ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
36 min

Opere di urbanizzazione generale, ‘ampliare margine dei Comuni’

Iniziativa di Pini (Plr), Buzzini (Lega) e Franscella (Centro): aumentare la forchetta della quota a carico dei proprietari, minimo 10% invece che 30%
Mendrisiotto
1 ora

Chiasso, l’English Film Club torna con quattro pellicole

La nuova stagione debutta il 6 ottobre al Cinema Excelsior. Cambia il giorno delle proiezioni, previste il giovedì alle 18.15
Luganese
1 ora

Circolo di Lugano Est, Fabrizio Demarchi eletto giudice di pace

Con oltre mille preferenze in più rispetto allo sfidante, Giuseppe Aostalli-Adamini, ha ottenuto complessivamente 2’647 voti
Luganese
1 ora

Luce verde all’Istituto scolastico di Vernate e Neggio

I Consigli comunali hanno approvato il credito di costruzione per l’edificazione delle nuove scuole elementari e dell’infanzia
Locarnese
2 ore

Tilo e arredo stradale, Minusio evita (almeno) il pasticcio

Con l’82,3% di “sì” la popolazione non cade nel tranello di bocciare l’unico credito referendabile, che non riguarda direttamente la fermata Ffs
Grigioni
4 ore

San Vittore, 2 votanti su 3 approvano il credito per la scuola

Passa alle urne l’investimento di 7,1 milioni. A Mesocco ratificata la pianificazione di Pian Doss. A Poschiavo confermato podestà Giovanni Jochum
Luganese
22 ore

Arogno, il sentiero resta: respinto il ricorso di Franco Masoni

L’ex consigliere agli Stati riteneva illegittimo il ‘declassamento’ di una strada sterrata per raggiungere la sua proprietà
Luganese
22 ore

Origlio, l’avventura di un negozietto di paese

Peter Murer per 22 anni lo ha gestito guadagnandosi l’affetto della gente. Ora lascia ma ‘Bondì’ resterà
Luganese
1 gior

Direttore arrestato, ‘bisogna cogliere i segnali d’allarme’

Secondo il criminologo Franco Posa allievi, docenti e genitori devono poter far affidamento su una rete esterna per evitare situazioni spiacevoli
Ticino
1 gior

‘Cdm, competenze da ampliare o meccanismi da rivedere’

Consiglio della magistratura, lettera del governo alla commissione parlamentare Giustizia e diritti. Nicola Corti: spunti di riflessione interessanti
Ticino
1 gior

Rincari: ‘Non si scarichino le responsabilità su chi è malato’

A fronte di un aumento dei premi di cassa malati che si prospetta vertiginoso, per Acsi, cliniche private, Eoc, medici e farmacisti serve cambiare sistema
Locarnese
1 gior

Cordoglio per la morte di Pierino Tomatis

Ingegnere, già sindaco di Lavertezzo per diverse legislature, era molto attivo in ambito energetico
Luganese
1 gior

Lugano prevede di adeguare il rincaro del 3%

Lo annuncia il Municipio nella risposta all’interrogazione presentata dalla sinistra. La decisione definitiva verrà presa il prossimo dicembre
Locarnese
1 gior

Attive della Sfg Losone sugli scudi a Zugo e a Veyrier

Ginnastica, ottimi risultati delle ragazze locarnesi, impegnate oltre Gottardo in due gare di livello nazionale
gallery
Bellinzonese
1 gior

Morobbia: dopo 20 anni e 22 milioni, inaugurato l’acquedotto

Entrato in funzione questa estate, in passato era stato contestato dalla Città e oggi produce anche elettricità per oltre mille abitanti
Locarnese
1 gior

Lento fumo, due argenti nazionali per Paolo Dova

L’esponente del Gruppo ‘PipapassioneTuri’ di Minusio si è distinto al 47° Campionato svizzero svoltosi nel Canton Zurigo
Luganese
1 gior

Un credito supplementare per la rotatoria al Piano della Stampa

Il Municipio di Lugano chiede oltre mezzo milione di franchi per una pista provvisoria che garantirà anche l’accesso al cantiere del Dsu
Mendrisiotto
1 gior

Valera verde, L’AlternativA: ‘Seguiremo con occhio vigile’

Verdi e Sinistra insieme: ‘Il fondovalle del Mendrisiotto ha bisogno di questo polmone verde. Non molleremo la presa’
Ticino
1 gior

In pensione il caposezione Circolazione, bando per sostituirlo

L’avvocato Cristiano Canova lascerà la carica il 1° aprile 2023, dopo oltre 30 anni di servizio. Pubblicato il concorso per trovare il suo successore
Bellinzonese
1 gior

Incontro con Raffaele De Rosa a Lodrino

L’evento, organizzato dal Centro di Riviera, si terrà giovedì 29 settembre dalle 18 all’ex Vetreria
Ticino
1 gior

Le settimane passano, ma non i radar, ed è ottobre

Comune per comune i punti ‘osservati speciali’ dell’azione di controllo della velocità in un’ottica di prevenzione
Grigioni
1 gior

La teleferica Arvigo-Braggio chiusa per controlli alle funi

L’esercizio dell’impianto presente nel comune di Calanca sarà sospeso lunedì 24 ottobre dalle 9 alle 11
Mendrisiotto
1 gior

Castel San Pietro, Progetto Monte: villaggio per tutte le età

Appuntamento per sabato 1º ottobre alle 9.15 in cui verranno presentati gli interventi. L’iscrizione al pranzo è obbligatoria entro il 23 settembre
Bellinzonese
1 gior

Ps Riviera: ‘Cosa farà la Ses per abbassare i prezzi?’

José Del Romano in un’interrogazione chiede al Municipio di ‘intervenire in favore della popolazione e delle aziende’
Mendrisiotto
1 gior

A Chiasso per rilevare glicemia e pressione arteriosa

Appuntamento al centro diurno socioassistenziale Villa Olimpia in via Franscini 5, a partire dalle 8.30 fino alle 11
Locarnese
1 gior

Largo Zorzi, l’autosilo dà utili ma ha bisogno di cure

Chiesti al Consiglio comunale 730mila franchi per interventi di manutenzione straordinaria e modernizzazione. Dal 2017 al ’21 più ricavi che costi
23.09.2021 - 19:14
Aggiornamento: 19:43

Salario minimo, padronato e sindacati: ‘Ccl, la deroga resta’

All’incontro convocato dal Dfe, Associazione industrie, Camera di commercio, Ocst e Unia concordi: in attesa delle sentenze del Tf, no a modifiche legislative

salario-minimo-padronato-e-sindacati-ccl-la-deroga-resta
Ti-Press

Due ore d’incontro per un documento condiviso che fissa stringenti conclusioni. La bufera sollevata sull’applicazione della Legge sul salario minimo prevista per il 1° dicembre dal caso delle tre ditte del Mendrisiotto, con l’incursione del neonato sindacato TiSin e il suo Contratto collettivo di lavoro (Ccl) proposto con salari a 15 franchi orari, ben al di sotto di quanto prevede il salario minimo, porta Associazione industrie ticinesi (Aiti), Camera di commercio, Unia e Ocst a mettere nero su bianco che “la deroga prevista per i Ccl è volta a valorizzare il partenariato sociale, dando tempo alle parti di progressivamente adattarsi ai nuovi parametri salariali previsti dalla legge”. Tradotto: la deroga dal salario minimo resta in piedi, ma i Ccl si adattino al salario minimo anche se non subito. Il secondo punto principale, invece, riconosce che “per alcune attività economiche il nuovo salario minimo può comportare un pericolo per la sopravvivenza stessa dell’azienda. È stato quindi ribadito che uno degli obiettivi delle parti è quello di trovare soluzioni che permettono anche la salvaguardia dei posti di lavoro nel rispetto dell’obiettivo posto dalla legge”.

A stretto giro di posta dalla pubblicazione del comunicato da parte del Dipartimento finanze ed economia, che ha indetto l’incontro, arriva la presa di posizione dell’Mps: “Il mondo all’incontrario”, è la sentenza. L’opposizione è ferma sia per quanto la deroga – “serve solo a non far fare troppe brutte figuracce alle organizzazioni sindacali” –, sia per il riconoscere che alcune aziende possono faticare ad adeguarsi al salario minimo: “Dopo aver fatto, giustamente, fuoco e fiamme contro le aziende e TiSin, coinvolti negli accordi fasulli e deroganti, ecco ora inspiegabilmente le organizzazioni sindacali sostenere la stessa tesi che ha ispirato questi accordi e che è pure quella che Aiti ha sostenuto”.

Ricciardi: ‘L’obiettivo è salvaguardare i posti di lavoro’

«Respingo assolutamente le accuse dell’Mps», tuona il segretario dell’Ocst Renato Ricciardi da noi raggiunto: «L’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro per un sindacato è una preoccupazione continua, noi abbiamo sempre alta l’attenzione affinché in Ticino non si perdano». Una difesa «strenua», ribadisce Ricciardi, «perché sono coinvolte delle persone con le loro famiglie, e il nostro sindacato ha a cuore la loro difesa». Ma difendere i posti di lavoro vuol dire farlo a qualsiasi cifra, sdoganando il ‘metodo TiSin’? «Evidentemente difendere il lavoro non vuol dire accettare certi livelli salariali. Noi come Ocst abbiamo più e più volte denunciato situazioni vergognose».

Ciò detto, sempre in casa cristiano sociale, il responsabile industria Marcello Specchietti, anche lui presente all’incontro, assicura la propria soddisfazione perché «questa condivisione di tutti gli attori coinvolti era essenziale per capire le regole d’ingaggio che devono essere comuni e perché non devono esistere zone grigie di applicazione». Di più: «Dopo le note vicende degli ultimi giorni era d’obbligo mettere nero su bianco questi chiarimenti: le deroghe ai Ccl non devono essere considerate come un bypassare ad arte la volontà popolare sui salari minimi. Poi è chiaro – continua Specchietti –, ci sono Ccl creati in periodi non sospetti, alcuni risalgono anche a quarant’anni fa, che andranno corretti e magari gradualmente: ma in questo non siamo messi male. Affronteremo tutto, caso per caso, senza abbassare la guardia e giudicando gravi manovre come quella di TiSin».

Modenini: ‘Un errore procedere oggi con modifiche normative’

All’incontro come detto erano presenti anche i vertici dell’Aiti. Che in una lettera inviata lunedì alle imprese associate aveva fra l’altro ricordato che “il salario minimo è stato approvato dal popolo ticinese ed è diventato legge dello Stato. Bisogna prenderne atto e adeguarsi di conseguenza”. E sottolineato che i contratti collettivi di lavoro “non devono essere utilizzati per aggirare” la volontà popolare. Ovvero il sì dei cittadini ticinesi, nel giugno 2015, all’iniziativa popolare dei Verdi ‘Salviamo il lavoro in Ticino’, con conseguente introduzione nella Costituzione ticinese del principio del salario minimo che “assicuri un tenore di vita dignitoso”. Principio tradotto nella Legge sul salario minimo approvata dal Gran Consiglio nel dicembre 2019, nella quale è pure stato precisato che la normativa non si applica ai Ccl, così come stabilito dall’articolo costituzionale. Quanto scritto lunedì i vertici dell’Aiti lo hanno ribadito nella riunione di stamane, fa sapere il direttore Stefano Modenini. «Ci sono delle aziende in difficoltà, parliamo di casi specifici, e vanno aiutate, ma questo non deve diventare un escamotage per eludere la legge, e meglio la volontà popolare: quest’ultima – rileva Modenini – è stata chiara e dunque va rispettata». Tuttavia ci sono un paio di ricorsi di ditte soprattutto del Mendrisiotto – fra cui le tre all’origine delle polemiche per contratti firmati con il sindacato TiSin presieduto dall’ex Ocst Nando Ceruso che contemplano paghe al di sotto del salario minimo – che nei mesi scorsi hanno impugnato la normativa cantonale davanti al Tribunale federale. Si è ancora in attesa del verdetto di Mon Repos. «Stamattina – riprende Modenini – mi è sembrato di capire che tutte le parti ritengano un errore procedere oggi con modifiche normative quando la legge è ancora sub judice al Tribunale federale, un passo che potrebbe rivelarsi controproducente. Nel senso che il Tf potrebbe sospendere l’esame dei ricorsi e della legge, qualora quest’ultima tornasse in Gran Consiglio per eventuali cambiamenti, e attendere l’esito dei lavori parlamentari prima di pronunciarsi. Insomma, l’applicazione del salario minimo legale verrebbe rinviata, magari anche di anni». E comunque l’Aiti mette le mani avanti. Modenini: «Sia nella comunicazione di lunedì alle aziende a noi associate sia nell’incontro odierno abbiamo ribadito la nostra contrarietà all’assoggettamento dei Ccl alle leggi».

Cicero: ‘Chi non si adegua al salario minimo riconsideri la sua presenza in Ticino’

Tornando sul versante sindacale, meno entusiasmo si registra da Unia. «Evidentemente il problema non è stato risolto con l’incontro di stamattina – afferma Vincenzo Cicero –. Come sindacato siamo soddisfatti solo di un aspetto di quelli discussi e che anche la parte padronale ha riconosciuto. E cioè che gli articoli della Costituzione cantonale e della legge che prevedono la deroga per i Ccl non devono essere utilizzati per aggirare il salario minimo legale: a quest’ultimo le aziende dovranno comunque adeguarsi. In altre parole, l’obiettivo delle norme non è di avere dei Ccl con paghe inferiori a quella sancita dalla legge sul salario minimo, ma esattamente il contrario». E a chi sostiene che l’applicazione del salario minimo legale compromette l’esistenza di alcune ditte, cosa replica? «La posizione di Unia è chiara al riguardo – indica Cicero –. Se ci sono realtà produttive che non intendono adeguarsi al salario minimo legale, minacciando la chiusura o la delocalizzazione, queste realtà devono riconsiderare la loro presenza in Ticino, perché per noi la salvaguardia dei posti di lavoro non può andare a scapito di condizioni di lavoro dignitose. Di certo da parte nostra non si faranno accordi al ribasso per favorire la presenza di queste aziende in Ticino». Una volta adeguati i contratti collettivi al salario minimo legale, le loro condizioni aggiuntive (bonus, indennità…) non rischiano di saltare? «Assolutamente no, secondo noi – aggiunge il sindacalista di Unia – l’adeguamento salariale non deve incidere sull’esistenza di condizioni aggiuntive, che dovranno quindi far parte ancora dei contratti collettivi».

Vitta: ‘Circoscrivere il problema alla sua reale portata’

«La consapevolezza e l’intento delle parti sociali incontrate oggi sono rivolti a fare in modo che l’entrata in vigore di questa legge il 1° dicembre rispecchi quello che è lo spirito stesso della legge e la volontà popolare», commenta alla ‘Regione’ il direttore del Dfe Christian Vitta. Dall’incontro, prosegue, «è emerso che se da un lato viene riconosciuta la necessità di avere una valorizzazione del partenariato sociale che permetta di disegnare un percorso di adattamento progressivo al salario minimo dove sono in vigore i Ccl, dall’altro si riconosce che per certe attività economiche questo è evidentemente difficile: sia per gli strascichi della pandemia, sia per il costo di un aumento di molte materie prime. Il partenariato sociale ha lo scopo ultimo di far rispettare la legge e, allo stesso tempo, di salvaguardare i posti di lavoro». Per Vitta è importante ad ogni modo «circoscrivere il problema alla portata che è quella attuale, e non vederlo almeno al momento come sistemico».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved