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08.12.2020 - 08:05
Aggiornamento: 09:10
Ats, a cura de laRegione

Disoccupazione, lieve aumento in Svizzera. Più marcato in Ticino

L'aggiornamento della Seco riferito al mese di novembre fissa i disoccupati nel nostro cantone al 3,6%, lo 0,3% in più rispetto a ottobre

Aumenta la disoccupazione in Svizzera: nel mese di novembre il tasso si è attestato al 3,3%, in lieve progressione rispetto al 3,2% di ottobre. Il numero dei senza lavoro torna a salire sopra la soglia psicologica dei 150'000. Ticino e Grigioni figurano fra i cantoni con gli incrementi più forti.

Su base annua a livello nazionale l'aumento del tasso è stato di 1,0 punti, emerge dai dati pubblicati oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco). Si torna quindi ai livelli di agosto, dopo il lieve calo di settembre e ottobre; l'apice dell'anno era stato osservato in maggio, con il 3,4%.

Il dato registrato nel mese in rassegna è in linea con le attese degli analisti, che scommettevano su valori di 3,3-3,4%. Al netto degli effetti stagionali la disoccupazione è rimasta stabile al 3,4%: gli specialisti si aspettavano pure 3,3%-3,4%.

Alla fine di novembre erano 153'270 le persone iscritte presso gli uffici regionali di collocamento (URC), 4152 in più di 30 giorni prima. Sull'arco dei dodici mesi si regista una crescita assai più netta, pari a +46'940 unità: concretamente in fila davanti agli sportelli vi era il 44% di persone in più.

In Ticino nell'undicesimo mese dell'anno il tasso si è attestato al 3,6% (+0,3 rispetto a ottobre e +0,6 in confronto a novembre 2019), nei Grigioni al 2,1% (+0,3 e +0,7%).

I cantoni romandi rimangono i più colpiti dalla disoccupazione. Con un tasso del 5,4% il primato negativo spetta al Giura, seguito da Ginevra (5,3%), Neuchâtel (4,8%), Vaud (4,6%) e Basilea Città (4,0%). Con un tasso dello 0,8% Appenzello interno è invece il cantone con meno disoccupati. Il motore economico della nazione, Zurigo, è al 3,3%.

In Ticino quasi mille disoccupati in più rispetto all'anno scorso

Il Ticino è al nono posto fra i più toccati dal problema, mentre i Grigioni sono al sesto rango nella graduatoria dei meno colpiti. In termini assoluti, da Airolo a Chiasso si contano 6133 disoccupati (+413 mensile, +964 annuo), mentre nelle valli retiche la cifra è di 2286 (+259 e +713).

Tornando all'ambito nazionale, dai dati pubblicati dalla Seco emerge anche che il numero di giovani (15-24 anni) disoccupati è diminuito di 72 unità rispetto a ottobre a un totale di 17'490, cioè 5530 persone in più (+46%) che un anno prima. Il tasso per questa fascia di età si è attestato al 3,3%, stabile su base mensile e in progressione di 1,0 punti su base annua. I lavoratori ultra 50enni sono al 3,1% (+0,1 mensile, +1,1 annuo). I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 26'902, il 106% in più (+13'868) di dodici mesi prima: 720 giovani, 14'677 25-49enni e 11'456 ultra 50enni.

Differenze tra nazionalità

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro del 2,4% (nessuna variazione mensile, +0,8 annuo), gli stranieri del 5,8% (+0,3 e +1,8). Per paese di provenienza, i tassi sono più elevati per i bulgari (13,2%), gli africani (10,9%) - che la Seco considera nel loro insieme - i rumeni (10,0%), i polacchi (8,5%), i kosovari (8,3%) e gli ungheresi (8,3%). L'Ue è al 5,2%. Riguardo ai principali paesi confinanti, la Francia è al 6,4%, l'Italia al 5,3% e la Germania al 3,7%.

I dati diffusi dalla Seco si basano sulle persone effettivamente iscritte agli URC. La definizione è quindi diversa da quella dei disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi e che rende nota la sua stima trimestralmente: l'ultima disponibile - pubblicata a metà novembre - dà la disoccupazione in Svizzera nel terzo trimestre al 5,3%. Lo scarto fra i due dati - quello della Seco e quello ILO - suscita spesso acceso dibattito.

Le quote di senza lavoro registrate dalla Seco sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004. Va anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell'assistenza.

Complessivamente, afferma ancora la Seco, le persone in cerca d'impiego registrate nel mese scorso erano 251’139, il 4% in più rispetto a ottobre e il 38% in più di novembre 2019. Tale cifra comprende, oltre ai disoccupati iscritti, le persone che frequentano corsi di riconversione o di perfezionamento, che seguono programmi occupazionali o che conseguono un guadagno intermedio. Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli uffici di collocamento è pari 28’861 (-1810 rispetto a ottobre e -3307 su base annua).

I funzionari di Berna hanno pubblicato anche i dati relativi al lavoro ridotto, che in settembre (ultimo dato disponibile) ha colpito 204'191 persone, ovvero 100'209 in meno (-33%) rispetto al mese precedente. Il numero delle aziende interessate è diminuito di 14’595 unità (-42%) portandosi a 20’190. Il numero delle ore di lavoro perse è calato di 4,2 milioni (-27%), per un totale di 11,9 milioni di ore.

Nel corrispondente periodo dell'anno precedente (settembre 2019) erano state registrate 105'763 ore perse, ripartite su 2090 persone in 111 aziende: dai dati emerge con forza l'impatto della pandemia di coronavirus. Sempre in settembre 1737 persone hanno esaurito il diritto alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione.

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