Sci alpino

I dubbi li scioglie... San Pietro: al via ci sarà Rogentin

Hintermann è lo svizzero di troppo per la discesa olimpica. Lo zurighese accetta il verdetto e fa ammenda per le esternazioni del giorno prima

‘È un po’ come vincere una gara’
(Keystone)
5 febbraio 2026
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Il secondo allenamento della discesa olimpica di Bormio ha permesso a Stefan Rogentin di conquistare il biglietto per la gara di sabato. Nella corsa interna per l'ultimo pettorale destinato ai rossocrociati, il grigionese l'ha spuntata su Niels Hintermann, rimasto a mani vuote.

Dopo la piccola polemica nata mercoledì a causa del malcontento di quest'ultimo nei confronti dei criteri di selezione, giovedì tutto è tornato alla normalità. Ancora mercoledì, del resto, lo zurighese si era scusato via social network, scuse poi ribadite davanti alla stampa al termine della seconda prova che purtroppo non gli ha sorriso.

È sotto il sole che si è giocata la qualificazione per la discesa di sabato. E non c’è stato bisogno di arrivare fino in fondo, poiché gli allenatori avevano fissato come criterio il quarto tempo intermedio, appena prima del salto di San Pietro. In questo piccolo gioco è stato Stefan Rogentin a dimostrarsi il più veloce e ad aggiudicarsi l'ultimo biglietto per la gara olimpica.

Inevitabilmente felice, il grigionese sorrideva ma senza esagerare. «Questa qualificazione è stata un po’ come una gara», ha confidato. La mia discesa è stata buona, sono riuscito a fare quello che volevo. Avevo buone sensazioni sugli sci ed è stato piacevole scendere qui sotto il sole. Perché era qualcosa di completamente nuovo!».

Tradizionalmente in programma tra Natale e Capodanno nel calendario della Coppa del mondo, la discesa di Bormio si svolge generalmente all'ombra e su una pista ghiacciata. Ma a febbraio le condizioni non sono le stesse. E con la neve caduta durante la notte, il manto nevoso è duro ma non assomiglia alla pista di pattinaggio di fine dicembre.

L'escluso: ‘È così e l'accetto. E mi scuso’

Sconfitto lealmente, Niels Hintermann ha accettato il verdetto della pista: «Sono deluso e triste – si rammarica l'escluso –. Mi sarebbe davvero piaciuto gareggiare. Trovo che la pista sia in condizioni fenomenali, anche se è un po’ sconnessa, ma è così e lo accetto». Alla domanda se abbia la possibilità di partecipare alla combinata a squadre di lunedì, lo zurighese non si è mostrato molto entusiasta: «Non lo so. A essere sincero, non ho molta voglia di restare qui in hotel fino a lunedì. Vedremo cosa farò, ma penso che tornerò a casa».

Lo zurighese ha quindi dovuto fare il mea culpa per le esternazioni della vigilia: «Ieri ero molto arrabbiato, con me stesso, perché ho sciato bloccato. Le mie parole non erano rivolte a nessuno in particolare. Ho semplicemente avuto uno sfogo emotivo e non mi sono reso conto dell'importanza che avrebbe assunto nei media. Mia moglie mi ha detto di guardare e ho visto che c'erano molti commenti con persone divise; non era assolutamente ciò che volevo. Lo sport deve unire e non diventare terreno fertile per l'odio. Non era diretto contro Stefan né Alexis. Alexis è più forte quest'anno. Auguro loro il meglio e mi scuso per quello che ho detto».

Se si prende in considerazione il quarto rilevamento intermedio, anziché il tempo finale, il più veloce della seconda prova è stato Florian Schieder, davanti a Nils Allegre, Rogentin e Monney, poiché Mattia Casse è stato squalificato per aver mancato una porta. Hintermann ha ceduto 0”43 al suo compagno di squadra. Molto veloce nella parte alta, Franjo von Allmen ha tentato qualcosa, così come Marco Odermatt. È inoltre possibile che i qualificati non prendano parte al terzo allenamento previsto per venerdì.

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