Svizzera
Legge sul tabacco, ancora divergenze agli Stati
Non c’è ancora convergenza su punti secondari come l’aggiunta o meno del mentolo alle sigarette e l’estensione dell’uso della sigaretta elettronica
(Ti-Press)
16 settembre 2021
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Dopo il secondo passaggio oggi al Consiglio nazionale, rimangono ancora divergenze in merito alla revisione della legge sul tabacco volta a ridurre i rischi indotti dal consumo di tale sostanza. I punti principali della nuova legislazione - come le restrizioni sulla pubblicità e alla sponsorizzazione - sono già stati approvati nelle scorse sedute.

Una delle divergenze rimaste concerne i prodotti del tabacco destinati a essere fumati, che non dovranno contenere ingredienti che aumentino il rischio di dipendenza o facilitino l’inalazione. Tale disposizione, diretta contro le sigarette al mentolo, è stata mantenuta con 96 voti contro 86 e 5 astenuti.

L’UDC e il PLR avrebbero voluto stralciare quest’emendamento: non è scientificamente provato che il mentolo crei dipendenza, un suo divieto danneggerebbe invece l’economia e costerebbe posti di lavoro, ha affermato Therese Schläpfer (UDC/ZH).

Con 114 voti contro 74 e una astensione, la Camera ha poi nuovamente deciso che spetta al Consiglio federale stabilire quali siano gli ingredienti vietati. Se questi vengono precisati in un allegato alla legge, come chiesto dalla minoranza e dal Consiglio degli Stati, non sarà possibile controllare né fermare l’immissione di nuove sostanze sul mercato, ha sostenuto il relatore commissionale Benjamin Roduit (Centro/VS) ricordando come per una modifica legislativa occorrano circa 3 anni mentre per una revisione d’ordinanza bastino meno di 12 mesi.

Un’altra divergenza riguarda la possibilità, auspicata dal Nazionale, di autorizzare l’uso della sigaretta elettronica in determinate aree di negozi specializzati. La Camera del popolo ha invece rinunciato a estendere questa autorizzazione al settore alberghiero e della ristorazione.

Con 101 voti contro 87, la Camera si è invece allineata al Nazionale per quel che concerne la distribuzione gratuita che va vietata non solo per prodotti del tabacco destinati a essere fumati ma anche per le sigarette elettroniche. Queste ultime rappresentano “il cavallo di troia dell’industria del tabacco”, ha sostenuto Léonore Porchet (Verdi/VD) citando uno studio realizzato nelle scuole zurighesi tra il 2013 e il 2016.

Al pari degli Stati, il Nazionale ha deciso che i Cantoni devono avere la possibilità di emanare prescrizioni più rigorose in materia di pubblicità, promozione e sponsorizzazione. La Camera del popolo si è allineata a quella dei Cantoni anche per quel che concerne le avvertenze da riportare sui i prodotti a base di nicotina per uso orale.

La modifica legislativa in discussione è stata pensata per poter ratificare la Convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità per la lotta al tabagismo, entrata in vigore nel 2005. La revisione risponde anche alle richieste incluse in un’iniziativa popolare che intende vietare la pubblicità del tabacco depositata nel 2019.

In futuro, in linea di massima la pubblicità sulla stampa e su internet non sarà vietata. Il divieto si applicherà solo alla stampa e ai portali destinati ai minori. Proibita anche la pubblicità nei cinema e negli spazi pubblici, compresi trasporti pubblici e impianti sportivi, nonché quella su manifesti visibili dal suolo pubblico.

Circa la sponsorizzazione di prodotti contenenti tabacco, quest’ultima sarà vietata per gli eventi a carattere internazionale o se rivolti a un pubblico di minorenni.

Tutte queste disposizioni, già adottate dalle Camere, non permetteranno però di ratificare la convenzione. La portata della legge è infatti limitata, ha detto il consigliere federale Alain Berset.

“Per esempio - ha proseguito il ministro della sanità - già oggi non c’è pubblicità dei prodotti del tabacco nei media rivolti ai minori. Questa è una misura abbastanza inefficace, quindi non c’è estensione e miglioramento da questo punto di vista". Per quanto riguarda il divieto di pubblicità tramite affissi introdotto nel progetto, questo esiste già in 17 cantoni. "Non avrà quindi conseguenze significative”. E per quanto riguarda la réclame nei cinema: oggi c’è già poca o nessuna pubblicità per il tabacco, ha sottolineato Berset.