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28.11.2021 - 16:390
Aggiornamento : 21:04

Sì a Legge Covid e cure infermieristiche. Giustizia, secco No

La modifica della Legge Covid passa con il 62%; 61% e maggioranza dei cantoni per le cure infermieristiche. No al 68,1% per il sorteggio dei giudici

a cura de laRegione

Sì alla Legge Covid e all’iniziativa “per cure infermieristiche forti”, secca bocciatura invece per l’“Iniziativa giustizia” che proponeva la scelta dei giudici federali tramite sorteggio.

La “Modifica della legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di Covid-19 (Legge Covid-19)” (questo il titolo ufficiale del referendum) ha ottenuto il 62% dei Sì. Il risultato più largo per il fronte del Sì, che comprendeva quasi tutti i partiti tranne l’Udc, si è registrato a Basilea Città con il 70,6%, seguito da Zurigo (65,7%) e dal Ticino (65,3%), che fa registrare anche due comuni nella Top Ten dei Sì, ovvero Novazzano e Prato Leventina. A votare per il No solo tre cantoni: Svitto, Appenzello Interno e Appenzello Esterno. La partecipazione è stata altissima, vicina al 65%. L’esito del voto nei singoli cantoni mostra una correlazione fra la quota dei vaccinati e le percentuali di approvazione dell’oggetto.

Il popolo si era già espresso nel giugno 2021 sulla legge Covid-19, nella sua versione risalente al settembre 2020: il testo era stato approvato con il 60,2% di voti (69,2% in Ticino, 57,6% nei Grigioni). Contro le modifiche introdotte nel marzo di quest’anno è stato lanciato un secondo referendum.

Rispetto alla prima votazione il clima sociale è apparso notevolmente più teso. Come in altri paesi europei non sono mancate le manifestazioni contro le restrizioni dettate dalla lotta al coronavirus e contro quella che viene percepita come un’ingerenza da parte dello stato nei diritti fondamentali del cittadino.

Si a cure infermieristiche forti

Il capitale di simpatia accumulato dagli infermieri durante la pandemia è stato oggi favorevole all’iniziativa “Per cure infermieristiche forti”. Il testo è stato infatti approvato con il 61% dei voti. Soltanto Appenzello interno dice “no” con il 52,9% alla normativa.

Tutti gli altri cantoni hanno invece accolto l’iniziativa: si va da un 66,6% a Basilea Città (campione dei sì) a un 51,4% a Svitto (dove l’approvazione è stata più tiepida). Ma anche a Zurigo (61,8%), a Berna (63,9%) o a Ginevra (64,3%) il testo ha ottenuto percentuali ragguardevoli. In Ticino i sì sono stati il 56,1% dei voti, nei Grigioni il 61,7%.

Non si tratta comunque di una sorpresa: i sondaggi della vigilia erano chiari nell’indicare un sì alle urne e sin dall’inizio del pomeriggio le proiezioni dell’istituto demoscopico Gfs.bern, che ha seguito lo scrutinio per conto della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, prevedeva un netto sì.

A nulla sono valsi gli appelli del Consiglio federale e del Parlamento che invitavano la popolazione a bocciare questa modifica costituzionale a favore del controprogetto, approvato nel frattempo a larga maggioranza dalle Camere federali.

Secco No all’iniziativa sulla Giustizia

Non deve essere la dea bendata a scegliere i giudici federali. Questo il verdetto dell’appuntamento odierno con le urne, in cui i cittadini erano chiamati a decidere se designare tramite estrazione a sorte i magistrati, in nome di una maggiore indipendenza. Una proposta che però non ha convinto il popolo, il quale ha preferito lasciare l’elezione nelle mani del Parlamento come avveniva finora.

Che la strada per l’iniziativa “Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)”, questa l’esatta denominazione, fosse tutta in salita lo si era già intuito dal dibattito parlamentare. Sia al Consiglio nazionale (191 no contro 1 sì e 4 astenuti) sia gli Stati (44 no a zero) era in effetti andato in scena un raro cappotto.

Alla fine gli svizzeri hanno bocciato il testo con il 68,1% dei voti, mentre la partecipazione si è attestata al 63,9%. Nonostante la sconfitta chiara, la quota di favorevoli è comunque abbastanza cospicua da immaginare che il dibattito sull’indipendenza della magistratura elvetica continuerà in futuro, con qualche cambiamento che sembra già prospettarsi.

L’iniziativa era però troppo ambiziosa per avere speranze. Lo dimostra il rosso acceso - sinonimo di bocciatura - di cui si è tinta la cartina svizzera man mano che arrivavano i risultati definitivi dei vari Cantoni. Tutti alla fine si sono schierati dalla parte dei contrari, in diversi anche con percentuali superiori al 70%.

I più scettici sono stati Appenzello Interno (77,8%), Vaud (75,1%) e Uri (72,6%). I meno categorici sono invece stati Giura (62,5%), Ticino (63,4%) e Friburgo (63,9%). Nei Grigioni i no sono stati il 66,4% delle schede.

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