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08.06.2021 - 11:44
Ats, a cura de laRegione

Posta, fatturato sospinto dal boom dei pacchi con la pandemia

Il giro di affari del Gigante Giallo è cresciuto del 3%. Cala però del 4,5%, a causa del telelavoro, il numero di invii di lettere, giornali e riviste.

La pandemia di coronavirus e il boom dei pacchetti ha avuto un impatto sui risultati della Posta svizzera: il giro d'affari complessivo del mercato postale elvetico è aumentato del 3% a 4,2 miliardi di franchi. Si tratta di una crescita che non era più stata osservata da anni. Tuttavia l'obbligo del telelavoro ha provocato una diminuzione (-4,5%) degli invii di lettere, giornali e riviste, con un conseguente calo del fatturato a 3,1 miliardi. È quanto emerge dal rapporto annuale 2020 pubblicato oggi dalla Commissione federale delle poste (Postcom).

Tali risultati rafforzano una tendenza già rilevata negli ultimi anni, ovvero un cambiamento del comportamento degli utenti in relazione alla digitalizzazione. Durante l'anno in rassegna la quota di mercato delle lettere rispetto al giro d'affari complessivo è stata del 37%, raggiungendo così il suo livello più basso. Cinque anni or sono, tale quota superava ancora la soglia del 50%.

Dal canto suo, il fatturato del servizio universale è aumentato del 2,8% a 3,3 miliardi di franchi. Il giro d'affari della Posta e degli operatori privati, generato dai pacchetti, è salito addirittura del 32,5%, a 1,48 miliardi. A titolo di paragone, il fatturato delle sole lettere è sceso del 13,8%, precisa ancora Postcom.

Impatto della pandemia

La pandemia di coronavirus ha costretto la Posta a trattare un volume record di pacchi. Il semplice rafforzamento degli effettivi non è bastato, poiché i compiti affidati ai collaboratori erano ostacolati dalle diverse misure di protezione sanitaria. Numerosi processi postali sono stati fortemente limitati o adattati alle circostanze.

La Posta è stata autorizzata dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e della comunicazione (DATEC) a derogare alle disposizioni che disciplinano il servizio universale durante la situazione straordinaria. Ha dovuto fornire prestazioni secondo il principio del "massimo sforzo".

PostCom riconosce peraltro che diversi mesi sono stati contraddistinti da "eventi di forza maggiore" concernenti gli invii di pacchi e lettere. In questo contesto, il 98% delle lettere per posta A e il 99,2% di quelle per posta B sono giunte a tempo presso il loro destinatario, superando l'obiettivo prefissato del 97%. La Posta ha pure fatto meglio della soglia del 95% per quanto riguarda i pacchi, raggiungendo quota 95,4% per gli invii "Priority" e 95,5% per quelli "Economy".

Syndicom chiede maggiore regolamentazione

La reazione dei sindacati non si è fatta attendere. Secondo Syndicom, i dipendenti della Posta risentono dell'aumento del volume dei pacchi inviati e ne pagano il prezzo con molte ore supplementari e salari più bassi. Per questo Syndicom chiede una maggiore regolamentazione e controllo nel mercato postale.

Concretamente il sindacato dei media e della comunicazione, si aspetta da PostCom un miglioramento delle condizioni di lavoro in vigore nel settore durante la prossima verifica. Syndicom constata inoltre che, nonostante i criteri di accessibilità in vigore, il servizio offerto alla popolazione da anni continua a diminuire.

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