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08.06.2022 - 13:24
Aggiornamento: 16:32

Videogiochi, ‘i minorenni dovranno essere più tutelati’

Il Consiglio degli Stati ha approvato un progetto. Fra le proposte quella di uniformare a livello nazionale l’età minima per film e videogame

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

In futuro, i minorenni dovrebbero essere meglio protetti dai contenuti mediali inadeguati, per esempio uniformando a livello nazionale l’età minima per guardare un film o acquistare un videogioco. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che oggi ha approvato all’unanimità un progetto in materia, già accolto dal Nazionale nel giugno 2021. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per le divergenze.

"Il sistema in vigore è incoerente e lacunoso", ha dichiarato in apertura delle discussioni, a nome della commissione, Matthias Michel (Plr/Zg). L’obiettivo è anche quello di trattare tutti i fornitori allo stesso modo. Da parte sua Elisabeth Baume-Schneider (Ps/Ju) ha sottolineato che la situazione è cambiata radicalmente a causa delle nuove possibilità tecniche offerte da Internet. Molto più spesso rispetto ai miei tempi giovanili, ha spiegato la "senatrice" giurassiana, i bambini e i ragazzi di oggi consumano i contenuti mediatici da soli.

D’accordo sul fondo del problema, ossia proteggere i giovani, gli Stati sono tuttavia contrari a estendere il progetto di legge come deciso invece dal Consiglio nazionale nel giugno scorso. La Camera del popolo vuole infatti regolamentare anche le cosiddette microtransazioni – acquisti opzionali offerti all’interno di un gioco, come l’acquisto di oggetti, costumi, aggiornamenti ecc. – prevedendo la possibilità di limitare tali operazioni da parte dei minori. Si tratta dei cosiddetti acquisti in-app, che sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.

Senza opposizione, il Consiglio degli Stati ha quindi deciso oggi di stralciare tale disposizione introdotta dal Nazionale. Benché tale aspetto della legge sia importante, ha ammesso lo stesso Michel, secondo gli esperti qui ci troviamo nel campo della prevenzione dalla dipendenza dai giochi, non dai contenuti inappropriati. Secondo la maggioranza, e la stessa commissione preparatoria, la questione dovrebbe quindi essere regolamentata in un quadro diverso.

A differenza del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati non vuole nemmeno obbligare legalmente l’ufficio federale competente ad adottare misure per promuovere la competenza e la prevenzione dei media. Con 24 voti a 18 contrari ha adottato una proposta presentata da una minoranza della commissione che chiede di rinunciare a tale requisito.

Michel ha difeso invece questo punto del dossier, sostenendo che non si tratta solo di inserire nella legge divieti e restrizioni, ma di agire anche a livello di informazione ed educazione ai media, al fine di rafforzare la responsabilità individuale. Questo aspetto è particolarmente importante per quanto riguarda il problema della dipendenza da gioco e da Internet, ha sostenuto invano.

A nome della minoranza, Jakob Stark (Udc/Tg) ha ravvisato invece un elemento estraneo al progetto con questo articolo sull’educazione ai media. "Anche fare la cosa giusta nel posto sbagliato è sbagliato", ha spiegato il turgoviese. Inoltre, tale articolo assegnerebbe compiti alla Confederazione senza la necessaria base costituzionale.

Secondo la volontà del Consiglio degli Stati, le organizzazioni responsabili dell’attuazione delle misure di protezione dei giovani non dovrebbero essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, ma solo durante lo sviluppo dei piani di tutela. Il Consiglio nazionale era di parere diverso.

La nuova legge federale in materia ha lo scopo di tutelare i più giovani dai contenuti di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale. In particolare si parla di scene particolarmente sensibili, come quelle di natura violenta o sessuale.

Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta ("on demand") in Svizzera saranno tenuti a indicare l’età minima necessaria e a svolgere controlli in merito. L’obbligo varrà pure per piattaforme quali YouTube e Twitch.

L’obiettivo è anche di uniformare le norme a livello svizzero. Attualmente, in assenza di linee guida federali, la competenza di legiferare spetta infatti ai Cantoni, ma molto è lasciato all’autoregolamentazione del settore. Il panorama legale sul tema è quindi molto frammentario ed eterogeneo.

Per quanto riguarda la regolamentazione, spetterà agli operatori del settore fissare le norme per l’età minima e per il suo controllo. Al Consiglio federale toccherà poi dichiararle vincolanti per tutti. I Cantoni saranno competenti per verificare se le indicazioni dell’età minima sono rispettate. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) eserciterà la vigilanza per quel che concerne gli acquisti online. Chi non dovesse applicare le nuove disposizioni deve aspettarsi multe potenziali fino a 40’000 franchi.

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