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12.03.2021 - 14:31
Aggiornamento: 18:50

Ok con riserva a terrazze dei ristoranti e manifestazioni

Se la situazione lo permetterà, dal 22 marzo via libera alle terrazze dei ristoranti e agli eventi sportivi e culturali con limiti di pubblico.

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(Keystone)

Terrazze dei ristoranti aperte dal 22 di marzo, a patto che la situazione epidemiologica lo permetta. E ancora via libera alle le manifestazioni in presenza di pubblico con 150 persone se all'aperto, 50 al chiuso, agli incontri privati in casa con 10 persone e le attività sportive e culturali in gruppo. Spazio anche ad altre manifestazioni con non più di 15 persone, quali le visite guidate nei musei, le riunioni dei membri di associazioni o altri eventi nel settore ricreativo e del tempo libero.

Queste le misure poste oggi in consultazione dal Consiglio federale, che propone inoltre la riapertura integrale dei giardini zoologici e botanici, con l'obbligo di indossare la mascherina e mantenere la distanza necessaria nei locali al chiuso. Gli spazi interni degli impianti wellness e delle piscine pubbliche dovranno invece restare ancora chiusi. Ulteriori allentamenti anche per la pratica sportiva amatoriale e ritorno all'insegnamento in presenza, fino a 15 persone, per scuole universitarie e formazione professionale continua. Sempre riguardo l'istruzione, nei limiti del possibile, nel 2021 gli esami di maturità e gli esami finali di tirocinio si svolgeranno regolarmente, nonostante la pandemia.

Confermata l'assunzione dei costi da parte della Confederazione per i test rapidi effettuati nelle strutture riconosciute, anche delle persone che non presentano sintomi.

Resta al momento in vigore l'obbligo del telelavoro.

Prosegue la strategia del rischio calcolato

Berset: «Una terza ondata sarà meno forte se saremo cauti nei nostri comportamenti individuali. La situazione attuale è fragile in Svizzera e nei Paesi vicini, il momento non è ottimale per le riapertura, ma dato che la strategia è evoluta da inizio anno, riteniamo che con le dovute cautele, quindi distanziamento, uso della mascherina e igiene delle mani, è possibile prevedere degli allentamenti. Non ci sono automatismi, occorre valutare in maniera realistica. Vorremmo non perdere il controllo della situazione perchè altrimenti sarebbero necessarie misure drastiche: più l'epidemia aumenta e più tempo servirà per tornare alla normalità. Ripetiamo che le decisioni non sono definitive ma saranno discussi con i cantoni»

Berset ha inoltre sottolineato come per la prima volta la strategia preveda delle riaperture anche in un momento in cui i numeri sembrano aumentare, rispetto alla prima ondata in cui si chiudeva all'aumentare delle cifre dei contagi: ciò è possibile perchè la situazione è sotto controllo e la campagna vaccinale sta progredendo, per cui è possibile assumere una strategia fondata su un rischio calcolato. Al riguardo Parmelin, sollecitato dalle domande dei giornalisti in sala, ha precisato che gli indicatori presi in considerazione dal Consiglio federale per le riaperture (ad esempio il tasso di riproduzione e di positività o l'incidenza dei casi) non sono vincolanti nè cumulativi, ma sono semplicemente degli strumenti in mano al governo per valutare al meglio le misure da mettere in atto. 

Produrre il vaccino in Svizzera non garantiva priorità

Riguardo la mancata produzione del vaccino in Svizzera negli stabilimenti di Lonza, Berset ha dichiarato: «siamo in stretti contatti con la Lonza che si occupa di parte della produzione del vaccino di Moderna. Ciò è positivo, sottolinea Berset, ma è emerso dai colloqui che la produzione resta in mano al 100% di Moderna, con cui è stato sottoscritto l'accordo di fornitura, per cui investire su un'azienda non avrebbe fornito comunque un accesso privilegiato alle dosi di vaccino prodotte in Svizzera, perchè non è possibile negoziare con i subappaltatori come Lonza. Ci sono state discussioni con la Lonza sugli investimenti necessari per la produzione ma ciò non aveva niente a che fare con l'acquisto dei vaccini: Moderna è comunque il proprietario della catena produttiva, il maggior sostegno alla popolazione è stato garantirci l'accesso ai vaccini, riservando e acquistando le dosi»

Riapertura delle terrazze dei bar ristoranti

La riapertura delle terrazze di bar e ristoranti proposta dal Consiglio federale dovrà essere accompagnata da regole quali l’obbligo di consumare stando seduti e d’indossare la mascherina finché non arrivano le consumazioni, la limitazione a quattro ospiti al massimo per tavolo, l’obbligo di registrare i dati di contatto di tutti gli avventori e l’obbligo di mantenere una distanza di 1,5 metri fra i tavoli o di installare tra loro pareti divisorie. Le discoteche e i locali da ballo resteranno invece ancora chiusi. Il sostegno finanziario alle strutture della ristorazione continua a essere garantito a prescindere da un’eventuale apertura delle terrazze.

Incontri privati in casa con 10 persone

Per gli incontri privati tra familiari e amici in locali al chiuso, il Consiglio federale propone di innalzare il numero massimo di partecipanti dagli attuali 5 a 10, ma con la raccomandazione di limitare gli incontri ai membri di poche economie domestiche. Per gli incontri privati all’aperto continuerà a vigere l’attuale limitazione a 15 persone.

Sport e cultura: attività per adulti consentite con fino a 15 persone

In vista anche allentamenti per le attività sportive e culturali anche per gli adulti nel settore amatoriale, per le singole persone e per i gruppi con fino a 15 persone. Per il loro svolgimento all’aperto occorrerà indossare la mascherina o mantenere la distanza necessaria di 1,5 metri, mentre al chiuso sarà generalmente obbligatorio sia portare la mascherina che rispettare il distanziamento. Sono tuttavia previste deroghe per attività che non possono essere praticate indossando la mascherina, ad esempio gli allenamenti della resistenza in palestra o il canto in coro. Prima di svolgere queste attività sarà perciò raccomandato di sottoporsi a un test. Continuerà a non essere permesso praticare al chiuso sport con contatto fisico; questi sport possono invece essere praticati all’aria aperta se viene indossata la mascherina. Saranno inoltre vietate le competizioni di qualsiasi disciplina sportiva e resterà di attualità la raccomandazione di prediligere attività sportive e culturali che possono essere svolte all’aperto.

Insegnamento presenziale nelle scuole universitarie e nei corsi di formazione continua

Il Consiglio federale propone di consentire nuovamente l’insegnamento presenziale anche al di fuori della scuola dell’obbligo se non vi prenderanno parte più di 15 persone. Dovrà inoltre essere prevista una limitazione a un terzo al massimo della capienza dei locali d’insegnamento e dovranno essere rispettati l’obbligo della mascherina e del distanziamento.

Allentati l’obbligo della mascherina nelle case per anziani e le quarantene nelle imprese

Per i residenti delle case per anziani e di cura che si sono fatti vaccinare è prevista la revoca dell’obbligo della mascherina. I dipendenti delle imprese che fanno testare almeno una volta alla settimana l’80 per cento del proprio organico presente in sede e le persone vaccinate non dovranno più mettersi in quarantena se hanno avuto un contatto stretto con una persona risultata positiva al test.

Confermata la strategia di test dopo la consultazione

Dopo aver consultato i Cantoni, il Consiglio federale ha deciso in via definitiva di attuare senza sostanziali modifiche l’estensione della strategia di test. Rafforzare la prevenzione e il rilevamento tempestivo dei focolai locali può essere di supporto alla riapertura graduale della vita sociale ed economica. Dal 15 marzo la Confederazione assumerà i costi dei test rapidi effettuati nelle strutture riconosciute, anche delle persone che non presentano sintomi. Non appena saranno disponibili test fai da te affidabili, ogni persona potrà ritirarne cinque al mese. Alle imprese e alle scuole sarà inoltre consentito effettuare test di gruppo.

Interoperabilità con l’app di segnalazione della Germania

Il Consiglio federale ha infine approvato la modifica dell’ordinanza sul sistema di tracciamento della prossimità e l’accordo con l’istituto tedesco Robert Koch. Con la modifica sono create le basi legali necessarie per garantire l’interoperabilità tra l’app SwissCovid e l’app di segnalazione tedesca (Corona-Warn-App). Attualmente i frontalieri devono installare sul loro telefono cellulare entrambe le app e attivarne l’una o l’altra, a seconda che si trovino in Svizzera o in Germania. Non è tecnicamente possibile attivarle entrambe. Non appena le due app saranno interoperabili, non sarà più necessario installarle entrambe. Gli utenti dell’app svizzera saranno informati se sono entrati in contatto con una persona risultata positiva al test che utilizza l’app di segnalazione tedesca.

 

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