il-38-della-popolazione-in-svizzera-ha-un-passato-migratorio
Keystone
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
47 min

Vaud, depositata iniziativa per il trasporto pubblico gratuito

Lanciata la scorsa estate, ha raccolto oltre 17mila firme, contro le 12mila necessarie. Prospettati costi a carico del Cantone per 300-350 milioni
Svizzera
3 ore

Covid, quarantena e telelavoro fino a fine febbraio

Validità dei certificati di vaccinazione e guarigione ridotta a 270 giorni a partire dal 31 gennaio
Svizzera
3 ore

Covid, 25 decessi e più di 38mila contagi

Il tasso di test Pcr che hanno dato esito positivo è del 38,4 per cento
Svizzera
4 ore

Trasporti pubblici, in Svizzera prezzi nella media europea

Studio commissionato dalla Litra ha messo a confronto le tariffe di vari Paesi europei. Sfatato il mito del ‘troppo caro’, e poi la qualità è eccellente
Svizzera
7 ore

È svizzera la 1ª etichetta di responsabilità digitale al mondo

L’obiettivo del marchio, valido per tre anni, è quello di far sentire i clienti sicuri nell’uso della tecnologia digitale fornita dalle aziende.
Svizzera
22 ore

Lacune nel registro di Swisstransplant, Mister dati al lavoro

Possibili violazioni delle norme sulla privacy e dei requisiti di sicurezza. Adrian Lobsiger vuole vederci chiaro dopo le rivelazioni di ‘Kassensturz’
Svizzera
22 ore

Lupo in Svizzera, ‘consentire l’uccisione preventiva’

Anche la competente commissione del Consiglio degli Stati vuole poter regolare i branchi sul modello di quanto già avviene per lo stambecco
Svizzera
1 gior

Cade da un ponte di carico: un ferito a Thusis

L’uomo, un camionista 58enne, stava scaricando una turbina da neve quando ha perso l’equilibrio
Svizzera
1 gior

‘La regola delle 2G? È una restrizione ancora giustificata’

Virginie Masserey fa il punto alla situazione della pandemia in Svizzera. Infezioni ad alto livello ma stabili
Svizzera
1 gior

Coronavirus, in 24 ore 29’142 nuovi casi in Svizzera

Eseguiti 76’619 test. In crescita il numero di persone ospedalizzate (+125) e quello dei decessi (+14)
Svizzera
1 gior

Oltre duecento milioni di pacchi in un anno per la Posta

Più pacchi e meno lettere nel 2021 per il gigante giallo: il trend prosegue. Creati 809 impieghi con la nuova unità logistica
Svizzera
1 gior

Terriccio prende fuoco: principio d’incendio a Ruschein

A domare le fiamme sono stati i residenti del condominio. Polizia cantonale al lavoro per stabilire le cause del rogo
Svizzera
1 gior

Vendite per 13,25 milioni: fatturato record per Caritas

Künzler: ‘Ma la sfida resta quella di alleggerire il più possibile il budget delle persone con difficoltà finanziarie’
Svizzera
1 gior

Tavolino Magico, distribuite 5’182 tonnellate di alimenti

Contro il ‘food waste’, cifre in aumento del 14 per cento rispetto al 2019. Aiutate oltre 21mila persone in difficoltà
30.11.2021 - 10:490
Aggiornamento : 15:21

Il 38% della popolazione in Svizzera ha un passato migratorio

Lo rivela uno studio dell’Ufficio federale di statistica sui residenti da 15 anni o più. La nazionalità italiana e quella tedesca le più rappresentate

In Svizzera l’anno scorso poco meno del 40% della popolazione residente permanente di 15 anni o più, ossia 2’766’000 persone, aveva un passato migratorio. Di queste l’80% è nata all’estero ed è molto più esposta alla disoccupazione della popolazione senza passato migratorio.

Sono queste alcune caratteristiche sociodemografiche presentate oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) sul proprio sito, secondo cui la popolazione con radici all’estero è rimasta pressoché stabile rispetto all’anno precedente: nel 2020 la quota precisa era del 38%, in progressione di 0,3 punti percentuali.

Tra la popolazione con un passato migratorio, i quattro quinti sono venuti al mondo fuori dai confini nazionali e fanno dunque parte di quella che viene definita la prima generazione di stranieri (2’236’000 persone). Il rimanente 20% (530’000) è nato in Svizzera, scrive l’UST in un comunicato.

Dopo quella svizzera (36%), le nazionalità più rappresentate tra la popolazione con un passato migratorio sono quelle italiana e tedesca (entrambe rappresentano il 10%). Sul suo sito l’UST non precisa quanti confederati con passato migratorio siano in possesso di un’altra nazionalità.

Più disoccupati

La statistica dell’UST si interessa pure a indicatori che forniscono informazioni sull’integrazione della popolazione con un passato migratorio, ad esempio nel mercato del lavoro.

Quest’ultima, cumulando i dati di persone di prima, seconda e terza generazione, presenta ad esempio un tasso di disoccupazione che corrisponde a più del doppio rispetto a quello della popolazione con origine più remota su suolo elvetico: 7% contro poco meno del 3%.

Pur costituendo un punto fondamentale delle analisi, lo statuto migratorio non può assolutamente essere considerato l’unico fattore che spiega le differenze rilevate tra questi gruppi, che possono essere ricondotte anche ad altre variabili, come l’età e il livello di formazione, sottolinea l’UST.

Maggiore tasso di povertà

L’indicatore relativo alle retribuzioni si riferisce al 2019. In Svizzera il 16% dei dipendenti svolge un impiego con un “salario basso” (inferiore ai due terzi del salario lordo mediano, secondo la definizione dell’UST). Il tasso è del 13% fra la popolazione senza passato migratorio, il gruppo meno interessato da questo fenomeno. Rispetto a quest’ultimo spaccato della società, la popolazione con passato migratorio presenta un tasso 1,6 vole più elevato (21%). Con un 17% dei dipendenti che svolgono un impiego a salario basso, la seconda generazione e le seguenti presentano un saggio intermedio.

Concerne pure solo il 2019 il dato sul tasso di povertà, ossia la percentuale di persone che “non hanno i mezzi per acquistare i beni e i servizi necessari a una vita sociale integrata”. In Svizzera, complessivamente (per la popolazione di oltre 16 anni) il dato era pari al 9%. Questo tasso era sensibilmente maggiore fra persone con passato migratorio della prima generazione rispetto a persone senza o della seconda generazione (11% contro 7%).

Prudenza sulla criminalità

L’indagine dell’UST sull’integrazione considera complessivamente undici “ambiti della vita sociale” (accanto al mercato del lavoro e alla povertà, ad esempio anche la religione, l’abitazione e la salute), per cui complessivamente sono stati esaminati 68 indicatori. L’ufficio con sede a Neuchâtel fornisce informazioni anche sul controverso tema della criminalità, con mille precauzioni.

L’UST ha considerato il tasso di imputati in base a reati selezionati. I delitti e crimini che rientrano nell’ambito della violenza domestica sono ad esempio stati esclusi. L’indicatore si focalizza inoltre sugli uomini fra i 18 e i 34 anni residenti in modo permanente in Svizzera. Fra età, sesso e criminalità esiste infatti un legame, si legge sul sito. “Essendo il numero dei casi ridotto, questi risultati vanno interpretati con prudenza”.

Negli anni cumulati dal 2015 al 2019, i cittadini dell’Ue e dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) presentano sempre tassi di imputati simili agli svizzeri.

Per quanto riguarda ad esempio le lesioni personali gravi, il tasso più elevato si registra fra gli uomini originari di altri Paesi europei e di altri Paesi del mondo (circa 3‰ per i primi due gruppi contro l’1‰ per gli svizzeri). Nel caso di lesioni personali semplici e rapina, i giovani di sesso maschile facenti parte di questi stessi gruppi di nazionalità presentano ancora una volta tassi più elevati (circa 21‰ e 5‰ contro 8‰ e 2‰ per gli svizzeri). Nel caso dei furti i cittadini degli altri Paesi del mondo si distinguono per il tasso più elevato (41‰ contro 17‰ fra gli svizzeri, vale a dire più del doppio).

Stando alla letteratura scientifica, la nazionalità non è un fattore criminogeno, a meno che una persona non provenga da un Paese in guerra, ricorda l’UST.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved