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23.06.2021 - 14:00
Aggiornamento: 16:49

Addio da sabato a mascherine all'aperto e obbligo di telelavoro

Il Consiglio federale si spinge oltre le misure poste in consultazione e allenta ulteriormente le restrizioni. Regole meno strette anche per viaggi ed eventi

Ats, a cura de laRegione
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(Keystone)

Fine del telelavoro e dell'obbligo della mascherina all'aperto, soppressioni dei limiti al numero di persone sedute allo stesso tavolo nei ristoranti e grandi manifestazioni senza limiti per chi dispone del certificato Covid. Sono le principali novità, adottate oggi dal Consiglio federale, che entreranno in vigore questo sabato.

L'allentamento si giustifica con il numero di nuovi casi di coronavirus e le ospedalizzazioni che continuano a calare in modo sensibile. Le fasi di riapertura del 19 aprile e del 31 maggio non hanno quindi avuto conseguenze negative sulla situazione epidemiologica.

"È un dato molto importante", ha detto il consigliere federale Alain Berset in conferenza stampa. Entro la fine di giugno circa la metà della popolazione adulta sarà inoltre completamente vaccinata.

Tutti questi elementi hanno permesso al Consiglio federale di decidere per un allentamento maggiore di quello previsto in sede di consultazione, tanto che all'aperto non ci saranno quasi più restrizioni, ha spiegato Berset. All'interno bisognerà invece continuare a indossare la mascherina perché i rischi sono più elevati. Si tratta di evitare "brutte sorprese", ha detto il ministro della sanità.

Rimangono invece i limiti agli assembramenti privati: 30 persone al chiuso o 50 all'aperto. "Si tratta di eventi veramente privati, nel giardino di casa o all'interno del proprio appartamento, non riguardano ad esempio le feste di matrimonio", ha precisato Berset.

Sono stati conservati per mantenere una certa coerenza con l'intero sistema. Abolendo tali limiti non si potrebbe ad esempio più giustificare l'obbligo di mascherina all'interno dei ristoranti. Insomma, per il consigliere federale "bisogna essere coraggiosi ma non temerari".

Le misure adottate oggi, ha precisato il ministro della sanità, resteranno in vigore fino a metà agosto quando l'esecutivo farà nuovamente il punto della situazione. A quel momento si potrebbe passare dalla fase di "stabilizzazione" a quella di "normalizzazione".

Mascherina solo al chiuso

Uno dei passi più significativi in vista di un progressivo ritorno alla normalità è dunque la fine dell'obbligo di portare una mascherina nelle aree esterne delle strutture accessibili al pubblico e delle strutture per il tempo libero, come pure sulle terrazze dei ristoranti.

Nei trasporti pubblici sono considerate esterne tutte le aree con grandi aperture su almeno due lati. Sono invece considerati luoghi chiusi gli impianti ferroviari sotto terra, come la stazione sotterranea di Zurigo. Qui, come in tutti gli altri luoghi dove la distanza non può essere mantenuta, l'obbligo di indossare la maschera protettiva rimane.

Non ci sarà invece più l'obbligo federale di indossarla nelle scuole post-obbligatorie (livello secondario II), ha proseguito Berset. Le regole per licei, scuole specializzate e professionali torneranno a essere di competenza dei cantoni. La limitazione del numero di persone ammesse ai corsi presenziali nella formazione professionale superiore, nella formazione continua e nelle scuole universitarie è anche revocata, senza l'obbligo di sottoporsi regolarmente a un test.

Fine del telelavoro

L'obbligo generale della mascherina sarà tolto anche sul posto di lavoro. Saranno i datori di lavoro, responsabili della protezione dei loro dipendenti, a decidere dove e quando sarà necessario indossarla.

Anche l'obbligo del telelavoro viene revocato e sostituito da una raccomandazione. Il datore di lavoro non sarà inoltre più obbligato a sottoporre i suoi impiegati a test regolari. Parlando dell'home-office, Berset ha spiegato che questa misura è stata molto importante nella lotta al coronavirus.

Da parte loro, i negozi, le strutture per il tempo libero e gli impianti sportivi potranno sfruttare appieno le proprie capienze. Via libera anche alla riapertura dei parchi acquatici. La capienza alle manifestazioni alle quali non è richiesto un certificato Covid saranno invece limitate ai due terzi.

"Sì" alle grandi tavolate

Nei ristoranti viene revocata la limitazione del numero di persone per tavolo, sia all'esterno che all'interno. Al chiuso resta in vigore l'obbligo di consumare stando seduti e tra i gruppi di clienti deve essere rispettata la distanza di sicurezza.

I dati di contatto continuano a essere registrati, ma bastano quelli di una persona per gruppo. Resta obbligatorio anche indossare la mascherina per gli spostamenti.

All'esterno si potrà nuovamente consumare stando in piedi e non sarà necessario fornire i dati di contatto. L'unico limite che rimane concerne la distanza tra i tavoli, ha precisato Berset.

"Saturday night fever"

Questo week-end tornerà infine anche la "febbre del sabato sera": potranno infatti finalmente riaprire anche le discoteche e le sale da ballo.

Il Consiglio federale ha però posto una condizione, ha spiegato il ministro della sanità: per accedervi si dovrà essere possesso di un certificato Covid valido. Non sarà obbligatorio indossare la mascherina. L'esecutivo ha invece rinunciato a introdurre una capienza massima a 250 persone proposta in consultazione.

Grandi manifestazioni senza limiti (col certificato)

Un altro grande allentamento concerne le grandi manifestazioni: per quelle con accesso limitato alle persone in possesso di un certificato Covid sono revocate tutte le restrizioni. Sono dunque di nuovo consentiti gli eventi con più di 10'000 persone. La capienza può essere sfruttata appieno, ma le manifestazioni con più di 1000 persone dovranno essere autorizzate dai cantoni, ha detto Berset.

Per gli organizzatori di manifestazioni che non vogliono o possono richiedere il certificato Covid rimarranno dei limiti. Se il pubblico è seduto saranno consentiti 1000 spettatori. Se invece i presenti si muovono saranno autorizzati al massimo 250 partecipanti al chiuso e di 500 all'aperto.

Nei due casi la capienza verrà limitata ai due terzi. Questi limiti varranno sia al chiuso (con obbligo di mascherina) che all'aperto. Le manifestazioni di ballo resteranno vietate. Per le consumazioni vigeranno regole specifiche secondo la situazione.

Sport e cultura senza mascherina

L'esercizio di un'attività sportiva o culturale all'aperto non è più soggetto ad alcuna restrizione. Al chiuso devono invece essere registrati i dati di contatto. L'obbligo della mascherina e quello di mantenere la distanza e le limitazioni della capienza sono revocati.

Viene infine revocato anche il divieto di svolgere fiere con meno di 1000 persone al chiuso. Non sono nemmeno più previste prescrizioni sulla capienza. Alle fiere che non richiedono il certificato Covid vigerà però l'obbligo della mascherina al chiuso e la consumazione è ammessa soltanto in settori ben limitati.

Viaggi, agevolato ingresso in Svizzera soprattutto per vaccinati

Da sabato 26 giugno sarà revocato l'obbligo di quarantena per chi arriva dall'Area Schengen. La validità del vaccino passa da 6 a 12 mesi.

Sempre a partire da sabato, dovranno sottoporsi al test - PCR oppure antigenico rapido - soltanto le persone non vaccinate o non guarite che giungono in Svizzera per via aerea. Per chi viaggia in aereo, inoltre, continueranno a essere registrati i dati di contatto.

La Confederazione ha anche allentato le restrizioni all'entrata ancora vigenti per i cittadini di Stati terzi - quali gli USA, l'Albania o la Serbia - che possono provare di essere vaccinati. Il pertinente elenco dei Paesi della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è stato adeguato, indica un comunicato governativo odierno.

I vaccini riconosciuti in Svizzera sono quelli omologati dall'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic oppure dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA).

Varianti del virus dall'estero

Per quanto riguarda invece la lista dei Paesi a rischio, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha deciso di ridurre ai minimi termini l'elenco, inserendo soltanto gli Stati o le regioni in cui circolano varianti del virus preoccupanti, come l'India o il Regno Unito con la variante delta. Tuttavia, fino a quando ci sarà la sicurezza che il vaccino (ad esempio quelli a mRNA approvati in Svizzera) offra una buona protezione, le persone vaccinate o guarite in provenienza da una di queste aree non sottostanno all'obbligo di test e di quarantena.

Chi invece non è né vaccinato né guarito, deve presentare un test PCR o un test rapido antigenico negativo e mettersi in quarantena dopo l'arrivo in Svizzera.

"I vaccini approvati in Svizzera proteggono bene contro la variante delta, ma bisogna sorvegliare la situazione", ha detto in conferenza stampa il consigliere federale Alain Berset, aggiungendo che ora c'è una sorta di gara tra la campagna di vaccinazione che procede a buon ritmo e la variante delta che sembra essere più contagiosa rispetto a quelle conosciute fino ad ora.

Vaccino: niente quarantena per un anno

Il Governo oggi ha esteso da sei a dodici mesi la durata di protezione dei vaccini a mRNA omologati in Svizzera. Le persone completamente vaccinate sono quindi esentate per un intero anno dall'obbligo di quarantena dei contatti e per chi viaggia.

Chi è invece guarito dal virus sarà esentato per sei mesi dall'obbligo di quarantena, in conformità alle prescrizioni dell'UE per il certificato Covid. È stata inoltre estesa da 24 a 48 ore la validità dei test rapidi antigenici.

Certificato Covid

Oggi il Consiglio federale ha inoltre recepito due ordinanze dell'UE sul certificato Covid digitale che si inseriscono nello sviluppo dell'acquis di Schengen.

Il processo di riconoscimento del certificato svizzero da parte dell'UE è stato avviato, spiega il comunicato, secondo il quale dal primo di luglio - per una fase transitoria di sei settimane - saranno verosimilmente ammessi anche altri certificati nell'area UE/AELS. L'Esecutivo consiglia pertanto di informarsi sulle regole d'entrata prima di partire per un viaggio.

Berset ha poi tenuto a consigliare alla popolazione, durante i viaggi all'estero, di avere non solo il certificato digitale sull'applicazione del telefonino, ma anche il "pezzo di carta" che attesta l'avvenuta vaccinazione. "Il certificato elvetico dovrebbe essere riconosciuto abbastanza presto, ma non sarà il caso per il primo luglio", ha poi ammesso il "ministro" della sanità, augurandosi che ciò avvenga entro metà luglio.

 

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