Estero

Processo Maradona, anche la figlia Jana accusa il neurochirurgo Luque

Jana sostiene che Luque convinse la famiglia al ricovero domiciliare anziché in una clinica; altre testimonianze e periti evidenziano carenze nella cura

19 maggio 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Con l'avanzare delle udienze e delle testimonianze nel processo per la morte di Diego Maradona si fa sempre più complicata la posizione del neurochirurgo Leopoldo Luque, a capo dello staff medico che ebbe in cura per settimane l'ex campione del mondo durante il ricovero domiciliare conclusosi fatalmente il 25 novembre 2020.

A puntare il dito contro Luque oggi in tribunale a San Isidro è stata la figlia Jana - frutto della relazione con Valeria Sabalain - che, nel corso di una lunga testimonianza interrotta molte volte da un pianto incontenibile, ha confermato che è stato proprio il neurochirurgo a insistere e a convincere la famiglia a optare per il ricovero domiciliare piuttosto che in una struttura specializzata.

"Luque ha iniziato a dirci che l'opzione della clinica era folle perché mio padre non l'avrebbe voluta e che quelli della clinica volevano solo farsi pubblicità", ha affermato Jana, precisando poi che "Luque ha detto che avevamo una sola cartuccia e che dovevamo usarla bene, e che l'opzione migliore era il ricovero domiciliare". "Mi ricordo che mia sorella Dalma non si fidava di lui e che gli disse di farsi da parte se non si sentiva all'altezza, ma lui insistette. In quel momento mi era parso eccessivo questo atteggiamento, ma oggi riconosco che Dalma aveva ragione", ha aggiunto Jana.

Ad oggi in tribunale sono state ascoltate le testimonianze delle figlie Dalma, Gianinna e Jana, dell'ex moglie Veronica Ojeda e degli esperti forensi che hanno realizzato l'autopsia sul corpo di Maradona. In tutti i casi sono state evidenziate carenze nell'attenzione medica da parte dei sette membri dello staff medico imputati per omicidio colposo.

Maradona è morto all'età di 60 anni per un edema polmonare acuto secondario provocato da insufficienza cardiaca. Il suo cuore pesava 503 grammi, il doppio del peso normale, e presentava una cardiomiopatia dilatativa e un grave accumulo di liquidi (anasarca) negli organi e nel corpo.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni