Freestyle

Mathilde Gremaud ‘tradita’ alla vigilia dei Giochi

Misra Noto ci ripensa: non farà parte dell'entourage della friborghese, campionessa olimpica uscente nello slopestyle. ‘Per me capitolo chiuso’

‘Nel mio modo di sciare non cambia nulla’
(Keystone)
5 febbraio 2026
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La vittoria nel Big Air degli ultimi X Games ad Aspen hanno permesso a Mathilde Gremaud di sbarcare a Livigno con il pieno di fiducia. Ma, proprio alla vigilia del suo appuntamento con i Cinque Cerchi, la friborghese ha dovuto fare i conti con un nuovo tradimento. Una sorta di un brutto remake. Sollecitata a proposito del ritorno dell'allenatore zurighese Misra Noto nel suo entourage, Mathilde Gremaud ha sganciato una piccola ‘bomba’. «Beh, c’è stato un piccolo colpo di scena – ha risposto la friborghese a denti stretti –. Tre giorni fa ha cambiato nuovamente idea e ha deciso di aiutare la Cina (e quindi la doppia campionessa olimpica Eileen Gu, ndr). Mi sono sentita come quando si incassa un pugno in pieno volto». Misra Noto aveva diretto la squadra rossocrociata per diversi anni per poi passare al servizio di Eileen Gu prima dei Giochi di Pechino. Con il suo aiuto, la campionessa sino-americana aveva vinto l'oro tanto nell'half-pipe quanto nel Big Air, così come la medaglia d'argento nello slopestyle, alle spalle... di Mathilde Gremaud.

C'era Noto, al fianco della 25enne originaria della Gruyère in Colorado? «No. Lui, a fine anno, era a Laax per lavorare con un italiano. Solo dopo abbiamo lavorato assieme, a Corvatsch». Questo significa che quello che sembra un colpo alle spalle offrirà una motivazione in più alla campionessa olimpica di slopestyle? «Sì e no. Se ne è parlato molto, ma non è proprio nel mio carattere vendicarmi in questo modo e poi dire ‘Voglio farli a pezzi’. Devo concentrarmi su me stessa. Il fatto è che lui ha perso importanza ai miei occhi: una volta ci può anche stare, anche se ci ho messo tre anni a digerire la cosa, ma due no. Basta così».

Una squadra solida

Fortunatamente, al fianco della doppia campionessa mondiale di slopestyle, che domenica compirà 26 anni, c’è ancora Greg Tuscher, l'allenatore della Nazionale che nel Big Air di Aspen le ha dato lo slancio giusto che le ha consentito di realizzare quel superbo Nose Butter 1260 Safety sinonimo di primo posto. «Non è che il mio team stia andando a pezzi: con Greg abbiamo un ottimo rapporto. All'inizio ho lavorato con Misra perché Greg non poteva essere sempre al mio fianco. E avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse nella preparazione. Continuerò a fare quello che ho fatto con Misra: nel mio modo di sciare non cambia nulla. Ma come essere umano, come persona, e non solo come atleta, per me non è una persona perbene. Non condividiamo gli stessi valori, questo è sicuro al 100%. Prima nutrivo delle speranze. Mi dicevo che forse era qualcosa che avrebbe potuto avere anche una durata a lungo termine, ma adesso per me è chiaramente finita».

La risposta migliore di Gremaud sarebbe quella di fare come quattro anni fa a Pechino, andando a conquistare l'oro. E questa volta davanti a gran parte del suo fan club.