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24.09.2021 - 05:300

Salario minimo e Ccl, la deroga (per ora) non si tocca

Riflettori accesi anche su un autunno più che mite, sul San Giovanni che potrebbe fare spazio alla ricerca, su campi da calcio agitati e nomine gudiziarie

Il direttore del Dfe Christian Vitta è riuscito a riportare al tavolo i sindacati storici Ocst e Unia, Aiti e la Camera di commercio. Un incontro che ha dato modo di fissare dei paletti nella marcia di avvicinamento al salario minimo (a dicembre) alla luce del caso venuto a galla in tre ditte manifatturiere del Mendrisiotto e dell’incursione del sindacato TiSin. Due i punti messi per ora nero su bianco. Il primo mantiene al suo posto la deroga che riguarda i Ccl (purché le aziende si adattino in busta paga). Il secondo richiama l’attenzione sulla tutela dei posti di lavoro (nel rispetto della legge). Tutto ciò in attesa che si pronunci il Tribunale federale.

In Ticino è importante, però, anche avere delle visioni, anche quando si tratta di immaginare la riconversione (dopo il 2035) di un ospedale come il San Giovanni a Bellinzona. Marino Molinaro ha invitato a dire la sua il vicesindaco nonché capo dicastero Territorio e mobilità Simone Gianini, che si mostra aperto a varie opzioni, inclusa quella legata alla ricerca.

A portarci, invece, sui campi da calcio di periferia del cantone è il direttore Daniel Ritzer nel suo commento che prende le mosse dal fattaccio di una settimana fa, ben lontano dall’epica del pallone. L’auspicio? Che anche nelle leghe minori come nei campetti sotto casa si ritrovi il gusto del gioco, nel "rispetto dell’intensità”... della passione agonistica.

Non c’è pace neppure per le piazze svizzere in questi tempi di Covid-19. Ancora una volta a occuparle abusivamente sono le persone contrarie alla misure decise dal governo federale per fronteggiare la pandemia. Ieri sera a Berna erano in circa 800. Nei disordini sono volate pallottole di gomma e hanno sparato i cannoni ad acqua.

Si sofferma, invece, sul pacchetto di nomine in magistratura che attende al varco i novanta gran consiglieri il vicedirettore Andrea Manna, il quale riflette su come equilibri partitici e la tentazione di lottizzare le poltrone (ma occupate dai procuratori pubblici) influiscano sulle scelte più delle competenze.

Oggi fa un’incursione in Prima pagina anche la Formica rossa. Non ce l’ha proprio fatta a trattenersi dopo aver seguito l’intervista rilasciata dal capogruppo della Lega Boris Bignasca alla tivù. Il tema? Ancora una volta TiSin e dintorni.

Buona lettura!

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