la-pioggia-dona-respiro-alle-foreste-del-giura
Addio, almeno temporaneamente, alla siccità (Keystone)
Svizzera
29.07.2021 - 11:170
Aggiornamento : 14:14

La pioggia dona respiro alle foreste del Giura

A beneficiare dei forti rovesci sono state in particolare le faggete, minacciate a causa dei sempre più frequenti periodi di siccità.

Le forti piogge delle ultime settimane hanno portato un po' di sollievo alle foreste del Giura, in particolare le faggete, minacciate a causa dei sempre più frequenti periodi di siccità. Due anni fa, il Cantone manifestava allarme per il deperimento del faggio e considerava addirittura la situazione come una “catastrofe forestale” ai sensi del diritto federale. I danni ai boschi, in particolare nell'Ajoie, regione settentrionale del Giura, erano legati all'eccezionale siccità del 2018.

Attualmente la situazione è molto migliore. “Siamo piuttosto contenti per questa meteorologia, che offre una tregua benvenuta”, dice Mélanie Oriet, responsabile del settore foreste e pericoli naturali all'Ufficio dell'ambiente del Canton Giura. “Gli alberi, e in particolare i loro sistemi radicali, possono recuperare”.

Le piante non hanno bisogno di attingere alle loro riserve. Possono al contrario crearne un po' e disporranno anche di un certo margine se dovessero verificarsi nuovi periodi di siccità.

Il maltempo frena bostrico abete rosso

Anche un'altra minaccia per le foreste giurassiane sembra essere almeno temporaneamente arginata, quella legata alle proliferazioni del bostrico dell'abete rosso. Un tempo fresco e umido ha un impatto negativo su questi coleotteri: “Volano meno e si riproducono meno, con l'effetto che ci sono meno focolai recenti", spiega Oriet.

La meteorologia secca e calda dell'estate 2018 a basse quote in Svizzera aveva permesso all'Ips typographus (così lo battezzò Linneo), detto anche bostrico tipografo, di avere tre generazioni, invece delle consuete due, come avevano rilevato i ricercatori dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (Wsl).

L'insetto attacca e si riproduce nel legno – pressoché esclusivamente di abete rosso – malato o già morto, ad esempio alberi caduti, ceppi o tronchi tagliati. “Gli alberi sani, con la resina, in genere si difendono dal coleottero", aveva spiegato Beat Wermelinger, del Wsl. La siccità però indebolisce le piante e riduce le loro capacità di protezione.

© Regiopress, All rights reserved