si-fa-presto-a-dire-pago-in-bitcoin
Archivio Ti-Press
Presto questo logo anche per i servizi erogati dal Cantone
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
22 ore

Rotto l’argine della dialettica, Ppd e Plr pensino al futuro

Lo scambio di cortesie tra Dadò e Speziali non è per forza un male. Però entrambi sappiano che protagonista non è il dibattito politico, ma chi fuori soffre
Commento
22 ore

Forse è tardi, per parlare dei brevetti dei vaccini

Sospendere la proprietà intellettuale sui vaccini per il Covid potrebbe non avere gli effetti sperati. Ma ugualmente dovremmo ripensare il sistema dei brevetti
Commento
1 gior

La ‘Corona Diktatur’ degli uomini forti

India e Brasile, due esempi inquietanti che ci dicono che nemmeno le autocrazie riescono a fare meglio nella gestione della pandemia
Commento
2 gior

Trump, quella di Facebook è una censura lecita ma maldestra

La sospensione a tempo indeterminato dell'ex presidente è una sanzione vaga e priva di base normativa. La “corte suprema” del social network chiede chiarezza, probabilmente invano
DISTRUZIONI PER L’USO
2 gior

Classici e razzismo: precisazioni su Howard (e Marion)

L'università afroamericana non chiude il dipartimento di ‘Classics’ per via della ‘cancel culture’. Ma in Italia e in Ticino si preferisce non verificare
Commento
3 gior

Il non rinnovo di Pelletier, un epilogo in parte già scritto

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, ma la fine di un capitolo probabilmente solo rimandato dalla pandemia
Commento
3 gior

I guardiani della risata

Per molti, se una battuta non ci fa ridere, non deve ridere nessuno. Ma per il comico Ricky Gervais "se ti senti offeso, non è detto tu abbia ragione"
La formica rossa
4 gior

C’era una volta il fioretto, ora la spada affonda il Triciclo

Gli accordi saltano quando si parla di poltrone. E di Centro. Serve leggere tra le righe, non solo in un pomeriggio dei lunghi coltelli come quello di ieri
Commento
4 gior

La storiella, la campana e il coraggio politico (che ci manca)

Del presidente americano Biden la rivoluzionaria svolta: 'È tempo di costruire un’economia che cresca dal basso verso l’alto'
Commento
5 gior

Fedez mente libera, trent'anni dopo Elio

Al Concertone del 1991 gli Elii cantarono 'ti amo' ai furfanti della Prima Repubblica; sabato scorso, il rapper le ha cantate alla Lega. Senza autotune.
Commento
13.04.2021 - 05:300
Aggiornamento : 13:25

Si fa presto a dire ‘pago in bitcoin’

Anche l’amministrazione cantonale accetterà, in futuro, dai cittadini piccoli importi in criptovalute per saldare diritti a lei dovuti

Da domani non sarà possibile pagare i debiti che si hanno nei confronti dell’amministrazione cantonale in bitcoin. In realtà non sarà possibile nemmeno da dopodomani o nell’immediato futuro. Semplicemente è stato incaricato il Consiglio di Stato di avviare un progetto pilota che permetta il pagamento in bitcoin da parte dei cittadini debitori verso lo Stato che lo desiderano, incaricando però una società terza affinché venga annullato il rischio di cambio e incassato l’equivalente in franchi. In pratica non saranno i servizi dell’amministrazione ad aprire un wallet (un portafoglio digitale) su qualche piattaforma di scambio di criptovalute, ma un privato che accetterà i bitcoin e li trasformerà per conto dello Stato nei franchi necessari a saldare il debito, meno la provvigione per il servizio reso. Anche in questo caso non si sta parlando di cifre astronomiche, ma di importi fino a un massimo di 250 franchi. Sarà interessante vedere quanti saranno coloro ansiosi di liberarsi di bitcoin, pomposamente chiamato ‘l’oro digitale del ventunesimo secolo’, per pagare una multa per divieto di sosta. Insomma, siamo nel campo delle spese di cancelleria e di multe per infrazioni alle norme della circolazione stradale e poco altro. A Chiasso, primo Comune ticinese ad accettare bitcoin fino a mille franchi, per esempio, si contano sulle dita di una mano le transazioni in criptovalute effettuate negli ultimi anni. Non sappiamo quanti (pochi, probabilmente) hanno acquistato un biglietto ferroviario in criptovalute o qual è la percentuale del fatturato online di un grande magazzino realizzato con questo mezzo di pagamento. Ma ciò che interessa ai promotori politici del progetto è equiparare questo asset finanziario a quello di una moneta come le altre e che in realtà non lo è. È il riconoscimento pubblico che viene ricercato. Non è nemmeno verosimile che in questo modo si incentivi il nascente distretto FinTech (la tecnologia applicata alla finanza) che è altro rispetto alle derive e ai rischi insiti nelle monete virtuali. Per chiarire, un conto è la tecnologia blockchain, questa sorta di registro decentralizzato che permette di concludere e onorare contratti di qualsiasi genere, soprattutto di natura finanziaria. Pensiamo alle transazioni di borsa. Un altro è prendere l’aspetto più emotivamente visibile – il valore attribuito alla criptovaluta a cui istintivamente diamo una funzione di scambio al pari di un’altra moneta – spacciandolo per la panacea che servirà a rilanciare la piazza bancaria, in declino da anni per le ragioni ormai note. 

Il disegno è molto più ampio e ambizioso. In realtà gli adepti dei bitcoin e simili immaginano un mondo senza più autorità monetarie centrali dove l’emissione di moneta avviene solo attraverso astrusi algoritmi informatici sganciati dal controllo delle autorità pubbliche. Non è un mistero che i promotori, ancora anonimi, riuniti sotto lo pseudomimo di Satoshi Nakamoto abbiano inventato questo sistema di pagamento dodici anni fa in alternativa al circuito monetario e finanziario classico perché timorosi degli effetti inflazionistici delle politiche monetarie espansive delle banche centrali. Intanto le criptovalute si sono moltiplicate e sono diventate un mero strumento finanziario speculativo cooptato dal sistema globale che conta. Altro che ‘abbasso i banchieri centrali’.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved