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14.09.2022 - 10:00
Aggiornamento: 15:39

Videogiochi, film e minori, al Nazionale ancora divergenze

La legge mira a proteggere i più giovani da contenuti potenzialmente nocivi per lo sviluppo psicofisico, soprattutto a carattere violento o sessuale

Ats, a cura di Red.Web
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Ti-Press

Permangono delle differenze dopo il secondo passaggio al Consiglio nazionale della nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Delle cinque emerse dopo il dibattito agli Stati, la Camera del popolo ne ha mantenute oggi tre. Il Nazionale ha in particolare nuovamente ribadito – con 103 voti contro 82 e 8 astenuti – la necessità di regolamentare anche le cosiddette microtransazioni – acquisti opzionali offerti all’interno di un gioco, come l’acquisto di oggetti, costumi, aggiornamenti ecc. – prevedendo la possibilità di limitare tali operazioni da parte dei minori. Si tratta dei cosiddetti acquisti in-app, che sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.

La Camera del popolo ha poi ribadito la necessità di obbligare legalmente l’ufficio federale competente ad adottare misure per promuovere la competenza e la prevenzione dei media. Altra divergenza rimasta: le organizzazioni responsabili dell’attuazione delle misure di protezione dei giovani dovranno essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, in particolare per l’elaborazione della loro regolamentazione.

Eliminate per contro le divergenze concernenti la partecipazione a tornei di videogiochi e le eccezioni per l’età minima richiesta dei minorenni accompagnati a degli eventi.

La nuova legge

Più in generale, la nuova legge ha lo scopo di tutelare i più giovani dai contenuti di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale. In particolare si parla di scene particolarmente sensibili, come quelle di natura violenta o sessuale.

Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta ("on demand") in Svizzera saranno tenuti a indicare l’età minima necessaria e a svolgere controlli in merito. L’obbligo varrà pure per piattaforme quali YouTube e Twitch.

L’obiettivo è anche di uniformare le norme a livello svizzero. Attualmente, in assenza di linee guida federali, la competenza di legiferare spetta infatti ai Cantoni, ma molto è lasciato all’autoregolamentazione del settore. Il panorama legale sul tema è quindi molto frammentario ed eterogeneo.

Per quanto riguarda la regolamentazione, spetterà agli operatori del settore fissare le norme per l’età minima e per il suo controllo. Al Consiglio federale toccherà poi dichiararle vincolanti per tutti. I Cantoni saranno competenti per verificare se le indicazioni dell’età minima sono rispettate. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) eserciterà la vigilanza per quel che concerne gli acquisti online. Chi non dovesse applicare le nuove disposizioni deve aspettarsi multe potenziali fino a 40’000 franchi.

L’oggetto torno al Consiglio degli Stati.

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