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22.04.2021 - 15:41
Aggiornamento: 17:16

Ex Macello di Lugano, 'il Cantone si muova'

Pronto il rapporto della Commissione Sanità e sicurezza sociale: il governo non può stare a guardare, deve trovare un mediatore fra le parti

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L'autogestione all'ex Macello di Lugano deve tornare a essere un tema cantonale. Almeno per una seduta del Parlamento, quella in agenda alla fine di maggio. Il Consiglio di Stato è chiamato a fare la sua parte cercando un mediatore fra le parti che possa andare bene a tutti. È questo il succo del rapporto unico firmato stamattina a quattro mani dai deputati in Gran Consiglio Tiziano Galeazzi (Udc) e Raoul Ghisletta (Ps) della Commissione Sanità e sicurezza sociale. Un rapporto peraltro non sottoscritto dai membri liberali radicali né dalla rappresentante dei Verdi.

Dopo il tentativo del Consiglio di Stato di 'lavarsene le mani', pur avendo sottoscritto la Convenzione nel dicembre del 2002 con le autorità cittadine e i rappresentanti del centro sociale, ora il governo cantonale è invitato ad agire. Non basta inviare una lettera consigliando al Municipio di Lugano di rinviare ogni decisione in merito allo sgombero. Il deputato Galeazzi è pronto chiedere il dibattito ridotto in Gran Consiglio. Vuole conoscere le ragioni del Plr e dei deputati che tendono a relegare la questione alla sola Città. «Si potrebbe cercare una persona riconosciuta da tutte le parti in causa che riesca a instaurare un dialogo ed eventualmente trovare un'altra sede anche fuori da Lugano e dal Luganese. Ho invece l'impressione che il Cantone cerchi di prendere tempo», sostiene Galeazzi.

Secondo i firmatari della rapporto, bisogna agire e al più presto, visto che mercoledì prossimo scadrà il termine della procedura esecutiva della disdetta inviata dal Municipio al centro sociale. Non ci si può limitare a stare a guardare quello che succederà, se e come cambieranno gli equilibri all'interno del Municipio di Lugano, in cui faranno il loro ingresso oggi Filippo Lombardi (Ppd) e Karin Valenzano Rossi (Plr). Secondo alcuni, la risposta delle autorità non può essere unicamente lo sgombero (forzato) degli spazi dell'ex Macello. Altri politici ritengono invece che non ci sia più margine di manovra per raggiungere una soluzione senza l'uso della forza dopo quanto successo in piazza Molino Nuovo e alla Stazione Ffs di Lugano.

Da segnalare che il rapporto non ha fatto l’unanimità dei membri della commissione. Alcune forze politiche, come il Plr e i Verdi, hanno deciso alla fine di non sottoscriverlo. Lo hanno invece firmato i commissari del Ppd, ratificando il rapporto, che fino a quel momento poteva contare soltanto sull’adesione della Lega, dell’Udc e del Partito socialista.

 

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