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Tra politica locale e globale: Ghisletta, salario minimo e i Grammy che fanno rumore

3 febbraio 2026
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Cari lettori,

La giornata odierna ci porta tra le pieghe della politica locale, dove un municipale non teme di prendere posizioni forti, e tra le sfide sociali ed economiche che continuano a tenere banco nel nostro cantone. Ma non solo: la musica, con la sua risonanza globale, si è trasformata in un inatteso megafono per messaggi potenti e attuali. Un mix di attualità che, come sempre, laRegione vi racconta con approfondimenti e punti di vista unici.

Il municipale socialista luganese Raoul Ghisletta traccia un bilancio di metà legislatura, non nascondendo le sue posizioni spesso in contrasto con i colleghi. Ritiene infatti necessario profilarsi per dare voce a chi non ce l’ha o ne ha poca in una Lugano definita neoliberista. Ma è sulla questione della prossima manifestazione dell'estrema destra che la sua presa di posizione è netta: «Stavolta non autorizzerei». Scoprite i motivi dietro questa ferma decisione e le sfide di un politico che non ha paura di smarcarsi, nell'intervista di Dino Stevanovic.
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Il dibattito sul salario minimo in Ticino si infiamma con la proposta di ‘compromesso’ fatta dal presidente del Plr Alessandro Speziali che promette 22 franchi all'ora. Una proposta che rischia di snaturare il vero cuore dell’iniziativa del Ps, ovvero quel meccanismo di indicizzazione che terrebbe anche conto dell’evoluzione del peso dei premi di cassa malati. In ballo c’è poi anche l’abrogazione della deroga in materia di salario minimo per i Contratti collettivi di lavoro. Una clausola che ha consentito ad alcune sigle sindacali di sottoscrivere in questi anni dei Ccl ben al di sotto della soglia di legge. Approfondite le implicazioni di questa discussione cruciale nel commento del direttore Daniel Ritzer.
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I Grammy Awards 2026 non sono stati solo una celebrazione della musica, ma un vero e proprio palco per messaggi politici e sociali dirompenti. Da Trevor Noah che non risparmia Donald Trump, a Billie Eilish che lancia un chiaro ‘Fuck Ice’, fino alla potente chiamata all'umanità di Bad Bunny, primo latino a vincere il Grammy per il miglior album. Scoprite come la musica, nel suo piccolo, ha fatto la voce grossa, trasformando una serata di gala in un manifesto di protesta, nel racconto di Beppe Donadio.
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