La crescita della produzione industriale si ferma al 5,2%, mentre le vendite al dettaglio e gli investimenti immobiliari mostrano debolezza
Frenano a sorpresa in Cina ad agosto la produzione industriale e le vendite al dettaglio, gettando nuove ombre sull'economia.
La crescita annua, quanto alla produzione, si attesta a +5,2% annuo, da +5,7% di luglio e contro stime a +5,8%, segnando il passo più debole da agosto del 2024 in scia alla frenata dell'attività manifatturiera (+5,7% da +6,2% di luglio). Quanto alle vendite, l'aumento è di +3,4%, contro il +3,7% di luglio e il +3,8% atteso, al livello più basso da novembre 2024 e pari al terzo mese di fila di rallentamento. In base all'Ufficio nazionale di statistica, il settore alimentare frena a +5,8% da +8,6% di luglio.
A peggiorare il quadro ci sono anche i dati sulla disoccupazione urbana, salita ai massimi da febbraio al 5,3% dal 5,2% di luglio, e gli investimenti in asset fissi in rialzo dello 0,5% nei primi 8 mesi dell'anno, a 32.610 miliardi di yuan (circa 3.650 miliardi di franchi), molto meno del +1,4% atteso e del +1,6% di gennaio-luglio.
Gli investimenti immobiliari, invece, hanno segnato un altro crollo del 12,9%, a 6.030 miliardi di yuan (675 miliardi di franchi), a segnalare che la crisi del settore è ben lontana dalla soluzione. I prezzi delle nuove case, monitorati in 70 città, sono scesi ad agosto del 2,5% annuo, dal calo di -2,8% a luglio, che costituisce tuttavia il 26/mo mese consecutivo di calo e il passo meno pesante da marzo 2024, in scia alle misure di Pechino per allentare le tensioni sul comparto.
L'economia cinese, quindi, inizia a mostrare difficoltà a causa della guerra dei dazi del presidente americano Donald Trump e delle debolezze interne, con Pechino alle prese con la necessità di ridurre la sovraccapacità industriale e la fine della spinta positiva alle anticipazioni dell'export in vista degli aumenti dei dazi Usa su altre economie. La Cina ha fatto molto affidamento sul commercio negli ultimi anni per fronteggiare la crisi del mercato immobiliare e una domanda delle famiglie più debole. Gli esportatori mandarini si sono affrettati a spedire merci negli Stati Uniti nella prima metà dell'anno per prevenire le barriere tariffarie del tycoon: Cina e Usa hanno concordato una tregua dopo i dazi reciproci a tre cifre decisi ad aprile per consentire ulteriori negoziati.
Pechino, nel tentativo di ribilanciare i pilastri delle sua economia, ha cominciato a spingere sulla domanda interna per stimolare la crescita con una serie di piani di stimolo, tra cui sussidi per l'assistenza all'infanzia per le famiglie e prestiti agevolati per i consumatori. Il governo ha anche iniziato a reprimere la deflazione dei produttori industriali, incoraggiando il consolidamento nei settori afflitti da sovraccapacità e da forte concorrenza sui prezzi. A tal proposito, le relative misure contro l''involuzione' - il termine usato dal Partito comunista per indicare la competizione 'distruttiva' - potrebbero portare a un calo degli investimenti con la concentrazione delle fabbriche.