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08.04.2022 - 18:01
Aggiornamento: 18:26

Videogiochi e minori, previste norme più severe

Per la competente commissione degli Stati l’età minima per guardare film o acquistare un videogioco va uniformata a livello nazionale

Ats, a cura de laRegione
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Keystone
Ci vuole qualche paletto

In futuro, i minorenni dovrebbero essere meglio protetti dai contenuti mediali inadeguati, per esempio uniformando a livello nazionale l’età minima per guardare un film o acquistare un videogioco.

Ne è convinta la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (Csec-S) che ha approvato un progetto in materia per 10 voti a 2, già accolto dal Nazionale nel giugno 2021.

In una nota odierna dei servizi parlamentari, la Csec-S propende per una co-regolamentazione del settore. Di conseguenza, con il supporto di esperti in materia, gli attori dei diversi settori devono convenire sui regolamenti concernenti la protezione dei minori. Possono chiedere che la Confederazione li dichiari vincolanti.

Diversamente dal Consiglio nazionale, la commissione propone invece di stralciare dalla legge le misure concernenti le microtransazioni giudicando che tale aspetto non vada trattato in questa legge. La camera del popolo aveva deciso di regolare anche gli acquisti addizionali opzionali, ovvero le cosiddette microtransazioni, prevedendo tra l’altro la possibilità di limitare quelle effettuate da minori. "Si compra un gioco per uno o due franchi, poi vengono chiesti altri soldi per passare di livello o sbloccare dei vantaggi", aveva dichiarato in aula Matthias Aebischer (Ps/Be), spiegando il meccanismo.

La nuova legge federale in materia ha lo scopo di tutelare i più giovani dai contenuti di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale. In particolare si parla di scene particolarmente sensibili, come quelle di natura violenta o sessuale.

Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta (‘on demand’) in Svizzera saranno tenuti a indicare l’età minima necessaria e a svolgere controlli in merito. L’obbligo varrà pure per piattaforme quali YouTube e Twitch.

L’obiettivo è anche di uniformare le norme a livello svizzero. Attualmente, in assenza di linee guida federali, la competenza di legiferare spetta infatti ai Cantoni, ma molto è lasciato all’autoregolamentazione del settore. Il panorama legale sul tema è quindi molto frammentario ed eterogeneo.

Per quanto riguarda la regolamentazione, spetterà agli operatori del settore fissare le norme per l’età minima e per il suo controllo. Al Consiglio federale toccherà poi dichiararle vincolanti per tutti. I Cantoni saranno competenti per verificare se le indicazioni dell’età minima sono rispettate. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) eserciterà la vigilanza per quel che concerne gli acquisti online. Chi non dovesse applicare le nuove disposizioni deve aspettarsi multe potenziali fino a 40’000 franchi.

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