06.11.2020 - 10:13
Aggiornamento: 10:59

Berna critica Berna: ‘Aiuti alle imprese insufficienti’

Per il ministro cantonale dell'economia Ammann i 200 milioni promessi dal Consiglio federale non potranno bastare

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"Non ci siamo"

Per il ministro cantonale bernese dell'economia, Christoph Ammann (Ps), i 200 milioni (al massimo) che il Consiglio federale intende mettere a disposizione per sostenere le imprese in gravi difficoltà proprio non bastano. Al governo Ammann rimprovera anche di non aver proclamato la situazione straordinaria ai sensi della legge sulle epidemie.

Nelle attuali circostanze, solo il Consiglio federale può agire con la necessaria rapidità ed efficacia, sostiene il responsabile del Dipartimento cantonale dell'economia, dell'energia e dell'ambiente in un'intervista pubblicata oggi dalla Berner Zeitung.

Nel regime attuale, che vede ogni Cantone operare per conto proprio, in diversi settori vi è il rischio di distorsioni della concorrenza. Per Ammann ciò mette in pericolo la coesione nazionale.

Solidarietà tra ospedali

Il socialista deplora il fatto che in alcuni Cantoni gli ospedali stiano ancora effettuando operazioni non urgenti, mentre in altri i nosocomi sono sovraccarichi. La situazione straordinaria permetterebbe di porre fine a queste circostanze, già criticate con tono inusuale mercoledì dal consigliere federale Alain Berset (Ps), responsabile della sanità.

Imprese bistrattate

Fondandosi sulla Legge Covid-19, adottata alla fine di settembre dalle Camere, il Consiglio federale mercoledì ha posto in consultazione un'ordinanza sui casi di rigore, ossia imprese di settori particolarmente colpiti dalla crisi. È disposto a mettere sul tavolo un massimo di 200 milioni di franchi, a patto che i Cantoni a loro volta ne liberino altrettanti. Per Ammann, questa soluzione è assolutamente insufficiente. Nel canton Berna permetterebbe di coprire i costi fissi per un solo mese, afferma. È inoltre uno strumento troppo lento. Le aziende avrebbero bisogno del denaro ancora quest'anno, sottolinea Ammann.

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