per cento in più», indica il farmacista cantonale che snocciola i dati: durante l’ultima settimana di luglio le farmacie hanno effettuato circa 16mila test rapidi, la settimana scorsa 22mila.

Cantoni impreparati

«Alcuni cantoni, come l’Obvaldo, hanno avuto un vero e proprio boom di richieste. Non erano preparati a una tale affluenza», dice Zanini. «Anche noi abbiamo avuto qualche problema di gestione a Giubiasco, ma solo l’8 settembre. Molte persone quel giorno hanno usufruito della possibilità di presentarsi senza appuntamento».

In arrivo Johnson&Johnson

Per coloro che non possono vaccinarsi con Pfizer o Moderna l’attesa per l’immunizzazione si fa più corta. Il farmacista cantonale, ai microfoni della Rsi, stima che in poco tempo saranno disponibili in Ticino cinque o seimila dosi del preparato Johnson&Johnson. La priorità sarà data proprio a chi non tollera i farmaci già disponibili in Svizzera e alle persone che, costrette al domicilio, non ne hanno potuto beneficiare a causa dei problemi di conservazione.

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