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08.03.2021 - 19:52
Aggiornamento: 22:32

Manifestazione alla stazione, scontri conclusi senza arresti

Non era autorizzata, i partecipanti circondati dal cordone della polizia in tenuta antisommossa. Ammanettati, identificati e rilasciati

Doveva essere una manifestazione pacifica - quale è stata nei suoi inizi, verso le 18.30 - ma poi è degenerata negli scontri con la polizia. Una sessantina di manifestanti si sono radunati al piazzale della stazione (perlopiù con mascherina indossata) per attirare l'attenzione su tre tematiche: il diritto delle donne, nella giornata dell'8 marzo; contro l'islamomofobia, all'indomani dell'iniziativa anti-burqua e del divieto votato in Svizzera, infine contro il razzismo. 

La polizia in tenuta antisommossa era presente sin dall'inizio della manifestazione, dal momento che l'evento era stato preannunciato venerdì ma non era autorizzato. La tensione è salita gradualmente, in un costante crescendo. Dapprima una provocazione da parte di un passante e quindi la reazione dei manifestanti. Poi il gruppo ha iniziato a spostarsi verso i binari della ferrovia, forse per guadagnare un varco per raggiungere il centro cittadino. A quel momento dai megafoni delle forze dell'ordine è stato intimato ai partecipanti di, braccia alzate, farsi identificare e interrompere l'azione. In controcanto, megafoni dei manifestanti hanno inveito contro la polizia e gli stessi hanno lanciato sassi e bottiglie contro gli agenti. Di qui la carica delle forze dell'ordine che con manganelli e spray al pepe hanno cercato di dissuadere l'offensiva. 

Nessun fermo, ma gli scontri saranno posti al vaglio degli inquirenti 

"Sul posto sono intervenuti agenti della polizia cantonale e, in supporto, delle polizie comunali della regione 3 del Luganese e della oplizia dei trasporti" - ha informato dopo le 21 un comunicato stampa del Ministero pubblico. "Alcuni manifestanti hanno creato disordini e lanciato a più riprese oggetti in direzione degli agenti. Tutti i manifestanti sono stati controllati e in seguito rilasciati e la loro posizione è al vaglio degli inquirenti. La situazione si è normalizzata poco dopo le 20.30".

Dal luogo degli scontri, le voci di chi ha assistito alla protesta. «Era una manifestazione ma è finita male. Si sono scontrati con la polizia e adesso non lasciano più passare nessuno. Anch’io dovrei andare a casa ma non posso andare a prendere il treno”. È regnata la confusione in stazione a Lugano, dopo gli scontri fra alcuni manifestanti e la polizia cantonale in tenuta anti-sommossa. Fermate del bus soppresse o traslate: al viavai di viaggiatori ignari e spaesati si è aggiunta l’incredulità dei molti presenti. Adolescenti al telefono con i genitori preoccupati, adulti che condannano la violenza dei manifestanti: “Lanciare i sassi è normale? Viva la Polizia di Lugano!” esclama una donna. E poi ci sono loro, i manifestanti, rinchiusi dietro il cordone che non hanno risparmiato insulti all’indirizzo delle forze dell’ordine. La manifestazione, veniamo a sapere, è stata organizzata come conseguenza del voto sull'iniziativa contro la dissimulazione del voto accettata ieri alle urne, e non era autorizzata.

Aggiornamento 19.50: la Polizia ordina ai manifestanti, che non vogliono disperdersi, di andarsene entro due minuti, in caso contrario verranno tutti presi in consegna. La tensione cresce. I manifestanti non demordono, denunciano il ferimento di una ragazza, sostengono che la polizia abbia utilizzato spray al pepe e manganelli, informazioni al momento non confermate. Diversi manifestanti hanno il volto coperto con maschere in segno di protesta.

Diversi manifestanti ammanettati dalla polizia 

Ore 20.00: riscoppia la violenza. La polizia inizia a caricare alcuni manifestanti che non vogliono andarsene. Ad ogni azione della polizia, l'azione dei manifestanti, che genera ogni volta ulteriori scontri. «Sono qui dalle 17, ho visto tutto» - ci dice una giovane. «Era partita come manifestazione pacifica contro il razzismo e la nuova legge anti-burqa. Poi si sono spostati verso i binari ed è scoppiata la violenza con la polizia che ha cercato di impedirgli di raggiungere il centro. Loro hanno iniziato a lanciargli sassi e bottiglie e la polizia ha riposto con manganelli e spray al peperoncino. Una ragazza era completamente rossa di sangue in faccia». 

Identificati e rilasciati 

Alle 20.30 la tensione inizia a placarsi: quelli rimasti fra la sessantina di manifestanti iniziali stanno venendo identificati uno per uno e rilasciati. La polizia ha inoltre ispezionando il materiale dei manifestanti. Una serata di tensioni che sin dalla serata sono approdate al vaglio del Ministero pubblico. 

 

 

 

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