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14.01.2021 - 06:000

Svizzera, si chiude e tutti (o quasi) a casa

Negozi non essenziali chiusi e telelavoro. Ma anche più aiuti per chi chiude.

Alla fine, è passata la linea dura di Berset: dal 18 gennaio saracinesche abbassate per i negozi di beni non essenziali, scrivanie negli uffici vuote  e tutti in telelavoro se non comporta oneri sproporzionati, altrimenti mascherine su in ogni ambiente chiuso se in presenza anche solo di una persona, protezione per i lavoratori a rischio, ci si vede al massimo in 5 all'aperto o in privato. Ma arrivano anche allentamenti per l'accesso agli aiuti per i casi di rigore: se la propria attività dall'1 novembre ha chiuso per almeno 40 giorni, si riceveranno aiuti a prescindere dalla perdita di fatturato. Parzialmente soddisfatti i ristoratori, ma i negozianti vedono nerissimo. 

Capitolo vaccini: da oggi, in Ticino, è estesa la vaccinazione anti-Covid anche alle persone con 80 o più anni, ai loro coniugi o partner registrato con 75 o più anni, o più in generale alle persone residenti nella stessa economia domestica sempre over 75. Un passo alla volta, si procede.

Parliamo anche un po' di politica nostrana: arrivano le elezioni comunali, iniziano a esser fatti i primi nomi, e dalle parti del Ppd di Lugano si vocifera di un grande ritorno: Paolo Beltraminelli.  Solo una suggestione o una possibilità concreta?

Oltreconfine, invece, come se non bastasse già la crisi pandemica, arriva anche la crisi del governo di Giuseppe Conte, con l'annuncio del ritiro della delegazione di Italia Viva da parte di Matteo Renzi.

 

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